9 novembre 2012

Tagli a esuli e “rimasti”: il Libero Comune di Pola in esilio scrive a Napolitano

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al Presidente Napolitano dal Libero Comune di Pola in Esilio contro i tagli dei fondi alle associazioni degli Esuli e alla minoranza italiana in Slovenia e Croazia.

Illustre Signor Presidente,
da anni il Libero Comune di Pola in Esilio coltiva il dialogo con i connazionali che risiedono nella nostra amata città d’origine e in Istria. Riteniamo, infatti, necessaria la ricomposizione delle due parti del nostro corpo sociale lacerato dall’Esodo sia per porre rimedio ai guasti del passato sia per garantire continuità a quanto resta di un tessuto umano e civile troppo a lungo lacerato.
In tale ottica il 3 settembre 2011 siamo stati presenti alle significative cerimonie volute da Lei e dal Presidente croato Josipovic a Pola.
Sempre nel solco da Lei tracciato fin dallo storico incontro del 10 luglio 2010 a Trieste, abbiamo tenuto nel giugno 2011 il nostro primo Raduno a Pola in collaborazione con la locale Comunità degli italiani. La partecipazione di soci e il riscontro delle autorità e degli organi di informazione locali sono stati notevoli. Nel maggio 2012 abbiamo ripetuto l’esperienza. In entrambe le circostanze abbiamo promosso eventi culturali e conferito la benemerenza “Istria Terra amata”. Nel primo Raduno abbiamo altresì inaugurato nel Sacrario italiano del Cimitero della Marina a Pola il calco della targa bronzea del monumento ai 96 naufraghi del regio esploratore “Cesare Rossarol” e visitato le Comunità degli italiani di Valle e Dignano. Nel secondo, d’intesa con l’Unione italiana e FederEsuli, abbiamo compiuto un Percorso della memoria e della riconciliazione in omaggio alle Vittime italiane degli opposti totalitarismi in Istria e co-promosso un convegno internazionale di studio sull’opera dell’illustre archeologo Mario Mirabella Roberti. Nel giugno 2013 è programmato il nostro terzo Raduno a Pola, ricco di iniziative come i precedenti.
Sempre in collaborazione con i nostri concittadini d’oltreconfine e con le autorità diplomatiche della Repubblica italiana in Croazia, abbiamo ogni anno commemorato a Pola le Vittime della strage di Vergarolla (18 agosto 1946), e celebrato la festività dei Defunti (2 novembre), nel riconoscimento dovuto alle Vittime dei diversi schieramenti in cui la città si è trovata divisa durante il terribile ‘900. In quest’ultima occasione, in accordo con la Comunità degli italiani di Sissano. abbiamo anche reso omaggio al neo-ristrutturato monumento ai naufraghi del “Rossarol”, presso Lisignano.
Abbiamo inoltre promosso o aderito a ulteriori. occasioni di incontro e condivisione tra polesani esuli e “rimasti”. Segnalo in particolare che una nostra rappresentanza ha presenziato alle cerimonie dello scorso 17 settembre in cui l’Associazione dei Combattenti Antifascisti e degli Antifascisti di Pola, per la prima volta, hanno portato una corona anche al cippo che ricorda i nostri concittadini periti nell’esplosione di Vergarolla.
Intendiamo continuare su tale cammino di riappacificazione insieme ai nostri connazionali tuttora residenti a Pola, compiendo di volta in volta sempre nuovi e concreti passi avanti. Siamo, infatti, convinti che solo così la nostra comunità potrà avere un futuro e che solo così a Pola potrà restare una traccia della plurimillenaria italianità autoctona.
Il mancato rifinanziamento della Legge 72/2001 (interventi a tutela del patrimonio storico e culturale delle comunità e degli esuli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia) toglierebbe ossigeno al nostro lavoro, che si fonda sul volontariato e sui contributi dei soci, tenuti assieme da quel collante associativo che è il nostro organo di stampa, “L’Arena di Pola”. Il contestuale mancato rifinanziamento della Legge 73/2001 (interventi a favore della minoranza italiana in Slovenia e Croazia) creerebbe difficoltà ancora più gravi ai nostri interlocutori, i quali devono garantire il costoso funzionamento di asili, scuole, istituzioni, sedi e di imprescindibili importanti attività culturali.
Comprendendo la necessità di effettuare tagli nei più svariati settori del bilancio statale, auspichiamo che i fondi per ambo le leggi non vengano cancellati ma, se non proprio riconfermati, tutt’al più ridimensionati in modo razionale e oggettivo. Siamo disposti a ulteriori sacrifici per il bene della Patria, ma le nostre file si vanno inesorabilmente assottigliando con il trascorrere del tempo, mentre i nostri connazionali residenti necessitano di un sostegno economico da parte della Nazione Madre che sia congruo alla gran mole di funzioni svolte per conservare la fiammella dell’italianità.
Una brutale cancellazione dei finanziamenti, già ridotti rispetto al passato, potrebbe compromettere in modo irreparabile il proficuo lavoro compiuto finora da ambo le parti.
Grati di quanto potrà fare nel comune interesse dell’Italia, Le porgiamo i nostri più deferenti saluti.

Argeo Benco
Sindaco dei Libero Comune di Pola in Esilio

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4 commenti a Tagli a esuli e “rimasti”: il Libero Comune di Pola in esilio scrive a Napolitano

  1. Rupel

    libero comune di Pola in esillio
    esisti acora queste stronzade, signori scendè
    dall `albero buttè via l ´elmetto e el scopo,
    la guerra xe finida nel 1945.
    sveieve omini

  2. aldo

    @1 Rupel

    parole sante, solo che, dai tui comenti che me capita de leger, pareria che per ti gnanche la guera finida nel 1918 xe ancora terminada

  3. John Remada

    Per questo l’Italia va male,la III°non la combattono…contri chi inutile dirlo,fronte interno…ci sono ancora individui che si scandalizzano quando uno non vota…anzi,sono sicuri che ci saranno ritorsioni….da parte di qualche fantasma!

  4. Tergestin

    El guaio xe che sul Piccolo per oltre sessanta anni se ga parlado ogni secondo giorno dei esuli (nei modi piu’ politicizzadi possibili) e affini e pareva che la storia de Trieste fossi a sentir certi solo Italianita’-foibe-Tito-esuli-beni abbandonati.

    Quando xe rinati altri media locali, stavolta non solo su carta come el compianto e glorioso “Corriere di Trieste”, ma in rete, come magari Bora.la, tanti ga iniziado ad aggiunger tochi mancanti, dimenticadi o volutamente censuradi ala storia de TS.

    Certo, come vedemo qua sora esisti pesanti e apposite infiltrazioni de troll nazionalisti, ma ahime’ tanti cittadini no se vol bever piu’ le balle.

    Che el 1918 sia finido semo d’accordo. Ma no contene piu’ cazade, questo xe el succo.

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