18 settembre 2012

Cresce il Movimento Trieste Libera

Domenica mattina, dalle ore 10 si è svolta una manifestazione in difesa del Porto Franco Internazionale di Trieste, organizzata dal Movimento Trieste Libera.

“La manifestazione ha dimostrato come sempre più persone si stanno attivando a seguito della presa di conoscenza della validità del Trattato di Pace del 1947 che istituisce il Porto Franco Internazionale ed il Territorio Libero di Trieste.” si legge nel loro comunicato stampa.

Dopo la cerimonia dell’alzabandiera sul molo San Carlo, il corteo è passando per piazza Grande, Rive, viale Miramare fino ad entrare in Porto Franco Nord.

Di seguito un filmato dell’evento.

299 commenti a Cresce il Movimento Trieste Libera

  1. MassimilianoR

    l’ennesimo cavallo di Troia…
    stavolta anche ad orologeria, dato il momento che vive il Porto Vecchio.
    qualcuno, dalle parti di Barcola ringrazierà…

  2. Tergestin

    Te ga ragion, restemo a lamentarse in bareto a dir che tanto xe tuto una merda e no cambiera’ mai niente.

  3. MassimilianoR, noi dichiariamo l’illegittimità dell’autorità portuale italiana, presieduta da Marina Monassi, per dirne una.
    Di conseguenza, secondo la legge in vigore, pretendiamo l’instauramento della Commissione Internazionale per il Porto di Trieste, sotto diretto controllo delle Nazioni Unite.

    Questo le sembra difendere cupole & cupoline?
    Noi rappresentiamo un punto di rottura con la politica italiana (infiltrata o radiocomandata): è così difficile credere che delle persone NORMALI possano organizzarsi e farsi valere?

    Il porto nord non può “vivere” venendo regalato agli speculatori edilizi, privando i cittadini di questa risorsa. Può VIVERE solamente applicando, quanto prima, la legislazione che lo riguarda.
    Cioé questa: http://triestelibera.org/it/%E2%97%BB-trattato-di-pace-con-litalia-allegato-viii-strumento-per-il-porto-libero-di-trieste/

  4. (era “instaurazione”, non “instauramento”. Ops. Ma si capisce comunque…)

  5. Antonio

    All’epoca la Democrazia cristiana concesse a “Il Melone” benzina a prezzi contingentati; nella situazione attuale di finanza pubblica, neanche questo contentino pare raggiungibile. Comunque, per voi che vi agitate nella confusione politica attuale, un posto in consiglio comunale o provinciale, prima o poi, riuscirete a ottenerlo: in Italia, com’è noto, non lo si nega a nessuno…

  6. Qui nessun partito politico Italiano ha da concedere niente, il Territorio Libero è uno stato indipendente già riconosciuto dalla legge internazionale e recepito anche nella costituzione Italiana, penso che tu stia ragionando in termini sbagliati….

  7. MassimilianoR

    @MTL intanto grazie per la risposta sollecita e dettagliata. il problema è che i tempi sono cambiati e le priorità di ieri sono state azzerate per lasciare il posto ad altre (senza sindacare sull’importanza delle prime rispetto alle seconde). il Porto (Vecchio), secondo me deve iniziare a funzionare come parte di città. il Punto Franco va spostato in modo da renderlo concretamente utile e redditizio. voi partite da troppo “lontano” (nel tempo e a livello normativo). credo che certe situazioni non siano più riproducibili. sul fatto che la politica ci abbia sguazzato negli ultimi 30 anni, pienamente d’accordo. secondo me avete delle buone idee ma confondete gli obiettivi. questo, con il rischio di farvi cavalcare (o “scalare” per utilizzare un termine borsistico), da qualche fantasma.

  8. Antonio

    Non è più tempo di imbastire proteste nel tentativo di ottenere un pò di spesa pubblica…

  9. Non c’è nulla da riprodurre: è valido oggi, come fra 500 anni, a meno che l’italia non metta insieme consiglio di sicurezza delle nazioni unite e i firmatari del Trattato (ci permettiamo di dubitare che siano in grado).

    - per legge il porto franco può essere allargato (perché non propongono questo, invece?), non spostato.

    - nessuno dice di far arrivare i container direttamente in porto nord, che anche se non può *tecnicamente* essere parte della città (ha uno status a parte non modificabile) può benissimo diventare sede di qualunque tipo di azienda che abbia a che fare con il porto: pensiamo all’artigianato avanzato, all’importazione e lavorazione di semilavorati, e a qualunque attività che possa usufrure di un regime di free zone!

    - Le free zones sono tutt’altro che anacronistiche: nei paesi dove esistono (per es. in Serbia, ma anche in paesi più ricchi come Singapore o alcune zone di Londra) gli investimenti fioccano, anche e soprattutto in piena crisi.

    Chiediamoci: come mai qui si vuole andare in leggerissima controtendenza?
    Certo, per poter usufruire dei vantaggi ENORMI che abbiamo, chi questo territorio lo occupa illegittimamente lo deve lasciar funzionare secondo la legge. Noi questo chiediamo: di rientrare immediatamente in uno status di legalità su Porto e Territorio.

  10. lorenzo

    Sposo in pieno questo ultimo commento di Trieste Libera.Se dal punto di vista tecnico,il porto vecchio non può più essere usato come porto per ovvi limiti dovuti alla stazza delle navi moderne,lo si può sempre usare per insediare aziende che producano qualsiasi cosa utile in regime di fiscalità agevolata,in modo da reinvestire,anche,alccuni dei proventi,sul territorio e creare ricchezza ed altra occupazione.

  11. Antonio: ci autofinanziamo pienamente, e mai accetteremmo contributi statali italiani.

    Le sue insinuazioni sono (comprensibilmente) dovute alle pessime esperienze dei decenni passati. Le conosciamo anche noi, e fin dal primo minuto siamo partiti come “non-corruttibili”, avendo delle basi solide che non sono modificabili nel tempo.
    vedesi:
    http://triestelibera.org/it/dichiarazione-di-esistenza/

  12. MassimilianoR

    ok, poniamo pure che le cose girino per quel verso e Trieste sia pronta ad una simile opportunità.
    con le normative comunitarie, come la mettiamo? a questo mi riferivo prima. ossia al fatto che l’Europa delle Nazioni non esiste più. ora, pur con tutti i limiti strutturali e le incomprensioni tra membri, l’Europa è una e gli stati facenti parte della stessa devono recepirne le normative ed armonizzare le proprie. Schengen mi sembra un passo in una direzione precisa. la legalità, oggi, è questa.

  13. Roberto Giurastante

    Se il trattato di pace del 1947 tuttora in vigore e’ ritenuto “superato” perché “datato” dall’Italia e dagli italiani che si riconoscono nella “Repubblica Italiana”, la domanda che sorge spontanea e’ se si riconoscono nella Costituzione della Repubblica Italiana del 1948… La Costituzione della Repubblica Italiana deriva infatti dal Trattato di Pace di Parigi e lo attua ed esegue all’articolo 10…

  14. Allegato VI, Art 24.4: “Qualsiasi unione economica o associazione di carattere esclusivo con qualsiasi Stato è incompatibile con lo Statuto del Territorio Libero.”

    Il TLT, quindi, è fuori dall’UE (il che comporta numerosissimi vantaggi, troppo lungo da spiegare ora), per legge internazionale.
    Questo non significa che il TLT non sia però più internazionale dell’UE stessa:

    - è protetto da, e fortemente interconnesso con, le Nazioni Unite (specialmente per il governatore, che è nominato direttamente dal Cons. di sicurezza)
    - La commissione internazionale per il porto (al posto della sciagurata a.p. italiana di adesso) avrà rappresentative di ogni stato che ci circonda (21 stati prima del dissolvimento di URSS e YU).
    - Niente vieta ad un paese extra-UE di fare accordi che agevolino i propri cittadini, come per la doppia cittadinanza o lo stesso Schengen. La Svizzera non è nell’UE ma fa parte degli accordi di Schengen, per esempio.

  15. Antonio

    Nel Consiglio di sicurezza dell’ONU sono presenti 5 Stati con diritto di veto. Di questi 3 sono alleati dell’Italia e della Slovenia (USA, Gran Bretagna, Francia). Le altre 2 (Russia, Cina) non sono certo ostili a Italia e Slovenia. Se per assurdo qualcuno all’ONU si ricordasse del TLT, certamente uno o più dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza prenderebbe le parti dell’Italia (e della Slovenia).

  16. Antonio: al Consiglio si Sicurezza non se ne ricorderanno “per assurdo” di Trieste.

  17. GIAMPAOLO LONZAR

    @Movimento Trieste Libera : Andiamo avanti , se da fastidio vuol dire che siamo sulla strada giusta.

    Come e’ stato in passato gran parte dei contrari non sono autoctoni .

  18. Le certezze possono vacillare fortemente, se si parla di una free zone legata all’ONU nel cuore dell’Europa… non aveva questa valenza negli anni ’50. Oggi, sì.
    Ma questo è prematuro.

    Oggi, importa sapere che queste leggi esistono, sono in vigore e (per es. quando applicate al porto) possono contribuire velocemente e significativamente a migliorare l’economia di Trieste.

    Se vi pare poco…

    Per capire la situazione in cui ci hanno volutamente relegato, mettiamo per un secondo che Osimo abbia alcun valore(che non ha): l’italia è talmente incapace di amministrarci che non rispetta nemmeno quello! Operano nella più palese illegalità, e si aspettano che nessuno lo faccia notare.

    La questione non è banale, ma nemmeno difficilissima:
    - da nessuna parte è stata modificata la legge sul Porto di Trieste
    - da nessuna parte è avvenuto un cambio di SOVRANITA’ su Trieste, ma solamente di amministrazione (civile, peraltro..)
    - da nessuna parte viene negata ai cittadini triestini la loro stessa cittadinanza, garantita dalla 16esima risoluzione delle Nazioni Unite (antecedente al trattato di pace)

    E sono solamente i primi “indizi”…

  19. Erik

    @ Antonio definire l’Italia alleata degli Usa è un po’ una sopravvalutazione, il governo Italiano è succube, cosi come è andato contro i suoi interessi in Libia cosi, se le Nazioni nel consiglio di sicurezza dell’Onu troveranno conveniente, come hanno già fatto, la finalizzazione del Territorio Libero di Trieste lo faranno senza pensarci troppo.
    Comunque in ogni caso ai cittadini del Territorio Libero rimangono tutti i diritti sanciti dal Trattato di Pace del 1947 che non possono essere revocati.

  20. gianni

    e bravi i muloni del trieste libera!complimenti per domenica..ghe iero anche mi!!i mentecatti del piccolo non ga dito niente ne della manifestazion e non lo trovo per niente giusto..muleria alze de piu la vose che i mati del bugiardelo non i senti!!!feve setir de più,sopprattutto per chi non ga internet;cosi co sara le elezioni non andrà votar nessun,ormai chi vota xe solo i veci,e trieste ne xe tanti…forza trieste libera la nostra piccolo grande rivoluzion xe appena ai inizi!!!

  21. Ad onor del vero, dopo un trafiletto davvero ridicolo diffuso online, hanno parzialmente recuperato nella versione cartacea:

    http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/09/17/news/la-marcia-autonomista-1.5712675

    Certo, rispetto alle gigantografie viste in altre occasioni su tematiche “leggermente” meno cruciali per Trieste non è nulla, ma sarebbe potuto andare anche peggio (anche grazie alla reazione sdegnata di moltissimi partecipanti al “reportage” messo online in precedenza).

  22. Rupel

    @ 20
    figurite se i meti sul giornal che ne la tanto
    italianissima e amatissima Trieste xe un movimento de indipendenza dall ´Italia allora
    i discredita tutte le fandogne che i gá contá sui libri de storia disendo che Trieste xe italiana.

  23. Alessandro

    vederemo come che va a finir… il tempo sarà galantuomo :-)

  24. Io vorrei...

    @ Alessandro

    Dubito che vedremo come va a finire. A meno che non si pensi di vivere altri due/trecento anni…

  25. Sandi Stark

    @ 11 no te son sicuro el Lorenzo che penso mi, quel sa benissimo che el Porto Vecio se pol ancora doprar per via che el ga fondài più alti del Porto de Koper. Se no credè and+ sul Molo San Carlo e spetè che rivi una nave per Adriatermina, vederè quelle 5 enormi gru blu del Porto Vecio che lavora.

    Scusè senza offesa, quella gru le vedi anche i orbi. Anche chi no xe esperto vedi che le xe nove.

    Come xe possibile che tanti triestini quasi tutti, credi che el Porto no se pol più dopràr come Porto, se l’evidenza contraria xe soto i oci de tutti?

    Digo, ma ve rendè conto de che razza de “Matrix” che xe stà in grado de montàr el partito della Speculazion Edilizia col supporto della stampa locale?

    No me credè? Andè a veder.

  26. Mauricets

    il TLT ha solo una condizione che deve mettere in rilievo per ottenere il sostegno TOTALE dei triestini.

    che la zona B ritorni a trieste.

    ma siccome è impossibile meglio l’italia.

  27. Mauricets

    nente zona B, niente TLT.

  28. Mauricets

    “Il vizio all’origine del TLT stava nell’asimmetria delle amministrazioni. La Zona A era affidata in amministrazione a potenze non confinanti (inglesi e americani), la Zona B ad uno stato confinante, la Jugoslavia”

    se andate in slovenia e in croazia con l’alaberda vengo anche io!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    http://it.wikipedia.org/wiki/Territorio_libero_di_Trieste

  29. Pieri

    Apprezzo l’impegno del Movimento Trieste Libera, ma vorrei sapere come si stanno muovendo per quanto riguarda la zona B.

  30. @Maurice: la nostra posizione sulla zona B è sempre stata molto chiara.

    1) i simpatizzanti di Trieste Libera sono in larga maggioranza della zona A. Ma non tutti sono della zona A.
    Riscontriamo regolarmente come nella zona B non ci sia questo attaccamento agli stati amministranti da parte della popolazione come ci viene fatto vedere.

    2) detto cio’, un movimento di questo tipo deve partire dal basso; non ha il più pallido senso che 200 triestini vadano a sventolare alabarde a Umago, di punto in bianco. Come nella zona A, è necessario prima di tutto informare il più possibile la popolazione sullo status attuale.

    Quindi sta agli abitanti della zona B organizzarsi, se decideranno di farlo, e con le modalità che a loro vanno meglio. Noi non possiamo che essere favorevoli ad un processo dal basso di questo tipo.

  31. p.s: sul TLT, per favore non citate più wikipedia, specialmente la versione italiana. Si sono dimostrati, negli anni, estremamente faziosi, eliminando qualunque elemento non conforme alla visione della propaganda ufficiale, addirittura rimuovendo citazioni dirette del trattato di pace. Wikipedia italiana, in generale, NON è uno strumento affidabile.

  32. Tergestin

    Intanto comincemo con la zona A che xe za’ un lavoron immenso. In zona B no i ga mai avudo la “cuccagna” angloamericana e quindi anca la storia xe diversa. Ma per ora l’ importante xe liberar el Porto. Dopo vien tuto da se’.

  33. La correzione dell’ ultimo equivoco del bacino adriatico/danubiano è in una fase molto più avanzata di quanto ci si possa immaginare. L’ importante, anzi, la vera Questione starà nel non farsi fregare il risultato di tanto lavoro dai partiti italiani: ad esempio, dell’ intervento di Castelli pro Porto di Trieste, qui nessuno ne sapeva nulla.

  34. Bibliotopa

    negli interventi sopra sta l’ambiguità del movimento: dicono:
    1 bisogna far rispettare i trattati internazionali, tutti!
    2 bisogna far riconoscere il TLT
    3 ma della zona B non ci interessiamo (#32)

    Processo dal basso? ma non volete far applicare le leggi che dite che so chiarissime???

    troppe ambiguità…

  35. L’aspetto esterno (internazionale) e quello interno (dal basso) funzionano con modalità fondamentalmente diverse. Perché mai non dovremmo prenderne atto?

    “è necessario prima di tutto informare il più possibile la popolazione sullo status attuale.” non significa che della zona B non ci interessiamo. Anzi.
    Ma semplicemente che a divulgare argomenti complessi non possono essere (solamente) gli stessi che lo fanno nella zona A, negli stessi modi della zona A.

    Perché mai si da’ per scontato che nella zona B questa spontaneità non ci possa essere?
    Noi siamo sicuri di sì.

  36. Io vorrei...

    Non avete detto e scritto che l’UE riconosce la validità del Trattato di pace? E allora vale per TUTTO il TLT. O avete mandato la lettera all’UE solo per la zona A? Fatemi capire: state rinunciando a due terzi del vostro territorio? Se dal vostro punto di vista potete fregarvene della volontà dei triestini allora potete fregarvene anche di Slovenia, Croazia e attuali popolazioni locali della zona B. Tanto vale solo il trattato di Pace del 1947, giusto? E poi se non valgono né il memorandum di Londra né Osimo, allora tutti gli immobili della zona B devono tornare agli esuli (mai ceduti dal trattato di pace: tutti gli accordi bilaterali successivi sono nulli). Secondo me se andate a trovare Lacota e gli esponete queste due cosucce, vi accoglie a braccia aperte.

  37. GIAMPAOLO LONZAR

    @34 TERGESTIN : Sono d’accordo prima discutiamo sulla zona A del TLT, importante
    e’ essere liberi ed indipendenti dal giogo Italiano.

    Il resto verrà da solo.

    E’ chiaro che su questo post si scateneranno tutti i filogoverno Italiano che in passato o loro o i loro padri hanno contribuito alla situazione post 1954 e che ora consciamente od inconsciamente sostengono la demolizione del PFV ( Punto Franco Vecchio ) a favore di due grosse Società di costruzione ed immobiliari che vedono in questo una delle più grosse speculazioni ,con conseguente stravolgimento ambientale.

    In ogni caso sarebbe di evidenziare sempre la lettera delle Nazioni Unite ” PO 210 PI dd 20 may 1983″ che i due oggetti all’ordine del giorno del consiglio di sicurezza : ” Nomina del Governatore del TLT” e ” la questione di Trieste” tolti nel giugno del 1977 ,possono essere presi in considerazione
    a semplice mozione da un qualsiasi stato membro dell’ONU.

    Il mio augurio al Movimento Trieste Libera
    di continuare l’esposizione dei diritti violati alle istituzioni internazionali
    preposte al controllo, e che la questione di Trieste salga nuovamente alla ribalta internazionale.

  38. GIAMPAOLO LONZAR

    @32 MOVIMENTO TRIESTE LIBERA : lascia perdere le critiche di questo soggetto, va a vedere il suo commento no 522 al post Basovizza, domenica 9 settembre ……..

    Una caduta di stile unica !!!

  39. Kaiokasin

    Casualmente mi sono imbattuto in questo scritto, che vi sottopongo perchè mi pare centri con quello che dibattete qui: http://www.unich.it/scigiur/puoti/matdid/LEZIONE09.pdf
    LE CAUSE DI INVALIDITA’, ESTINZIONE E SOSPENSIONE DELL’APPLICAZIONE DEI TRATTATI
    (…) Il principio rebus sic stantibus può infine svolgere un ruolo importante in materia d’incompatibilità tra norme convenzionali. Come osserva Conforti:
    “…Di fronte ad un accordo con cui le parti modificano impegni contratti nei confronti di altri Stati, è opportuno chiedersi, prima di concludere nel senso della responsabilità internazionale delle parti medesime, se quegli impegni non siano venuti meno per il radicale mutamento delle circostanze…”. L’Autore porta come esempio gli accordi che hanno regolato la questione di Trieste intervenuti tempo dopo che la stessa questione era stata oggetto del Trattato di pace del 1947 concluso dall’Italia con le Potenze alleate e associate. Gli accordi, che risalgono, rispettivamente al 1954 (Memorandum di Londra) ed al 1975 (Trattato di Osimo), derogano ad alcune disposizioni del Trattato di pace del 1947 ed ad alcuni allegati ad esso. In base a queste disposizioni del 1947 la città di Trieste avrebbe dovuto formare oggetto di un territorio libero amministrato sotto l’egida del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
    L’articolo 1 del Memorandum di Londra contiene una constatazione del mutamento fondamentale delle circostanze rispetto all’accordo del 1947, quando afferma “l’impossibilità di tradurre in atto le clausole del Trattato di pace con l’Italia relative al Territorio Libero di Trieste”, impossibilità dovuta, per Conforti, all’impossibilità di funzionamento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
    In tal senso tali accordi non costituiscono violazione del Trattato di pace e non danno luogo a responsabilità internazionale dell’Italia per violazione dei suoi obblighi nei confronti degli Stati alleati contraenti del trattato di pace, poiché le rilevanti disposizioni di quest’ultimo si sono estinte per causa di un mutamento fondamentale delle circostanze.

  40. Tergestin

    Notar come tuti quei che insisti con la zona B xe noti italianissimi che del indipendentismo ghe frega zero.

  41. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 42 TERGESTIN : La ” ZONA B” come condizion de la restaurazion del TLT xe l’obiezion logica per fermar sul nasser ogni programa de
    indipendenza de la “ZONA A”.

  42. GIAMPAOLO LONZAR

    @41 KAIOKASIN : Grazie per il riferimento !Me lo sono stampato e ora me lo rileggerò attentamente .

    Apparentemente si nota un vuoto, cioè i trattati sono bilaterali e per contestarne la violazione si chiamano in causa i fiirmatari.

    Se da un lato c’e’ l’Italia dall’altro
    chi rappresenta il TLT ? l’Italia? ma sarebbe un conflitto d’interessi od una contraddizione in termini, l’ONU, la ex Jugoslavia che non c’è più ,gli stati successori, e chi di questi ha preso in carico questo trattato Slovenia, Croazia, Serbia o congiuntamente Slovenia e Croazia
    visto che ora governano parte della ex ZONA B.

    In che cortile e’ caduta la palla ???

    Chi avrebbe titolo a dirimere questa situazione ?

    Anche la regola del “rebus sic stantibus”
    sembra possa essere messa in discussione.
    La Corte di Cassazione Italiana ( come riporta la lezione citata) la guerra estingue
    solo i trattati la cui osservanza sia diventata incompatibile….) La guerra nella ex Jugoslavia era considerata una guerra a livello internazinale od era una guerra civile o come autodichiarata ” Patriottica”.
    Ha cancellato i trattati ???

    Trieste ha diritto ad un riesame ????

  43. Convenzione di Vienna (1969)
    —–
    Article 60
    Termination or suspension of the operation of a treaty as a consequence of its breach
    1. A material breach of a bilateral treaty by one of the parties entitles the other to invoke the breach as a ground for terminating the treaty or suspending its operation in whole or in part.
    2. A material breach of a multilateral treaty by one of the parties entitles:
    (a) the other parties by unanimous agreement to suspend the operation of the treaty in whole or in part or to terminate it


    non c’è stato nessun “unanimous agreement” all’ONU, nè fra i firmatari del Trattato di Pace. Caso chiuso.
    Anzi, continuando:

    “5. Paragraphs 1 to 3 do not apply to provisions relating to the protection of the human person contained in treaties of a humanitarian character, in particular to provisions prohibiting any form of reprisals against persons protected by such treaties.”

    I cittadini del TLT hanno visto più volte i loro diritti umani violati (basti pensare al diritto di cittadinanza, negato dai paesi occupanti, ma è solamente uno fra molti): di conseguenza questa formula giuridica non è applicabile al Trattato di Pace, per principio.

  44. p.s: non fidatevi degli atenei italiani…

  45. Io vorrei...

    Domanda: se nessuno stato solleva la questione all’ONU e se Italia, Slovenia e Croazia non intenderanno sgomberare questo territorio, che si fara’? E se ci sara’ un 30/40 o addirittura 50/60% di attuali abitanti che non vuole il TLT? Le domande quindi sono due.

  46. Come risposta alla prima, lo stato delle cose descritto da Giurastante calza a pennello: http://robertainer.blogspot.it/2012/09/il-senso-di-trieste-per-litalia.html?spref=fb Se la situazione non cambia, questa è la condizione in cui potrebbero operare.

    La seconda è una domanda del tutto ipotetica: i cittadini vanno prima di tutto informati correttamente e direttamente alla fonte. Solo in seguito a questo potranno decidere autonomamente, al contrario delle esperienze passate.
    Ah, vero: i cittadini non hanno mai potuto decidere alcunché (ulteriore violazione dei principi democratici descritti nel Trattato…).

  47. Antonio

    Figuriamoci se i Paesi che fanno parte della NATO tollererebbero che un porto NATO diventasse neutrale e quindi potenziale base iraniana,cinese,nord-coreana o chissà che altro…

  48. Il pericolo non sussiste: diventerebbe al massimo una base (demilitarizzata) dell’ONU.

    (ma siete così pessimisti solamente qui su bora.la, o continuate per tutto il giorno? :D)

  49. wimaro barbatos

    Ah !che belli i tempi del” Lavoratore”

  50. GIAMPAOLO LONZAR

    @49 ANTONIO : Credo che stemo metendo el caro davanti ai manzi!!!

    No semo nianca rivai a un eventuale incontro con chi di dovere e za semo a la destinazione d’uso!!!!

    In ogni caso se come te disi ti , el porto xe neutrale !
    Neutrale credo vol dir verso tuti,no neutrale solo per la NATO, e base per “chissà che altro…”

    In ogni caso anche qua se pol andar in tratative per crear una banchina ad uso militare navale per la NATO che porta flicke.

    Co’ jera la guera in Bosnia certe navi USA
    podeva vinir solo a Trieste per via dei fondai,inoltre xe sta l’unico porto che gaveva in banchina al molo VII tre portaerei
    una Inglese,una Francese e una Americana.
    El porto e nianca El Minuscolo ( Il Piccolo) ga savù reclamizar un simile evento unico in tuto el Mediterraneo
    e dopo no te vol che nassi movimenti indipendentisti !!!!!!

