26 novembre 2012

Presentato a Muggia “Abecè, per pulisini muiesani curiosi”

Venerdì 23 novembre 2012, alle 16.30, alla Sala Millo a Muggia, è stato presentato “Abecè, per pulisini muiesani curiosi” un volume dedicato ai bambini, per scoprire e riscoprire il dialetto “muiesan”.
L’iniziativa punta a conservare le tradizioni locali attraverso una serie di pagine con vari oggetti, identificati con il termine italiano accanto a quello muggesano, grazie alla traduzione di Italico Stener.
Il volume, sostenuto dal Rotary Club di Muggia e curato da Marco Englaro, è realizzato anche grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Muggia, le Compagnie del Carnevale Muggesano e il centro commerciale Montedoro Free Time.
L’idea di creare il libricino è nata grazie a Riccardo Novacco e a Mario Vascotto, presidente delle Compagnie del Carnevale di Muggia, un progetto sposato subito con entusiasmo dal Rotary.
«E’ un’iniziativa che ben si concilia con le nostre attività – spiega Carlo Alberto Masoli, presidente del Rotary Club di Muggia – con i nostri ideali e i nostri scopi. Abbiamo pensato di sostenere la stesura del volume perché sarà utile per preservare gli usi e i costumi legati al dialetto, che resta sempre un veicolo importante di comunicazione, contatto e conservazione della cultura locale e della comunità nella quale viviamo. E costituirà un modo divertente e giocoso per bambini e ragazzi di apprendere vocaboli che fanno parte della storia di Muggia».
Abecè presenta una raccolta di immagini semplici, da colorare. Verrà consegnato ai bambini delle scuole, ma sarà anche un passatempo al quale i più piccoli si potranno dedicare in famiglia, per ricordare insieme l’origine del dialetto locale e molte parole che ormai sono cadute in disuso.
«La società si sta sempre più evolvendo, sempre più multietnica, e contemporaneamente caratterizzata da una voglia di riscoprire le origini e quindi anche il dialetto – spiega Englaro –attraverso i ricordi dei miei nonni e ad altre ricerche, ho ritrovato termini che avevo dimenticato. E vedo che molti bambini non li conoscono. Da qui l’idea di dar vita a questo libretto, creato prima in triestino e poi in muggesano, una richiesta del Rotary che ho accolto con piacere»

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