3 giugno 2012

Il Premio di Vetro 2012 all’instancabile animatrice del Trieste Film Festival

Venerdì 1 giugno 2012. La sala del Museo Revoltella è piena, ci sono varie classi di scuole superiori oltre a tante e tanti cittadini interessati: l’occasione dell’incontro è l’assegnazione del Premio di Vetro “Elca Ruzzier”, che ogni anno viene assegnato ‘a una donna che si è distinta in campo culturale, sociale, artistico o sportivo’. Dopo i saluti del Vicesindaco Fabiana Martini e della presidente della Commissione Pari Opportunità Tania Grimaldi, Giuliana Tonut ha intervistato la premiata, Annamaria Percavassi.

Annamaria Percavassi con il Premio di VetroLa gioia di Annamaria nel raccontare e condividere le sue esperienze e le sue riflessioni vibrano in ogni sua parola e sono sottolineate dai vispi movimenti del suo caschetto di capelli argentati. Annamaria ha raccontato la sua storia – fatta di responsabilità e passione, di utopia e voglia di fare – partendo dai tempi del liceo, dove trovò insegnanti capaci di rendere vive le cose agli occhi degli studenti, alla recente scommessa della Casa del Cinema.

Scopriamo così che Annamaria fu tra i fondatori della Cappella Underground, che portò il vento della contemporaneità in una città dove “cultura” significava ancora soprattutto musica e letteratura classica; che si rimboccò le maniche assieme a tanti volontari e volontarie per recuperare gli spazi che sono poi diventati il teatro Miela; che venne votata come direttrice artistica del primo Alpe Adria Film Festival del 1987 e ha sempre mantenuto la carica, plasmando così questa manifestazione che porta a Trieste il cinema dal cuore dell’Europa.

Oltre alle storie, due riflessioni di Annamaria consegnano importanti messaggi ai giovani presenti in sala. La prima riguarda il suo stile di leadership: “non mi sono mai tirata indietro dagli impegni presi, ma ho sempre scelto con cura quali assumere,” spiega la premiata. “E ho sempre preferito essere un coordinatore di tante persone piene di entusiasmo, più che una leader”.

La seconda riflessione ha a che fare con la sua fervente attività di progettatrice culturale: Annamaria ha affermato: “se sei convinto di quello che fai, trovi dentro di te la spinta per combattere, e dal consenso che puoi sentire intorno a te capisci che quello che fai lavora per una bisogno di cultura sentito da molti”. E ancora: “Voi giovani avete la forza, siete intelligenti: trovate dentro di voi qualcosa in cui credere, e ciò vi darà la forza per realizzare i vostri progetti futuri”. È in questa prospettiva che la premiata ha salutato con felicità le tante, tantissime realtà germogliate dalla Cappella Underground, di cui oggi molte sono di nuovo riunite nelle stanze della Casa del Cinema.

E ancora, Annamaria ha parlato della sua tesi di laurea, da lei definita “femminista”, sul cinema di Marco Ferreri, del ruolo che hanno avuto per lei e per la sua generazione le lotte per l’emancipazione femminile degli anni Settanta, delle tante donne che hanno contribuito e contribuiscono ai progetti legati al cinema nella nostra città e nella regione.

Pur avendo animato tanti progetti e ottenuto grandi successi, il Premio di Vetro è appena il secondo riconoscimento che Annamaria Percavassi riceve a Trieste. “Il primo è stato un orso di peluche che ricevetti per un saggio di pianoforte, fatto al Politeama quando ancora ero piccolissima” racconta. “Nemmeno sapevo che ci fosse una competizione. Avevo suonato per fare bene il saggio e basta, non mi ero impegnata come per una gara, ma avevo vinto l’orso lo stesso. Ero raggiante. Solo dopo capii che non avevano premiato la mia esecuzione, ma la pianista più giovane sul palco…”

La Commissione Pari Opportunita e Annamaria Percavassi

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