13 gennaio 2013

Trieste: una pista ciclabile sulle rive entro il 2013?

 “Caro Sindaco,potremo vedere avviata la realizzazione della CICLABILE delle RIVE che gode già di un finanziamento di 258.228 entro il 2013? l suo collega De Magistris ce l’ha fatta!” lo scrive un utente Facebook sulla pagina del sindaco di Trieste Roberto Cosolini. Negli ultimi mesi è sotto gli occhi di tutti i cittadini l’aumento dei ciclisti in centro, così come sono aumentate le iniziative di sensibilizzazione dell’uso della bicicletta o dei mezzi pubblici piuttosto dell’auto. Anche la politica pare si stia muovendo in questo senso con non poche difficoltà.

Il 15 gennaio ci sarà una conferenza dei servizi  tra Comune, Autorità Portuale e Trieste Terminal Passeggeri per discutere in merito alla realizzazione di una ciclabile sulle Rive. Da anni l’Associazione Ulisse- FIAB, composta da un gruppo di cicloturisti e ciclisti urbani di Trieste, insiste sull’importanza strategica di questo intervento. Ecco in sintesi, secondo Ulisse- FIAB, tre buoni motivi per non perdere altro tempo:

1. Rendere più moderna la mobilità a Trieste e promuovere la ciclabilità
Trieste deve colmare lo spread che ha rispetto la mobilità urbana con le città più evolute su questo tema. La bicicletta è una delle chiavi di volta di una mobilità urbana innovativa e smart, ora tocca a Trieste garantirle sicurezza e dignità di “mezzo di trasporto quotidiano” dando spazio ad una nuova cultura della sicurezza e della ciclabilità urbana. Tanto più che sempre più triestini la usano per muoversi e i numeri parlano chiaro: +500% uso bici a Trieste negli ultimi 10 anni -50% vendite auto a Trieste negli ultimi 10 anni

2. Aumentare la sicurezza di chi si muove in bicicletta
Il primo motivo che scoraggia i triestini all’uso della bicicletta per muoversi in città non sono le salite ma la paura di pedalare in mezzo al traffico. Dati Istat dicono che a Trieste ci sono stati 24 incidenti con biciclette coinvolte nel 2011. I dati del 2012 non sono disponibili ma saranno sicuramente in crescita visto il forte incremento dell’uso della bici. Due incidenti nel 2012 sono stati quasi mortali.

3. Non perdere le grandi opportunità di sviluppo economico cicloturistico
Il cicloturismo costituisce una spinta enorme per le economie locali, oltre che una forma di turismo sostenibile per l’ambiente. Il cicloturismo è un mercato immaturo in Italia e ha margini di crescita enormi, l’indotto del cicloturismo in Europa si aggira attorno ai 44 miliardi di euro all’anno, di questa torta l’Italia si prende solo poco più di 1 miliardo (in Trentino l’indotto del cicloturismo è di 85 milioni all’anno) Trieste ha la fortuna di avere un territorio molto attraente per questo tipo di turismo e di trovarsi all’incrocio di due percorsi cicloturistici transeuropei. EuroVelo 8 Cadice-Trieste-Atene e EuroVelo 9 Danzica-Trieste-Pola La ciclabile delle Rive fa parte dell’EuroVelo 8 Cadice-Trieste-Atene.

L’Associazione sottolinea che il Comune di Trieste è beneficiario di un contributo di di 258.228 euro per realizzare una ciclabile sulle Rive ma il progetto non parte, sembra a causa dell’Autorità Portuale/Trieste Terminal Passeggeri (le Rive sono Demanio Marittimo e il problema è che si perderebbero alcuni parcheggi)

Per maggiori informazioni sulle iniziative a Trieste in merito alla mobilità sostenibile vedi: http://www.triestemobile.org/

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71 commenti a Trieste: una pista ciclabile sulle rive entro il 2013?

  1. Paolo Geri

    La riduzione prevista del trasporto pubblico è del 10- 15 % nel 2013 a causa del taglio dei finanziamenti regionali. Salteranno frequenze e forse percorrenze. Ma noi pensiamo alle piste ciclabili !

  2. bonalama

    è proprio una tristezza leggere queste cose. soldi buttati in ecochicchismi che non ci possiamo permettere. casco luci e giubbotto catarifrangente comunque. ci sono soldi da buttare o velleità paesane da soddisfare?

  3. bonalama

    prima i marciapiedi. tutti quelli che cadono dovrebbero far causa al comune che butta soldi in cose inutili e il prossimo ciclista sulle pedonali lo fotografo!!! quelli che passano col rosso sia fotografati e messi in rete oltre al sequestro del trabiccolo. Quando non c’erano macchine a ts c’erano le motorette ma NON le biciclette!!!!