  51. @ Antonio vedo che continui a tirare fuori argomenti nuovi man mano che le tue tesi vengono demolite. Riesci a dimostrarne qualcuna o no?

  52. Il TLT disporrà subito di almeno 70 testate nucleari a corto/medio raggio, tre sottomarini nucleari (forza di dissuasione), poi magari, penseremo al Porto e alle pensioni.

  53. Antonio

    La solita fantasia di risolvere i problemi staccandosi dall’Italia, sperando di liberarsi, con un tocco di bacchetta magica, di debiti, imposte, spread…Fantasticando di una soluzione localistica, di un paradiso municipalista, al riparo dalla globalizzazione, o, quanto meno, dalle manovre di Monti. Trieste, da sola, non arriva neppure alla spiaggia. Invece di sognare, lavoriamo per la città, per il suo porto, in Italia e in Europa. Invece di fantasticare un nuovo confine sul Timavo, cogliamo l’occasione dei confini italo-sloveni, caduti nel 2007, ed evitiamo di far precipitare Trieste nella parodia di una nuova guerra fredda, questa volta anti-italiana.

  54. Antonio: sei preconcetto, e quindi fai un po’ di fatica a capire.

    Non siamo noi a volerci staccare dall’italia, nessuno qui inneggia alla secessione, semplicemente perché non ce n’è bisogno!

    E’ l’italia che a noi non si è mai attaccata.
    Il confine c’è ancora, anche se aperto (nessuno qui vuole creare nuovi muri….), e va rispettato.

    Quindi nessuna guerra, ci mancherebbe: che applichino semplicemente la legge in vigore, e la questione finisce. E nemmeno nessuna rivincita localistica (anzi!) visto che, come già detto, si parla di un Territorio strettamente connesso alle Nazioni Unite.

  55. Antonio

    I Carnevale fuori stagione sono sempre graditi…

  56. e finalmente qualcuno getta la maschera :) speriamo almeno che gli approfondimenti siano serviti agli altri utenti.

    buona giornata

  57. GIAMPAOLO LONZAR

    @57 ANTONIO : Mi no te criticassi mai per le tue idee !

    Podessi solo dirte perchè no son d’acordo!

  58. @Kaiokasin, post 41 nel quale ti riferisci ad un documento che in realtà prende atto di Trattati internazionali multilaterali e bilaterali, quindi scrivi:
    “L’articolo 1 del Memorandum di Londra contiene una constatazione del mutamento fondamentale delle circostanze rispetto all’accordo del 1947, quando afferma “l’impossibilità di tradurre in atto le clausole del Trattato di pace con l’Italia relative al Territorio Libero di Trieste”, impossibilità dovuta, per Conforti, all’impossibilità di funzionamento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.”

    Il Memorandum e stato siglato a Londra il 5 ottobre 1954, da:
    1 ambasciatore americano che in realta era l’ambasciatore dell’Austria e non della Granbretagna
    1 sottosegretario del Ministro degli esteri della Granbretagna
    1 ambasciatore Jugoslavo (in Granbretagna)
    1 ambasciatore Italiano (in Granbretagna)

    Visto che un tratto internazionale per avere legalità a livello internazionale deve essere firmato o:
    da un ministro degli esteri di uno Stato,
    dal presidente di uno Stato,
    dal primo ministro di uno Stato
    oppure dal ambasciatore permanente all’ONU di uno Stato. Poi il trattato in questione deve essere ratificato da un parlamento se si tratta di Repubbliche democratiche,
    la questione legale del MoU di Londra 1954 si risolve facilmente, poiché può essere considerato solo come una semplice lettera d’intenti firmata da qualunque persona (senza itolo d’autorità competente, quindi la validità a livello internazionale è nulla.
    Poi vorrei aggiungere che il Trattato di Pace con l’Italia del 1947 definisce i confini dell’Italia moderna, quindi dubito che la Francia, Austria, Slovenia vorrano metterli in discussione.
    Legetevi la definizione del MoU di Londra 1954, che vi spiegerà la dubbia situazione legale di questo atto internazionale su http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/09/LOscuramento-della-Naz.-Internaz.-di-TS.pdf .
    Voglio sottolineare che il problema per la soluzione del problema risiede nell’Allegato VII “Regime provvisorio del TLT, articolo 1 seconda frase http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/02/Allegato-VII-Strumento-Prov.-IT-UK..pdf per quanto riguarda il Consiglio di Sicurezza, e nel Trattato di Osimo 1975 per quanto riguarda l’Italia e le 7 Repubbliche ereditarie dell’ex Jugoslavia, vedi http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/09/IT-OSIMO-II-Parte-il-Trattato-Lapprop-illegale-del-TLT.pdf.

    Credo che la finalizzazione del TLT (zona A e B compreso)non sia così semplice come viene spiegata in questa discussione con domande e risposte a volte molto semplicistiche con frasi “agire dal basso o dall’alto” bensì deve essere trattato in forma diplomatica, intermediando per primo tra i stati confinanti il TLT per risolvere lo status delle amministrazioni provvisorie nelle 2 zone del TLT che sono divisi in 3 Stati e poi con la collettività mondiale per quanto riguarda il PLT.
    Dice un vecchio proverbio cinese: “grandi progetti con scarsa conoscenza e forze esigue, di rado sfuggono a sciagura” quindi posso già anticipare che non basta solamente il fervore popolare folkloristico per raggiungere l’obbiettivo auspicato che in ultima analisi è di diventare credibili come TLT agli occhi del mondo.

  59. Marcus

    @Kaiokasin, post 41 nel quale ti riferisci ad un documento che in realtà prende atto di Trattati internazionali multilaterali e bilaterali, quindi scrivi:
    “L’articolo 1 del Memorandum di Londra contiene una constatazione del mutamento fondamentale delle circostanze rispetto all’accordo del 1947, quando afferma “l’impossibilità di tradurre in atto le clausole del Trattato di pace con l’Italia relative al Territorio Libero di Trieste”, impossibilità dovuta, per Conforti, all’impossibilità di funzionamento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.”

    Il Memorandum e stato siglato a Londra il 5 ottobre 1954, da:
    1 ambasciatore americano che in realta era l’ambasciatore dell’Austria e non della Granbretagna
    1 sottosegretario del Ministro degli esteri della Granbretagna
    1 ambasciatore Jugoslavo (in Granbretagna)
    1 ambasciatore Italiano (in Granbretagna)

    Visto che un tratto internazionale per avere legalità a livello internazionale deve essere firmato o:
    da un ministro degli esteri di uno Stato,
    dal presidente di uno Stato,
    dal primo ministro di uno Stato
    oppure dal ambasciatore permanente all’ONU di uno Stato. Poi il trattato in questione deve essere ratificato da un parlamento se si tratta di Repubbliche democratiche,
    la questione legale del MoU di Londra 1954 si risolve facilmente, poiché può essere considerato solo come una semplice lettera d’intenti firmata da qualunque persona (senza itolo d’autorità competente, quindi la validità a livello internazionale è nulla.
    Poi vorrei aggiungere che il Trattato di Pace con l’Italia del 1947 definisce i confini dell’Italia moderna, quindi dubito che la Francia, Austria, Slovenia vorrano metterli in discussione.
    Legetevi la definizione del MoU di Londra 1954, che vi spiegerà la dubbia situazione legale di questo atto internazionale su http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/09/LOscuramento-della-Naz.-Internaz.-di-TS.pdf .
    Voglio sottolineare che il problema per la soluzione del problema risiede nell’Allegato VII “Regime provvisorio del TLT, articolo 1 seconda frase http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/02/Allegato-VII-Strumento-Prov.-IT-UK..pdf per quanto riguarda il Consiglio di Sicurezza, e nel Trattato di Osimo 1975 per quanto riguarda l’Italia e le 7 Repubbliche ereditarie dell’ex Jugoslavia, vedi http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/09/IT-OSIMO-II-Parte-il-Trattato-Lapprop-illegale-del-TLT.pdf.

    Credo che la finalizzazione del TLT (zona A e B compreso)non sia così semplice come viene spiegata in questa discussione con domande e risposte a volte molto semplicistiche con frasi “agire dal basso o dall’alto” bensì deve essere trattato in forma diplomatica, intermediando per primo tra i stati confinanti il TLT per risolvere lo status delle amministrazioni provvisorie nelle 2 zone del TLT che sono divisi in 3 Stati e poi con la collettività mondiale per quanto riguarda il PLT.
    Dice un vecchio proverbio cinese: “grandi progetti con scarsa conoscenza e forze esigue, di rado sfuggono a sciagura” quindi posso già anticipare che non basta solamente il fervore popolare folkloristico per raggiungere l’obbiettivo auspicato che in ultima analisi è di diventare credibili agli occhi del mondo.

  60. Sandi Stark

    Bon, speremo ben. In ogni caso a Trieste manca almeno 3 rederendum:

    1° Annesion da parte dell’Italia 1918-1922

    2° Assemblea Costituente del 1946

    3° Annesion da parte dell’Italia nel 1954

    El secondo e terzo referenum xe inutili visto che TS xe TLT. Comunque la loro assenza conferma che TS no xe Repubblica Italiana e spiega anche perchè: esendo amministrazion provvisoria, no i podeva sicuro far referendum all’estero.

    Se i ‘taliani disi che no xe vero, che i dimostri dandone subito i due ultimi referendum mancanti e riservai ai residenti alle date dei avvenimenti e ai loro eredi.

    Ma el primo referenum no xe per niente inutile, semo un territorio conquistà nel 1918 contro la volontà del 98% dei cittadini che no voleva l’Italia, semo come el Südtirol e come el Tibet e anzi pezo, perchè lori xe stài conquistài una volta sola.

    Anche de questo tigniva conto i Alleati che ne voleva tanto ben; el Territorio Libero de Trieste xe una storia assai vecia, che risali al medioevo quando ierimo alleati ma autonomi e inipendenti sia da Bisanzio che dal Patriarcato.

    L’autonomia iera continuada per 536 anni con l’Austria. L’Indipendenza iera stada proposta all’Internazionale Socialista dal Partito Socialita Triestin a inizio secolo, proposta da Salandra all’Austria nel febbraio del 1915, accettàda dall’Austria nell’aprile del stesso anno, volùda fortemente da Wilson nel 1918-1919, proposta da sindacati e camera di commercio sempre nel 1919.

    Dei confini frutto della 1° guerra mondiale, no xe restà nianche el 30%.

    Tutti i popoli ga diritto de liberarse dal sruttamento, dall’oppression e dalle occupazioni violente, abusive e illegittime.

    Anche noi gavemo i stessi diritti de tutti i altri esseri umani.

    I triestini vàl meno dei sloveni, croati, macedoni, albanesi e bosniaci?

    I triestini val meno dei Ceki e dei Slovacchi, Bielorusi, tedeschi dell’est, Estoni, Lituani, Ucraini, Lettoni, Kazaki, Kirghisi, Tagiki, Turkmeni, Uzbechi, Armeni, Azeri e Georgiani?

    I Bielorussi e i Moldavi ga el diritto de viver liberi e noi no?

    Semo esseri umani, gavemo dei diritti e dovemo liberarse dall’oppression no solo per i nostri fioi ma per el progresso de tutta l’umanità.

    Nissun ga diritto de invader, occupar, sfruttar, rovinar dei territori; nissun ga diritto de portar cattivi costumi e corromper moralmente le popolazioni occupade e farle regredir all’ignoranza de secoli prima e ai istinti più belluini del nazionalismo, dell’intolleranza, della corruziòn, delle raccomandazioni e delle clientele.

    Dovemo liberarse; pacificamente, ma bisogna liberarse.

  61. Io vorrei...

    Orca miseria: i triestini sono moralmente corrotti e regrediti all’ignoranza di secoli fa? Tutti compresi? E allora bastera’ che gli italiani buttino loro un bel casco di banane e stiano li’ a godersi lo spettacolo.

  62. Bibliotopa

    “el Territorio Libero de Trieste xe una storia assai vecia, che risali al medioevo quando ierimo alleati ma autonomi e inipendenti sia da Bisanzio che dal Patriarcato.”
    questa me la devo salvar !!! el TLT istituzion medieval :-) forsi i lo gaveva proclamado al Placito del Risano e nissun in 1200 anni se gaveva inacorto

    qua xe più de un che buta zo la maschera…

  63. Antonio

    Sulla base di quali documenti si può affermare che il 98% dei triestini era contraria all’annessione all’Italia nel 1918-1919?

  64. Marcus

    61 Sandy un bel discorso.

    In pratica Sandi afferma che sin dal 1918 il Kronland Triest (oggi il TLT) è sotto occupazione militare o annessione forzata, quindi non democratica! Infatti è vero.
    Questo tuttavia significa che per fare un referendum non basta farlo tra i cittadini residenti nel TLT, con cittadinanze imposte dal Trattato di Osimo 1975 in violazione dell’articolo 15 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che cita:
    “1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
    2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua
    cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza. vedi http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/02/DICHIARAZIONE-UNIVERSALE-DEI-DIRITTI-UMANI.pdf
    bensì deve essere fatto dai cittadini con cittadinanza del TLT ovvero quelli enunciati nello Statuto Permanente del TL all’articolo 6:
    “1. Cittadini italiani che erano residenti il 10 giugno 1940 nel area compresa nei confini
    del Territorio Libero, e i loro figli nati dopo questa data, saranno cittadini originali del Territorio Libero con tutti i diritti civili e politici. Dopo essere diventati cittadini del Territorio Libero perderanno la loro cittadinanza italiana.”
    più quelli nati nel TLT sempre secondo l’articolo 15

    Quindi per fare un referendum popolare non ci resta altro che finalizzare prima il TLT.

  65. aldo

    identitarismo locale triestin vs identitarismo nazionale italian (zona A) e/o sloven e croato (zona B)? No grazie, perchè…

    …per fortuna no tuti pensa la politica in termini identitari e anzi tanti rifiuta sta polarizazion per altre polarizazioni come destra-sinistra, autorità-libertà, capitale-lavoro, stato etico-diriti individuali, istituzioni-movimenti

    con tuto el rispeto per le posizioni del MTL, in democrazia se se conta e quindi prima o dopo doverè pur andar a veder quanti triestini, nel segreto de l’urna, xe d’acordo col MTL…

    …cussì ghe magne anche un pochi de voti ala Lega, che no fa mai mal!

  66. Poldo

    Ma Sandi xe dacordo nel riconoser il TLT perché lo vede solo come il primo paseto per tornar dopo al Austria. Xe strumentale a quel.

  67. Mauricets

    è ora che il popolo della zonaB si sollevi.

    a trieste molti cittadini vengono dalla zona B.

    e hanno parenti ovviamente residenti nella zonaB.
    un movimento popolare per riunire il TLT è ormai ineludibile.
    i cittadini della zonaB presto inizieranno a voler riunirsi alla zonaA.

    non ci sarà slovenia o croazia che tengano!!

    lingua ufficiale il Tergestino.

    capito e amato da tutti.

  68. Marcus

    66 caro aldo, premesso che no fazo parte del MovimentoTL vorrei tuttavia veder come sarà con le prossime votazioni, poiché come go scritto sora sin dal 1918 no xe sta fatta nessuna votazione legale, nemmeno durante il periodo del TLT, in quanto questo territorio (Stato) xe di fatto occupado dalle nazioni confinanti.
    Cmq l’MTL potrebbe diventar il maggior partito politico (italiano) di Trieste è Provincia e quindi contare nelle sedi istituzionali, ma nello stesso momento potrebbe anche rinnunciare a presentarsi alle elezioni, ma in tal caso andrebbero al potere altri partiti. Poi c’è anche la possibilità che dia indicazione di votare qualche partito affine all’idea del Movimento. A parer mio una soluzione che potrebbe essere credibile è quella di consigliare agli iscritti di riconsegnare le proprie schede elettorali al Comun con la motivazion che l’Italia non li rappresenta più!
    E’ dopo? Dopo i devi rappresentar lo Stato democratico del TLT (quindi anche la zona B), ma no lo pol rappresentar in quanto un partito politico registrato in Italia e perché manca el Governador che devi esser niente meno che insediato dal Consiglio di Sicurezza, speta e spera.
    Ultimissima possibilità poderia esser riportare tutti gli iscritti nel Associazion dei Cittadini del TLT che xe apolitica, apartitica, aconfessionale ma principalmente sotto l’ombrello del ComitatoPLT il quale è un’organizzazione internazionale che può creare le condizioni per la finalizzazione del TLT.
    Vediamo cosa farà la direzione del MTL!

  69. Mauricets

    se oltre a uscire l’amministrazione italiana esce quella slovena e croata dalla zonaB scendo immediatamente in campo.

    e ovviamente niente nostalgici della galina con do teste.

    W Trieste!!!!!!!!!!

  70. Mauricets

    su questo, sito a suo tempo, ho preanunciato questo. la presa di coscienza degli abitanti della zonaB.
    il loro desiderio di mandare a quel paese lubiana e zagabria.
    riunirsi a Trieste.

    se son rose fioriranno!!!

  71. Tergestin

    Bon ciogo atto che qua xe pien de italianissimi, tra chi irridi e chi sburta sula zona B quando ancora no xe stado liberado el porto, chiave de tutto.

    Quel che posso sugerirghe ai muloni del MTL xe de evitar troll, infiltradi e i soliti che rivendica l’Istria. I lo sa ben -lo sa tutti -come xe finida la storia dela LPT a suo tempo.

    Picchie’ duro sul porto e nele sedi internazionali, che la strada xe giusta. Dopo tuto vegnera’ da se. Nel frattempo evite’ la gramigna, che a Trieste cressi e spunta sempre a velocita’ pazzesche se xe de fermar qualche bon progeto.

  72. Marcus

    70 caro Mauricets, no credo affatto che l’Italia, Slovenia e Croazia se fazi problemi de uscir dalle rispettive zone d’amministrazion (saria un’affar mondiale per i tre stati), ma vedo che i amministratori presenti nelle zone A e B no saria tanto d’accordo, quindi come dito più sù el problema della finalizzazion del TLT se trova quì e no a Roma, Zagabria, Lubiana, New York e nianche a Buxelles.
    Cmq la speranza xe, ma la passa per un istituzion internazional (ComitatoPLT) creata per lo scopo che tuttavia chiedi ordine e disciplina a tutti i cittadini residenti (con o senza cittadinanza del TLT), poiché se rendi conto del lavor diplomatico che se devi far prima che la credibilità de sta Nazion Internazional de Trieste (TLT e PLT) xe reinstaurata come la iera prima delle occupazioni e annessioni dei ultimi 94 anni. Quindi no esisti nessun’altra richiesta di annessione a nessun altro Stato (nianche l’Austria), bensì governare responsabilmente e secondo la legge della nostra nazione internazionale democratica denominata Territorio Libero e Porto Libero di Trieste.
    Chi oggi nel TLT e PLT se comporta responsabilmente, no speta de salir su un’ipotetico carro vincente, poiché l’unica forza che cambierà lo status delle cose saranno i cittadini residenti nel TLT in quant xe la loro patria.

  73. Mauricets

    concordo, mi faro propaganda nell’istria slovena e croata.

    tuti nel TLT!!!

  74. Poldo

    Però MLT vol che ONU risoluzioni su TLT che ga PLT. Anche se in CDS de ONU no xe più tuti quei che ga risoluziona de TLT con il PLT.
    Anzi, alcuni de quei che xe ancora ga dito a ONU che il TLT con PLT xe sta superado a Londra. Però che il PLT anche senza il TLT restava. E lora il CDS de ONU che xe i stesi de Londra, se ga trovà senza TLT e no gà mai nomina il Governator. Più ciaro de cussì..

  75. Poldo

    In sostanza i 4/5 dei membri permanenti del CDS del ONU che xe adeso, quei col dirito de veto, xe i stesi, ma proprio i stesi, che i se ga dito dacordo che il TLT no esisti più, ma che continua a esister il PLT. E da quel momento no i ga più nominà Governatori per un TLT che i ga dito no esister più.
    Deso me spieghè come se fa a farghe dichiarar ai 4/5 dei membri del CDS del ONU che i xe rincojonidi al punto de eserse dimenticai de eleger il Governator de un TLT che esisti ancora perché xe scrito su documenti che lori stesi ga firmado, ma che ga anche firmado quei documenti dove i disi che il TLT no esisti più?
    Con una racolta de firme?

  76. Alessandro

    @marcus “no credo affatto che l’Italia, Slovenia e Croazia se fazi problemi de uscir dalle rispettive zone d’amministrazion (saria un’affar mondiale per i tre stati)”

    Questa te me la spieghi? Te me spieghi l’affaron che fa i tre paesi?

  77. Alessandro

    “Semo esseri umani, gavemo dei diritti e dovemo liberarse dall’oppression no solo per i nostri fioi ma per el progresso de tutta l’umanità.”

    PERLA!!!

  78. Sandi Stark

    @ 64 sulla base de diversi documenti.

    El più importante xe lo scritto de Alberti, irredentista, facista, dirigente del Credito Italiano e amico personale de Mussolini, che el stimava i irredentisti in una cinquantina de persone che fazeva atti politici e dimostrativi quotidiani, da altri 4-500 attivisti meno impegnadi e da 5 mila sostenitori passivi. 5 mila sui 230 mila abitanti e rotti del 1914 fa l’1,9% della popolazion.

    Altre deduzioni se pol far dal numero dei scampadi in Italia nel 1915 e dal numero dei internati come sospetti irredentisti, se tratta de qualche centinaio de persone.

    Altre ancora dal numero dei “volontari giuliani”, che iera poche centinaia e che gaveva un numero leggermente superiore ai irredentisti perchè alcuni che no lo iera, se gaveva lassà inzinganàr dai eventi.

    I indizi contrari, el più importante de tutti xe el numero dei iscritti alla Lega Nazionale no val niente, perchè se iera scoperto che la maggior parte dei iscritti no saveva de esserlo, dopo le perquisizioni dei uffici del maggio 1915.

  79. Sandi Stark

    @ 76 te se sbagli, nissun de lori ga mai ditto che el TLT no esisti. I Stati eredi dei soci del TLT xe 27, e nissun de lori nè nessun altro, ga mai messo all’ordine del giorno all’ONU, de abolir el TLT o de modificar el trattato de Pase.

    La lettera dell’ONU dei anni ’80 xe ciara:

    “L’ONU xe un Ente che no agissi de sua spontanea iniziativa ma solo in nome dei Stati membri. Se uno Stato volerà domandàr l’elezion del Governator o qualsiasi altra roba relativa al TLT, noi convocheremo l’assemblea.” Altrimenti resta tuto come sta e giace, cioè con l’esistenza formale del TLT.

    I successivi accordi tra una parte dei Stati membri no c’entra co’ l’ONU, che no ga mai ditto de si e nianche de no, perchè nissun ga mai posto la question all’Assemblea delle Nazioni Unite o al suo Consiglio de Sicurezza.

    Un accordo tra 4-5 stati no pol esser superiore ad un accordo tra 27, votà da tutta l’assemblea dei 192.

    L’Italia amministra la zona A in via provvisoria, e el trattato de Osimo xe solo un accordo tra due Stati, oggi 4 coi eredi, successo al di fuori dell’Assemblea delle Nazioni Unite.

    El resto dei altri 27 soci el TLT no se ga mai espresso nè per el si nè per el no.

    In ogni caso, anche Osimo riconosseva i accordi del Porto Franco, perciò quel no se lo sposta e no se lo tocca, se no per farghe attività portuali e/o produttive.

  80. Io vorrei...

    “L’ONU xe un Ente che no agissi de sua spontanea iniziativa ma solo in nome dei Stati membri. Se uno Stato volerà domandàr l’elezion del Governator o qualsiasi altra roba relativa al TLT, noi convocheremo l’assemblea.”

    Fammi capire: l’ONU ha risposto direttamente in triestino?

  81. Poldo

    La plenaria de ONU no gà mai votado sul TLT. Lo gà fato il CDS con Australia astenuda. Dunque niente 192.
    Usa e Gb gà trasmeso al CDS ONU il Memorandum Londra dove se disi che TLT xe superado. Francia e URSS se gà acodà subito dopo. Xe in quatto su cinque Permanenti con veto. Il quinto xe Cina. Da quel momento no i gà nominà più Governatori. Niente xe mai pasà per la Plenaria del ONU.

  82. GIAMPAOLO LONZAR

    @@@ VARI : come prevedibile se ga scatenà i anti TRIESTE LIBERA ED INDIPENDENTE.

    A parte i cavili giuridici che logicamente i se taca, quel che xe vergognoso xe l’odio
    latente che emana i contenuti.

    Se senti el fastidio che ghe da a sti qua,
    el desiderio che xe gente che vol esser liberi e che se apela al dirito dela autodeterminazion.

    Anche se i se dichiara democratici xe solo che farisei.

    Dixè pur quel che volè ma l’aministrazion
    Italiana no me piasi, la me pesa, la xe ingiusta,,la xe disonesta,la xe arogante e se
    la pol e la riva , la xe discriminante con le minoranze.

  83. Io vorrei...

    Per quel che mi riguarda, nessun odio o antipatia. Pero’ la questione mi pare semplice: se si ritiene che valgano carte e cartine, allora preparatevi a discutere anche dei peli del culo. Se invece la questione e’ quella dell’autodeterminazione, allora e” ancora piu’ semplice: se avete con voi almeno la maggioranza assluta dei cittadini dell’intero TLT allora potete iniziare un ragionamento serio, altrimenti rimarrete a livello di folklore locale.

  84. Sandi Stark

    @ 85 No xe dubbi che la maggioranza dei cittadini del TLT xe a favòr. Perchè xe cittadini del TLT solo i residenti nel 1947 e loro discendenti.

