Venerdì 29 giugno, ore 21. Piazza della Borsa, dove a inizio mese il comitato Salvaiciclisti Trieste aveva radunato quasi 300 pedalatori, torna a riempirsi di biciclette. Stavolta i ciclisti non sono altrettanti, ma ne conto oltre cento, equipaggiati con luci o gilet ad alta visibilità. Gli organizzatori sono soddisfatti, il numero è alto per un afoso venerdì sera. E anche stavolta ci sono donne e uomini di tutte le età, eleganti e sbrisi, sportivi e rilassati, e anche bambini e cani.
Uno degli organizzatori mi avvicina, si presenta: si chiama Ares e mi chiede se voglio far parte del servizio d’ordine, visto che stavolta non saremo assistiti dai vigili urbani. Gli dico di sì, anche se non so bene cosa ciò significhi. Poco dopo Luciano, portavoce sempre senza megafono, comincia a dare le istruzioni e a spiegare il giro. Intanto, compaiono tra i ciclisti due celebrità locali, Michele Zazzara e Diego Manna, che su bora.la non hanno bisogno di presentazioni.
Si parte. Con Ares, la squadra del servizio d’ordine avanza per bloccare gli incroci al passaggio del gruppone, mentre tutti gli altri procedono calmi e abbastanza disciplinati. Saliamo verso piazza Goldoni e viale D’Annunzio: all’altezza di Largo Mioni mi è ben chiara l’importanza del Servizio d’Ordine, e sfrutto questa posizione di vantaggio per studiare bici, ciclisti e reazioni degli automobilisti.
Anche se il corteo su due ruote è compatto, ai semafori, in media, impiega più del tempo di un “verde” per attraversare un incrocio: il servizio d’ordine si piazza di traverso alla carreggiata facendo capire ai guidatori di veicoli motorizzati che devono aspettare la fine del gruppo prima di passare. Pochi reagiscono con impazienza, qualcuno abbassa il finestrino e chiede chi siamo e cosa facciamo.
«Siamo i Salvaiciclisti triestini, vogliamo dimostrare alla città che si può ed è figo girarla in bici, e chiediamo alla pubblica amministrazione più attenzione alla mobilità sostenibile» rispondo. Sarebbe troppo lungo spiegare che non faccio parte del comitato, anche se ne condivido mezzi e obiettivi. Chissà se ho detto giusto. Qualche automobilista ride, qualcuno dice bravi. Non mancano alcuni colpi seccati di clacson, cui rispondono argentini scampanellii dalle bici.
Il corteo scende verso Barriera, svolta in via Battisti e rigira alla rotonda di Largo Giardino. Guardando tutti i ciclisti sfilare, osservo quanto la bici sia per ciascuno dei partecipanti anche un mezzo di espressione di sé: chi ha un mezzo essenziale ed elegante, chi ha lo sguardo e la due ruote pronti per affrontare un viaggio infinito anche quando gira per chilometri in città, chi fa di tutto (a parte scherzare con il traffico a motore) per farsi notare.
Raggiunte le rive, si verifica l’unico serio episodio di intemperanza da parte di un automobilista: Lorenzo è in coda al gruppo, ha appena comunicato via radio con la testa quando dall’auto alle sue spalle partono insieme un colpo di clacson e il rombo di una forte accelerata. Il guidatore urla un poco elegante «fora dele … !» Ne segue una breve, nervosa discussione al finestrino della macchina: Lorenzo, e anche altri ciclisti, si sono spaventati parecchio. Alcuni passanti commentano esterrefatti, ma ben presto l’automobilista si allontana verso Campi Elisi. Per lo meno, nessuno si è fatto male.
La “scampagnata urbana” si conclude in Piazza Unità. Luciano si arrampica sul sellino della propria bici, appoggiata a un lampione e tenuta ferma da due amici, ringrzia tutti, senza megafono, e ricorda che è ora di premiare il ciclista più originale: con una bellissima bici fatta di nastro adesivo e cartone, proclama vincitore un ragazzo cui la bici è stata rubata il giorno prima.
Poi si fanno sotto al palco improvvisato Manna & Zazzara, che offrono un altro premio: una copia del loro ciclolibro Zinque bici do veci e una galina con do teste. Viene decretato vincitore un ciclista che per faretto ha sulla bici un omino gigante di Lego. Dopo i saluti, la piccola folla catarifrangente si disperde, e alcuni degli organizzatori, davanti a un gelato cominciano a pensare al prossimo evento. Per il momento è solo un’idea, ma vi rivelo il nome in codice: Coppa Cobram!





- Realizzato da
- Logo creato da
132 Commenti