  4. bonalama

    e gli incoscienti che si portano dietro i bimbi in bici (ma anche in moto) meriterebbero multone. Come fanno altrove? e chi se ne frega? trieste non merita di essere invasa da costoro. Già mi vedo sto ferrame ancorato alla qualunque. Bora (il vento)pensaci tu, pioggia non essere timida. ghiaccio no ci sono già i marciapiedi pericolosissimi!!!!

  5. bonalama

    e psserella corta invasa da bicifan dovrà avere il doppio senso di circolazione eh? o meglio VIETARLA alle bici. e togliere il nome della ditta che è un pugno nell’occhio

  6. Franco

    C’è un’imprecisione di base nello scrivere “il suo collega De Magistris ce l’ha fatta”: sono spuntati, a Napoli, segnali di area ciclabile praticamente ovunque, il che non vuol dire aver realizzato piste ciclabili!
    Resta il fatto, poi, che città in pendenza, come Trieste e Napoli stessa, non si addicano granché al velocipede.
    La polemica circa la riduzione del trasporto pubblico: è un problema nazionale quello di tagliare i servizi pubblici, malgrado principi di scienza delle finanze vorrebbero che l’imposizione sul trasporto privato finanzi quello pubblico. Quindi se aumenta il prezzo della benzina, dovrebbe aumentare il finanziamento statale al trasporto pubblico ma qui non avviene più, perchè “dobbiamo remunerare il debito” (ovvero, remunerare anche speculatori, in qualche caso).
    Non è, comunque, evitando di realizzare una pista ciclabile che si salva il trasporto pubblico che, beninteso, bisognerebbe usare di più. Peraltro i finanziamenti per le ciclopiste sono ad hoc.

  7. si ma fatto sta che i soldi ci sono e penso solo per quel progetto.
    Perchè non usarli?
    Il trasporto pubblico, come priorità, vince anche sulla pista ciclabile, soprattutto in tempi come questi in cui ben volentieri la gente lascia le macchine a casa e va in bus.

  8. bruno

    scusatemi non sapevo come fare ed ho copiato l’intero articolo….percè non si va mai all’inizio del problema?
    –“A Tallin i mezzi pubblici sono gratis per i residenti
    Tallinn è la prima capitale europea a offrire ai propri cittadini un servizio di trasporto pubblico che dal primo gennaio è gratuito. Lo scopo dell’iniziativa del partito di centro, a guida della città, è decongestionare il traffico e ridurre l’inquinamento.

    -Redazione- 13 gennaio 2013 – I residenti di Tallinn non potranno che essere felici della nuova iniziativa entrata in vigore con l’inizio dell’anno sul territorio comunale: la capitale estone è difatti la prima tra le colleghe europee a offrire un servizio di trasporto pubblico totalmente gratuito per i propri cittadini.

    La decisione è stata presa dall’amministrazione locale centrista e ha lo scopo non solo di limitare l’inquinamento dell’aria, ma anche di decongestionare dal traffico le vie cittadine. Siccome le entrate derivate dall’acquisto di biglietti erano una voce che copriva neanche un terzo delle uscite, si è optato per eliminarla quasi del tutto.

    Gli oltre 400.000 abitanti potranno ora utilizzare senza limiti bus e tram della città, con l’unica limitazione di avere con sé una carta verde che costa solo 2 euro e serva a testimoniare che sono domiciliati nella capitale.

  9. Cavoli Bruno. Davvero una bella iniziativa.
    Ma secondo te a Trieste sarebbe possibile una cosa così, cioè trasporto urbano gratis e tutte le macchine a casa? Te lo chiedo perché mi viene in mente il genitore di turno che da Gretta sposta l’auto … in Gretta per portar il bimbo a scuola…

  10. bruno

    [email protected] se mai cominciemo…se i vigili (?) non te permettessi de fermarte in secon-tripla fila (neanche per un attimin)….se cominciassimo a mentalizzarse diversamente…..e allora i soldi buttai per le corsie dei pedo-bus? (ma i le usa?)….vedi sara xe solo de cominciar a……

  11. hobo

    a vilnius il sindaco ha risolto cosi’ il problema delle macchine in divieto di sosta:

    http://www.youtube.com/watch?v=irlooC_QDy8

    disclaimer: sto video lo go messo per rider. personalmente ‘ste esibizioni ala rambo le me fa cagar.

  12. no capisso, i soldi xe za, me par che el spreco in sto caso saria el non far, non el far.

  13. bruno

    diego …mi so che ti te và in bici….ma semo una citta de veci (e pigri)….una volta la mentalià iera de no buttar i soldi …oggi che servi o no servi, i xe spendemo, e allora el discorso và a finir sul…riscaldamento del pianeta……

  14. bruno

    hobo….però, a parte che nol xe gà accorto che la macchina iera sua ( 🙂 dopo quella mattina nessun gà posteggià più in divieto….