    Dal vangelo di Sandi: “Tre ladri derubarono la casa ad una donna vedova, e fecero scappare 3 dei 4 suoi figli. Erano tre contro due e dissero: – Decidiamo democraticamente di chi è il possesso la casa-.”

  85. Io vorrei...

    Ah ecco: l’apartheid dei nati a Trieste nel (mettiamo) 1953 da genitori immigrati da (mettiamo) Grado, dei loro figli e dei loro nipoti mi pare un ottimo viatico per garantire al TLT l’immediato appoggio di tutti i paesi democratici del mondo. Pensa poi quando si votera’ a Capodistria: urne aperte per mille persone, che decideranno per cinquantamila.

  86. Alessandro

    ciò ma ve rendè conto del delirio o no? ma come xe!? no parlo del TLT tout court ma de sto sistema elettorale! xe follia pura oggi.

  87. Tergestin

    Xe una mia impression o tra le onde de ‘sto post me par de intraveder una gondola?

  88. Paolo Geri

    Comunque la si voglia vedere (il TLT esiste-non esiste, pro-contro ….) il consenso ad un’ idea politica (perchè di questo si parla) si misura alle elezioni con il voto dei cittadini. Fra pochi mesi ci sono regionali e politiche. Basta raccogliere le firme per la presentazione delle liste e far partecipare alle elezioni il movimento. Negli anni Sessanta-Settanta il M.I.T. di Marchesic (padre) eleggeva regolarmente un consigliere comunale (e spesso sfiorava il secondo) e un consigliere provinciale. Oggi non so. Se invece si decide di non candidare direttamente si dia indicazione di voto per qualcuno o di non voto se si preferisce. Quello che secondo me in democrazia non è corretto fare è affermare di rappresentare tante persone ma poi non contarsi.

  89. Alessandro

    @tergestin: te se sbagli…

  90. Sandi Stark

    @ 87 forsi no te ga capì che i cittadini no ga de votàr el TLT, che no xe un programma o un’idea politica ma una norma de un Trattato Internazionale.

    I cittadini del TLT no xe quei del 1946, me coregio. I xe quei al 10 giugno 1940 e loro eredi, salvo quei che deciderà de optar per la cittadinanza italiana. Questi naturalmente no poderà votar all’Assemblea Popolare previta all’art. 13, che eleggi el Consiglio di Governo.

    Questo xe, se no piasi, l’Italia o un altro Stato devi convocar l’assemblea dell’ONU per rifar el Trattato de Pase.

  91. Tergestin

    Anni sessanta? Prima inveze che i fazi telar meza cita’ nel ’52 el Fronte Indipendentista iera el terzo partito in citta’, dopo la DC (che peraltro ga vinto con enormi e documentadi brogli eletorali) e i comunisti. E a diferenza de questi do’, el Fronte podeva sognarse mega-finanziamenti.

  92. Alessandro

    Tanto alla fine se vederà chi ga ragion. Posso chieder in quanto tempo xe previsto qualche passo in avanti per la “finalizzazion”? No xe comunque previsto un plebiscito per el TLT? Tipo… i trattati disi che el TLT esisti ma visto che le 200.000 persone che xe adesso a TS no xe le stesse de “anta” anni fa decidemo de seguir la strada dell’autodeterminazione per chi xe residente a Trieste

  93. Erix

    Magari è una cosa minimale, che non interessa a nessuno… però ho guardato adesso con attenzione il sito del Movimento Trieste Libera. Sapete cosa ho notato e mi ha fatto davvero piacere…. il fatto che, in calce alla pagina web, il nome del movimento compaia in 4 lingue…. Questa è, per chi come me è di pura razza mista, una bella novità nel panorama politico triestino! Wow… gran bell’inizio!!!!

  94. Alessandro

    bellissimo che xe scritto in 4 lingue. anche mi son de razza abbastanza mista. bel anche che el TLT no se vota ma se fa in applicazion al trattato? chissenefrega se xe passà un’era geologica. bel anche che pol votar solo i residenti al 10 giugno 1940 e loro eredi? e i altri? tutti terroristi italiani, carabinieri e profughi. molto democratico

  95. Tergestin

    @ Alessandro

    No xe colpa de nissun se el governo de Roma ga voludo importar vagonade dele categorie che te ga apena elencado per sostituirle con la gente del posto.

  96. - è chiaro che la legge sulla cittadinanza parla del 1940 perché è entrata in vigore nel 1947. Fino all’applicazione del Trattato queste però dovranno essere le regole. Ovviamente, nessuno si augura “repulisti” nè niente del genere: in un secondo momento, sia con accordi per ev. doppie cittadinanze che per semplice senso comune, non si capisce per che motivo chi vive e lavora qui senza creare problemi non possa ricevere la cittadinanza pur provenendo dall’estero.

    - detto questo, qui tutti parlano ma quasi nessuno se le va a leggere, queste regole:
    Allegato VI, Art. 6.4
    “Le condizioni di acquisto della cittadinanza da parte delle persone non qualificate per ottenere la cittadinanza di origine saranno determinate dall’ Assemblea Costituente del territorio Libero ed iscritte nella Costituzione.”

    Quindi questo discorso è del tutto prematuro, e verrà risolto senza pulizie etniche, al contrario di come molti “italianissimi” provano a far credere: ne abbiamo subite abbastanza da sapere quanto siano deprecabili.

    Per favore, fate uno sforzo ed informatevi alla fonte: http://triestelibera.org/it/%E2%97%BB-trattato-di-pace-con-litalia-allegato-vi-statuto-permanente-del-territorio-libero-di-trieste/

  97. ololo

    e la gente del posto dove xe finida…se xe stada soppressa , come par de capir, dove xe i loro poveri resti. peccà che nissun nei anni indrio ga pensà de marchiar a fogo o con un numero sul brazzo gli indigeni, eredi compresi, cussì adesso no saria problemi per un loro censimento.

  98. Antonio

    Sempre le solite frottole…La maggioranza dei triestini fu entusiasta di essere invasa dall’Italia sia nel ’18 sia nel ’54. Già da decenni prima della Grande Guerra Trieste aveva un’amministrazione nazional-liberale, quindi irridentista (almeno nominalmente), antislava, antioperaia. Dopo il ’18, gran parte della maggioranza di lingua italiana aderì immediatamente al nuovo ordine nazionalista e poi fascista, ancora antislavo, antioperaio e, successivamente, antisemita. Gli esuli degli anni ’20 non erano esuli in quanto triestini, ma in quanto sloveni e antifascisti. Questa è l’interpretazione più diffusa, propria di Ara, Cattaruzza, Pirjevec, Vinci.

  99. Tergestin

    @ Antonio

    Leggite (ti e i vari altri qua sora) alcuni libri tipo: “Il Corriere di Trieste” (Alberto Grassi) “Metamorfosi etniche” (Piero Purini) “Trieste 1945-1954″ (Bogdan Novak) “La difficile intesa” (Anna Millo) “L’identita’ cancellata” (Paolo Parovel) “Un onomasticidio di stato” (Miro Tasso).

    Questi xe solo quei che me vien in mente a brazo. Me rendo conto che nele scole e universita’ italiane dove se fa cariera per meriti de loggia, se insegna quel che se insegna. Ma in libreria tra le tante cialtronade ultrafinanziade da potenti associazioni nazional-irredentiste, qualche testo scrito anche da storici veri e osservatori piu’ esterni, con tanto de documentazioni sui dati e non retoriche da stadio, se trova ancora.

    E chi ga el coraggio de dir che no xe stai scazadi triestini, che el vadi a dirlo in Australia. Xe chi fa le tragedie greche per esser dovudo spostarse a 30km da casa e chi tasi e ne ga fati 20.000: no tuti ama far cagnara sui propri drammi.

    Inoltre parlando de libri consiglio come ultima ciliegina sula torta de cior l’ultimo “Intervista a Tullio Mayer” dove a fine testo xe tanto de verbai dell’epoca dove la questura dopo el 1954 decideva se dar la citadinanza in base ale idee politiche, se filo-italiane o meno.

  100. Bibliotopa

    Residenti nel TLT nel 1940 e i loro eredi? che risate ci faremo quando logicamente di conseguenza verranno a votare gli esuli istriani!!! :-)

  101. ololo

    te intendi che xe andai in australia a forza o sotto minaccia….come tanti goriziani,furlani ,veneti e meridionai ???

  102. Alessandro

    xe tutto cussì surreale…

  103. Antonio

    Francamente definire Pirjevec nazional-irredentista mi pare eccessivo…Mi chiedo, peraltro, se anche chi proviene da Gorizia possa essere considerato “straniero” nell’ipotetico TLT.

  104. Sandi Stark

    No, l’intendi dir che l’Italia savoiarda e dopo qualche anno fascista, gaveva scazà dalla città 40 mila triestini, che quella repubblicana gaveva scazà dalla città altri 30 mila (20-25 mila iera solo quei de l’emigrazin assistita) e che la ga fato mocàr altri 30 mila alla spicciolata fòra dei due esodi.

    El totale xe 100 mila triestini mancanti, tra el 1° Grande Esodo che andava dal 1918 al 1924 circa e el 2° Grande Esodo che se concentrava tra el 1954 e circa el 1960.

    I xe stadi sostituidi da esuli istriani e da ‘taliani.

    Pol piàser o no pol piàser, ma questa xe la verità.

    E ogni famiglia triestina da prima de l’ultima guera, ga parenti in Austrialia, andài per farghe posto ai esuli de provata fede patriottica e dal voto sicuro.

    Noi contaremo la nostra storia fin che saremo vivi, e dopo continuerà i nostri eredi e no gavaremo mai pase fin che no sarà fata giustizia e no gaveremo anche noi el nostro “Giorno del Ricordo”.

    Anzi, due “Giorni del Ricordo”; uno per el 1918 e uno per 1954.

  105. Sandi Stark

    @ 100 te se ga dimenticà la storia de Biancaneve e i Sette Nani.

  106. Erix

    surreale definirei piuttosto l’immobilismo ( per non usare termini volgari) della classe politica che, oltretutto, rendiamoci conto occupa le stesse sedie da 50 anni e se per caso i 50 anni non sono stati continuativi è perché si son fatti qualche anno di galera/arresti domiciliari. Quindi qualsiasi iniziativa tesa a cambiare questo stato di cose, seppure a livello locale, seppure con tutti i sè – ma – forse… con i suoi pregi e difetti, ebbene, BEN VENGA! Giusto o sbagliato che sia, condivisibile o no che sia….

  107. GIAMPAOLO LONZAR

    @101 : TERGESTIN : Te ga fato benissimo a citar questi libri.

    Purtropo a Trieste manca una leteratura consolidata sui eventi politici dei dopoguera
    sia dela 1a che dela 2a.

    El libro su ” Il Corriere di Trieste” xe l’esempio de come la contro informazion xe stada eliminada da la cità.

    Bon che se parla de Italia democratica, credo che Cergoly xe l’ultimo esempio di “ostracismo” del XX secolo

    Bisogna andar a pescar un poco quà e un poco là, ghe volessi tirar fora anche i giornai che stampava i aleati, mi go una racolta del “Blue Devil ” ma no la xe completa.

    Bisogna dirghe ale nove generazioni
    che la storia de Trieste la xe mutilata, incompleta e quel poco che resta xe manipolà.

    Intanto mi mando tuti sti posts de “Movimento Trieste Libera” ai Triestini in Australia.

  108. ololo

    Quindi qualsiasi iniziativa tesa a cambiare questo stato di cose, seppure a livello locale, seppure con tutti i sè – ma – forse… con i suoi pregi e difetti, ebbene, BEN VENGA! Giusto o sbagliato che sia, condivisibile o no che sia….
    OK fonda il regno o repubblica totalitarista ,no democratica perchè te voteria in pochi,di Erix.

  109. Erix

    mamma mia che difficile…. Quando l’ideologia e, soprattutto l’ideologismo, finiranno di inquinare questo mondo sarà sempre troppo tardi…

  110. Antonio

    Per il primo dopoguerra si stima che 30000 sloveno-croati abbandonarono Trieste accanto a 10000 austotedeschi che rimpatriarono; l’emigrazione dopo il 1954 era composta in gran parte di ex-dipendenti del TLT assunti in sovrannumero dalle autorità angloamericane al fine di garantire la pace sociale. Dagli anni ’20 Trieste è brodo di coltura per l’estrema destra, con molti “triestini di origine” come protagonisti; se la comunità slovena ha ottenuto, con il passare del tempo, una tutela dignitosa, lo si deve al sostegno diplomatico jugoslavo prima e sloveno poi, e al progressivo evolversi della legislazione italiana. Se le sorti degli sloveni fossero state affidate soltanto ai “triestini di origine” e agli amministratori da questi eletti, molti di loro sarebbero stati accompagnati alla frontiera dai loro concittadini già da decenni.

  111. GIAMPAOLO LONZAR

    @112 ANTONIO :

    “l’emigrazione dopo il 1954 era composta in gran parte di ex-dipendenti del TLT assunti in sovrannumero dalle autorità angloamericane al fine di garantire la pace sociale.”

    Ma da dove viene questa info !!!

    I dipendenti del GMA sono stai tutti integrati nella’amministrazione italiana ,e questo faceva parte degl accordi sottoscritti
    tra GMA ed Italia ; cioe’ garanzia del posto di lavoro. Avevano la qualifica di RSE ( Ruolo Speciale ad Esaurimento )e sono stati
    “spalmati” in tutti gli uffici statali e parastatali Prefettura,Polizia,Gdf,Uffici Finanziari Universita’ ed anche Capitaneria d Porto che era l’unica ad avere personale amministrativo femminile che chi veniva da fuori si meravigliava perchè in “Italia”nel le Capitanerie c’erano solo marinai di leva,
    come anche la Polizia Civile Femminile fu integrata , dove in “Italia” le donne sono state ammesse appena 40 anni dopo circa!!!!

    Lo dico perche’ mio padre era dipendente del BETFOR inglese .

    Chi e’ andato in Australia non aveva proprio lavoro, il GMA aveva un programma d lavoro sociale che era gestito dal comune e si chiamava SELAD ,meglio noto come ” pala e picon” logicamente disattivato dopo il ’54 !!!

    Capisco la sua ostilità verso il MLT e verso chi desidera l’indipendenza , ma non
    diffondiano “mezze verità” che sono sempre peggio di una bugia completa.

  112. Sandi Stark

    Lo disi Cresciani nel suo libro Gianpaolo, e due dei miei cugini su 4 iera stai dipendenti del GMA o del TLT; uno iera in autoparco e uno cerin.

    I primi a ricorrer al programma de emigrazione assistita iera sta proprio el TLT za nel 1947, se ben me ricordo iera qualche centinaio de triestini all’anno fin al 1954, dopo iera aumentà a migliaia.

    Zerca su Google libri, xe dei libri australiani con le statitiche.

  113. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 112 ANTONIO :

    “Dagli anni ’20 Trieste è brodo di coltura per l’estrema destra……..”

    Anche qui non esageriamo, se tutti i triestini erano di destra ,! cosa si son cambiati i cognomi da soli???
    Lei dimentica che una gran parte dei militari
    arrivati nel ’18 erano pugliesi e facevano parte del corpo degli Autieri ,si son fermati
    e son diventati quasi tutti meccanici d’auto,
    carrozzieri e tassisti e si sono insediati per la più parte nelle zone di Cavana e Rena Vecia e certe zone di San Giacomo.L’ammministrazione Austriaca e’ stata sostituita da quella Italiana ed una gran parte di questi hanno
    appoggiato Mussolini e si definivano monarchici, questi gruppi si sono riunificati dopo la seconda guerra ed hanno alimentato la destra locale contro il TLT ed erano intolleranti verso gli sloveni.
    Bisogna ricordare che Vidali capo del PC di Trieste era per il TLT dunque….. poi c’era il Fronte dell’indipendenza che era il terzo partito , dunque tutti questi Triestini di destra antisloveni dov’erano ………..????

  114. GIAMPAOLO LONZAR

    @114 SANDI STARK : Si, go leto el libro de Cresciani, in ogni caso quei del GMA andai in Australia, xe gente che pensava che Trieste podeva aver problemi con la guera freda.
    Anche mi go due cugini che per paura de una nova guera xe emigrai uno in Canada e uno in Australia e tuti e due jera cerini.
    I ex GMA gaveva dei privilegi sia de accesso al lavoro che de citadinanza nei paesi controlai dai Inglesi e i podeva emigrar solo là, no jera prevista emigrazion verso i USA; in ogni caso xe stadi una minima parte perchè lori no gaveva perso el lavor a Trieste e no i podeva esser trasferidi ,come che xe sta per mio papà che xe restà qua.
    Comunque jera una storia complessa perchè
    no tuti i dipendenti GMA gaveva el stesso livelo e diriti.

  115. ololo

    @ 111 eh no caro erix , te son sta ti troppo disfattista e populista col tuo pesiero da mi riportà, cambiar per cambiar va ben tutto basta che no resti questi … mi ghe penseria su.

  116. Antonio

    Ampi settori della borghesia e delle classi medie, i federali Cobol e Coceancig, i numerosi collaborazionisti durante l’Adriatisches Kustenland, in tempi più recenti il deputato missino de Vidovich.

  117. Sandi Stark

    @ 116 Cresciani disi anche che no tuti i triestini che andava in Australia iera senza lavoro, el disi che tanti iera sotto ricatto de trasferimento in Italia e che tanti no tollerava el clima antisloven e nazionalista. El disi che i australiani se stupiva de veder rivar dei ‘taliani ben vestidi, specializzadi, che prima e andar via no i iera disoccupai e che i gaveva anche una casa.

    Ma quel libro no lo go, go letto solo dei sunti in PDF, controlla ti caso mai.

    Mi no go ricordi precisi dei anni ’50 perchè iero tropo picio, ma dei primi anni ’60 go ottimi ricordi e te assicuro che a TS convigniva nasconder tutti i collegamenti co’ l’ambiente sloven, oltre che le proprie origini.

    E po’ Purini el conta come i operai fussi sotto ricatto padronale per via dei novi lavoratori istriani, non sindacalizzài e disposti ad accettar qualsiasi condizion de lavoro.

    E anche questo nel mio piccolo, go podù constatar de persona nei anni ’70.

    Sempre Purini conta che un’altra grande dinamica de assimilaziòn antislovena (o meio de auto assimilazion) iera stà el PCI dopo la baruffa col Cominform, che i comunisti no iscriveva più i fioi alle scole slovene e el correda la dichiarazion con tabelle e numeri, disendo che secondo alcuni storici sloveni, questo tipo de assimilaziòn gaveva concorso forsi, nella stessa misura de quella dei anni 20-30.

    Questo libro lo gò, e se te interessa te zercherò el capitolo.

  118. Mauricets

    119

    Sandi Stark

    cio, ma te se ricordi che i gaveva la stela rosa sula bandiera?
    e sui monumenti?
    cio te se ricordi che tito gaveva riempi el confin de tiradori scelti?
    cio te se ricordi che qua ghe iera gli aleati e de la i comunisti?

    cio te se ricordi solo quel che te vol?

    cio te se ricordi del muro?

  119. Sandi Stark

    Kobol iera istrian, e i fassisti triestini della prima ora, quei dei “fasci de combattimento” della primavera del 1919 se contava sui dedi de le man. Iera anche Alberti e Tamaro, tuti e due de origine istriana se no me sbaglio.

    Inveze quei ancora precedenti iera i arditi, e quei no podeva esser triestini. I li gaveva mandài qua za nel novembre dicembre del 1918 e nei primi mesi del 1919.

    El più famoso de tutti iera Giunta, che no so esattamente quando el iera rivà. ‘Sta gente se finanziava col spaccio de cocaina, che i nostri professionisti doprava ancora prima della 1° guerra. Dopo i saria stài finanziai da altri, prima no se sa.

    Nella primavera del 1919 la Camera de Commercio voleva l’indipendenza de Trieste, perciò i botegheri e industriali fassisti o proto fassisti no doveva esser tanti.

    I saria diventai subito dopo, quando i gaveva scoperto che le leggi italiane del Regno iera assai più severe sul diritto de sciopero, i salari ‘taliani più bassi de quei triestini e che iera ‘sti cocoli omini col fez e la camisa nera che legnava i socialisti, i sloveni e i scioperanti.

    Uno de questi iera stà mazà sulla scalinata soto el liceo Oberdan durante la rivolta de San Giacomo, nel 1920.

    E due anni fa i ga trovà ancora una bomba a man in via Von Bruck, che da San Giacomo portava nei Cantieri.

    Dopo l’ottobre del 1921 no stemo più contàr i fassisti, per ovvi motivi.

  120. Sandi Stark

    Ciò, me gavè triturà i cosiddetti con Tito.

    El xe sta a TS 40 giorni, el ga fato sparir zinque-seizento de lori che iera in massima parte dei ròti bòri.

    Che sapio mi, altri danni alla città no el ghe gaveva fàto.

    Inveze mi conosso altra gente che xe stada qua per 82 anni e che in confronto de prima che i rivassi, i ne ga lassà una città come dopo el passaggio de Attila.

  121. Mauricets

    122

    Sandi Stark

    per questo i triestini se scampai.

    i gaveva paura che qua vegni yugo.

    i mi parenti in australia, scampai prima dala zonaB, perche se rivadi i yughi, dopo i se scampai dala zonaB per paura che la yugo se magni Ts.

    e co i torna qua in estate i disi che gavemo avu fortuna che no semo finidi soto la yugo.

  122. Sandi Stark

    E inveze mia mama che no xe mai stada comunista ne de sinistra e nianche slovena, la ga dito:

    “Gavessimo patì una decina de anni, ma adesso i miei nipoti gavessi un futuro; inveze i xe carighi de lauree e master ma i xe precari che i guadagna meno della metà della mia pension”.

  123. Tergestin

    Mi calcolo ancora un massimo de venti post e dopo i dira’ che l’ Indipendentismo Triestin xe l’ anticamera del titoismo. Va ben che i lo fazeva za 60 anni fa e ‘desso no xe piu’ Tito ne Yugo, ma i nostri nazionalisti xe sempre stai curti…

  124. ololo

    Un pochi de più de dieci anni, e te gavessi mangià poche volte oca e forsi te saria andà oltre confin per far contrabando e portar un kg de caffè ai tui. quando che i yughi podeva venir in italia due volte all’anno (anni ottanta e no durante guerre le puniche) te gavessi comprà un bel vestito vicin la stazion de ts per pochi dinari. tua mamma, dise robe giuste infatti adesso in yugo la miseria xe alle porte e che de qua se la caveremo sempre.

  125. Sandi Stark

    I me ga dito che la Yugo no xe più da 21 anni.

    Nei anni ’60 i miei parenti gaveva la 600 Fiat, de là i gaveva el Ficio. Nei anni ’70 noi se compravimo auto più grandi. Nei anni ’90 lori ga comincià a comprarse auto più nove delle nostre.

    Nei anni ’60 i miei cugini de Ljublijana e Izola no se vestiva de alta moda ma i andava a sciar, e no capivo come iera posibile esendo robe de ricchi.

    Adesso lori sta mejo de la media dei miei parenti de qua.

    Quei che comprava jeans e dormiva in stazion nei primi anni ’70 e che ti te ciami “yughi”, i miei cugini li ciamava cefurji. Brava gente, ma che i consumava e no i rendeva granchè nell’economia della Yugo.

    Intanto che i capi dei ceufurji gaveva un esercito de potenza mondiale, ville, autòni e putanoni internazionali; i iera corrotti e mezi gangster.

    A un certo punto i miei cugini se ga stufà e i se ga tirà fora da la Yugo.

    Noi inveze moriremo in strada senza pension per mantinir i nostri scafuri, un esercito da potenza mondiale, milioni de persone che no rendi nell’economia dello stato e i suoi capi mezi gangster che ga ville, auti e putananoni internazionali.

  126. aldo

    ga ragion al 100% Paolo Geri al @91 quando disi che se pol far tute le ciacole che se vol, ma el consenso per un’idea politica se lo vedi ale elezioni: nei anni setanta la sinistra extraparlamentare impiniva le piaze ma dopo ale elezioni ga ciapado (putropo)lo zero virgola o l’uno virgola mentre la DC, spesso con piaze meze svode, rivava (purtropo) sempre ben oltre el trenta per cento, perchè in democrazia el voto de un che ziga e de un che sta in silenzio val sempre 1 e chi no aceta sto principio, come Mussolini che con soli 35 deputati su oltre 500 ga fato la marcia su Roma e ga imposto un suo governo, pol meterla come vol, ma xe fora dela democrazia e ciao!

  127. Poldo

    Ma mi son sempre stà indeciso su quala xe la caratteristica peculiare de Trieste.. La xe sempre stada ai margini sia dei imperi che dei stati. La gà sempre visudo ‘sta condizion rivedicando autonomia in maniera levantina. Questo ghe gà permeso de andar de volta in volta con chi che he garantiva quel che riteneva il meio.
    Infati, oltre la solita retorica, non a caso xe chi la ritien la Napoli del nord.
    Se guardo a quel che la gaveva, poco o niente xe merito de triestini, se bardo a quel che la gà tantissimo xe merito dei triestini.
    E ogni volta che non xe più e il baril xe svodo, parte de novo la rivendicazion verso qualchedun che deve dar.. ‘sta volta toca al ONU.

