18 gennaio 2013

Non convince il film su Trieste di Elisabetta Sgarbi

Ventiquattresimo Trieste Film Festival, primo film in programma: sala Tripcovich piena in tutti i suoi 900 posti, anche se fuori ulula la bora. Tutti qui per vedere Il viaggio della signorina Vila, di Elisabetta Sgarbi. Dopo i saluti di rito, buio in sala e ha inizio la proiezione.

Ci sono interviste interessanti a personaggi più e meno noti della capoluogo mitteleuropeo. Belle riprese di Trieste. Alcune sono vere e proprie chicche, come le riprese del gasometro dall’interno o quelle del magazzino 18 in Portovecchio, dove sono ancora oggi ammassati beni abbandonati dagli esuli. Un’ottima colonna sonora (opera di Franco Battiato). Ma purtroppo, ancora una volta, si presenta un certo volto di Trieste a chi Trieste bene o male già la conosce.

E ancora una volta, non ne viene colta la vitalità, la spinta e le aperture verso il futuro. Con la scusa di un linguaggio filmico poetico che lascia intendere molto ma osa dire poco (e nonostante alcune osservazioni davvero intelligenti nelle interviste) il lavoro resta poco più che uno spot turistico sulla città, fatto da intellettuali per intellettuali. Grandi assenti? Per esempio la gente comune, lo sport, le osmize, la città della scienza… ma soprattutto il morbìn dei triestini, che nemmeno le immagini delle clanfe finali riescono a suggerire.

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5 commenti a Non convince il film su Trieste di Elisabetta Sgarbi

  1. La Trieste “vera”, quella con morbin, va cercata per strada, ogni giorno.
    Ed è molto meglio di uno spot qualunque…

  2. Concordo con te Paolo. Un film di letterati per letterati. Non siamo tutti letterati. Non esaustiva la rappresentazione degli esuli e degli sloveni. Mancava la mia Trieste, come ha detto giustamente Boris Pahor dopo la proiezione.

  3. ufo

    Vitalità? Aperture verso il futuro? Trieste? Non è che ci confondiamo con il festival del film di fantascienza?

  4. Fiora

    Non ne so nulla, mi fido di voi.
    A fronte della sperimentata disinformazione di troppi connazionali sulla mia Trieste, ho finito per adattarmi a delle “pretese” più che “miti”,io.
    Della serie purché se ne parli….

  5. Nini Nada

    #3 (ufo): sottoscrivo (sganassandome) il commento. Se il film di Elisabetta Sgarbi non convince, tantomeno mi convince questa critica…

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