  15. Bibliotopa

    altro mantra triestino : “a Trieste no se va in bicicletta, no se pol, no se ga mai fato e soto l’Austria no se fazeva. E schluss!”

  16. Federico Zadnich

    La ciclabilità non è una SPESA ma un INVESTMENTO ad altissimo tasso di rendita!
    Faccio solo 3 esempi, ma c’è ne sono altri.

    1)Ritorni economici legati al cicloturismo
    Per chi vuole approfondire:
    http://www.amicoinviaggio.it/nuovo-studio-rivela-dal-turismo-in-bicicletta-44-milioni-di-euro/
    http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/la-bici-del-trentino
    http://www.repubblica.it/economia/2012/08/16/news/lo_studio_francia_le_piste_ciclabili_valgono_1_9_miliardi_e_danno_da_lavorare_a_oltre_16mila_persone-41034912/

    2)Risparmi della spesa sanitaria sia legati alla miglior salute di chi si muove in bici sia legati alla diminuzione dell’inquinamento e di tutte le patologie da esso creato.
    Per chi vuole approfondire:
    http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESIdDoc/43ECFBB8C040C2BFC1257A9800465EAA/$file/SGB2012_Francesca%20Racioppi_WHO%20Regional%20Office%20for%20Europe.pdf

    3)Acquistare un’auto e mantenerla costa in media 3.500/4.500 euro all’anno
    Se una famiglia passa dall’avere 2 auto a 1(perché oltre all’auto si usa anche la bici) quei soldi risparmiati ridanno fiato al bilancio familiare e vengono per lo più spesi in città(Ristoranti, negozi, Librerie) dando impulso all’economia locale.
    Per chi non è convinto si legga questo articolo:
    piciclisti.wordpress.com/2012/12/19/il-vero-costo-dellautomobile/

    Mi fermo qui ma ci sono molti altri buoni motivi per far diventare Trieste più ciclabile

  17. bruno

    15…non xe vero….anche mi anni ,anni fà con tutti i boni propositi son andà a lavorar in bicicletta , ma sarà stà el fià, le gambe, trovighe ti la scusa che te vol….dopo quattro volte …gò medità che la vespa xe meio….vespa? gavemo……

  18. bruno

    [email protected] 1) ghe vol anche alberghi economici….che non gavemo
    2 ) se cominciemo ad una certa età….penso che le patologie aumenta fino al risparmio sanitario totale
    3) pena che te risparmi da una parte …te paghi più agevolmente le tasse
    4) te ga mai senti in bus quell’odor tipico de ranzido?….bon dopo te lo gavessi anche sui posti de lavor ….e non xe bel…..

  19. isabella

    Un poca de bici, se te son pulito, non fa spuzzar!

  20. bruno

    19 ihhh come xe sofistici, estremizze tutto, son d’accirdo con ti(lei)..un poca de bici… meio se fatta al sabato o domenica, poi vado casa e me fazo una docia—
    comunque appena visto su striscia la notizia a vetralla (non so dove xe , ma in italia) istallati 9 cassonetti elettronici (tipo piazza borsa?) spei un milllione di euri , 90% comunità europea 10% comune mai funzionati….serve? le piste (?) che gavemo zà non le rispetta le normative, zà le manca della manutenzione più elementare, zà….

  21. quoto el 16, e non nascondo che el punto 3 sia una dele robe che magiormente me spingi a usar tutora sempre la bici (escluso co piovi, no tanto per la piova, ma perchè go paura dele strade bagnade. va ben ris’ciar la vita, ma a tuto ghe xe un limite).
    co iera quel periodo a dicembre che pioveva go dovù usar de novo l’auto, 100 euri de benzina andai cussì, in meno de un mese 🙁
    finchè posso finchè rivo mi continuerò andar in bici. pensavo de rivar solo d’estate, invece vedo che de inverno xe anche meo: no sudo, no spuzo 😀

  22. Bibliotopa

    i triestini usano la bicicletta solo se la possono portare in macchina fino alle piste ciclabili

  23. Federico Zadnich

    [email protected] non ci vogliono alberghi economici:

    il cicloturista medio ha tra i 45 e i 60 anni è benestante e istruito.
    I ciclo turisti, spendono mediamente dai 61 euro ai 75 euro al giorno contro 54 euro per i turisti ‘classici’.

  24. Gianni Bua

    Fazemo i coti de la serva : disemo che la pista
    pol partir solo dala capitaneria de Porto e rivar ala piscina terapeutica, No son espoerto in planimetria, ma a ocio sarìa 2 Km; 2000 Euro al metro ?? Ma i ghe meti intorno i pirana/fil spinà ricoperto de oro ?? I la pavimenta in moquette de Missoni ??
    Cerchemo de esere serii. per favor !!