  128. aldo

    a mi la dimension identitaria, triestinista o italianista o slovenista, no me interessa se non nel senso che volessi superar tute ste logiche identitarie, ma me interessa altre polarizazioni, come, per esempio, quela destra-sinistra, e alora me interessa sfatar certi miti sul passato storico de Trieste nel novecento, quando…

    …el comun de Trieste xe stado aministrado, soto l’Austria, dai liberal-nazionali italiani, che no iera sai de sinistra (tanto per usar un eufemismo), con elezioni certificade come valide dala bona aministrazion austriaca e…

    …soto el TLT el comun de Trieste ga avù le giunte più de destra del dopoguera, quele de Gianni Bartole, che se podeva permeter anche de gaver la magioranza in consiglio con dele giunte cosidete “centriste” (DC, PSVG, PRI, PLI) escludendo le destre esplicite (missini, qualunquisti e monarchici) perchè el totale dei partiti “italiani” rivava in tuto a circa el 65% dei voti nel comun e al 62% in tuta la zona A, con elezioni certificade come valide dal mitico GMA (non dai trapoleri ‘taliani) e dele quali posso riportar i risultati partito per partito, in percentuali e seggi e quindi…

    …quando se se richiama al passato per dir che se votassi quei de una volta le robe saria sai diverse se disi una verità, ma nel senso che, nei periodo austriaco e TLT del novecento, la magioranza dei triestini fazeva coincider un sentimento identitario italian anti-slavo con idee politiche conservatrici anti-socialiste (fata ecezion per una elezion politica soto l’Austria dove ga vinto i socialisti) e questo xe comprovà dai risultati dele elezioni aministrative e dale aministrazioni che sti risultati esprimeva, al di là dele mitologie inventade a posteriori

    NB:
    - xe vero che i indipendentisti ga ciapà el 6,83% nel 1949 e el 12,52% nel 1952, ma, in presenza de una sinistra debolisima (comunisti 21,14% nel 1949 e 17,31% nel 1952, con socialisti inesistenti nel 1949 e al 1,46% nel 1952) e de un 65% totale ai partiti de centro-destra “italiani”
    - xe vero che nei anni cinquanta l’identitarismo triestin iera colocà a metà tra centro-destra (65% circa dei voti) e sinistra (20% circa dei voti, anche a favore del TLT, ma per ragioni de politica internazionale, diverse dal’identitarismo triestin), ma xe anche vero che nela situazion politica odierna se configura in modo diverso, overo nela stessa area de idee identitarie nela quale pesca la Lega Nord o robe come “Stato Veneto” che anche i disi de esser al di là dela destra e dela sinistra, ma al dunque sempre a destra i finissi
    - al di là de tutto, se ghe xe sto ritorno de l’indipendentismo, xe ben che se sapi qual xe el suo consenso tra i triestini

  129. @Aldo: mai analisi fu più strampalata: nel movimento Trieste libera ci sono ex di tutti i tipi (chi non è “ex” qualcosa, politicamente parlando?), la presenza del “governo nazionale veneto” alla manifestazione di domenica scorsa è stata motivata dal fatto che tale movimento (distante anni luce dalla lega nord, per decenni partito di governo italiano) intende, grazie al “difetto di giurisdizione italiano sulla zona A del territorio di Trieste” e per evitare “pesanti seccature” nel Veneto, fissare l’ ubicazione della loro lista nel Territorio di Trieste, appunto…

    La destra c’ entra quanto i cavoli a merenda, quindi…e poi? Di quale c…avolo di voti parli se 1) non abbiamo nessuna intenzione di presentarci ad elezioni italiane 2) come farebbero elettori veneti a votare a Trieste?

    Nel Movimento Trieste libera sono confluiti Triestini che si riconoscono con lo spirito, a suo modo, davvero rivoluzionario insito negli allegati riguardanti Trieste del Trattato di pace del 1947, e nell’ ultimo periodo tale sintonia si è instaurata anche con lavoratori triestini che fino a poco fa erano considerati “eternamente uniti” alla CGIL ed al PD, ormai invece universalmente riconosciuti come i veri traditori dei lavoratori ex italiani…se preferisci riconoscerti con Bersani e Rosy Bindi, sei libero di farlo, ma non contaminare Trieste con i servi di Monti e del suo orrendo sistema di schiavizzazione.

  130. aldo

    @132 Movimento Trieste Libera

    PD? La mia critica nei confronti del PD è radicale, ma per ragioni opposte alle vostre

    Il fatto che siete ex di varie parti politiche e che vi consideriate al di là della destra e della sinistra, mi conferma nell’analisi che il vostro sia un movimento identitario che polarizza la contrapposizione tra ambito locale (TLT) e stati nazionali (Italia, Slovenia, Croazia), appunto come fa anche Stato Veneto e che quindi peschiate nella stessa “vasca” della Lega Nord (non ho detto che ne siate alleati)

    essere identitari TLT è legittimo, come essere identitari nazionali lo è, ma anche come lo è essere anti-identitari (il mio caso) e ritenere rilevanti altre polarizzazioni, come quella destra-sinistra, che a voi sembra poco rilevante

    ma storicamente chi ha detto di porsi al di là di destra e sinistra, sempre a destra è finito e gli identitarismi non sono tutti uguali, ma culturalmente sono sempre di destra

    ognuno è libero di pensarla come vuole, ma, alla fine, come dice Paolo Geri al @91, in democrazia sulle idee politiche decidono gli elettori, ma se non vi presentate quale sarebbe la pretesa: imporre dall’alto la vostra idea agli altri con discutibili e discusse interpretazioni leguleie su trattati e robe simili?

  131. ololo

    @ 128 me dispiase per la media de tuoi parenti de qua che sta pegio dei tuoi de la. te digo solo che mi go origini de la e go una dita sempre oltre il confin (dime che no esiste più) e te poso assicurar che per ciapar un bel bisogna far ‘ssai fadiga perchè la gente no paga. quando faccio lavori nella zona de maribor o confine ungheria, ad esempio, posso star tranquilo per un anno e mezo che quei soldi ,prima, no li gavrò. la tua ricostruzion dello status sociale dele famiglie nel periodo post bellico in yugo xe ‘ssai poco atinente ala realtà comunque se a ti te fa piazer cussì mi no perdo nè guadagno niente.

  132. Poldo

    “lo spirito, a suo modo, davvero rivoluzionario insito negli allegati riguardanti Trieste del Trattato di pace del 1947″

    Te parli come se Trieste, invece de gratarse le bale, gavesi combatù valorosamente una guera e la fossi risultada vincitrice. E la gavesi partecipà ala stesura del tratato condizionando i suoi contenuti. Ao!.. I aleati ga spartì il teritorio come unica soluzion per evitar de far barufa tra de lori, ga afidà la gestion de Trieste a un Governator nominado (non eleto) a turno tra de lori con dirito de vita e de morte, solo perchè era strategica la presenza del porto. Strategico non economicamente, che oviamente no ghe fregava a nesun de quei al epoca, ma militarmente.

    E qua se parla de spirito rivoluzionario del tratato come parlar dele 5 giornate di Milano o la difesa del Piave o de Leningrado.. Xe incredibile la mistificazion.

    E deso che no xe più la Yugo, no xe più i comunisti che magna i putei, no xe più i beni abandonati, e anche Osimo ormai xe andà, e nesun ne regala più niente..
    xe l’autonomia, il TLT, l’ONU, e in prospetiva forsi anche il Papa.

    Xe ciara l’aspetativa: Melone Trieste Libera. I pomi no casca lontan dal albero.

  133. GIAMPAOLO LONZAR

    @ VARI : Inutile nascondersi dietro un dito e cercare responsabilità di ordine filosofco sul modo di pensare dei Triestini; la realtà dei fatti è che :

    1) Dopo aver analizzato sia le vicende storiche che etniche, le potenze vincitrici arrivarono ad una conclusione quasi salomonica , la creazione di uno stato che temporaneamente sarebbe stato amministrato dagli Anglo-Americani Zona A da una parte e dalla neo costituita Repubblica Federale di Jugoslavia ZONA B; rimandando ad un secondo tempo la nomina di un Governatore fino a che i tempi non avessero creato una situazione di normalizzazione dei rapporti tra gli ststi coinvolti.

    2)La parte Triestina che desiderava un ricongiungimento con l’Italia era conrollata
    dalla destra ,cioè MSI e della DC fiancheggiata da una certa borghesia che aveva paura del comunismo alle porte di casa, il governo italiano ha strumentalizzato questa parte della popolazione con dimostrazioni di piazza con gite organizzate da altre parti d’Italia fino che si e’ arrivati ai moti del ’53, che hanno creato il “casu belli” per cui
    si e’ arrivati al Memorandum di Londra.
    All’epoca sicuramente ne PC di Ts ,ne Indipendentisti ne altre liste ne varie Slovene sono scese in piazza.
    Pertanto a conti fatti la maggioranza dei Triestini accettava lo” status quo”

    3) Se non ci fossero stati i moti del 53,
    oggi forse non saremo qui a discutere i pro ed i contro dell’indipendenza di Trieste attuale.

    4) Secondo la mia opinione il peccato originale sta nel fatto che il Governo Italiano dell’epoca ha usato la destra MSI
    per eliminare uno Stato ,il TLT sul nascere ,che comunque avrebbe creato non pochi fastidi anche alla Jugoslavia.

    5) Morale tutti han voltato le spalle ed han lasciato fare questo lavoretto alla destra sul famoso “leit mtoiv” : Va ‘vanti tu che a me mi vien da ridere”

  134. Poldo

    I moti del 53? Roba bona per il gazetin giulian e la Lega Nazional.

    Te ga presente quala iera la situazion dela cortina de fero nel ’53? Davero te pensi che sia stadi quei moti ad influir su le decisioni per Trieste?

  135. GIAMPAOLO LONZAR

    @139 POLDO :

    Gò presente perchè jero presente.

    Co te te senti a un meeting con un pochi de morti,te parti avantagià!

    Gà avù un peso non indiferente, perchè
    el famoso titolo del giornal aleato publicà
    a Trieste ,” Shoot to kill”, ga fato el giro del mondo.

  136. effebi

    stamatina gio fondado el
    MOVIMENTO CAPODISTRIA LIBERA

    chi che vol pol aderir….

  137. effebi

    dopopranzo fonderò el
    MOVIMENTO UMAGO LIBERA

  138. mutante

    @tutti i poveretti che denigrano chi fa e si muove: siete solo parole.

  139. mutante

    @effebi: ti no te centri niente. per koper e umag ghe penserà chi ghe vivi quando i sentirà che el momento xe rivado.

  140. effebi

    devo solo decider se far el governator, el zupano o nominarme maresciallo

  141. effebi

    143 mutante…mi son originario istrian, devo decider mi no chi xe rivado dopo :) :)

  142. Alessandro

    @139

    visto che i alleati gaveva voia de tirarse fora delle straze prima possibile dato che anche tito no iera più quel grosso problema che iera nel 1945 me par abbastanza pacifico che i moti del ’53 ga fatto pression e magari ga accelerà le carte ma no credo proprio che xe sta determinante. esaurida l’importanza strategica de trieste i americani e i inglesi ga ben pensà de andar via. e lo ga fatto. perché el tlt iera solo uno stato cuscinetto, una soluzion de comodo, un fio della nascente guerra fredda per cui quando sento parlar de Nazione de Trieste me vien de rider.

  143. mutante

    è pazzesca la rabbia degli schiavi verso chi non lo vuole essere più. gli incatenati sono i guardiani più feroci agli ordini del padrone.

  144. Alessandro

    @147 permettime… considerà anche che vivo all’estero per mi it’s no big deal ma visto che no xe un reato pensarla differentemente (no lo sarà gnanche nel TLT) me chiedo con che criterio te ghe dà degli schiavi a chi no xe favorevole al TLT per diverse ragioni.

  145. Sandi Stark

    @ 136 “Strategico (el porto) non economicamente, che oviamente no ghe fregava a nesun de quei al epoca, ma militarmente.”

    Inveze i documenti del GMA parla ciaro, i gaveva fatto de tutto per ridarghe al porto l’antico splendor. Nel 1949 iera stà superà el record de traffici asburgico del 1913.

    I gaveva fatto pressioni per via che la Germania alzassi le sue tariffe protezionistiche ferroviarie che ne fazeva perder traffico.

    I se gaveva lagnà per el furto de 10 navi Liberty che lo zio Tom ghe gaveva destinà al TLT, el CdA del Lloyd se gaveva dimesso per protesta. Per la cronaca, le navi iera finide a Napoli.

    I voleva verzer industrie a Trieste per permetterghe al TLT de raggiunger el pareggio de bilancio prima possibile. I ‘taliani se opponeva strenuamente, i ghe gaveva lassà passar solo 3 iniziative industriali e i scriveva che i iera contrari perchè grazie al regime de Porto Franco e l’assenza de tasse nazionali, le nostre industrie ghe gavessi fatto concorrenza.

    El Lloyd comunque iera ripartì con 5-6 navi dopo la guerra, e quando iera andai via i inglesi e ghe ne gaveva oltre 30.

    Muli miei, va ben esprimer opinioni, ma no saria mejo che le opinini sia supportade da qualche fatto?

  146. Sandi Stark

    Per chi parla de Lega Nord, me permetto de ricordarghe che l’indipendentimo a TS xe de longa data, che el risali ai primi del secolo e che l’autonomismo fa parte della nostra storia e della nostra essenza.

    La LPT iera el primo fenomeno elettorale de massa fòra dei partiti italiani, assai prima delle “Leghe” e della “Lega”. Indifferente come la iera andada a finìr, ma iera la prima.

    No gavemo niente cossa spartir co’ el presunto “identitarimo” localistico ‘talian.

    I xe tutti nazionalisti perchè i ‘taliani no pol esser altro: i venetisti rivendica Istria Dalmazia e Friul, i furlanisti rivendica Gorizia e Portogruaro; i xe quasi tutti anti slavi e i se sogna de antiche patrie più o meno fantastiche per giustificar le loro rivendicazioni territoriali.

    I elettori leghisti no se rendi conto, ma i ghe ga inventà una Padania forsi per cior pel cul quei che 130 anni prima se iera inventài l’Italia e la goliardada me ga sempre piasso.

    Però la magior parte de lori xe convinta che le camise verdi xe diverse dalle camise rosse o nere, che le ampolle de Bossi xe diverse da quelle de d’Annunzio, che la retorica del Po xe diversa da quella del Piave, e che la xenofobia contro immigrati e meridionali xe diversa da quella contro i “stranieri” del risorgiento ‘talian.

    Pajazzi e legère i capi che ga ciapà 20 mila euro al mese per tanti anni, ignoranti quei che ghe casca.

    La nostra Storia de triestini no xe inventada: el TLT esisteva e stavimo ben, l’Austria esisteva, la esisti ancora, xe uno dei mejo Stati in Europa e esisti ancora la Mitteleuropa.

    Noi magnemo capuzzi garbi e no semo razzisti. I anti slavi li conossemo ormai più che ben, se tratta dei immigrati e xe inutile che ve digo de dove.

    Sarà ancora qualche triestin magnasciavi col cognome futizzà, ma i xe sempre de meno e se i xe su quella posizion xe perchè i loro avi no podeva far diversamente se i voleva lavorar e integrar i loro fioi nella comunità dominante.

    E tanti, quando i scopri le balle che i ‘taliani ghe gaveva contà per ridurli in quelle condizioni, ghe vien una tal fota che i pol diventar anche anti italiani.

    Mi personamente son razzista intellettuale, la go co’ quei che no se ga ancora reso conto che el nazionalismo xe una delle più colossali ciavàde dei popoli e che el nazionalismo in un territorio misto xe pezo de la bomba atomica.

    Difati, se ogni tanto penso a tute le fabbriche che iera a Trieste co’ l’Austria e quante iera ancora quando iero picio, me vien de pensar a Nagasaki rasa al suolo.

    Voi che ciacolè…. quanti de voi ga mai sentì le sirene delle fabbriche e dei cantieri a mezogiorno?

    Tacava una, dopo l’altra, dopo un’altra ancora… se le sentiva dal Molo San Carlo, se le sentiva da Barcola fin oltre Muja e a San Giacomo e in Ponziana tremava i vetri.

    Iera mezogiorno, decine de migliaia de triestini andava a casa a magnar o i andava nelle mense dele fabriche.

    Adesso inveze squilla i SMS dei cellulari che ciama i precari a lavorar un per de ore per una s’cinca e un botòn.

  147. Alessandro

    Ripeto: el tempo xe galantuomo. Vederemo chi che ga ragion.

  148. GIAMPAOLO LONZAR

    @139 e seguenti ALESSANDRO : Le sintesi che ognidun de noi fa le xe sogetive pertanto mi el TLT lo go visto e vissudo e me piaseva l’idea dela “Città Stato ” .

    Mi co’ xe riva l’Italia go odià subito l’aroganza dei impiegati publici ,no jero abituà el sistema GMA jera più pratico, veloce ed eficente.

    El TLT no jera per niente uno stato cuscineto perchè la cità da un punto de vista militare la xe indifendibile e questo qualsiasi persona che ga alba de strategia e tatica te lo pol confermar.
    Serviva solo per difender un ‘eventuale evacuazion de emergenza,a San giovani in Tuba te blochi la strada con una fionda,
    de Trieste te pol filar via solo per mar.

    Le trupe Anglo-Americane jera solo un deterente e un eventuale apogio al’ordine publico come che ga pò fato i Inglesi durante i casini del ’53.

    Concomitante ai moti del 53 xe sta anche un acordo che ga fato i USA con Tito per rifornimenti militari.

    Del resto de ministati se trova in tute le parti del mondo, no vedo el problema, ne vedo el motivo de riderghe drio .

    Mejo picoli e soli che mal governai e maltratai.

  149. Alessandro

    @lonzar concordo sull’indifendibilità della città e che no ghe vol un grande stratega per capirlo. son laureà in scienze politiche e me piasi la question. non sarò un luminare ma gnanche un mona (anche se xe vero che chi se loda se imbroda). no discuto la percezion che te ga ti del territorio libero mi no iero (gnanche nato): mi digo che OGGI in questa struttura internazionale xe el 0,000001 de probabilità che el novo(vecio) TLT se “finalizzi” e ogni roba che te leggi sul porto salta fora sta storia. no te vol ciamarlo stato cuscinetto? ciamilo come che te vol. iera un’entità artificiosa, che i americani e i alleati appena ga podù ga sbagazà perché iera solo spese e casini. a guerra finida con la capitolazion della germania e dopo quando tito xe diventà definitivamente un bravo cagnoletto dei inglesi la rilevanza de trieste iera quasi zero. e infatti i xe andai via. el ’53 ga accelerà le robe? pol esser. agiva i servizi segreti? sicuro… come del resto agiva tutti i servizi dei paesi coinvolti.

    el dato de fatto xe che quel che xe scritto su un trattato se no xe messo in pratica no val una banana. e quel che disi l’onu? no val una banana gnanche quel se i grandi no xe d’accordo (vedi territori occupati in palestina). tanto de cappello per lo sforzo de cambiar qualcossa. ammesso e non concesso che se staria meio con el TLT me vien de sorrider quando sento parlar de nazione triestina perchè come xe la nazione triestina xe la nazione furlana, catalana, salentina, basca ecc ecc. lori ga meno diritto? xe questioni all’onu da anni, decenni mi calcolo… soluzioni ZERO. se conteremo quando sarà el momento e là se vederà chi ga ragion

  150. effebi

    ma quando se parla de MOVIMENTO TRIESTE LIBERA se fa riferimento al TLT ? quindio anche alla parte de zona B o questi pensa solo Trieste, al porto de Trieste, ai rioni de Trieste, ai originali de Trieste ?

    se esisti un diritto che detiva dal TLT xe valido da sistiana al quieto…

    opur “l’idipendenza” se la immagina (e domanda) solo per “triest-trst” ?

    W l’Istria libera e indipandente !!! :) desso fondo un movimento…

  151. effebi

    anzi, speta che me vado a rileger el placito del risano… dunque… cossa diseva…!? credo che sia ancora valido

  152. GIAMPAOLO LONZAR

    @153 ALESSANDRO : me fa piazer che gavemo la stesa laurea, almeno in qualche maniera parlemo la stessa lingua.

    Concordo con la tua analisi ,ma dato che la politica xe l’arte del possibile, le situazioni xe mobili.

    Mi jero a Berlino due mesi prima che caschi el muro e nissun gavessi scomesso un pfenning
    su la riunificazion, e patatrac !!!

    Nissun gavessi pensà a la disintegrazion de la Unione Sovietica, che i Cechi se gavessi separà dai Slovachi, che la Jugo diventava uno scanatoio.

    E tuto questo a fine del secolo scorso.

    Questo secolo gavemo vù un presidente USA de origine Africana, Hussein e Ghedaffi anientati,Bin Laden giustizià etc etc.

    Su la Catalogna stemo in finestra a vardar;
    lori me sa che i se la ga ligada al dito dopo la guera civile.
    Le “comunidades” no me par che ga funzionà mejo de le nostre regioni.

    In ogni caso per mi tuti ga dirito a la autodeterminazion, anche nel tratato de Helsinky xe scrito, ma Napolitano disi “Italia una ed indivisibile” e ‘lora l’Italia ga firmà con una man e co’ l’altra gà incroxà i diti !!

    Con sta situazion economico-finanziaria el colasso xe in aguato da per tuto senza preaviso.

    Qualche volta contro il cul la ragion no val !! :-)

  153. effebi

    •Article 7
    Official languages/ Lingue ufficiali

    The official languages of the Free Territory shall be Italian and Slovene. The Constitution shall determine in what circumstances Croat may be used as a third official language.
    Le lingue ufficiali del Territorio Libero sono l’italiano e lo sloveno. La Costituzione determinerà in quale circostanza il croato potrebbe essere usato come terza lingua ufficiale.

    …E I CROATI !!?? … terza lingua ? :) …za me li vedo…

  154. effebi

    1. Il Governatore sarà incaricato dal Consiglio di Sicurezza dopo una consultazione con i Governi di Jugoslavia e Italia. Esso non dovrà essere ne un cittadino della Jugoslavia, ne dell’ Italia, ne del Territorio Libero. Esso sarà incaricato per cinque anni e può essere reincaricato. Il suoi emolumenti e le sue indennità saranno a carico dalle Nazioni Unite

    bene…si consulti il governo Jugoslavo (de Belgrado ?) :)

  155. Alessandro

    Qualche volta contro il cul la ragion no val: verissimo.

  156. Sandi Stark

    @ 153 “me vien de sorrider quando sento parlar de nazione triestina”

    anche a mi, perchè no esisti una Nazion triestina e no la esisterà mai. Te ga presente cosa significa “Nazion”?

    ” Il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla realizzazione in unità politica” (Treccani).

    I altri vocabolari xe concordi, e anche i vocabolari internazionali.

    Un significato secondario de “Nazione” xe come sinonimo de “Paese”, ma se pol doprarlo senza capelàr solo in Stati mono nazionali, sarà forsi el Nepal e qualche isola della Polinesia.

    Inveze l’aggettivo “nazionale” vien tollerado anche nei Stati Multinazionali, come i USA, el Canada, l’Italia eccetera, forsi perchè dir la “squadra nazionale” o l’esercito nazionale sona meio che dir la “squadra statale” o “l’esercito Paesano”.

    No per farghe la ta-pun al zo-stron, ma no se pol confonder due concetti cussì importanti.

    Ricapitolemo: I Stati ga dei confini, le Nazioni no li ga. I Stati contien cittadini de diverse nazionalità. Una Nazion xe presente in diversi Stati.

    Me sembra evidente che doprar el termine “Nazione” come sinonimo de uno “Stato de Trieste” no fa capir più un klinz, perchè a TS xe cittadini de tante nazionalità.

    Tanto xe vero che sui miei documenti i ga scritto “cittadinanza” italiana, non “nazionalità” italiana. I xe malài de nazionalismo congenito, ma per fortuna no i xe mai rivài a scriver la nazionalità sui documenti, per el momento.

    Inveze la nazionalità furlana esisti, eccome. E esisti quella catalana, basca eccetera.

    E de novo i ‘taliani ne confondi le idee, perchè el fondamento stesso dell’Italia se basa sulla presunta esistenza de una Nazionalità Italiana.

    Esisti anche quella, ma solo per chi parla italian come lingua madre dalla nascita oppur credi de parlar un “dialetto” della lingua italiana e accetta che la “storia comune” coi altri connazionali nassi nel 1860 e che prima el iera diviso ai altri “fratelli” nazionali solo dalla cattiveria dei stranieri, anche se tra “fratelli” no i gaveva niente cossa spartir e no i capiva una parola uno dell’altro, oltre che per esserse mazadi per secoli.

    Funziona anche per chi credi de esser stà “diviso” dai “fratelli nazionali” fin al 1918; basta che i sia convinti.

    Affari suoi, mi no son de nazionalità italiana perchè a parte la lingua che i me ga conzà e le altre che i me ga cavà, go una storia diversa dalla loro.

    E go usi e costumi diversi: magno capuzi garbi, fazo le file, odio le raccomandazioni e le furberie, no parlo zigando, me piasi le staierze, lavoro per la squadra e no per incular i colleghi eccetera… e noto che ste robe le go in comune con altre nazioni e non con quela ‘taliana.

    E visto che uno dei requisti fondamentali xe l’accettazion, dovemo anche creder che esisti una “Nazione Padana”, se esisti delle persone che xe convinte de farne parte.

    Ma la nazionalità no basta, i svizzeri xe de 4-5 lingue ed etnie eppur i ga accettà l’esistenza de un Inno Nazionale Svizzero e i disi de esser de nazionalità svizzera. Come l’Austria de una volta e i altri Stati Multinazionali.

    Parlando delle città stato e dei micro stati, xe anche quelle che ga el PIL procapite più alto del mondo:

    Principato de Monaco 112 mila procapite
    Lichtenstein 100 mila
    Lussemburgo 88 mila
    Singapore 56 mila
    Quatar 55 mila

    E no basta, la classifica della ricchezza nei paesi europei vedi ai primi posti, Stati che va da 3 a 10 milioni di persone, con l’eccezion della Germania che però xe una Confederazion de altri Stati.

    Credeme a mi, el nazionalismo xe la più gran ciavada della storia dell’umanità.

