19 Novembre 2012

Uil Vigili del Fuoco: “Esiste un’alternativa concreta ai rigassificatori”

La UIL-Vigili del Fuoco si è resa disponibile con l’assessore Savino e  l’ing. Razeto per degli incontri specifici, al fine di conoscere le analisi e le proposte elaborate in questi anni dai 21 docenti e ricercatori partecipanti al Tavolo Tecnico Rigassificatori Trieste, TTRT, costituitosi per iniziativa della UIL Vigili del Fuoco. Ne da notizia lo stesso coordinatore del Tavolo Adriano Bevilacqua in una nota stampa.

“Anticipiamo qui che il TTRT, in collaborazione pure con il Comune di Muggia, e durante incontri ufficiali svoltisi anche presso i Governi di Lubiana e di Zagabria, ha ormai da tempo proposto ai tre Ministri dell’Ambiente italiano, sloveno e croato un’alternativa concreta ai due progetti di rigassificatori di Zaule ed al largo di Grado (che prevedono tecnologie superate, pericolose, inquinanti e pure dannose per le acque territoriali soprattutto slovene).

L’alternativa consiste in un impianto in senso lato flottante, senza piattaforme offshore fisse, da collocarsi al largo nell’Adriatico settentrionale, in un punto vicino alle acque territoriali dei tre Paesi, che lo gestirebbero assieme, in joint venture. La rigassificazione avverrebbe senza impianti fissi e senza l’uso dell’acqua di mare, bensì direttamente a bordo di navi gasiere-rigassificatrici di ultima generazione. Semplificando, le navi attraccherebbero a boe e scaricherebbero il gas in tre metanodotti diretti a reggera verso i tre Paesi.

Passiamo al Presidente degli Industriali, ing. Razeto, che afferma di «non essere ancora stato convinto da nessuno». Egli ha altresì affermato – innumerevoli volte in molte sedi – di essere favorevole all’impianto «fatti salvi naturalmente l’ambiente e la sicurezza».

A tale proposito, è forse utile che si sappia come la UIL Vigili del Fuoco abbia ripetutamente offerto all’ing. Razeto l’opportunità di ascoltare le conclusioni dei 21 docenti e ricercatori del Tavolo UIL. Non riuscendo ad incontrarlo, ha fatto perfino ricorso ad un contatto personale fra un ricercatore aderente al Tavolo Tecnico Rigassificatori Trieste (il dr. Livio Sirovich, che ci ha autorizzati a citarlo; ndr) ed il Vicepresidente degli Industriali. I ventuno esperti dell’Università, dell’OGS, e del CNR (che si prestano volontariamente a titolo personale) avrebbero potuto rappresentare all’Associazione Industriali come e perché -secondo loro- l’auspicio dell’ing. Razeto sull’ambiente e sulla sicurezza sia di impossibile realizzazione con questo tipo di impianto in quella posizione geografica. In particolare, avrebbero spiegato quale sia uno dei punti deboli delle analisi del Comitato Tecnico Regionale, CTR, costituito presso la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco; ovvero la valutazione solo probabilistica degli incidenti industriali, considerati fuori dal loro contesto. Agendo in questo modo, totalmente superato dalla moderna concezione dei rischi industriali, si commettono due tragici errori di impostazione:

a) non si calcolano le conseguenze di specifici incidenti verosimili (il cosiddetto “approccio deterministico”; un esempio a caso: il crollo per vento di una gru eretta vicino al rigassificatore, uno dei tanti casi non considerati dal CTR);

b) non si valuta che lo stesso impianto, con la stessa probabilità di incidente, è fonte di basso rischio in una zona disabitata ed invece di alto rischio dentro una città, a fianco di altre attività soggette ad incidente rilevante (Leggi Seveso) come in fondo a Via Errera, ad alcune centinaia di metri dai condomini di Piazzale Giarizzole.

Naturalmente, sarebbero stati illustrati anche le infinite irregolarità ed i molti veri e propri trucchi perpetrati dai curatori della progettazione dell’impianto di Zaule, come si sa già segnalati da vari enti alla Magistratura ed al TAR Lazio.

Purtroppo, il Presidente Razeto non ha mai ritenuto di potere ascoltare gli esperti citati. Difficile convincersi di qualsiasi cosa, se si rifiutano informazione e confronto.”

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