    Servus. Gb

  25. bruno

    [email protected] non per disprezzar quel che te disi (che sia chiaro) ma solo per far conversazion
    7 litri de miscela …in vespa te giri una settimana, sette birete (una al giorno) femo anche due ….te gà risparmià…mhm te gà ragion non son turista 🙂

  26. bruno

    comunque questa gavessi ‘ssai ‘ssai successo
    http://youtu.be/MkulQvz-efw
    su e zò per le rive…anche turisticamente parlando….

  27. Franca

    noi triestini per veder le ciclabili in cità dovemo far i turisti a Koper o Villach, meio saria che dal 2013 i turisti da Koper e Villach vegnisi con la bici a veder Trieste …

  28. @4 Nel 2011 ci sono state oltre 160 persone investite da auto a Trieste (quasi tutti in città) e purtroppo una deceduta, dati ufficiali. Trieste non merita di essere invasa da troppe automobili, guidate a volte da incoscienti; può capitare anche con le bici (sono guidate sempre da umani), ma le conseguenze sono molto diverse. Davanti a questi numeri te la prendi con i ciclisti, magari come proponevi tempo fa con punizioni fisiche?

  29. amelio mauro

    se questo vol dir che i tira via el Pontelosco me va ben, anca perché me par bastanza de dindi spender soldi per far una pista paralela a quela che i vol far e che dovessi andar da piaza venezia in stazion passando per el Pontelosco…. se el comun no ga bori come el disi, che no li buti via in monade, che de solito i fondi copri solo una parte del’opera.

  30. bonalama

    28 si me la prendo con questi proprio perchè le loro lagne vengono ben dopo il benessere dei pedoni. Oggi xe jazà, i marciapiedi xe una pista de bob e tale resterà. Quindi prima i pedoni e poi, ma assai dopo e EVENTUALMENTE i biciclettari. Sulle macchine: sono identificabili e punibili e c’è l’assicurazione obbligatoria. Siamo chiari è una moda ammantata da verdità. Andate a piedi o usati gli autobus piuttosto e se non va bene lamentatevi con chi organizza gli autobus!!! E se non ci sono aree dove dovete andare fatevi aree dove lasciare gli ordegni! E sull’indotto delle bici è tutto da vedere, come ricadute vedo tendopoli a barcola e piscio ovunque (per tacer del resto)!

  31. Ultimamente noto un certo accanimento contro i fan della bici, accanimento che non trovo nei confronti di quelli che usano la macchina anche per andare in bagno. Un conservatorismo che veramente non capisco.
    Personalmente non mi sognerei mai di andare in giro in bici per città: preferisco gli autobus o camminare. Ma sono anche contenta se c’è qualcuno che lo fa, che si sente più sano e in armonia con la natura. Mi piacerebbe anche che i miei figli coltivassero questa abitudine, perché no.
    Chi sbandiera invece il problema dell’infrazione delle regole dei ciclisti lo fa invece in malafede o con superficialità: una volta attrezzati dei percorsi specifici, è chiaro che i ciclisti dovranno rispettare quelle regole. Non abbiamo elementi per dire che non lo faranno. Ci sono ciclisti che oggi passano col rosso o tagliano la strada alle macchine? Quanti in confronto alle infrazioni degli automobilisti o dei pedoni?
    Quanto alle risorse economiche, non credo che i finanziamenti stanziati per i percorsi ciclabili siano dirottabili sugli autobus. Altrimenti l’avrebbero già fatto no?

  32. sergio zerial

    la pista ciclabile si doveva fare quando hanno rinnovato le rive ma al sindaco di Piazza non interessava farla, non si sa perché, eppure si doveva prevederla, molte città in Italia l’hanno, come al solito siamo sempre gli ultimi, se si hanno i soldi che mi pare eccessivi, bisogna farla, se no si perde il contributo, che poi non si sa dove andrà.

  33. bonalama

    @31 e quindi con i ciclisti indisciplinati aggiungere casino a casino? anche no, grazie

  34. bonalama

    armonia con la natura? ma per favore! armonia con la natura può essere la mountain bike sebbene anche lì le zampine siano preferibili ai velocipedi

  35. Paolo Geri

    #7. sara matijacic

    “si ma fatto sta che i soldi ci sono e penso solo per quel progetto.
    Perchè non usarli?”

    Il problema è proprio questo. Arrivano contributi (questi sono regionali) vincolati a progetti che non sono – secondo me – prioritari per la città e che dovrebbero invece essere dirottati nel caso specifico a contenere la riduzione del chilometraggio previsto per il trasporto pubblico. Perchè io Comune di Trieste non ho diritto di dire alla REgione: “tu mi vuoi dare 200.000 euro di contributi per le piste ciclabili io invece – che ne capisco più di te – trovo più utile per i cittadini aumentare le frequenze della linea 10 !” e ottenere comunque il finanziamento ?
    E’ la stessa identica storia del nuovo ponte sul Canale finanziato in modo vincolato dall’ Unione Europea. Se non lo costruivamo perdevamo il finanziamento. Ma è questo sistema che non va. Spetta al Comune interessato stabilire le priorità di spesa
    e – secondo me – fra queste a Trieste non ci stanno certo le piste ciclabili.