  157. Alessandro

    caro sandi visto che come go za dito son laureà in scienze politiche, pur non essendo un luminare la differenza tra stato e nazione la so. iera un evidente riferimento al paladino del TLT marcus che al 74 scrivi “nazione internazionale (SIC) democratica denominata Territorio Libero e Porto Libero di Trieste”. no servi che te sprechi 50 righe per spiegarme el significato de nazion :-)

  158. John Remada

    Vieni ai gusti di frontiera Stark….

  159. Sandi Stark

    Varda che Marcus parla solo per la sua clapa, che se ciama Comitato Porto Libero, no confonderla co’ l’Associazion Trieste Libera.

  160. Sandi Stark

    @ 162 Si probabile, zenska permettendo.

  161. Roberto K

    L’idea di Trieste stato indipendente non sembra essere una novità, viste le condizioni poste dal regno d’Italia per eimanere neutrale nella I guerra

    8 aprile 1915

    L’ Italia fa conoscere all’ Austria-Ungheria
    LE SUE CONDIZIONI
    “PER EVITARE LA GUERRA”

    Le condizioni sono queste:
    Art. I.- L’ Austria-Ungheria cede all’Italia il Trentino coi confini che ebbe il regno italico nel 1811, cioè dopo il trattato di Parigi del 28 febbraio 1810.
    Art. II.- Si procede ad una correzione a favore dell’ Italia del suo confine orientale, restando comprese nel territorio ceduto le città di Gradisca e di Gorizia. Da Troghofel il confine nuovo si stacca dall’ attuale, volgendo ad oriente fino al Osternig e di là scende dalle Carniche fino a Saifniz. Indi pel contrafforte tra Seisera e Schliza sale a Wirschberg e poi torna a seguire il confine attuale fino alla sella di Nevea, per scendere dalle falde del Rombone fino all’ Isonzo, passando ad oriente di Plezzo. Segue poi la linea dell’ Isonzo fino a Tolmino, dove abbandona l’ Isonzo per seguire una
    pag 2

    linea più orientale la quale, passando ad est dell’ altipiano Pregona-Planina e seguendo il solco del Chiapovano, scende ad oriente di Gorizia ed attraverso il carso di Comen termina al mare tra Monfalcone e Trieste, nella prossimità di Nabresina.
    Art. III.- La città di Trieste ed il suo territorio che verrà esteso al nord fino a comprendere Nabresina, in modo da confinare con la nuova frontiera italiana (art II) e al sud tanto da comprendere gli attuali distretti giudiziari di Capodistria e Pirano, saranno costituiti in uno Stato autonomo e indipendente nei riguardi politici, internazionali, militari, legislativi, finanziari e amministrativi, rinunziando l’ Austria-Ungheria ad ogni sovranita su di esso. Dovrà restare porto franco. Non vi potranno entrare milizie nè austroungariche nè italiane. Esso si assumerà una quota parte dell’ attuale Debito Pubblico austriaco in ragione della sua popolazione.

  162. Io vorrei...

    Comunque grazie per le info. Ho scoperto che un bel numero di persone che conosco potrà votare per il TLT: figli, nipoti e pronipoti di esuli da Capodistria, Pirano, Parenzo, Buje, Cittanova eccetera eccetera, sparsi per tutto il mondo. La cosa divertente è che loro potranno votare, mentre non potrà votare oltre il 95% degli attuali abitanti delle suddette città. Toni e Franco da Padova faranno un viaggetto e sceglieranno cosa fare di Ivan e Boris, residenti a Capodistria.

  163. Io vorrei...

    In alternativa, si potrebbe fare governatore Popovic, che ha le idee chiarissime su Trieste (seguono brani da vera intervista):

    A Trieste non succede niente, lei dice. E a Capodistria?

    Abbiamo tantissimi investitori potenziali. Stiamo andando avanti col progetto che qui l’opposizione chiama “in stile Dubai”, ma avrà solo uno “skyline” somigliante. Faremo tantissime spiagge con le migliori sabbie del mondo, spiagge naturali, o artificiali, o come a Tenerife una scogliera in mare con un interramento di sabbia. Vogliamo che diventino spiagge famose. E stiamo costruendo un albergo alto 40 metri con una piscina di 40 metri sul tetto, la “piscina infinita” sul mare. L’ho visto a Dubai e a Singapore.

    Turismo di lusso?

    Certo, così dev’essere. Tutti criticano Dubai, Abu Dhabi… Critichiamo ma intanto ci andiamo. Eh, ma a Trieste non si può fare, dite voi. Ma come no? Da quanto tempo non si vede un grande architetto a Trieste? Almeno un Calatrava che a Venezia ha fatto il ponte. Criticato, ma a me piace. A Trieste gli ultimi architetti sono quelli di 100 anni fa. Anche gli sloveni sono scemi, si sentono sempre i più bravi. E così anche voi, ma dispiace tanto. Avete splendidi palazzi, quelle Rive incredibili. Si potrebbe fare la strada sotterranea… Quante cose farei io lì. Una strage farei a Trieste. Tutto il mondo verrebbe a vedere. Per il nostro sviluppo è importante il vostro. E invece…

  164. aldo

    @137 Giampaolo Lonzar
    “a conti fatti la maggioranza dei triestini accettava lo status quo”

    eco i “conti fatti” nel TLT – elezioni comunali di Trieste del 1949:

    DC (quella di Gianni Bartoli)39,04%
    PSVG (PSDI) 6,35%
    PRI 5,41%
    PLI 1,84%
    TOTALE FILO-GOVERNO ITALIANO 52,64%
    MSI 6,05
    Blocco Italiano 4,91% Mov.Rep.Italiano 1,36%
    CENTRO-DESTRA FILO-ITALIA 64,96%

    Nell’intera Zona A questo 65% scende al 62%

    Nelle elezioni del 1952 la situazione resta sostanzialmente invariata sul totale, ma con uno spostamento degli equilibri interni a favore dell’estrema destra, con trasferimenti interni di voti da DC e Blocco Italiano (monarchici e qualunquisti) a favore del MSI che raggiunge l’ 11,49%

    questi sono i “conti fatti” sugli equilibri elettorali nella Zona A del TLT, amministrata dal GMA, “conti fatti” che mostrano gli equilibrii più orientati a destra e all’identitarismo italiano di tutto il dopoguerra, anche perchè la DC di Gianni Bartoli era molto, ma molto più spostata a destra di quella che farà il centro-sinistra negli anni sessanta

    se poi uno vuole lavorare di fantasia e crearsi un suo personale sogno mitologico sull’orientamento elettorale ai tempi del TLT, non in base alla realtà, ma in base a quello che gli sarebbe piaciuto a lui che fosse, eviti almeno di dire “a conti fatti”

  165. aldo

    Nella prima parte del novecento, sotto l’Austria (amministrazioni comunali liberal-nazionali), l’Italia (anomala forza del fascismo anche prima della marcia su Roma) e il GMA (centro-destra al 65%), la maggioranza dei triestini ha espresso nelle urne un orientamento maggioritario identitario-italiano e politicamente quantomeno conservatore, se non reazionario

    solo negli anni sessanta, con lo spostamento degli equilibri interni alla DC a favore dell’ala cattolico-democratica, con la crescita elettorale dei socialisti e il loro l’ingresso nelle giunte anche con assessori sloveni di provenienza ex titina, il clima è iniziato a cambiare verso un orientamento più progressista e una maggiore convivenza tra italiani e sloveni, fino ad arrivare, negli anni settanta, ad una giunta provinciale di sinistra, credo l’unica di tutta la storia di Trieste, prima che la nascita della Lista per Trieste ridefinisse gli equilibri di nuovo verso destra

  166. Poldo

    @149 Sandi

    “(Il Porto..) i gaveva fatto de tutto per ridarghe al porto l’antico splendor. Nel 1949 iera stà superà el record de traffici asburgico del 1913.”
    Ma te credo ben..
    Sandi no te me dirà che no te conosi del ruolo del porto de Trieste nel Piano Marshall.. Xe per questo che navigava il comercial in quel periodo, proprio dal ’48 al ’51. No stemo misiar la lana co la seta come sempre.

  167. Poldo

    @149 Sandi

    E se te pensi ale fabriche varda il censimento del 1961. Xe famoso perchè per la prima volta i operai de l’industria ga superà il numero de ocupadi nela agricoltura.

    “La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria continua a essere la Lombardia (58,9%) , seguono il Piemonte (50,9%) e il Friuli Venezia Giulia con il 45,2%.(!..)
    La più alta percentuale di occupati in agricoltura è nel Molise (47,4%), dieci anni fa la regione più agricola era la Basilicata (che occupava nel primario il 73,2% ). I servizi sono maggiormente diffusi nel Lazio (48,7%), segue la Liguria (46,4%).”

    Nel 1961, no nel 1950.

  168. Sandi Stark

    Alle elezioni del 1949 e 1952, bisogna sommar nel modo giusto le maggioranze includendo l’Unione Slovena che no iera “indipendentista” ufficialmente ma che gavessi appoggià le istanze.

    Bisogna anche cavar i voti dei esuli che no gavessi podù votàr perchè i iera cittadini italiani e no i iera cittadini triestini; votava anche quei de passaggio.

    Po’ bisogna tignir conto della stampa triestina venduda, per le prime elezioni la gaveva ciapà qualcossa come 11 miliardi de euro attuali, se ben me ricordo la cifra.

    Per le seconde elezioni, Andreotti gaveva dirottà inveze tutti i bòri solo sul Piccolo, del quale el gaveva riconossù la straordinaria efficacia propagandistica.

    Po’ bisognassi tignìr conto dei triestini che viveva in Italia e che inveze i vigniva a votàr a Trieste dove i tigniva residenze ufficiose a casa de parenti.

    I ghe pagava la diaria, el biglieto e ferie pagade, qualsiasi lavoro i fazessi.

    E bisognassi tignìr conto de tante robe, e anche del fato che iera elezioni comunali e no elezioni politiche.

    El GMA no gavessi nianche dovù permetterle, perchè iera TLT e l’unica votazion prevista iera quela dell’Assemblea del TLT per elegger el Consiglio.

    E in ogni caso, nel 1952 i indipendentisti iera assai aumentài, la gente se gaveva affezionà al TLT, se stava ogni anno mejo de l’anno prima e le manifestazioni patriottiche cominciava a scarseggiàr, una iera andada addirittura deserta.

    Per questo, nel ’53 saria successo quel che iera successo.

  169. Sandi Stark

    @ 169 varda che i liberal nazionali no gaveva vinto sempre, una volta gaveva vinto i socielisti e forsi anche due. E no xe vero che i liberal nazioanali iera tutti irredentisti, e qualificabili de “destra”, forsi coi oci de adesso ma no de quela volta.

  170. Sandi Stark

    @ 169 me sa che te son ti, che te missi lana e seda. La prima LPT no iera de destra ma apartitica. Ara che me ricordo benissimo Giuricin e la Gruber.

  171. Sandi Stark

    @ 171 sinceramente no capisso cossa c’entra una statistica per el FVG se no te disi quante industrie iera a TS e quante a GO e UD. TS che no ga agricoltura, gaveva sempre avù, una maggioranza de operai in confronto ai contadini.

  172. GIAMPAOLO LONZAR

    @168 ALDO : Sono d’accordo con i dati da Lei citati. In ogni caso rigetto il suo commento finale :

    “se poi uno vuole lavorare di fantasia e crearsi un suo personale sogno mitologico sull’orientamento elettorale ai tempi del TLT, non in base alla realtà, ma in base a quello che gli sarebbe piaciuto a lui che fosse, eviti almeno di dire “a conti fatti”

    Perchè credo che nè io nè tantomeno Lei siamo depositari della “Verita assoluta ” Lei è solo uno che la pensa diversamente da me e vuole dare alle mie parole una valenza diversa ,cioe i conti fatti non sono un valore assoluto , ma relativo ai risultati elettorali analizzati all’epoca.

    In ogni caso quanto da me commentato proviene
    sia da studi personali sulla storia locale, che da un testo ,forse il più obiettivo sulle ns. terre e precisamente:

    LE CONFLIT DE TRIESTE 1943-1954 -Jean Baptiste Duroselle Prof. à la Sorbonne-1966
    Etudes de cas de conflits internationaux

    Le riporto il testo del commento delle elezioni con i paragoni tra il 1949 ed 1952,
    da Lei non completamente riportati, e’ in francese che non so se Le è lingua conosciuta ,ma dato il contesto facilmente comprensibile.

    Ce rèsultats globaux appellent plusieurs remarques. D’abord,le fait essentiel è le progrès des indipéndentistes,Il sont passés de 9,7 % a 15,7%.Il faut y ajouter le 2% de la Ligue démocratique slovène.Si l’on songe que le Parti communiste de TLT et le socialistes nennistes sont favorable à la mise en application de traité de Paix,qui dècide la creéation d’un Territoire Libre,c’est-a-dire d’une unité politique autonome,aux 15,7% s’ajoutent 18,7%..On peut donc penser que 34,4% des électeurs triestins sont favorable a l’autonomisme. Cela fait plus d’un tiers.

    Le partisans du ratacchement à la Yugoslavie
    -Le Front Populaire italo.slovène,favorable incoditionnellement au régime politique yugoslave-n’obtiennent que 2,7% des voix.Ce chiffre est beaucoup plus faible que celui de la population slovène de Trieste. Il y a donc lieu de penser que de nombreux Slovènes de Trieste ont voté pour le Parti Communiste de TLT-tres hostile à Tito-,pour le mouvements autonomistea,voire pour la Democratie Chrétienne s’ils sont des catholiques convaicus. Quant a la Ligue Démocatique Slovène, elle est composèe de bourgeois catholiques, conservateurs,libéraux et dirigée alors par Giuseppe Agneletto avec la collaboration de Besednjak.Sa position est ndépendentiste,car elle estime que seule l’indépendance du TLT favorisera la polpulation slovène.
    Le Parti Communiste meme,avec l’appoint des socialistes nennistes,a legerment perdu. Enfin , on constate un declin substantiel des partis governamentaux (de 52,7% aà 46,8%).
    Cetter perte a surtout porofité a l’extreme droite nationaliste qui passe de 7,5% a 14%.
    Au total,les partisans du ratacchement inconditionnel à l’Italie dans la commune de Trieste passent de 60,2 a 60,8 % c’est-a-dire qu’ils gardent pratiquement la meme force,avec une pointe extrémiste,et “irrèconciliable”,plus prononcée.

    Praticamente la DC da sola era alla pari con le forze pro.indipendenza , l’ago della bilancia e’ stato il MSI ( al quale pur di vncere non si nega l’aiuto , come continua anche attualmente )

    Le piace di più così ?????

  173. Mauricets

    172

    Sandi Stark

    tu non ha ancora capito cosa è la democrazia.

    un uomo un voto.
    non puoi togliere e aggiungere a tuo piacimento le posizioni politiche.

    un uomo un voto.

    tutto il resto, finanziamenti, esuli, e quant’altro fanno solo parte della vita democratica.

    UN UOMO, UN VOTO.
    ogni voto ha pari dignnità.
    a meno che non vi sia un processo che rilevi il reato di voto di scambio.visto che la repubblica è uno stato di diritto.

    il resto sono ciancie.

  174. Poldo

    @175 Sandi

    La statistica iera per dir che le sirene dele fabriche le iera da per tuto, no solo a Trieste, e che oggi no te le senti più nianche in Lombardia. In compenso oggi Trieste xe uno dei poli più importanti per la ricerca teorica e aplicada che ghe sia in Europa, ma chisà perchè questo ai Triestini ghe sfuggi..

  175. Matteo

    Un uomo un voto, no vol dir gnente, la democrazia la vien indirizata

  176. Mauricets

    179

    Matteo
    e che scoperta!!!!!

    è così dalla antica grecia!!!

    ma è democrazia.

    o questo o la dittatura.
    la lotta politica cosa è se non indirizzare il voto!!!

    preferisci le guerre?

    cosi è. e non vi è miglior sorte del sistema democratico.

  177. Mauricets

    ZonaB libera!!!

    via l’invasore!!!!

  178. Antonio

    Condivido i numerosi interventi di Poldo e Aldo (e di Effebi: autentica ironia triestina).

  179. Rupel

    @ 181
    comincemo intanto a buttar fora l ´invasor nella zona A

  180. Mauricets

    Rupel
    certo!
    cosi la zonaA resta in 5000 e la zonaB in 100 de lori!

  181. Tergestin

    El bruto dela democrazia xe che tropi gnampoli ga dirito de parola.

  182. Mauricets

    el bruto dela ditatura che i te taia la gola.

  183. Io vorrei...

    Posso tornare al titolo dell’articolo? Com’è che si può sapere se veramente “cresce il Movimento Trieste Libera”? Io ho visto un filmato con circa tre/quattrocento persone (a esser generoso) che sfilano. L’anno prima erano in cinquanta e quindi sono aumentati? Oppure vengono ricevute molte mail di approvazione?

    Ultima questione: vedo che uno dei fondatori è Roberto Giurastante. Il cognome è abruzzese. Siamo sicuri che lui si possa considerare cittadino del TLT o è figlio o nipote del vergognoso okkupatore?

  184. Antonio

    @ Al massimo 200…

  185. Mauricets

    in verità la ZonaA e la ZonaB devono riunisi.

    sono divise tra tre stati.

    dei quali solo uno, l’italia, è a tutti gli effetti una democrazia compiuta.

    gli altri due sono repubbliche autoritarie neonazionaliste.
    che opprimono i cittadini del TLT.

    solo l’italia attualmente garantisce le minime condizioni democratiche.

    ne consegue che il primo passo è la ricongiunzione della ZonaB all’italia..

    poi con un processo democratico, che solo la repubblica italiana puo garantire, si puo pensare di dare una forte autonomia al territorio del TLT ricongiunto.

  186. bonalama

    per cortesia ragazzi, repulisti? quei che iera scampai per le persecuzioni torna e i scaza via quei vignui dopo, a ts torna tuti i migranti (ancora vivi) ‘ndai via da ts co xe vignui i migranti, da ts se cazza fora tuti quei vignui tra el 45 e el 54, senza riguardo de chi che sia e restemo solo quei nati entro el 54, mi ghe son, ma ve par realistico? quei rivai dopo el 54 boh, intanto fora la nomenklatura? no fusi mal per mi meio ts città stato autonomo col porto suo e bon!

  187. Io vorrei...

    La cosa è abbastanza semplice: basta rifarsi a leggi già promulgate ottant’anni fa:

    Primo regolamento alla legge di cittadinanza tedesca

    Articolo 1
    1. Sino a quando non verranno emanate ulteriori regolamentazioni riguardanti i certificati di cittadinanza, tutti i sudditi del Reich o di sangue affine in possesso del diritto di voto per le elezioni del Parlamento al momento della emanazione della Legge sulla cittadinanza manterranno il diritto di cittadinanza tedesca. Lo stesso vale per coloro ai quali il Ministro degli Interni del Reich – in accordo con il Vice F¸hrer – abbia in via preliminare concesso la cittadinanza provvisoria.
    2. Il Ministro degli Interni del Reich – in accordo con il vice del Führer – può revocare la cittadinanza provvisoria concessa.

    Articolo 2
    1 I regolamenti di cui all’articolo 1 sono validi anche per i sudditi del Reich di sangue misto giudeo.
    2 Un individuo di sangue misto giudeo è colui che discende da uno o due nonni che siano razzialmente interamente ebrei a meno che il nonno o la nonna non siano da considerarsi ebrei secondo quanto disposto dall’Articolo 5, paragrafo 2. Un nonno dovrà essere considerato come pienamente ebreo nel caso in cui sia iscritto alla comunità religiosa ebraica.

    Articolo 3
    Solo il cittadino del Reich è detentore dei pieni diritti politici, del diritto di esercizio del voto politico o può ricoprire cariche pubbliche. Il Ministro dell’Interno del Reich o qualsiasi altro ufficio da lui autorizzato può stabilire eccezioni durante il periodo di transizione. riguardo all’occupazione di incarichi pubblici. Le questioni riguardanti le organizzazioni religiose non saranno sottoposte a restrizioni.

    Articolo 4
    1.Un ebreo non può essere cittadino del Reich. Non ha diritto di voto nelle consultazioni politiche e non può ricoprire cariche pubbliche.
    2. I dipendenti pubblici ebrei saranno pensionati entro il 31 dicembre 1935. Se tali dipendenti avessero servito al fronte durante la guerra mondiale nell’esercito tedesco o negli eserciti alleati della Germania riceveranno totalmente, fino al raggiungimento del limite di età, la pensione maturata in relazione all’ultimo salario percepito; non avranno tuttavia diritto a scatti di anzianità. Dopo aver raggiunto i limiti di età le loro pensioni verranno ricalcolate nuovamente sulla base dell’ultimo stipendio percepito sul quale verrà effettuato il computo per la nuova pensione.
    3. Le questioni riguardanti le organizzazioni religiose non saranno sottoposte a restrizioni.
    4. Le condizioni di servizio degli insegnanti ebrei nelle scuole pubbliche giudaiche rimarranno immutate fino all’emanazione di nuovi regolamenti per il sistema scolastico giudaico.

    Articolo 5
    1. Si considera ebreo chiunque discenda da almeno tre nonni ebrei che siano razzialmente interamente giudei. (…)
    2. Si considera ebreo anche chi discende da due nonni interamente ebrei se: a) apparteneva alla comunità ebraica al momento dell’emanazione della presente legge o vi abbia aderito successivamente. b) abbia contratto matrimonio con persona ebrea al momento dell’emanazione della presente legge o successivamente, c) sia nato dal matrimonio con un ebreo nel senso della Sezione I, contratto dopo l’emanazione della Legge per la protezione del sangue e dell’onore tedesco, d) sia il frutto di una relazione extra-coniugale con una persona ebrea in accordo con la Sezione I o sia nato fuori del matrimonio dopo il 31 luglio 1936.

    Articolo 6
    1. I requisiti di purezza di sangue stabiliti nella legge del Reich o in ordine al Partito Nazionalsocialista dei lavoratori e delle sue emanazioni – non coperti dall’Articolo 5 – rimangono immutati.
    2. Ogni altro requisito di purezza di sangue non coperto dall’Articolo 5 può essere stabilito soltanto con l’autorizzazione del Ministro degli Interni del Reich e del Vice Führer (…)

    Articolo 7
    Il Führer e Cancelliere del Reich può concedere esenzioni dai regolamenti stabiliti con la presente legge.

    Basta sostituire “Reich” con “TLT”, “ebrei” con “italiani”, “tedeschi” con “triestini originari”, “Fuhrer” con “governatore del TLT”. Il resto va benissimo così.

  188. aldo

    @176 Giampaolo Lonzar

    Vedo che conferma i dati elettorali da me riportati e che la stessa cosa fa l’autore francese dell’articolo da Lei citato. Il che significa che, se le parole hanno un senso, “a conti fatti” gli equilibri elettorali maggioritari nel TLT, certificati come validi dal GMA, erano fortemente spostati verso il centro-destra e verso l’identitarismo italiano e che questa situazione inizia ad essere superata solo dopo il TLT, negli anni sessanta, con il centro-sinistra e l’ingresso del PSI nelle giunte, anche con un assessore ex-titino, contestato dal MSI con tumulti di piazza.
    Pur non essendo a favore di nessun identitarismo, non ho niente contro l’indipendentismo triestino, se democratico e quindi basato sulla ricerca del consenso della maggioranza, ma considero storicamente inesatto e politicamente autoritario voler far passare per maggioranza una posizione che, anche nel periodo del TLT, nel suo periodo di massima espansione elettorale, era ampiamente di minoranza.
    La mia posizione di sinistra libertaria è anche di minoranza, sia in relazione alla storia che all’attualità, ma non mi sogno di farla passare per maggioranza con giri di parole.

  189. aldo

    @173 Sandi Stark

    Come gavevo dito in un comento precedente, i socialisti gaveva vinto una volta, ma in ocasion de una elezion politica. Qua parlavo del’aministrazion comunale e me risulta che, durante el periodo austriaco del novecento, Trieste ga avù sempre aministrazioni comunali liberal-nazionali, quindi italiano-identitarie e anti-socialiste. Dopo la prima guera el fascismo ga avù subito una forza enorme. Dopo la seconda guera, durante el TLT, el centro-destra italiano-identitario gaveva el 65% circa. La Lista per Trieste xe stada fondada “anche” dai socialisti Giuricin e Gruber Benco, ma, già dalla sua prima presentazion eletorale, xe finida in man ai eredi dei liberal-nazionali in virtù dele preferenze espresse nele urne dai eletori, dei conseguenti consiglieri eleti, del fato che Cecovini xe stà el più votà e xe diventà sindaco e poi Giuricin e Gruber Benco, ridoti in forte minoranza, xe uscidi dala LpT. Quindi, già con la prima presentazion ale elezioni, la LpT ga provocà un novo spostamento a destra, dopo el periodo del centro-sinistra durà poco più de un decenio.
    Se vol far i conti cola realtà dele proferenze politiche dela magioranza dei triestini nel novecento (che no xe sicuramente le mie) o se vol continuar a contar la storia de l’orso?
    Se vol, ognidun dal suo punto de vista, zercar democraticamente consensi per la propria idea o se vol zercar interpretazioni leguleie de tipo legitimista per giustificar proposte finalizade al’imposizion dal’alto in modo autoritario del proprio modo de veder le robe?

  190. GIAMPAOLO LONZAR

    @192 ALDO : Ringrazio per la risposta dalla quale si nota che Lei e’ una persona altamente politicizzata e ne usa il linguaggio.
    In effetti non ho capito un gran che, però
    questo fa di Lei un buon politico e farà carriera.
    Però ho capito una cosa dalla politica ,che quando e’ contro a quello che pensano le teste “semplici” o è contro i loro interessi o è una buona idea che può diventar pericolosa.

