5 Novembre 2012

La sesta edizione dell’EuroMarathon va al keniano Henry Kimtai Kibet

Il ventinovenne keniano Henry Kimtai Kibet è il nuovo volto dell’EuroMarathon. La sua vittoria fa segnare il record della manifestazione, regalando ulteriore spessore tecnico a una kermesse podistica che, nonostante le condizioni meteo avverse, ha visto più di 500 atleti raggiungere il traguardo muggesano, dopo aver affrontato i 21,097 km che hanno origine alla Taverna, l’antico magazzino del sale di Capodistria.
Kibet è nato a Eldoret, a quasi 2700 metri di quota, nella tribù dei Kalenjin, vera e propria culla del fondo e mezzofondo internazionale, sui maestosi altipiani della Rift Valley. Il suo arrivo sotto lo striscione del traguardo è stato imperioso, il più bello di queste sei edizioni: una volata iniziata a 100 metri dal traguardo, condotta a un ritmo da velocista, che gli ha permesso di staccare un’altra gazzella africana, il connazionale Hillari Bii, che alla vigilia della gara veniva accreditato come il favorito, avendo un personale sulla distanza di 1h01’15”.
La gara, in realtà, è stata piuttosto equilibrata fino al 10° km, passato in 30’07”, in perfetta linea con la tabella indicata per il record.
La salita di Ancarano, a quel punto, ha fatto selezione, andando a frammentare il gruppetto di testa formato dai keniani David Tum, Edwin Kemboi, dagli stessi Kibet e Bii e, attardato di una trentina di metri, dal marocchino Ahmed Nasef.
Solo attorno al 15° km Kibet e Bii sono usciti allo scoperto, staccandosi dal plotone al comando e ingaggiando una battaglia testa a testa, sotto una pioggia battente che, fino a quel momento, aveva risparmiato gli atleti in gara.
La curva finale di riva De Amicis, quindi, si è trasformata nella corsia di una pista di atletica, con i due top runners che hanno aperto il gas negli ultimi metri, giocandosi il tutto per tutto.
Lo sprint finale ha incoronato Kibet, primo in 1h03’35”, abile ad abbassare il crono di 8 secondi, rispetto all’etiope Georgis Haile, vittorioso nel 2009.
Kibet e Bii hanno consegnato diversi secondi a Tum, terzo in 1h04’11”, a Kemboi, quarto in 1h04’36”, a Nasef, quinto in 1h05’50”, e a Kipsang Biwott, sesto in 1h09’39”.
Ottima settima posizione per il triestino David Daris, primo italiano al traguardo. L’atleta del Gruppo Generali ha chiuso in 1h10’51”, avendo la meglio sui forti friulani dell’Atletica Buja Carlo Spinelli (1h12’06”) e Francesco Tamigi (1h12’28”), al termine di una battaglia che si è decisa al 10° km, quando Daris ha cambiato marcia, involandosi in solitaria per i restanti 11 km.
La gara femminile, invece, non ha riservato grandi sorprese. La slovena Aleksandra Fortin e la friulana della Maratonina Udinese Isadora Castellani, infatti, hanno deciso di non farsi del male, correndo la gara insieme e oltrepassando la linea del traguardo, in 1h23’40”, mano nella mano. La Fortin, formalmente indicata come la vincitrice, ha così restituito il favore all’amica friulana, che solo sette giorni prima le aveva fatto da lepre, per metà gara, alla Maratona di Francoforte, conclusa dalla slovena con il personale di 2h48’. Quando la Castellani ha rallentato per un dolore al piede, quindi, la Fortin l’ha aspettata per scortarla verso il Mandracchio muggesano, dimostrando un forte spirito decoubertiniano.
Alle loro spalle si è piazzata Alessandra Lena, portacolori dell’Atletica Brugnera, terza in 1h24’52”, davanti a Erika Bagatin (Santarossa Brugnera/1h28’31”) e a Frantiska Kasparova (Atletica Dolce Nord-Est/1h29’19”).

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