  36. bruno

    sicuramente i soldi già stanziadi se non se li spendi i xe persi, che sia per la pista (?) sulle rive o altre amenità….penso che però se cominciassimo a vederla in un altro modo (vedi Tallin ) forse ……

  37. Fiora

    bonalama, te go leto qua e là ‘ntei threads,ma “scopro” in sto post.
    dialetica e argomenti . caspita, la maia rosa te darìa. 😉
    Mi no so ‘ndar e quindi pol no interessarme o pezo farme nervoso,ma me par un argomentazion tropo meschina.
    Sul “particulare” devi prevaler el ben comune…
    Però,però, quanti semo i Triestini “negadi” come mi? e de quei che se rangia, quanti xè disposti a “lanfùrzarse ” ( se te la vol,te la regalo Diego Manna,per farme perdonar el lieve dissenso…) e trasformarse in ciclisti?

  38. effebi

    prima de tuto qualcossa de altro…

  39. bonalama

    fiora grazie, ma no maia rosa, maia zala, xè + vecio el Tour de France 😉

  40. Federico Zadnich

    Le biciclette sono agili, pratiche e flessibili e si adattano alla vita delle città: ora tocca a Trieste riconoscerle e garantire loro sicurezza e dignità di “mezzo di trasporto quotidiano” dando spazio ad una nuova cultura della sicurezza e della ciclabilità urbana.

    iniziare a realizzare una rete ciclabile a Trieste non è una scelta di schieramento ma di civiltà e di buon senso.

  41. Kaiokasin

    Quarantasei superamenti del limite di polveri sottili, sarà questo il problema?!
    http://www.wwf.it/client/news_regionali.aspx?root=32351&parent=1105&content=1
    Ok, che c’è anche la Ferriera (leggete Sofri su Repubblica di oggi), ma anche favorire la bici e SFAVORIRE IL TRAFFICO IN CENTRO, sono investimenti per la salute e il benessere di tutti.

  42. bonalama

    41 e andare a piedi ancora meglio, se la strada è lunga, ci si svegli prima! Dimenticavo assicurazione obbligatoria!

  43. Kaiokasin

    Con tutti i pedoni investiti un’assicurazione obbligatoria sui pedoni potrebbe essere effettivamente utile.

  44. Kaiokasin

    31-33% I ciclisti non hanno piste ciclabili, devono rischiare la vita nel traffico (già di per sé caotico a TS) e anche essere puniti per eventuali irregolarità. Ma quanti morti e feriti hanno causato i ciclisti a Trieste negli ultimi 10 anni? Io a volte, ai semafori, parto con il rosso prima delle auto che rombano alle spalle, una volta che i pedoni sono passati, così prendo un po’ di vantaggio ed evito di essere travolto: che male faccio? All’obiezione che a Trieste non si è MAI andati in bici (a parte che mio papà in porto la usava per lavoro negli anni ’70) è ovvio obiettare che le bici sono migliorate, una volta non c’erano i rapporti, oggi con una buona bici si può andare a Opicina anche senza essere Bartali. Una proposta: in via Carducci (direzione stazione) c’è una corsia per gli autobus perennemente occupata da auto in sosta vietata: basta una riga per terra e quella è una pista ciclabile già pronta (come fanno in Austria e Svizzera), bici e autobus possono convivere. Per le auto in sosta vietata sulla corsia bus io proporrei direttamente la pressa dello sfasciarrozze.

  45. bonalama

    ” parto con il rosso prima delle auto ” il che significa che qualcuno si mette davanti alle auto in prima fila ferme al semaforo, magari scavalcando la linea bianca. Ebbene : E’ VIETATO e vale anche per le motorette, ma non ho mai visto dare una multa!!!! “evito di essere travolto: che male faccio?” si chiama intralcio e pericolo alla circolazione, che poi il pericolo sia solo del presunto trasgressore è da dimostrare. “in porto la usava per lavoro” in porto appunto NON sulla pubblica via! Assicurazione a carico dei NON-PEDONI, che sia chiaro.

  46. Sandro Clemente

    Quoto Federico, Diego e Lorenzo la bicicletta è quel mezzo che, nelle distanza sotto i 5km, è veloce quasi come i mezzi a motore, ma utilizza energia propria, non inquina e avvia un circolo virtuoso di benessere.

    Difficile spiegarlo a chi non lo ha provato!