  191. GIAMPAOLO LONZAR

    @191 : IO VORREI….. : ” …’ndemo dei ”

    Io capisco che questi “Triestini Indipendentisti ” Le sono antipatici o che
    siano oggetto di un odio latente sia a Lei come ad altri partecipanti di questo post,è
    a dir poco lapalissiano

    Non so cosa ci sia di tanto grave se persone vogliono aver diritto alla libertà,alla autodeterminazione che e’ sta negata, infine fa parte di un dei diritti fondamentali umani , come del resto non vedo cosa è di nobile nel aver sottomesso una popolazione che più e più volte ha manifestato questa insofferenza.
    Che il governo, capito questo, ha voluto annacquarne il numero inviando propri funzionari,forze dell’ordine ,militari per poi dire ” bene residenti ,contatevi! e vediamo quanti siete” .

    Lei ha fatto giustamente notare che, visti gli aventi diritto e fatte le proiezioni la sconfitta è certa!
    Bene ! allora Lei sa che ha vinto ,io so che ho perso.
    E’ pleonastico che Lei continui a fare interventi. Importante nella vita e’ avere certezze.

    Una curiosità che mi rimane è, ma queste persone che sono contrarie a questo schieramento indipendentista abitano,vivono e sono residenti a Trieste ???

    In ogni caso non so se Lei e’ un clone di un ex partecipante a questi posts ,che a tutto livello personale non mi dava fastidio, e anche se non condividevo tutte le sue opinioni lo ritenevo intelligente, non faccia quei paragoni con i nazi ,comunque non solo non sono al livello dell’ex ma neanche di Lei.

  192. Sandi Stark

    @ 178 pol esser anche el più importante polo della Ricerca del mondo, ma i posti de lavoro no riva a duemila, e quei del Porto e indotto portuale riva a 16 mila. I posti de lavoro dell’Industria riva a poco più de duemila, e dopo la chiusura de la Ferriera e Sertubi, sarà el deserto dei tartari.

  193. Io vorrei...

    Ho trovato un paio di resoconti del consiglio comunale di Trieste degli anni che furono. Tanto per capire se i rapporti fra italiani e slavi erano improntati ad amore fraterno.

    26 novembre 1891
    Interpellanza del consigliere D’Angeli al podestà. Un imprenditore sloveno di Barcola nonché consigliere municipale – un certo Martellanz (sic) – ha imposto a un suo dipendente di spostare i figli dalla scuola italiana alla scuola slovena, pena il licenziamento. Il podestà – Pitteri – in consiglio municipale dichiara che i fatti sono veri. D’Angeli prende la parola e – ricordando altri episodi simili – afferma: “Il territorio vive della città che è italiana, e potrebbe venire il redde rationem, essendo gli italiani stanchi di questa guerra ostinata!”. Le cronache raccontano di applausi fragorosi all’indirizzo del D’Angeli, con i due consiglieri sloveni presenti costretti al silenzio dalle urla.

    aprile 1893
    Il Consiglio comunale di Trieste decide di concorrere alla fondazione dell’istituto – con sede a Roma – per la celebrazione delle nozze d’argento dei reali d’Italia. Per l’occasione le sedute del consiglio comunale ribollirono per diverse volte di accuse e controaccuse. Il governo austriaco decreta il scioglimento del consiglio comunale con qualche giorno d’anticipo sulla scadenza naturale. A Trieste sorge la diceria (mai provata) per cui gli austriaci abbiano inteso “punire” il comune di Trieste. I nazional-liberali italiani lasciano correre la voce, e vincono le elezioni in modo trionfale.

    28 agosto 1913
    Seduta di protesta contro i decreti Hohenlohe, che prevedevano il licenziamento di tutti i dipendenti comunali regnicoli. Ad un certo punto prende la parola il consigliere sloveno Vilfan:

    “Voi volete dare Trieste ai regnicoli!”

    Scoppia un tumulto. Volano carte, tutti urlano. Dai consiglieri liberali (italiani) partono grida di “Spie! Poliziotti!” verso gli sloveni. Un consigliere italiano grida: “E le migliaia di sloveni importati?” Riscoppia il tumulto.

    5 maggio 1914
    Rossi (vicepresidente del consiglio municipale):
    “E’ d’uopo che in questa aula echeggi una voce che suoni protesta e ammonimento. (…) La lieta universale costumanza della festa del lavoro fu turbata quest’anno profondamente dagli agitatori slavi. Le parole, lanciate in quell’incontro, da questi agitatori agitavano gli slavi ad issare il tricolore slavo sulle macerie dell’italianità. L’incosciente ed inglorioso manipolo rinchiuso in un quadrato di armati, le grida selvagge di vituperio e di insulto contro il palazzo municipale, la forza pubblica che procede all’arresto di cittadini, dovevano provocare una inevitabile reazione! Il risultato della giornata fu il trionfo dei provocatori. (…) Si vorrebbe distruggere la nostra civiltà: ma noi sapremo reagire e vincere!”

    A questo punto prende la parola l’avvocato sloveno Vilfan (scritto “Wilfan”), che dopo una serie di battibecchi afferma: “quando è così, rompo ogni ritegno e mi metto a parlare slavo!”

    Le cronache riportano che i consiglieri italiani (la maggioranza assoluta) partirono all’attacco degli slavi. Scoppiò un tumulto: il consigliere sloveno Ribar venne preso a ceffoni, caos indescrivibile, la seduta venne sospesa dal podestà Valerio.

  194. Sandi Stark

    @ 193 l’attribuzion de “destra e nazionalista” per le maggioranze del Comun de Trieste del partito “liberal-nazionale” del 1900 xe indebite. Se quela volta in Austria esisteva una “destra”, questa podeva esser rappresentada dai cattolici.

    I irredentisti triestini votava liberale, ma i iera al massimo 5 mila persone. I altri “liberali” iera gente che voleva tignir in vita i privilegi medievali della comunità italiana de Trieste (potere), i gaveva forsi una maggioranza antisolvena ma sicuramente no i voleva l’Italia; come Rossetti e tanti altri prima de lòri.

    Per aver dei estremisti de destra nei primi mesi del 1919, i ‘taliani gaveva dovù mandar su i “arditi” dalla Toscana, Romagna eccetera.

    Le conversioni dei triestini al fascismo iera stade progressive e no diverse dal resto dell’Italia anzi qua, el movimento operaio e socialista iera più forte che in tante altre parti d’Italia.

    Quindi quella ricostruzion e attibuziòn de “città de destra” fin ai anni ’20 del 1900 xe indebita. Dopo si, perchè iera tornadi tutti i 40 mila regnicoli e perchè iera decine de migliaia de militari italiani che votava.

    Dopo el 1943, bisogna far i conti con i esuli istriani. Che no iera tutti de “destra” ma in stragrande e schiacciante maggioranza.

    Zà le elezioni comunali del 1949 iera falsade dalla presenza de migliaia de voti de istriani (chi disi 4 mila, chi disi 8 mila e altri ancora de più), che no i gavessi dovù votar alle comunali a stretto rigor de termini.

    Dopo el 1954, e più precisamente dopo la fine dei anni ’60, la demografia cittadina iera el risultato dei due Esodi conseguenti alle due pulizie etniche italiane.

    Aesso 100 mila triestini iera andài via, sostituidi da altrettanti esuli istriani che votava per la DC e in parte per el MSI, ed altre migliaia de novi immigrati ‘taliani che figuremose con chi i se schierava, se te ghe parlavi de “pericolo slavo”, Yugolsavia, difesa dei “sacri confini” ecc. ecc.

    No se pol no tignir conto de questo fatto.

    El Trattato de Pace no iera per niente “democratico” nei confronti dei ‘taliani che gaveva perso la guerra. Tuttavia el prevedeva el voto dell’assemblea popolare per elegger el Governo del TLT.

    Quel Trattato de Pase tigniva conto della prima “metamorfosi etnica” subida da Trieste, fermando la composizion etnica al 1940. El tigniva anche conto dell’antico ideale cosmopolita e internazionalista, unico argomento serio per mandar avanti una città multietnica.

    Ma dopo el 1954 (anche prima durante el GMA per dir la verità) iera partida la seconda pulizia etnica. No esisti dubbi sui scopi politici perchè i loro autori gà lassà dei scritti che ciarisi i loro intenti al di là de ogni ragionevole dubbio. I loro scopi principali iera due:

    - lotta contro el comunismo
    - italianizzazion de Trieste

    E gavemo visto come anche el PCI gaveva provocà una bella parte de assimilaziòn etnica, in conseguenza delle sue baruffe relative al Cominform. Quindi la responsabilità dell’etnocidio del dopoguerra iera “bipartisan” e attribuibile ai ‘taliani tout cour, con poche eccezioni e senza grandi discussioni.

    Quanto successo a Trieste xe identico a quanto successo a Bolzano, con la differenza peggiorativa che da Bozen i ‘taliani no gaveva costretto i sudtirolesi ad emigrar ma i se gaveva limità a mandarghe su decine de migliaia de colòni.

    In entrambe le città, i ‘taliani gaveva creà una maggioranza italiana che ghe assicurava voti e maggioranze politiche.

    Questo se ciama colonizzaziòn.

    Adesso el dilemma xe semplice: i colòni ga el stesso diritto “democratico” dei colonizzài?

    Sia ciaro che mi no voio espulsioni de nissun, ma volessi che i “democratici” a oltranza me disessi come se poderia rimediar a questo danno per riequilibrar le situazioni e ristabilir i diritti de tutti.

    El problema xe grosso, ve ricordo che le colonizzazioni no vien condonade dal Diritto Internazionale.

    E andassi anche tignù conto che i sentimenti antislavi della maggior parte dei esuli, riversài contro i triestini de lingua madre slovena e croata, no iera una roba assai “democratica”. Nianche i privilegi loro concessi rispetto ai triestini, no iera tanto “democratici”.

    Alora, come femo?

    Se cessassi le campagne nazionaliste governative e bipartisan (foibe, giornate del ricordo, risorgimento, prima guerra mondiale…) se podessi anche discuter.

    El Governo italian podessi riconosser le sue pulizie etniche, tornar i cognomi, i toponimi e indennizar le famiglie. E magari riconosser le spogliazioni delle attività economiche fatte contro la città de Trieste.

    A questo punto se poderia far 1-1 palla al centro e ripartir. I colòni gaveva avù i suoi vantaggi in passato, i autoctoni vien indennizzadi, cessa le campagne de odio etnico e se riparti tutti insieme per un futuro migliore.

    Ma se questo no succedi, alora spieghime la tua soluzion per rimediar “democraticamente” alle colonizzaziòni antiemocratiche.

  195. Sandi Stark

    “Decreti Hohenlohe”, bella quela.

    Chi iera i “regnicoli”? Iera immigrati del Regno d’italia, con residenza a Trieste ma senza cittadinanza austriaca.

    Quando mai se ga visto che un Comune dell’Italia anche attuale, assumi migliaia de immigrati?

    Provemo a pensar che el Comune de Palermo assumi migliaia de impiegati marocchini, che el Comun de Roma assumi migliaia de impiegati rumeni, che el Comun de Prato assumi migliaia de immigrati cinesi.

    No digo, ve lo immaginè?

    Bon, questo succedeva a Trieste, Austria.

  196. Io vorrei...

    Ho trovato le statistiche sull’occupazione a TS (provincia). Risalgono al 2010.

    - Numero occupati: 92188
    - Disoccupati: 4232

    - Occupati dipendenti: 74907 (81,3% – ITA: 74,8%)
    - Occupati indipendenti: 17281 (18,7% – ITA: 25,2%)

    - Agricoltura e pesca: 299
    - Industria: 19204 (di cui costruzioni 6038)
    - Servizi: 72485 (di cui commercio 15374)

    I servizi occupano un numero enormemente superiore di addetti in provincia di Trieste. Faccio anche notare che secondo l’EZIT (Ente Zona Industriale di Trieste) gli addetti della zona sono esattamente 8492, suddivisi per 519 aziende.

    Alla luce di tutto ciò, mi sfugge come si possa dire che l’industria a Trieste dia lavoro “a duemila persone”, mentre il porto a 16000.

    Secondo il più recente studio (Danielis 2008, p. 15), il numero di addetti diretti dell’intero sistema portuale del FVG (Trieste più Porto Nogaro) nel 2007 era pari a 5353 addetti alle attività portuali “in senso stretto”, 8243 invece se si comprendono anche gli addetti che non operano all’interno delle strutture portuali.

    E’ evidente invece che a Trieste il lavoro si trova soprattutto nel terziario.

  197. Io vorrei...

    @ Stark

    Mi sa che non conosci molto bene il settore pubblico italiano. In Italia ci sono circa 3,5 milioni di dipendenti pubblici. Di questi, circa 150000 sono stranieri. Ad ogni modo, contro i decreti Hohenlohe si espresse a maggioranza assoluta il municipio di Trieste nel 1913. Triestini originari contro l’Austria e il suo rappresentante.

  198. Sandi Stark

    Scusa ma te sta scrivendo enormi “inesattezze”, me sa che forsi Giampaolo ga intivà.

    No xe niente vero che l’Industria ga a Trieste 12 mila occupadi, nel 2010 i iera meno de tremila.

    Invito a leger ben le statistiche e no confonder i metalmeccanici (che xe anche i operai che fa manutenzion dell’ascensor e i impiegati dell’informatica) con i dipendenti dell’industria. Che i pòl anche no esser “metalmeccanici”, come ad esempio quei del caffè che spesso gà altri contratti de lavoro.

  199. Sandi Stark

    @ 201 gavè le ventose come l’omo ragno per rampigarve sui speci? Trova un Comun italian che ga assunto migliaia de impiegati extracomunitari e no metter dentro i muli de colòr che lavora per le cooperative de precariato in subappalto del subappalto per ingrumar le scovaze.

  200. Io vorrei...

    @ Stark 202
    Non so che dirti: io ho preso i dati dall’ufficio statistica della Provincia di Trieste e dal sito dell’Ente Zona Industriale di Trieste. Se hai construito anche tu delle statistiche verificabili, credo sia il caso di spiegare come le hai costruite e dove si possono reperire.

    @ Stark 203
    In realtà io credo tu ti stia confondendo con i numeri. I regnicoli di Trieste colpiti dai decreti Hohenlohe furono all’incirca 40 (quaranta).

    Non ti tiro fuori le statistiche degli stranieri assunti in Italia, perché fanno impallidire la più strabiliante statistica austriaca. De resto, le cose non sono paragonabili: all’epoca austroungarica esisteva la “pertinenza” ed uno non era nemmeno del tutto libero di migrare da una parte all’altra dell’impero: oggi decine di milioni di persone si spostano ogni anno da una parte all’altra del mondo. E’ normale che i nostri figli frequentino le scuole con bimbi di vari continenti. A proposito: mia nipote ha lavorato nell’ospedale di Trieste, vivendo all’inizio in un appartamento assieme a due infermiere extracomunitarie. Dipendenti pubbliche. A Trieste, che fino a prova contraria oggi è in Italia.

  201. Sandi Stark

    Eccove un’altro argomento interessante:

    Dal libro “Stil Novo” de Matteo Renzi, sfidante de Bersani per la leadership del PD, presentà sabato a Madonna de Campiglio:

    “Ci vuole una cura radicale per risolvere il problema, via le Provincie, trasformate in Enti di secondo livello, e via le Regioni a Statuto Speciale.”

    A Trento el PD xe alleato del PATT, Partito Trentino Autonomista. Difficile che continui quel patto elettorale, con questi presupposti. Se el PATT resterà solo, l’anderà all’opposizion.

    Quindi xe ciaro el futuro che ne speta: la perdita dell’autonomia amministrativa perchè el partito contrario conta ormai tutta l’intelighenzia massonica rappresentada da Rizzo & Stella, tutta la “destra”, Confindustria col suo organo de Stampa, tutti i principali gruppi editoriali, le TV e rappresentanze sempre più significative della “sinistra”.

    No so cossa i ga in mente, forsi el governo dei prefetti. Opur de veder tutti i soldi delle nostre tasse cior el volo per Roma, dove i sarà sprecài nel solito modo.

    ‘Sti fenomeni come Renzi, forsi no i se rendi conto che più i ghe rompi le bàle a furlani, triestini, goriziani, carnici, ladini, trentini, sudtirolesi, valdostani… più i aumenta l’insofferenza de questi popoli contro lo Stato italian.

    Nel Patt ad esempio, sta cresseno i iscritti che disi che in caso de perdita dell’autonomia, i passerà su posizioni de “Los von Rom” come i cugini de Bolzano che contesta la SVP.

    Me sembra de esser tornà qualche anno prima della fine della Yugoslavia, quando i cagnazzi difendeva el loro osso ringhiando, e i altri se organizzava per la secession, visto che no iera più possibile metterse d’accordo.

    Xe normale: quando finissi i soldi e el benessere, e chi ga el cortèl da la parte del manigo no solo no mòla l’osso ma el pretendi che se ghe torni i regali de fidanzamento, va in crisi anche i matrimoni de amòr, figuremose quei de convenienza o quei impòsti.

    Speremo che i sviluppi sia diversi che nella ex Yugo, e che se sarà divorzi, i sia consensuali e pacifici.

  202. @io vorrei: curioso come Trieste, fino a prova contraria, NON sia italia.

  203. GIAMPAOLO LONZAR

    @178 POLDO : …no’ sfugi ! Voless saver però quanti de Trieste xe inseridi in questa realtà ???

    Te sfugi un’altra roba inveze ; a Trieste ghe xe uno dei più veci Istituti Nautici, nato durante la Trieste Austriaca, come sicuramente te sa.

    Ma te sa che tuti i diplomai nautici e tuti quei che vol andar per mar, per far i esami
    previsti dal STWC-95 devi andar a farli fora de Trieste cominciando dal PSSR,che xe el documento base per imbarcase sia su navi comerciali che da diporto.

    Ben a Trieste nè l’Autorità Portuale pur gavendo el podere per farlo non la se gà organizà in tal senso e qualche tentativo
    xe morto sul nasser. Al Nautico de Trieste che gaveva incomincià a far dei “CORSI RADAR ARPA” che xe dotai anca de un simulator a un
    certo punto ghe xe sta cavada l’autorization.

    Tuto questo tra diplomai al nautico e maritimi che ogi devi ‘ver qualche decina de
    corsi de abilitazion se gavessi podù far un “Polo de corsi de adestramento” che gavessi
    ciamado no solo italiani ma anche stranieri.

    Ogi tuti questi devi andar a Venezia ,Ravenna, Genova, La Spezia,Livorno e tuti
    i altri porti del sud .
    Meno che a Trieste.

    Questo lo metemo nela colona del NOSEPOL o del NOSEVOL o del NOSELASSA.

  204. Sandi Stark

    No scriver troppe sciocchezze, la “pertinenza” iera una roba che se iera inventài i ‘taliani nel 1918 per scazàr dalla città i triestini provenienti dall’Impero tra el 1905 e el 1915.

    I regnicoli licenziài in quel momento sarà sati forsi 40, ma i iera centinaia se no migliaia. Xe le dichiarazioni de Valerio, che el diseva che i li gaveva assunti perchè nissun triestin de lingua madre italofona voleva morir de fame coi stipendi comunali, quando con una settimana de cottimo in porto se guadagnava de più. El fenomeno no riguardava solo i impiegati del Comun de Trieste, ma anche i operai de Monfalcon e un analogo provvedimento iera stà ciolto per Trento.

    E iera vero, i primi li gaveva assunti per necessità e i iera impiegati visto che ghe serviva gente che no fussi analfabeta. Ma dopo, i li assumeva con scopi politici ed uno dei risultati ad esempio, iera stà el taroccamento del censimento.

    I triestini ciamava el Comun “La Magnadora”, perchè i fenomeni de corruzion aumentava proporzionalmente all’assunzion de regnicoli.

    El Comun tra l’altro gaveva accesso a fondi misteriosi, come quando el gaveva deciso de costruir a proprie spese le scole che xe drio della Posta e me sembra el Galilei, perchè altrimenti el Governo pretendeva che fussi classi miste nella stessa scola. No se ga mai savù de dove fussi saltài fora quei soldi.

    Nonostante questo, Valerio iera fedele all’Austria, e con lui tanti altri che iera andài de Koudelka a domandàr intercession contro Hohenlohe. I saveva ben che con l’Italia i gavessi perso tutti i privilegi che l’Austria ghe concedeva a Trieste per tutta una serie de patti che risaliva al 1867, 1848 e andano indrìo fin al 1382.

    Appena nel 1918 i fussi saltài fora spacciandose tutti per irredentisti, i fazeva a gara per pubblicar loro lettere private antiasburgiche, poesie, canzonette per le recite dei fioi e qualsiasi episodio biografico vero o presunto che podessi confermar i loro sentimenti de italianità.

    Più o meno come nel 1945 quando Churchill gavessi ditto:

    “Prima iera 45 milioni de italiani fassisti, adesso xe 45 milioni de italiani antifassisti, ma essendo in tutto 45 milioni, de dove salta fòra i altri 45 milioni che servi per rivar a 90?”

  205. Io vorrei...

    Mi dispiace, ma non mi pare tu conosca bene la materia. La pertinenza esisteva nell’impero. Basta leggere la raccolta di leggi speciali per Trieste del 1861.

    Oltre a cio’, non conosci nemmeno la storia dei regnicoli da licenziare. La commissione imperiale incaricata di dare una risposta alla citta’ di Trieste stabili’ che essi erano poco piu’ di trenta, ma nessuno di essi perse il lavoro. La cosa venne addirittura riportata nei quotidiani italiani del tempo (oltre che sui giornali triestini). Basta leggere le carte senza inventarsi le cose.

    Alla luce di tutto cio’, ti invito a tenere per te lleaccuse di scrivere delle sciocchezze.

    Riguardo a Churchill, se i suoi aforismi sono da prendere per oro colato allora potremmo ricordare cosa diceva dei tedeschi, all’epoca in cui gli austriaci erano un’entusiasta regione del Reich. Ma sarebbe troppo offensivo per gli austriaci.

  206. Io vorrei...

    Per essere ancora piu’ chiari rispetto a chi dice che la pertinenza fu importata a Trieste dagli occupatori italiani, ecco qui il testo dell’art. 7 dello statuto municipale di Trieste del 1850:

    La popolazione della citta’ di Trieste si compone di:
    A. Membri del Comune, e di
    B. Estranei
    I membri del comune sono:
    A. Pertinenti al Comune o
    B. Cittadini del comune

    Eccetera eccetera.

  207. Kaiokasin

    Tre soldi – da lunedì a venerdì 19.40 Radio3:
    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-0bf7de77-5620-45d6-b747-4fcd6edd244a.html
    Dichiarare indipendente una piccola porzione di territorio è un pratica più diffusa di quanto si pensi. «Stati d’Eccezione. Cosa sono le micronazioni» (Edizioni dell’Asino, 2012), il primo libro italiano sulle micronazioni, ne ha mappate più di 40, ricostruendo in forma narrativa le loro microscopiche epopee. Le motivazioni che spingono dei singoli individui a fondare una nazione sono i più disparati: politica, goliardia, arte, tasse, idealismo, perfino truffa.

  208. Sandi Stark

    @ 205 no go voia de perder tempo con uno che me conta che Trieste gà 12 mila lavoratori dell’Industria. Dimostra e disi in che ditte i lavora. Basta el numero, no servi nome e cognome.

    Inveze quela dei decreti Hohenlohe me interessa de più, evidentemente son sta cussì mona de fidarme de quel che scriveva la propaganda italiana, pur savendo che bisogna dubitar de ogni parola. Se se trattava de 30 persone, significa che i ‘taliani ga sempre contà monade:

    “decreti Hohenlohe diretti ad escludere dal Comune di Trieste e dalle industrie del Comune, impiegati regnicoli…” (fonti Giudici, Treves e i soliti “storici” italiani del fassismo).

    I DECRETI HOHENLOHE: ESPULSIONI DI MASSA DI ITALIANI

    “Il Tamaro riporta alcune cifre ricordando -che le espulsioni da Trieste, soltanto via Cormons e via Cervignano, nel 1912 furono 711, nel 1913 e nel 1914 in media 50 alla settimana-. Per via di mare furono quasi altrettante. Fu questo certamente uno degli espedienti più arditi e più efficaci della slavizzazione artificiale.”

    “Soltanto gli Italiani espulsi con questi decreti furono quindi almeno 35.000 nel solo periodo compreso fra il 1903 ed il 1913.”

    (citando Sestan in “Lineamenti di una storia etnica e culturale, (Udine 1997, p. 93)).

    link:

    http://patriottismo.forumcommunity.net/?t=42882887&st=15

    E volendo podessi continuàr, son sicuro de trovar tante altre fonti che disi che i decreti Hohenolhe gaveva espulso centinaia se no migliaia de regnicoli.

    Grazie “Io Vorrei” per questo colpo mortale alla propaganda nazionalista italiana, te me ga fato un enorme favòr.

  209. Mauricets

    206

    Movimento Trieste Libera
    e no caro mio. qua hai sciritto una cagata.

    una cagata pazzesaca.

    trieste è ITALIANISSIMSA.
    fino al midollo.

    se toppi su questo punto l’autonomia te la sogni.

    anche san marino è ITALIANISSIMO.
    per fsatriti un esempio.
    come pure ITALIANISSIMO è il vaticano.

    se volte una trieste SLAVISSIMA non combinerete mai niente.

    demo dei!!!!

    W Trieste italiana e autonoma!!!!!!!!!! (con la ZonaB)

  210. Tergestin

    Ma ghe vedo solo mi una sottile ironia a legger Mauricets che accusa qualchedun de scriver cagade pazzesche?

  211. Io vorrei...

    @ Stark

    Proporrei un patto: ognuno dice da dove ha tirato fuori i propri dati, prima di accusare l’altro di dire cazzate. Io i dati dell’occupazione della provincia di Trieste li ho tirati fuori dalle pubblicazioni statistiche della Provincia di Trieste. Sono quindi dati ufficiali. Se ti interessa criticarli, rivolgiti a loro.

    I nomi delle imprese industriali triestine li ho trovati – parzialmente – dai dati della Zona Industriale di Trieste. Che elenca oltre 500 operatori. Se ti interessa conoscerli e criticarli, rivolgiti a loro.

    I dati dei possibili licenziati causa i decreti Hohenlohe li ho tirati fuori dalla relazione ufficiale del governo austriaco, pubblicata esattamente il 25 novembre 1913. In tutto si tratta di 39 (trentanove) persone. Le quali però non furono nemmeno licenziate, visto che il governo austriaco s’impegno – a seguito delle proteste della città di Trieste e del governo italiano – a concedere la cittadinanza a questi 39, dietro richiesta. alla fine della cosa non se ne parlò più, anche perché scoppiò la guerra e i regnicoli vennero in gran parte cacciati via da Trieste, compresi i regnicoli di seconda o addirittura terza generazione.

    Adesso mi tocca però spiegarti che le ESPULSIONI non c’entrano nulla con i LICENZIAMENTI dei decreti Hohenlohe. Le ESPULSIONI erano semplicissime misure di polizia, e vennero prese prima, durante e dopo i decreti Hohenlohe, quasi esclusivamente contro gli italiani. Quanti sono stati i regnicoli espulsi da Trieste? Il numero esatto non è conoscibile, ma si tratta di centinaia di persone o addirittura migliaia. Si conoscono alcuni dati relativi agli anni 1912, 1913 e 1914, ma questi dati si mescolano poi ai dati dei rimpatriati per causa di guerra e/o espulsi per la stessa causa, e quindi attualmente è impossibile conteggiare tutto quanto.

    Che i propagandisti italiani abbiano gonfiato le cifre dei decreti Hohenlohe, questo è pacifico. Ma tu evidentemente – non conoscendo la materia – non sai che questa propaganda nacque e si sviluppò nel periodo della Grande Guerra e poi durante il fascismo. Non – dunque – negli anni in cui i decreti vennero emanati. Il che fa capire che si trattò di un’elaborazione “postuma” (per così dire).

    Devo però aggiungere una cosa: tu mi citi un libro di Sestan (triestino originario, fra l’altro: mica un italiano importato da fuori!), che però non hai letto: lo citi da un sito internet. Buona norma è quella di procurarsi il testo e CAPIRE quello che EFFETTIVAMENTE ha scritto l’autore. Io nemmeno ti tiro fuori la citazione REALE di Sestan: ti invito – se lo ritieni interessante – a procurarti il libro da solo, a leggerlo, a capirlo e a citarlo in modo obiettivo.

    Di più: il libro di Sesant è stato pubblicato nel 1947 (millenovecentoquarantasette), e cioè la bellezza di sessantacinque anni fa. Se tu ritieni che in questi sessantacinque anni non sia stato più pubblicato nulla e se ritieni che la storiografia in lingua italiana sia rimasta ferma a Sestan, questo è solo un problema tuo. Se però lo ripeti qui dentro come fosse “la Verità”, allora diventa un problema anche per gli altri. Intendo dire: per quelli che non sono attrezzati a capire se quello che dici è vero o è falso.

  212. Io vorrei...

    Correggo un mio errore: Sestan non era triestino originario. Era nato a Trento da famiglia originaria di Albona.

  213. Sandi Stark

    A volte sembra che sia in due che i scrivi col stesso nik, oppur xe el stesso dopo aver trincà un sluk de “Pozione Mazzini”.

    Ma l’effetto della pozion dura sempre de meno e lo stato alterà dura sempre de più, fin che no i comincia a trasformarse caminando per strada. Se vedè uno vestì de nero che tutintùn ghe cressi i cavei e le orecie, che el ziga viva l’Italia per strada, girè al largo.

    La notte del 24 maggio e del 2 giugno bisogna star atenti, specie se xe luna piena. Se de note sentì ulular: “Eja eja alalaahhhh….” ciolè subito un toco de ajo meteve a cusinar capuzi garbi co’ lavarno e Kümmel, no i sopporta.

  214. Sandi Stark

    “Marieta monta in gondola
    che mi te porto al Lido”

    “No no che no me fido
    te me sembri un impostòr!”

  215. Mauricets

    SS
    te se ga mai chiesto perchè dopo 40 giorni gli aleati scaza i yughi da trieste?

    perchè?

    perchè si inventano il TLT?

    perchè sapevano che trieste era italiana!!

  216. Sandi Stark

    @ 219 fazo un eccezion e te rispondo: nel 1800 Trieste gaveva 30 mila abitanti.

    Voi disè che Trieste iera italiana da sempre, alora femo finta che quei 30 mila fussi tuti ‘taliani.

    Nel 1910 i triestini che se dichiarava ‘taliani iera 118 mila.

    + 88 mila abitanti in 110 anni, incremento demografico del + 290%

    Me savè dir, voi patrioti, de dove rivava quel + 290% ?

  217. aldo

    @194 Giampaolo Lonzar

    non considero essere considerato “altamente politicizzato” un’offesa, ma anzi un complimento del quale La ringrazio, ma Lei…

    …che interviene assiduamente su questo sito portando avanti la sua idea indipendentista, non sarebbe altamente politicizzato? l’indipendentismo non è un’idea politica? cosa sarebbe, uno sport come il basket o il volley?

    comunque, visto che sembra mi sia espresso in modo incomprensibile, mi rispiego:
    anche se non posso essere inidipendentista, come non posso essere il suo contrario (nazionalista) perchè non sono identitario, comunque non ho niente contro l’indipendentismo di per sè(mentre ho molto, per esempio, contro il fascismo)purchè non si falsifichi la storia per inventare una maggioranza indipendentista che a Trieste non c’è mai stata, neanche durante il TLT, e purchè l’indipendentismo sia democratico, come diceva Paolo Geri, cioè intenda cambiare la situazione dal basso con il voto e non dall’alto cercando scorciatoie autoritarie in (assai improbabili) pronunciamenti di istituzioni internazionali espressione delle grandi potenze e non eletti da nessuno

  218. aldo

    @198

    in relazion ai liberal-nazionali no go scrito nè “de destra e nazionalista” nè “iredentisti”, ma “italiano-identitari” e “anti-socialisti”, robe che me par te me confermi anche ti: iera una forza de racolta dela comunità italiana, guidada dala borghesia, in contrasto da una parte coi sloveno-nazionali per ovi motivi e dal’altra coi socialisti perchè internazionalisti e anti-borghesi e dunque i liberal-nazionali no iera de sicuro de sinistra e, se no i iera de destra i iera de centro-destra, nel senso che al’interno conviveva diverse sensibilità che coverzeva sto spetro politico

    dai liberal-nazionali del periodo austriaco a cavallo del novecento, al bloco italian vincitore nel primo dopoguera e nel quale iera dentro anche i fascisti, ale magioranze in comun filo-governo italian de Bartoli ale quali se agiungeva le destre per un totale del 65% dei voti, xe quasi un secolo de storia (con in mezo la ditatura fascista) nel quale dale elezioni per le aministrazioni xe sempre emerse magioranze de centro-destra e italian-identitarie, il che no me fa piazer perchè gavesi preferido un secolo de elezioni che gavesì portà a aministrazioni socialiste internazionaliste o almeno de centro-sinistra, ma no scambio i miei desideri cola realtà

  219. aldo

    @198

    te me domandi come ripristinar, ma mi son contro tuti i ripristini perchè se in Europa ognidun zerca de otener i sui ripristini no pol che scopiar la terza guera, mondiale o almeno europea

    inveze mi son per la pace e la democrazia, anzi per più pace e per più democrazia, con una union federale europea con organismi eleti e non controlada come adesso da tecnocrati e burocrati con drio i poteri economici

    el superamento dei stati nazionali e dei nazionalismi no vien da un’imposibile moviola dela storia, con ripristini e ritorni dei stati pre-nazionali come la AU, ma dal’andar avanti verso un’Union Europea pacifica e democratica che, tra l’altro, xe anche el solo modo de contar qualcossa in un mondo che xe diventà policentrico e nissun stato europeo ga da solo la dimension per poder esser in prospetiva uno dei poli mondiali

  220. Poldo

    “..pol esser anche el più importante polo della Ricerca del mondo, ma i posti de lavoro no riva a duemila, e quei del Porto e indotto portuale riva a 16 mila. I posti de lavoro dell’Industria riva a poco più de duemila”

    Alora, sicome qua i da tuti i numeri, meto anche mi un pochi.

    Occupati maschi 49,452 – Femmine 41,670 – Totale 91,122.

    Numero Unità Locali (Ind + Serv) = 17.543

    Occupati per settore
    Costruzioni – 5.852
    Industria – 12.654
    Servizi – (Bar, Alberghi, Ristorazione) – 15.712
    Servizi – (Altri Servizi- Terziario Av.)- 57.484

    Inutile dire che il Porto rientra tra le attività industriali (mentre una gran parte dell’indotto rientra nei Servizi).

    Infatti nel Porto:

    Distretto portuale in senso stretto – 3.070
    Industria marittima – 2.984
    Distretto logistico e servizi – 3.522

    Visto questo, se ricava abastanza facilmente che i posti de lavoro del industria in senso stretto (12.654) xe circa metà intorno al porto e l’altra metà nele imprese industriali.
    Se dopo volemo considerar lavoratori del industria solo quei che bate il fero sul incudine, informo che le atività industriali oggi se svolge diversamente.

    I dati xe Istat e Università de Trieste (che de studi e ricerche intorno al porto ghe ne ga fati e continua a farne a josa e de tuti i colori..)

  221. @207GIAMPAOLO LONZAR

    “…no’ sfugi ! Voless saver però quanti de Trieste xe inseridi in questa realtà ???”

    AREA – Science Park

    - 88 realtà attive
    - 67 imprese ad alto tasso di innovazione
    - 21 centri di ricerca
    - 2.400 addetti operanti nel Parco
    - 93 brevetti depositati dalle imprese
    - 350 partership in oltre 33 nazioni

    Se dopo te me domandi quanti de questi xe triestini, no savessi.. però anche in porto no xe tuti triestini.

    Sula roba del Nautico e i esami, mi me par che no dipendi solo dai altri. Da quei de fora..
    Xe tuta roba nostra, quel che xe e quel che manca.

  222. GIAMPAOLO LONZAR

    @225 POLDO : La mia domanda no jera quanti xe triestini, e so che tuti quei che lavora in porto no xe triestini perche’ mi lavoro co’l porto. Ma quanto de questo resta in cità ,perchè vedendo i numeri che xe consistenti,no se ga percezion de questa presenza.

    Per quanto riguarda el ruolo che podessi ‘ver el Nautico , fazo presente che ogi per primo imbarco sia come Ufficial che come comune ghe vol far el corso PSSR che xe obligatorio,costo 1500/2000 Euro.
    Cifra che no tute le famiglie ghe pol dar a
    muli che gà finì la scola de l’obligo e tanti
    che volessi imbarcarse no lo fa perchè non c’è flicka !!
    Quà, dove lo stato dovessi ,no digo regalar, ma in qualche maniera finanziar o trovar agevolazion de pagamento no esisti !!!!
    Visto che manca lavor ogni comento xe superfluo.
    Senza agiunger che dopo i se lamenta che el
    personal su navi pasegeri ( vedi C.Concordia)
    jera in magioranza straniero.

  223. GIAMPAOLO LONZAR

    @221 ALDO : No e’ mia intenzione offendere mai nessuno,il mio commento si riferiva alla sua abilità ad interpretare a suo favore quanto scritto, abilità che non ho.

    Quante volte intervengo saranno affari miei, io non ho mai contato ne mi permetterei di contare i suoi.

    Lei non puo’ etichettare il prossimo con appartenenze o schieramenti dopo aver letto quattro righe e visto che si atteggia a democratico mi spieghi allora cosa c’e’ di antidemocratico nel voler capire se un trattato internazionale e’ stato rispettato o violato e se e’ stato violato chiederne l’applicazione. Cosa c’è di antidemocratico
    nel dire che la richiesta di un plebiscito e’ stata negata
    Cosa c’è di antidemocratico nel dire che l’Italia si e’ annessa terre non sue visto che le ha conquistate con una guerra.
    Cosa c’e’ di antidemocratico nel dire che nel Tlt oltre al partito Indipendentista
    c’erano altre forze che appoggiavano lo stesso (anche il PC di Ts sic.) e che l’Italianità sbandierata era maggioritaria con il MSI.( faceva comodo )
    Anche se allora non esistevano le allleanze e coalizioni del tipo odierno il MSI faceva
    capo a se stesso
    Però visto che il plebiscito non e’ stato fatto non sappiamo quanti votanti DC avrebbero dato il voto al TLT.
    Se il gruppo filo-italiano era tanto sicuro
    di vincere perchè non ha accettato il plebiscito.
    Cosa c’e stato di democratico nel portare alla chiusura il ” Corriere di Trieste”
    che era l’organo stampa del TLT.
    Cosa c’è stato di democratico nell’allontanare a Parigi il suo direttore.
    Tornando “ab ovo” tutto nasce nel capire se ci sono state violazioni nell’applicazione dei trattati , pertanto “alto e basso” non c’entrano niente in questa dissertazione,
    perche’ giustizia e democrazia sono come le donne come spiegava il mio professore di diritto : le donne o sono incinta o non sono incinta ,non possonio essere un poco incinta.

  224. Sandi Stark

    @ 222 go zercà de spiegarte in tute le maniere ma quele magioranze de destra, iera e xe magioranza ‘taliane, no triestine.

    Capisso che per i tuoi principi tuti xe uguali e no se pol far distinzioni, ma i tuoi principi dovessi preveder anche che no se colonizza i territori de conquista, giusto?

  225. Sandi Stark

    @ 223 e chi ga mai parlà de ripristinar l’AU? Mi no, altri no me sembra.

    Alora visto che no te vol capir cambio i termini, no “ripristino della situazion precedente” ma “indennizzo” per i danni subidi.

    Se te me disi che dovemo subirse i danni e tàser per quieto viver coi aggressori e occupanti, mi posso risponder “anche no”, perchè go dalla mia parte i Diritti Umani.

    Nel caso che te me dia questa risposta o risposte simili, te son ti che te diventi “antidemocratico”, perchè i “democratici” dovessi esser per i Diritti Umani e contro i soprusi, se no me sbaglio.

  226. @226 GIAMPAOLO LONZAR

    ” …Ma quanto de questo resta in cità ,perchè vedendo i numeri che xe consistenti, no se ga percezion de questa presenza.”

    Apunto quel che disevo, no se ga percezion.

    Però se metemo in conto che AREA porta a Trieste circa 150 milioni de euro l’anno (300 miliardi de vece lire) de cui solo il 37% va in personale e il resto xe gestion e investimenti, ghe sarà qualchedun del teritorio che beca una lira per qualche lavoro o servizio de cui AREA ga bisogno, no? Cosa so mi.. una ditta che taca una presa eletrica, un altra che fornise panini, un negozio che ghe vende una lampadina o una guarnizion per una spina che spandi, una dita che cambia piastrele del bagno.
    67 imprese e 21 laboratori de ricerca consumerà pur qualcosa che no i ga in casa..

  227. Sandi Stark

    Si Poldo, tuti da i numeri ma no i xe nianche boni per zogarli al Lotto. E me fè perder tempo, perchè discutè qua inveze che perder 5 minuti per zercarve i dati giusti e no el primo che ve capita davanti ai oci.

    Da Il Piccolo:

    i dipendenti delle imprese all’interno dell’Ezit sono 10.250 scesi di oltre il 10 per cento negli ultimissimi anni… (2010 Maranzana)

    E qua xe l’elenco delle aziende dell’Ezit.

    http://www.ezit.ts.it/aziende-insediate/

    Per voi la “Sepa Diver” xe un’industria? Per mi no. E “Al bom bom di Bisulli e Scaggiante”, “Azienda Agricola al Pulcino”, la “Casa del Barbera” eccetera… xe “industrie”? E anche le “Cooperative Operaie”?

    Le industrie metalmeccaniche triestine xe Wartsila e Ferriera, le “industrie alimentari” xe quasi tutte nel settore “indotto portuale” o “caffè” e cavada la Illy, tutte insieme no riva a 200 operai, che no i xe nianche metalmeccanici.

    Perciò i dipendenti dell’Industria xe restai meno de 3 mila, e i ascensoristi e informatici che xe “metalmeccanici”, no c’entra un fico secco. E no c’entra nianche le tipografie, tutte artigiane meno due tre che gaverà 30 operai e che i xe “poligrafici”.

  228. GIAMPAOLO LONZAR

    @230 POLDO : Mi lavoro in una ativita’ che usa diverse dite de manutenzioni in vari campi , ma no go mai sentì de qualchiduna che fa manutenzioni a l’area.

    Adesso te me gà incuriosì e comincerò a domandar in giro per veder se qualchdun
    se ga becà qualche lavoreto !!!

  229. @231 Sandi

    Ecco, te vedi? I dipendenti EZIT xe 10.000, quei de AREA xe 2.500 e semo ai 12.000 e pasa che anche altri qua ga scrito.

    Dopo ti te disi che dentro EZIT ghe xe anche atività che no xe industria. Ma industria no vol dir solo metalmeccanica.
    Tanto più che tuta l’industria italiana per la gran parte xe sempre stada manifatturiera.
    Se te intendi solo quela metalmecanica alora il cantier de monfalcon gaveva anche 10.000 operai. Una volta.
    Ma cossa vol dir.. Che a quei de Trieste i ghe ga portà via il lavoro, che i ne ga portà via le fabriche? Anche a quei de Monfalcon alora..
    Per non parlar dei frigoriferi e lavatrici de Pordenon.

    No esiste nesun incentivo – ma proprio nesun – che tratien su un teritorio una atività industriale matura.
    L’unico modo per continuar a far lavorar una industria matura in una area terziarizada xe la tecnologia.
    Ma tecnologia alta, che la costa tanto e no la xe, il più dele volte, amortizabile in quele produzioni.
    Xe quel che, per un esempio noto, xe suceso in tuta la storia europea del tessile de base. Praticamente sparido dal Europa.
    Chi ne lo ga rubado? A chi ghe domandemo risarcimenti?

  230. @231 Sandi

    Ah, si.. a proposito de come se varda i dati.

    Prova a cercar nel elenco del EZIT la Burgo, o Cartiera del Timavo.. la ga 500 dipendenti.
    E come quela, altre, solo perchè le sta fora EZIT. Ma no vol dir che no le esisti.

    Ma forsi Duin no xe TLT e no fa numero..

  231. Antonio

    @229
    Stark in un post è austriacante, in un altro titoista, in un altro indipendentista…

  232. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 233 POLDO : Mi lavoro in una atività che gà la sede nel’area industriale. Mi conosso el teritorio ma giuro che mi 10.000 persone
    no le vedo vinir a lavorar a la matina e andar via a la sera.

    Dovessi crear un trafico de auto de far paura.

    Nel ns capanon de 2000 mq scarsi ,semo in 10 , e ara che dite che ga più de 10 persone no ghe ne xe tante.

    Mi no so de dove che vien fora sti numeri e e se i conta dentro, anche Z.I . NOGHERE e Z.Artigianale de Bagnoli e tuti i dipendenti de la Wartsila e de la SIOT.

    Mi no discuto le cifre perchè no me son mai interesà de questo tipo de statistiche ma una
    massa de gente simile se dovesssi vederla mover sia matina che sera . Boh no so !!!

  233. Sandi Stark

    @ 233 no Poldo, sorry ma Industria xe Industria. No xe “piccola industria”, no xe “artigianato”, no xe “terziario”.

    “Industrie” xe quelle co’ le ciminiere, i forni o i silos; dove va dentro i TIR de materie prime o semilavoratie vien fora i prodotti finiti o quasi.

    Quelle xe Industrie, le appartie al settore “secondario” e a TS xe meno de 3.000 persone impegnade nell’Industria.

    Ciò, no pol esser che anche questo diventa relativo e frutto de opinioni personali dei…

  234. Sandi Stark

    @ 233 Bon, l’Italia no ga portà via niente, viva l’Italia volemo ancora e volemo più Italia oh che bel oh che bel (le fabbriche de lavatrici de PN le lavora ancora, e le xe private. Le fabbriche de Trieste ga sempre e solo lavorà prodotti e semilavorati del Porto).

  235. Sandi Stark

    @ 233 “No esiste nesun incentivo – ma proprio nesun – che tratien su un teritorio una atività industriale matura.”

    Come no, se ciamava Porto. E tariffe, costi e distanze.

    “L’unico modo per continuar a far lavorar una industria matura in una area terziarizada xe la tecnologia.”

    Sicuro, nei fienili del Friul dove i fa sedie, xe pien de tecnologia. Anche nelle campagne cinesi, indiane e brasiliane dove i fa una fabbrica drio l’altra, xe pien de tecnologia.

    “Ma tecnologia alta, che la costa tanto e no la xe, il più dele volte, amortizabile in quele produzioni”.

    Boh?

    “Xe quel che, per un esempio noto, xe suceso in tuta la storia europea del tessile de base. Praticamente sparido dal Europa.
    Chi ne lo ga rubado? ”

    Quante industrie tessili iera a Trieste? El jutificio triestino e dopo?

    Te vol forsi insinuar che le attività industriali e commerciali de Trieste xe morte de morte naturale e che l’Italia no c’entra niente?

    Te ga ragion, quei mone de arsenalotti i se gaveva serà i Cantieri, quei mone de marineri se iera vendù le navi, quei mone de impiegati gaveva portà via le Assicurazioni carigandosele in spalla eccetera eccetera.

    “A chi ghe domandemo risarcimenti?”

    A chi te paga per scriver ‘ste robe? :-)

  236. Antonio

    Trieste e l’Italia…Anni ’20: Trieste perde il monopolio commerciale che aveva nell’Impero; i vari Stati emersi dal dissolvimento di questo si dotano dei loro porti e delle loro vie commerciali; anni ’30 crisi mondiale; anni ’40: guerra; dopo, la frontiera a due passi, rigida per almeno vent’anni; anni ’60-’80 assistenza statale e commercio al dettaglio con gli jugoslavi; anni ’90-’2000 i confini diventano progressivamente formali: dovrebbe essere il momento di un rilancio di Trieste, ma a questo punto l’Italia entra in letargo e rinuncia ad avere una politica industriale, una politica per l’Europa centro-orientale ecc.; molti triestini, rimpiangendo i tempi in cui erano pagati per fare gli italiani in faccia ai comunisti jugoslavi, portano nella politica nazionale, attraverso l’estrema destra giunta al governo, il discorso politico della destra triestina, fatto di Istria italiana, foibe, esodo, polemiche con i Paesi vicini, che nel resto d’Italia non interessevano più nessuno da quarant’anni, sperando così di rinverdire e protrarre la guerra fredda e i relativi finanziamenti statali.

  237. Sandi Stark

    “i vari Stati emersi dal dissolvimento di questo si dotano dei loro porti e delle loro vie commerciali…”

    I famosi porti de Praga, Vienna, Budapest, Bratislava, Kiev, Cracovia, Minsk…

  238. @237 Sandi Stark

    ” “Industrie” xe quelle co’ le ciminiere, i forni o i silos; dove va dentro i TIR de materie prime o semilavoratie vien fora i prodotti finiti o quasi.”

    Alora basta capirse..
    Te disi “industria” per intender “fabbrica”.

    Perchè oggi se intende più come processo de costruzione e/o trasformazione.
    Per es. nella “cultura e spettacolo” ghe xe la branca del cinema. No ga ciminiere però gira tanti TIR e materie prime, e fa prodotti finiti.
    Nel suo complesso xe proprio considerada “industria” a tutti gli effetti. E nel complesso ga un fatturato simile se no più alto de quel automobilistico.
    Per no dir del Turismo.
    No xe le ciminiere e forsi nianche i TIR, però ga dele atività che xe proprio considerade industriali. Dai villaggi alle crocere.
    Se parla de “industria del turismo” anche nel WTO.

    Anche il “primario” ga subido trasformazioni.
    Esisti “aziende agricole” che ariva a fornir il prodotto alimentare finido e perfin distribuido.
    Se parla de “agroindustria”. E in Europa xe quasi tuta in man ai francesi.

    Però, ripeto, basta capirse..

  239. Antonio

    @ 241
    Le merci per e dalla Boemia (l’area economicamente più forte dell’Impero ed ex-impero), persi gli incentivi ferroviari e doganali imperiali venivano inviate ad Amburgo e Danzica; la Jugoslavia aveva Spalato, Kiev e Minsk continuavano ad utilizzare Odessa e Leningrado.

  240. Bibliotopa

    #241 ara ti che adesso anche Kiev iera per Sandi Impero Austroungarico!!!!

  241. Alessandro

    @244 be gnanche la bielorussia me par propriamente AU

  242. Io vorrei...

    Ripeto quello che ho già scritto: i dati sull’occupazione io li ho tirati fuori dall’ufficio statistico della Provincia di Trieste.

    Se dopo si vuol dire che industria è solo quella dove si lavora alla catena di montaggio o nell’altoforno, allora bisogna rimettere a posto le lancette dell’orologio: siamo in ritardo di più di quarant’anni.

    Dalla fronte di un IT Architect che lavora per Illy non cadrà mai una goccia di sudore in vita sua, ma a tutti gli effetti è un lavoratore dell’industria.

  243. sfsn

    a tutti gli effetti… i miei veci diseva “l’operaio xe quel che se lava le man prima de andar a pissar. Quel che se le lava dopo xe un impiegato”

  244. @239 Sandi Stark

    Per le industrie tessili a Trieste te rinvio a questo articolo. Parla dei Brunner. I gaveva fabriche anche a Ronche e a Gorizia.
    E po’ xe interesante anche veder come i se ga spacà tra austria e Italia.

    http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&task=view&id=7396&Itemid=144

    “Sicuro, nei fienili del Friul dove i fa sedie, xe pien de tecnologia. Anche nelle campagne cinesi, indiane e brasiliane dove i fa una fabbrica drio l’altra, xe pien de tecnologia.”