    Per chi dice che a Trieste ci sono troppi anziani, rispondo che le opere vanno fatte guardando al domani più che all’oggi, cioè per far ‘invecchiare’ meglio i giovani/adulti d’oggi.

  47. Sandro Clemente

    Ah .. dimenticavo, esiste già l’assicurazione per le bici, costa 20 Euro all’anno ed è compresa nell’affiliazione alla Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).
    Io ce l’ho 😉

  48. Davide

    mi co camino per strada e vedo dei fioi pici stago sempre in ansia perchè i cori come mati senza vardar, i sè imprevedibili e più de una volta me sè capitado che i me rivi addosso e due volte son anche cascà per tera per colpa de lori, una dele quali me son slogà el polso.
    per mi sè de far assicurazion obbligatoria sui fioi pici, fin al’età prescolare disemo.

  49. sara

    ma come si fa ad avversare la realizzazione di piste ciclabili? bisogna superare la pigrizia e darsi da fare, prendendo esempio da realtà italiane ed europee anche molto vicine (città friulane e venete, Graz, Vienna, Lubiana, Zagabria…) e smetterla con sto pregiudizio sulle bici a Trieste. Le persone anziane, e tutti coloro che non se la sentono, useranno i mezzi pubblici. Ma basta con il caos di auto con spessissimo una sola persona dentro che caratterizza una bella città com’è la nostra. Le piste ciclabili sono un validissimo – ed economico- aiuto contro l’inquinamento e se i soldi son già stanziati perchè far polemiche?

  50. Sandro Clemente

    Un piccolo regalo per chi ama la bicicletta .. e per chi magari dopo questi video comincierà ad amarla

    http://www.youtube.com/watch?v=A2LTVhqHAdo

    http://www.youtube.com/watch?v=cNS7mfu2Hpo

  51. bonalama

    ma come mai tante pretese di stringere le strade, buttare soldi, giocare a fare i pedoni ciclati? C…O!!! Se non usano nemmeno le piste che hanno (vedi ponte ferrovia- barcola in entrambi i sensi)??? ah è dissestata e rovina gli ipertecnologici aggeggi? e chi se ne frega ripeto? Nessuno obbliga alcuno ad andare in bici. Le piste sono disagevoli? i marciapiedi di più, sebbene gli abusivi ciclisti anche su questi imperversano a causa di regolamenti equivoci! La bici è un mezzo di trasporto? ci sono le strade, non vi garba? Arrangiatevi! Enon parliamo di vienna amsterdam copenhagen bruxelles, copiami cose più intelligenti, tipo autobus sui quali non bisogna essere scalatori di 6° superiore per salirci. E sia l’orografia che l’assetto urbanistico di quei posti, per chi non se ne fosse accorto, sono generalmente molto diversi. Ps a bruxelle ancora un po’ e mi buttavano sotto con la bici. Mal gliene sarebbe incolto, fidatevi!

  52. Fiora

    pur se “negada” & autodipendente, trovo che se la somma xè stada stanziada e no xè ammessi utilizzi diversi, rinunciarghe e no far la pista ciclabile, sarìa una dele tante ocasioni che se perdemo per…nosepolismo.
    Mi “negada”, ‘vanti in auto , in bus (orore! 🙁 ) e a pìe, ma tanti concitadini, amici e parenti sarà contenti!

  53. Paolo Geri

    Finanziamento della Regione: 500.000 chilometri di percorrenza in meno nel 2013 per Trieste Trasporti. Quanti chilometri di percorrenza e quindi corse di autobus potremmo recuperare con i soldi del finanziamento per la pista ciclabile ? Questa è la questione non discutere se bici è bello o brutto, se i cattivi sono gli automobilisti e gli indisciplinati i ciclisti.

  54. @54: Certamente, Paolo, il taglio è drammatico. Avevo sperato bene con le notizie dello scorso luglio (Patto governo regioni sul trasporto pubblico, http://www.altalex.com/index.php?idnot=58513 art. 16bis), purtroppo non sta andando così. Ma quanto faresti con quei soldi? Poco, credo. Ti fornisco un dato: il finanziamento del TPL in regione è dell’ordine dei 120 milioni. A livello locale, invece, Trieste Trasporti ha esposto 3,7 milioni di UTILE nel bilancio 2011!

    Non scagliamoci contro le bici. Anzi, le bici sono parte del sistema di trasporto locale, si integrano perfettamente con il trasporto pubblico, con i parcheggi periferici e il car-sharing, così come in tutte le città moderne. Così come molte indicazioni europee invitano a fare, confermate da molti studi seri (anche dall’OMS); e per questo motivo esistono finanziamenti ad hoc che non possono essere convertiti in gasolio per i bus o stipendi per gli autisti.
    In Ulisse-FIAB abbiamo speso enormi energie per promuovere la mobilità urbana in bicicletta in modo integrato, e stiamo lavorando oramai da anni con associazioni come UISP, Legambiente, ISDE Medici per l’Ambiente, Associazione Culturale Pediatri e altre per una costruire una visione anche a Trieste per un sistema di mobilità urbana migliore, più efficiente, rispettoso di noi persone, della nostra salute e qualità della vita. E proporre le nostre idee ai cittadini e alle amministrazioni.

    Altro argomento è sui soldi ‘liberi’, e personalmente sono contrario a troppe spese per infrastrutture ciclabili, specie in questo periodo di magra. Nessuno di noi vuole una pista ciclabile su ogni strada urbana, te lo assicuro. Quello che proponiamo è un’ossatura generale per gli itinerari principali, quella sì sicura e separata dalle auto e pedoni, e una ciclabilità diffusa per mezzo dell’introduzione di una seria moderazione del traffico in tutta l’area residenziale urbana (vedi su change.org/30eLode) realizzabile a spese praticamente zero. Ma la moderazione del traffico è per tutti, per chi va in bus, per chi va a piedi e rischia di essere falciato sulle zebre, per i nostri figli che non riescono ad andare a scuola da soli, per respirare meglio e per avere meno rumore. E con vantaggi – grande scoperta – anche per chi va in auto…

  55. ciano

    @55 quoto

    trovo agghiaccianti le proposte di chi si scaglia contro le bici che sono – come dice correttamente Lorenzo Colautti – parte di un sistema di trasporto urbano integrato invece di inalberarsi per anni e anni di incentivi e prebende all’industria dell’auto e alle sue lobby

  56. Alessandro

    la posizion anti-bici xe del tutto pretestuosa secondo mi.

  57. bonalama

    il pedone che sgarra può venir multato, il ciclista che pensa di fare quel cavolo che gli pare perchè si ritiene ecologico deve altrettanto essere multato ma con il soprammercato del sequestro, vediamo se mettono la testa a posto, nessuno è padrone della strada nemmeno il ciclomunito, porsi al di sopra degli altri mezzi di trasporto ma soprattutto al di sopra delle leggi cui alcuni sembrano essere gravemente allergici. Resto dell’idea che sia una supponente cretinaggine, spacciata per modernità. VIVA IL MONOPATTINO, ALLORA, con pluripostazioni…. costa sicuramente di meno, anche in termini di fabbricazione…..

  58. Massimiliano

    Sono triestino da una decina d’anni ma vedo che purtroppo la maggioranza della popolazione locale non cambia abitudini: no se pol, no servi, e un sano e immotivato egoismo di fondo. Una bellissima citta’ che non si merita questa tristissimi cittadini! Ma avete solo idea di cosa significa percorrere quei pochi chilometri in bici riuscendo FINALMENTE a godere delle bellezze cittadine e non della targa dell’auto di fronte? Avete mai alzato lo sguardo sui palazzi che vi circondano? Avete mai valutato QUANTO spendereste in meno all’anno muovendovi in bici e quanto ci guadagnereste in salute?

  59. Alessandro

    Che poi è assurdo imputare comportamenti contrari al codice della strada ai ciclisti per far passare il messaggio che il trasporto su due ruote è inutile o addirittura dannoso. Allora viste le ripetute violazioni del codice da parte delle macchine anch’esse non dovrebbero circolare. Io uso entrambi i mezzi e apprezzo la bicicletta: zero costi (a parte la manutenzione il casco il giubbottino e le luci), favorisce la salute e la forma fisica; fa apprezzare il territorio, è silenziosa e in fin dei conti rapida. PS: è un mezzo che secondo lo stesso codice può circolare su strada con gli stessi privilegi e oneri delle automobili.

  60. Kaiokasin

    #55 “le bici sono parte del sistema di trasporto locale, si integrano perfettamente con il trasporto pubblico, con i parcheggi periferici e il car-sharing, così come in tutte le città moderne”…
    … in stazion ferroviaria (e coriere) no esisti un posto dove lassar la bici, bisogna ligarla sui lampioni… e se impimo la boca de miteleuropa… xe l’edicola in atrio svoda da ani anorum, no se pol tirar via quel baracon e in quela nichia far un bici-parking coperto (magari con telecamera per evitar sparizioni?).

  61. Paolo Geri

    #55. lorenzo Colautti

    Il finanziamento complessivo previsto per le piste ciclabili nel piano pluriennale del Comune di Trieste (e quindi non solo per le Rive) supera il milione di euro in ampia parte finanziato da quella stessa Regione che taglia il trasporto pubblico. Scelte legittime sia chiaro, ma da parte mia assolutamente non condivisibili.
    Probabilmente non se ne farà niente causa il pesante taglio che subirà la parte investimenti nel bilancio preventivo del Comune pro 2013 comne pubblicamente annunciato dall’ assessore Dapretto. Ma un’ amministrazione pubblica – se deve scegliere – deve preoccuparsi prima del servizio più utilizzato dai cittadini e cioè il trasporto pubblico. Nel mio piccolo ho responsabilitè amministrative (sono consigliere circoscrizionale) e se vado da chi mi ha votato a dire loro che verranno spesi 200.000 euro per una pista ciclabile mi uccidono sul posto. Nulla in contrario alle piste ciclabili ma di questi tempi sono un “lusso” e servono solo a una minoranza della popolazione.