    In quel Friuli dove i fa sedie, se ga svilupà un dei settori de mecanica de utensili più rafinado de Europa. Me par che nela storia del industria, o mejo dele fabriche, te son rimasto proprio a quele ciminiere che te manca tanto. E in quele che te ciami “campagne” cinesi o brasiliane, xe la più alta tecnologia che ogi xe aplicada all’industria. Xe in quele “campagne” che i fa l’ IPAD dela Apple.. Piutosto bisognasi veder in che condizioni de lavoro, e forsi se capiria mejo perchè i xe andadi la a farli..

    “Te vol forsi insinuar che le attività industriali e commerciali de Trieste xe morte de morte naturale e che l’Italia no c’entra niente? ”

    No, non lo insinuo. Lo digo proprio. Le xe finide come le xe finide nel resto no solo de Italia, ma dei paesi più industrializzadi. Perchè iera attivià vece e no le se ga tegnude al passo.. E chi doveva far i investimenti? L’Italia? O i paroni dele industrie?

    No iera più i paroni? Te vol veder che xe i unici che xe tornai in Austria e ga lasà quà le fabriche ai ‘taliani che le ga serade..
    O te parli dell’ IRI che ga mantegnù in vita per decenni fabriche che no produseva più niente de competitivo, solo perchè iera de tenir in piedi il reddito del ex TLT..

  245. sfsn

    Poldo,
    me par che no darghe al italia la responsabilità de aver serà le industrie sia ridicolo: chi le ga serade? La Jugo, l’Austria-Ungheria, el III Reich, el TLT?
    L’italia ga creà le condizioni per serar le industrie qua più per motivi geopolitici che economici

  246. Sandi Stark

    @ 244 ottimo, ghe sè rivadi anche voi “patrioti”. Oggi l’area dei clienti del Porto de Trieste xe assai più ampia de quando iera l’Austria (Dio la gabbi in gloria).

    E i traffici mondiali che volessi passar de qua xe decine de milioni de container all’anno.

    Passando per Trst i clienti pol sparagnàr orrori, la città pol guadagnàr orrori e se pol stravolger l’economia mondiale sbasando i costi de trasporto de le merci per 20, 30, 40 Paesi.

    Voi inveze volarè al massimo che se verzi fabbriche de bandierine tricolori e fonderie de statue dei bersaglieri, ma me sembra che no xe el stesso mercato.

    http://www.dimmidipiu.com/multimedia/immagini/FOTO_POLITICA/polverini%20bersagliera%202.JPG

  247. hobo

    a proposito di apple, cina, delocalizzazioni, competitivita’, profitti (e lotta di classe):

    http://www.guardian.co.uk/technology/2012/apr/23/bad-apple-employ-more-us-workers

  248. Sandi Stark

    @ 248 Se te affermi una roba simile senza vergognarte, te son el fio de Andreotti.

    El San Marco iera el più moderno cantier d’Italia, el secondo in Europa che gaveva un impianto de saldatura continua.

    El Lloyd gaveva ricomincià nel 1945 con 10 navi, nel 1954 el ghe ne gaveva 31, nonostante el furto de 10 Liberty da parte de l’Italia.

    Adesso xe restada la Lloydiana, i cinesi se ga pappà i contratti delle rotte orientali e qua xe restà solo uffici.

    E lo ciama “Italia Marittima”, che a voi patrioti ve piaserà assai, ma che a mi me fa incazzar due volte, per el furto e per la ciolta pel cul.

    E la Fabbrica Macchine?

    Chi xe quei mone che sera una Fabbrica Macchine tacada dei cantieri, con una sua propria ferrovia per far un’altra in Carso distante centinaia de chilometri dai cantieri?

    Nianche in URSS i gavessi fato monade simili, solo che i ‘taliani podeva.

    E la storia saria longa, xe stai scritti metri de libri.

  249. @249 sfsn

    No xe proprio coretto.. anzi.
    L’Italia gaveva anche negozià con la Yugo la Zona Industriale sul Carso. E iera una zona mista..
    Me par che sia stada combatuda e sdegnosamente rifiutada con tanto de lista civica triestina.

    E no tanto per far tifo per l’Italia come altri qua.. ma perchè le robe va ricordade..

  250. Antonio

    Cecovini nel novembre del 1976 (Due parole sul Trattato di Osimo) dichiarava che l’arrivo degli jugoslavi nella zona franca avrebbe portato all’”inevitabile imbastardimento e inquinamento demografico e linguistico della città [e] della sua superiore civiltà”: altro che Mitteleuropa!

  251. @252 Sandi Stark

    No, no son fio de Andreotti e no me vergogno..

    Ma conto questa.

    Metà anni ’90. Il cantier de Monfalcon ga de formar per dopo assumer 64 saldatori. Per via dei prepensionamenti andava via anche quei specializadi e i gaveva bisogno de rimpiazzi. Iera posto sicuro.
    Bon, dopo aver consultà liste de iscriti al colocamento, scrito a casa a quei che cercava lavoro disendo che anche i corsi iera pagadi, organizà tuto con l’ex ufficio del lavoro.. se ga presentà in 17. Per i altri che serviva i ga dovù aprir prima alle liste regionali, e dopo asumer anche dale ditte private che iera già in cantier e che i veniva de fora.

  252. E già che semo conto anche questa.

    Le navi pasegeri le ga un impianto de condizionamento che un grande albergo se lo sogna. Sia per grandezza che per complesità.
    Xe una società norvegese che li progetta. Ma oltre ai tubi e al fero, ga un sistema computerizado e un software molto complesso.
    I ga bisogno quà in loco, de qualchedun che testi e modifichi il software secondo le esigenze. I ga cercado in tuta la region se iera una ditta in grado de diventar referente. Bon, la ga trovada a Nova Gorica. Un ingegner e tre periti informatici. Sicuro colpa dell’Italia.

  253. Ah.. si.
    A Monfalcon xe qualchedun che sostien che i Bangla ghe ruba il lavoro.

  254. sfsn

    poldo,
    el piano Cipe no xe sta negozià cola jugo…

  255. Sandi Stark

    Bela quela de Cecovini. ‘Sto omo iera un suo prozio:

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/9c/Andrej_%C4%8Cehovin-razglednica.jpg

    eroe austriaco delle guerre contro i Piemontesi. Quel monumento iera nel borgo de Čehovini, a pochi km de Dutovlije.

    Dopo che iera rivada l’Italia, i villici gaveva magnà la foia, e alora una note i gaveva smontà el monumento e i lo gaveva sotterrà dove che saveva lòri.

    No i lo ga tirà fora coi tedeschi e nianche co’ la Yugo.

    Intanto el Cehovin triestin fazeva el liberale magna s’ciavi, ma con villa sul carso dove i capuzzi el brin per el paiz de lievro xe più bòni.

    Apena verso la fine de la Yugo, i contadini se gaveva deciso de tirar fora el monumento, e dito e fato ecolo qua:

    http://vodnik.kras-carso.com/images/slike/20.jpg

    Scampà alla furia iconoclasta dei ‘taliani e forsi anche dei yughi, che però no i gaveva demolì nissun monumento austriaco. Forsi i gaveva tropo de lavoràr per pensar de spacar monumenti e lapidi.

    E tra qualche secolo el monumento al contadin Cehovin diventà Baròn sarà ancora là.

    Ma sarà anche qualche busto de Cecovini italianizzà, e i omini del futuro se domanderà:

    “Ma perchè ‘sti omini se cambiava el cognome e i se metèva contro i parenti? Barufe per l’ eredità?”

  256. Mauricets

    256

    Poldo

    con tutta probabilità li voleva trovare a mille euri al mese, contratto a termine, forse rinnovabile.

    i tecnici qualificati regionali per quella cifra, e condizioni, non si girano nemmeno.
    1000 euri in slovenia è uno stipendio da nababbi.

    contila tuta dei.

  257. Sandi Stark

    Vardè qua, “Caserma Cehovin” a Postumia.

    E vardè l’avo de giovine:

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d7/Andrej_%C4%8Cehovin.jpg

    No se fila: stesso barbin, stessi oci, stesso tuto.

  258. Mauricets

    “Ma perchè ‘sti omini se cambiava el cognome e i se metèva contro i parenti? Barufe per l’ eredità?”

    perchè si vive meglio in italia, vicino agli italiani e assieme agli italiani.

    de capuzi garbi e miseria dopo un poco te se rompi le bale.

  259. Tergestin

    Difatti tra Napoli e Lubjana, dove se trova la meio qualita’ dela vita? Mola el colpo Mauri, oramai no te imbrochi piu’ gnanca una.

  260. sfsn

    mauri, dei, de novo te me spari castronade…
    Se vivi meio dove che xe soldi, sta roba se sa. purtropo (per ti, e anche per mi) l’italia no xe mai stada el paese de bengodi, se non per i soliti furboni che ga sempre trapolà e comandà

  261. Tergestin

    Cio’ e podevo anca citar el Vento o el Friul prima dei anni sessanta dove iera piu’ pelagra che pan. Escluso un boom economico in certe regioni (che da noi ga coinciso con la chiusura dei cantieri) tuti sti bori no me par che se sia mai visti in penisola. Da quando i la ga unida peraltro. Questo za xe suficente a smontar ogni tesi nazionalista.

  262. Mauricets

    263

    Tergestin

    certamente si vive meglio a napoli!!

    che confronti!

  263. Mauricets

    a si, napoli con provincia ha piu abitanti della slovenia.

    3.080.254.

    ha piu storia e cultura che tutta la slovenia messa assieme.

    ha influenzato il mondo piu di tutta la slovenia.

    lubiana è un rione di napoli. forse.

  264. Tergestin

    Bon va ben, se non altro te ringrazio perche’ una ridada de gusto a fine turno fa sempre ben.

  265. Una buona lettura per tutti sulla storia dei “traffici” e degli “sconti” alla Trieste libera e autonoma.

    La storia della Famiglia Cosulich.

    http://www.treccani.it/enciclopedia/famiglia-cosulich_(Dizionario-Biografico)/

  266. Bibliotopa

    Cecovini no ga mai avudo nè barba nè mustaci… e ga scritto un libro che adesso i lo ciama con la prima parte del suo sottotitolo Discorso di un triestino agli italiani -perchè po continua nel cinquantenario della Redenzione, ma el vero titolo xe Del patriottismo di Trieste. Anno 1968.

  267. @260 Mauricets

    No, affatto. CCNL e accordi aziendali.
    La vicenda xe stada seguida dale RSU del Cantier.

  268. Tergestin

    Un rion de Napoli. Quel con meno scovaze e delinquenti per strada. E si’ che ghe iero al Vomero.

  269. Mauricets

    271

    Poldo

    CCNL mettalmecanico di 4 livello sono pari a 1179 euro

  270. sfsn

    Cecovini lo indicassi come un simbolo del trasformismo dela massoneria triestina, visto che nel maggio 1945 el iera sta nominà giudice del tribunale del popolo dai terribili titini

  271. @273 Mauricets

    1. parlo de metà anni ’90
    2. go dito CCNL e accordi aziendali
    3. era seguida dalle RSU del cantier
    4. far il banconier a contratto a termine (se non in nero) te ciapi anche de meno.

  272. A proposito del porto questa xe solo una dele “chicche”

    “..il nuovo corso di politica sociale dell’Austria era venuto modificando l’ordinamento industriale, esentandone solo le aziende con non più di venti occupati. Nel 1883 erano istituiti l’ispettorato per l’industria, e il giudice arbitrale del lavoro; nel 1885 erano introdotti il divieto del lavoro minorile, e notturno per le donne e i giovani, la durata massima della giornata lavorativa, e il riposo domenicale; il 1º nov. 1889 entravano in vigore l’assicurazione contro gli infortuni (1887) e contro le malattie (1888). Solo l’industria marittima, espressamente esclusa, conservava i vecchi margini di manovra e di contenimento del costo del lavoro.”

    Vien fora che xe sta sempre e in ogni modo sovenzionà.

    E in sostanza la richiesta per il TLT xe ripristinar (ancora una volta, perchè la storia insegna..) quel che a Trieste ghe xe sempre sta: che paghi qualchedun altro.

    Tra l’altro ghe xe anche un toco dela storia del Lloyd, che iera austriaco, dopo xe diventà italian, ma i paroni iera sempre i stesi. E quando che no i gaveva più bori ghe lo ga scarigado al IRI. La storia dela Famiglia xe la storia de Trieste.

    http://www.treccani.it/enciclopedia/famiglia-cosulich_(Dizionario-Biografico)/

  273. Tergestin

    Se a Trieste le robe va in malora soto l’ Italia e ben soto altre aministrazioni xe perche’ soto Austria e TLT i ghe dava el “doping” ala cita’ in parole povere.

  274. @277 Tergestin

    Al incirca..
    Perchè se anche soto l’Italia la cità xe considerada una de quele con la miglior vivibilità, e in qualche caso perfin al primo posto in Italia, vol dir che:

    1. no xe mal come che i la conta
    2. el doping ga continuà a rivar..

  275. Sandi Stark

    Napoli ciò… Napoli… Napoli xe modello de vita…

    Vardeve el filmato de Napoli al tempo del Colera se volè, oltre 20 morti:

    “Nel 1973 Napoli vive in una situazione di atavica miseria e arretratezza. Le condizioni igieniche della città partenopea sono disastrose, la speculazione edilizia è irrefrenabile, la mortalità infantile sensibilmente più alta di quella delle città del nord e l’aspettativa di vita decisamente inferiore….”

    http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=408

    A Napoli iera rivada l’Italia da 113 anni, vol dir che a noi ne tocherà tra 19 anni circa.

  276. Sandi Stark

    Sior Antonio Cosulich iera un rotto boro, che el se gaveva messo d’accordo coi ‘taliani ancora prima del ribalton. E l’Austria ghe gaveva passà a lui e a banche private le sue azioni de la compagnia e dei cantieri per evitar che le vignissi nazionalizzade dai ‘taliani, per via che i saria finidi sotto i Ansaldo, conossui in tuto el mondo per aver le industrie e i cantieri più inefficienti del mondo. Ma i più intrigài co’ la politica.

    Dopo Sior Antonio se gav magnà tuto, ma un poco ghe stava ben e sempre grazie all’Austria, el Lloyd iera sopravissù.

    Po’ coi ‘taliani logico, i gaveva Principi e Militari de sistemàr ai piani alti.

    Ma una roba xe poco nota, e cioè che uno dei nostri più grandi spioni, iera el Capitano de vascello Korwin, che nel 1910 el lassava la Marina per diventàr ispettor de tutte le Agenzie del Lloyd.

    Soto ‘sta copertura, el gaveva organizà i Servizi Segreti de Marina in Oriente, e i saveva vita morte e miracoli, perchè in diversi Paesi el Lloyd gaveva anche l’appalto de le poste e i legeva le lettere de regnanti, commercianti, politici, diplomatici e militari.

    Insieme con Korwin iera el cap. Pechmann, che el iera cul e camisa col kedivè, capo della filiale della Dresdner bank. Iera quel che gaveva rifornì de pistole Rast & Gasser i Senussi, e che el gaveva fato in modo che inglesi e francesi rifornissi de armi Menelik nel 1896.

    Alro de la clapa de Korwin iera Pomiankowsky, che gaveva costruì una rete de spionaggio che partindo dalla Turchia rivava fin in Russia.

    Altre personalità de la clapa iera Slatin a Kartum e Musil al Cairo, che el iera el vero “Lawrence d’Arabia” perchè el conosseva tutti i dialetti arabi, che l’inglese no capiva un bòro.

    ‘Sti mati gaveva fato imprese inenarrabili pei servizi segreti, delle quali se sa assai poco perchè i archivi iera stai distrutti durante el ribaltòn, ma i ghe gaveva anche tornà ai repubblicani de Vienna tutti i fondi segreti dei quali no saveva nissun, ma i ufficiai austriaci no gavessi mai rubà (a parte Redl).

    Bon per farla curta, Korwin a fine ottobre del 1918 el se gaveva presentà in scritorio de Sior Antonio (che no saveva niente) disendoghe: “Son qua, tornà da Costantinopoli, eco i libri de le Agenzie”.

    E ghe spetava la pension e el quartier del Lloyd, dove che el xe restà fin ai anni ’30 senza che nissun ‘talian savessi che quel cocolo vecieto poliglotta, iera stà uno dei nostri più grandi spiòni.

  277. Sandi Stark

    @ 278 Perchè se anche soto l’Italia la cità xe considerada una de quele con la miglior vivibilità, e in qualche caso perfin al primo posto in Italia, vol dir che:

    1. vivemo ancora de rendita de l’Austria

    2. no semo ancora completamente italianizài

  278. Io vorrei...

    Stark ha scritto:

    “i yughi, che però no i gaveva demolì nissun monumento austriaco”.

    Mi tocca correggerlo: gli yughi (meglio dire: gli sloveni) hanno distrutto nei primi anni ’20 il monumento a Tegetthoff nella sua città natale, e cioè Marburg. Città alla quale – fra l’altro – cambiarono nome in “Maribor”. E tirarono giù il monumento a Jelacic di Zagabria (rimesso al suo posto dopo l’indipendenza). Poi hanno tirato giù l’antico stemma monumentale A/U a Cattaro. Questi sono i primi tre monumenti che mi vengono in mente, ma scommetto che se cerco un po’ ne trovo almeno un’altra decina.

    Rimango poi stupefatto dai numeri tirati fuori, per i quali addirittura “decine di milioni” di container potrebbero venire a Trieste. Ebbene: in questo preciso istante (http://www.marinetraffic.com/ais/) nell’area di Rotterdam ci sono esattamente 995 navi. Il porto di Rotterdam muove all’incirca 11 milioni di TEU all’anno. Adesso provate a immaginare la scena: 995 navi si presentano contemporaneamente a Trieste. Se tutta la costa del futuro TLT da Duino a Cittanova diventa una banchina e alle immediate spalle si costruisce un fantasmagorico centro logistico con centinaia di chilometri di ferrovie e strade, allora si riescono a “gestire” decine di milioni di container. Ma se la situazione è quella di adesso, dove cazzo mettiamo 995 navi in un giorno solo?

    Ognuno infine la pensi come vuole su Napoli. Per favore, niente razzismo però.

  279. Tergestin

    Nessun razzismo, solo che son stufo dele idiozie sparade solo per trollar da Maurice.

  280. Tergestin

    Nessun razzismo (me dispiasi anca solo poder dar l’ idea), solo che son stufo dele idiozie sparade solo per trollar da Maurice.

  281. Tergestin

    Parlando de “doping” un picio esempio: nel maggio del ‘ 52 el “Corriere di Trieste” ga publicado la longa lista dele navi trasferide (ben 140) in altri porti italiani dal 1918: ala fine dela prima guera mondial gavevimo 230 navi iscritte per un total de 614.532 tonnellade. Nel frattempo i ne ga ciavado diverse navi imponenti quali l’ Hungaria diventada Genova e ovviamente trasferida nell’ omonimo porto nel 1924 e el Seminaris trasferido a Bari nel 1931. Semo rivadi al 31 luglio 1951 con sole 75 navi per un totale de 69.471 misere tonnellade (che se no iera pel GMA gnanca quele). In risposta a foto e dati del Corriere un altro quotidian lanciava accuse de antitalianita’ e tradimento contro la patria. Inutile dirve quale quotidian.

  282. ufo

    Come la va la diferenzata a Napulé? Xe un poco de tempo che no sento novità…

  283. Sandi Stark

    Marieta monta in gondola
    che te porto al Lido
    mi no che no me fido
    te me sembri un impostor

    Mi go ditto che xe decine de milioni de container che volessi passar per Trieste, no che decine de milioni de container pol passar per Trieste.

    I professionisti della retorica se ciapa su ste robe come che tutti sia mone, ma naturalmente el loro scopo no xe quel de discuter ma de trollar i post e far attacchi personali.

    Perciò d’ora in poi adotterò le mie tecniche anti troll anche con questo nik dal savor salmastro; cioè no risponderò più.

  284. Sandi Stark

    @ 285 mi savevo che el Lloyd iera partì nel 1945 con 10 navi, che 10 Liberty dello zio Sam ghe gaveva rubà i ‘taliani per mandarle a Napoli, che el CdA del Lloyd gaveva dà le dimissioni per protesta, e che nel 1954 el Lloyd gaveva 31 navi.

    De chi iera le altre 36? Me vien in mente solo la Tripcovich, no i altri.

  285. empar

    Anche se ci fossero basi giuridiche (che non ci sono) per dichiarare valido il TLT e un consenso che non c’è della maggioranza della popolazione di Trieste a staccarsi dall’Italia vorrei proprio vedervi a combattere contro Slovenia e Croazia. Naturalmente combattere in senso lato, perchè per fortuna oggi c’è quella UE che tanto disprezzate… salvo poi andare a chiedergli pareri e spacciarli per conferme del TLT. Siete veramente oltre il grottesco: intanto che voi giocate all’indipendenza Trieste, con l’Italia e l’Europa intera affrontano la crisi.

  286. GIAMPAOLO LONZAR

    @288 SANDISTARK : Una dele piu’ numerose jera
    la ” GEROLIMICH ” che credo ga cedù tuto fine
    ani ’70 a un grupo genovese. Po ghe jera
    PREMUDA e MARTINOLI e una miriade de picoli
    armatori anche con una nave sola che proviniva da l’armamento dalmato che se gaveva rivà salvar dale nazionalizazioni dela Jugo de Tito. I grandi dalmati tipo TOPIC, MAROVIC e DABINOVIC gà salvà le flote e ‘desso xe sempre grosse società con bandiere de convenienza, ma gà sempre dà imbarchi ai propri conazionali sia ai tempi de Tito che dopo. Xe una tradizion che xe più vivace de quel che se sà, l’uficio de la Cosulich de Genova e tanti altri ufici che xe a Trieste xe tra i più organizai “Recruiting Office” per equipagi e personal tecnico destina’ a piataforme
    petrolifere, rimurciadori de alto mar,navi cisterne etc.
    El bacino che da piu’ gente xe Trieste ,Croazia e Montenegro e anche Slovenia ma
    questi xe per le ex navi dela Splosna de Piran che xe stade messe soto bandiera estera ai tempi dela guera de indipendenza per salvarle da eventuali ati belici e cussì le xe restade.

  287. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 289 EMPAR : Qui la discussione e’ sulla base di controllare se non ci sono state violazioni ai trattati, cosa che non e’ mai stata fatta.
    Sono solo opinioni pro e contro che non son state verificate.

    E’ da stabilire chi ha l’autorità di questa
    verifica.

    Poi “oltre il grottesco ” come dice Lei, mi sembra che la ” compagnia ” sia in salita,
    ora si e’ messa di buzzo buono la Catalogna.

    Questa Europa dell’Euro voluta dalla” Gente Politica” non sembra sia gradita dalla ” Gente della Strada”

  288. @291 GIAMPAOLO LONZAR

    Anche questa no la xe mal..

    “E’ da stabilire chi ha l’autorità di questa
    verifica.”

    E alora, se xe apena de stabilir chi ga l’autorità per questa verifica..
    Chi ga l’autorità de stabilir chi che ga l’autorità per questa verifica?
    Il Movimento? A posto semo..

  289. GIAMPAOLO LONZAR

    @POLDO 292 :

    ” Anche questa no xe mal 2 ”

    El Movimento no de sicuro ,ma nianca ti pero’ !!!

    Sicuramente no te trasudi imparzialità, ma insoferenza come altri quà che decidi
    che dovemo per forza acetar de star soto l’Italia.

    A posto semo 2 !!!

    A la facia de la autodeterminazion
    dei popoli !!!!

  290. ufo

    @286 S+, mi rispondo da solo – visto che “l’esperto di cose slovene” non lo fa. Oggi sul Corriere: I signori della monnezza continuano ad avvelenare Napoli- Videoinchiesta.

  291. Tergestin

    Quel la’ no xe esperto de un klinz…

  292. @293 GIAMPAOLO LONZAR

    “El Movimento no de sicuro ,ma nianca ti pero’ !!!”

    Infati me domandavo chi che ga l’autorità..

    “..come altri quà che decidi che dovemo per forza acetar de star soto l’Italia.”

    No, no.. mi no go niente contro quei che decidi de star soto chi vol lori. Per mi i pol “autodeterminarse” come che i vol.
    Quel che no me torna xe che chi che vol “autodeterminarse” i pensi anche de determinar con che risorse farlo. E quando che le risorse xe anche mie, alora no me sta più ben.
    Perchè “autodeterminarse” coi soldi dei altri xe boni tuti!

  293. Sandi Stark

    @ 296 quai “soldi tuoi”? Questi?

    http://brunoleoni.it/debito.htm

    dividi la cifra per 60.626.442 abitanti. Poco fa, el risultato iera de – 32.720,00 euri.

    Se te vivi solo; se inveze te ga persone conviventi moltiplica i 32 mila euri per due, per tre, per quattro…

    Bon, secondo i trattati, el debito pubblico italian no pol esser ribaltà sui cittadini del TLT.

    Come sparagnar 32 mila euro a cranio, che domani sarà de più perchè el puff de l’Italia sta cressendo de circa mille euro al secondo.

  294. Antonio

    @ 281
    Rendita austriaca? Trieste vive della rendita democristiana dagli anni ’60 e di quella dell’amicizia italo-jugoslavia dagli anni ’70. Ringraziate Moro, Berlinguer, Tito.

  295. @297 Sandi Stark

    Ma secondo i tratati iera quei de l’ONU che doveva cavar le fliche per i citadini del TLT.
    No altri.
    E no me par che Trieste gabi contribuì a risparmiar debito publico.

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