  62. Paolo Geri

    A scanso di equivoci io non ho nè auto, nè moto, nè bici. Vado a piedi e in autobus.

  63. @59: per calcolare quanto ci si risparmia in salute, l’Organizzazione Mondiale della sanità ha costruito una “calcolatrice” che permette di valutare questo dato: http://www.euro.who.int/HEAT . Attenzione: i benefici qui non sono per i ciclisti, ma per tutti (ad esempio l’impatto sulla qualità dell’aria è per tutti).

    Ancora, recenti stime presentate in commissione europea valutano in 1600 euro/auto/anno i costi soprattutto SANITARI provocati dal trasporto privato non coperti dalle tasse che gravano sul settore delle auto (http://www.triestemobile.org/archives/2103).

    A risposta del #62, Paolo, prima di dire che i 200mila vengono dalla regione, bisogna comprendere da chi arrivano alla regione e con che vincoli. Se la domanda diventa “usiamo 200mila per quell’opera, utile anche se forse non a tutti ma certamente non dannosa, e facciamo anche lavorare le aziende per costruirla, oppure li restituiamo al mittente?” qual’è la risposta? Non sarà che quel modo di porre domande è uno dei modi per realizzare l’eterno ‘no se pol’?

  64. Marino Pimpi

    Mi non rivo a capir, Trieste xe così bela piena de auti in doppia e terza fila, scooter sui marciapiedi, spuza de smog e piena de cicche fora dei locai. Cosa i vien a romper i coioni sti ciclisti bei puliti e silenziosi in questa città cosi bella ? Ma xe robe de mati ciò

  65. bonalama

    i ciclisti non pretendano nulla a spese di chi si trova il trasporto pubblico ridotto. E ritorno sui marciapiedi: riaggiustare i marciapiedi ma questo non attira voti e non fa figo! I pedoni dovranno quindi gioiosamente fruire delle piste ciclabili. Ottimo. Comincino questi pretenziosi a usare quelle che hanno ma non lo fanno in quanto dicono essere dissestate, e i pedoni che dovrebbero dire? e chi cammina in bici con la testa per aria a guardare le bellezze, ricorderei che si deve guardare la carreggiata!

  66. Pierpaolo De Pazzi

    Noi triestini siamo sempre stati amanti delle ciacole inutili, dove chi che meno sa più parla, da ciò il successo della rubrica segnalazioni del Piccolo, e dei commenti su questo sito.
    Comunque, anche in tempo di crisi, bisogna tagliare le spese, non gli investimenti. E una pista ciclabile è un investimento, che rende, non una spesa.

  67. bonalama

    investimento, che rende??? ma dove? presentare per cortesia un modello di ricadute economiche verificabile, escludendo le ditte che le allestiranno e i temporaneamente impiegati, oltre a coloro che negli anni si aggiudicheranno le commesse per la manutenzione. NO alle ciclabili in città, che i le fazzi in Carso, area rurale e già avvezza a tali mezzi di trasporto. Affari per chi vendi bici forsi! Due go visto poco fa: un che scorazzava sul marciapiedi e un altro (un muleto, sai grave) che, smontà dal marciapiedi, taia la strada in diagonale, se fionda in una laterale e allegramente passa in bici sule pedonali all’incrocio successivo. Penso ai genitori devi esser proprio ZIME!!!

  68. Modelli verificabili? Qualsiasi città del nord e centro europa, per esempio. Letteratura e dati? A tonnellate; cerchiamo di mettere punti di ingresso su http://triestemobile.org/ e su http://www.trasportiambiente.it/ . Altrimenti google scholar; per gli onniscienti anche il monon behavior…

  69. bonalama

    non si faccia confusione: cosa ha a che spartire una città qualunque del nord con trieste in merito al richiamo turistico? København per esempio ga turisti perchè xe bici? Amsterdam? ciò vado a Amsterdam che xe tante piste ciclabili. A trieste go za ditò che vigniria fora un cesso (tendopoli a barcola, pisade all’aperto, dai)Quindi riformulo: modello di sviluppo turistico, indotto, quantificazione monetaria senza bale sui posti de lavoro. ps non credo agli economisti, ma preferirei qc con fondamenti un po’ diciamo tecnici? (scientifici no, è utopia)

  70. effebi

    siamo in marzo…del 2103

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