10 aprile 2012

Taglio dei fondi per l’editoria: il Primorski dnevnik oggi non è in edicola

Il Primorski Dnevnik, giornale della minoranza slovena in Italia, oggi non e’ in edicola. Il taglio del lavoro festivo e’ infatti una delle prime iniziative dell’editore, in un piano di risparmi per rispondere a una crisi sempre piu’ grave, causata anche dai ritardi nei contributi pubblici.
«Kakšna usoda nas caka? – Quale destino ci attende?» Un punto di domanda in formato cubitale campeggia sulla home page della pagina web del quotidiano.  Come detto, oggi, martedì 10 aprile nelle edicole triestine e goriziane non c’era traccia del Primorski dnevnik.
Circa due milioni e 900mila euro cioè il 60% del budget annuale del Primorski (il resto viene proprio da abbonamenti, vendite e pubblicità) dipendono da appositi fondi statali che il Governo sta ora riducendo nell’ottica prima o poi di eliminarne una buona fetta. È quella che ricade nella legge 250 sull’editoria e che, nel caso specifico del Primorski, vale quasi i due terzi dell’intero monte risorse garantito finora dallo Stato, cioè un milione e 897mila euro. A questo va aggiunto un ulteriore milione derivante da un’altra legge, la 278 sui giornali di partito (cui il Primorski si ritrova agganciato con un comma a se stante), sulla quale invece si aggirano meno nubi. Le cifre si riferiscono al 2009. L’ultimo “esercizio” di erogazione piena della legge 250, benché non più rimpinguata da anni e anni, ma quanto meno salva dai tagli. Che sono nell’ordine del 15% per il 2010, con effetto retroattivo, e dovrebbero arrivare al 30% per il 2011. Il 2012 e il 2013 chissà. Il 2014 la fine.

Come uscire da questa crisi? Le ipotesi spaziano da uno stato di crisi ai prepensionamenti, passando per una riduzione delle pagine (e quindi dei contenuti informativi) e per l’abolizione di alcune edizioni post-festive (come è accaduto oggi), con l’obiettivo del contenimento dei costi straordinari di personale e stampa. Sarebbe un’aggiunta alla cancellazione dell’edizione del lunedì, quella post-domenicale, decisa già una decina d’anni fa.

La situazione resta drammatica. Il Sindacato dei giornalisti, quello regionale del Friuli Venezia Giulia e la Fnsi, sono vicini ai colleghi e restano con loro impegnati a sostenere ogni azione utile per salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale, professionale ed editoriale del giornale.

Tag: , .

115 commenti a Taglio dei fondi per l’editoria: il Primorski dnevnik oggi non è in edicola

  1. Mitja Primosig

    “Primorski Dnevnik, giornale della minoranza slovena di Trieste”. Partimo mal, il Primorski dnevnik è il quotidiano della minoranza slovena in italia, non della minoranza slovena di Trst.

  2. Mitja Primosig

    Grazie

  3. Sara Matijacic Sara Matijacic

    Mitja, hvala. Sem popravla napako! Mitja, grazie. Ho corretto. 🙂

  4. ANGELO

    …in tanti non ne sentiremo la mancanza….
    ….

  5. stefano

    solidale con i giornalisti ma ogni organo d informazione dovrebbe autofinanziarsi attraverso le venndite e la pubblicità

  6. maja

    benon.

    (mi sembra del tutto evidente che un quotidiano locale con una tiratura come quella del primorski dnevnik non abbia alcuna possibilità di autofinanziarsi. a chi lo vogliamo vendere? a quelli di maribor e di celovec?)

  7. sfsn

    la roba tremenda xe che giornai de partito o adiritura de corente de partito (desso me vien in testa Europa, il Riformista, il Campanile, Linea, la Voce repubblicana, la Discussione ma ghe ne xe diversi altri) no se li trova in edicola e in bona parte no stampa gnanche una copia, ma i ciapa finanziamenti che se no ghe podessi andar ale testate come el Primorski.

  8. Paolo Nanut

    Solidarietà a tutti i giornalisti del Primorski Dnevnik, che a casa mia assieme a Il Piccolo e a Il manifesto è come il pane quotidiano, non manca mai.

  9. nick

    Anche secondo me un giornale deve stare in piedi autonomamente, facendo forza su vendite, pubblicità, sito web ed efficienza del modello di business. Punto. Il finanziamento pubblico fa parte di un’altra epoca, di un altro pianeta.

  10. maja

    qualcuno sa che lo sloveno conta 2,3 milioni di parlanti *nel mondo*?

    però se al primorski dnevnik si dessero una mossa, facendo forza su vendite, pubblicità, sito web ed efficienza del modello di business, sono sicura che lo leggerebbero volentieri anche i maori della nuova zelanda.

  11. nick

    ahahaha!
    Io ho semplicemente detto che i soldi pubblici ai giornali non andrebbero più dati. Se il Primorski – così come è adesso – non dovesse più farcela a stare in piedi, dovrebbe semplicemente chiudere.
    Non vedo cosa c’entri il fatto che c’è poca gente che parla lo sloveno nel mondo.
    Sono convinto che un prodotto editoriale diverso da quello attuale potrebbe certamente risultare economicamente sostenibile. Forse, dopo tanti anni, è il caso di cambiare pelle.

  12. Jasna

    Nick, il fatto è che è il giornale della minoranza slovena. Mantenerlo in vita sarebbe importante per motivi che esulano dall’aspetto economico/qualitativo, quindi anche se fosse scrauso come il Piccolo (e non lo è) andrebbe aiutato.

  13. nick

    ma sì, certo, me ne rendo conto.
    E pur non parlando lo sloveno e non facendo nemmeno parte della comunità slovena, sono in qualche modo affezionato al Primorski
    Però comunque ripensarlo non significherebbe snaturarlo. Per esempio, perchè non fare il sito bilingue, italiano – sloveno. In modo che anche chi non parla lo sloveno lo può consultare?

  14. maja

    Si chiama Primorski dnevnik, grazie.

  15. maja

    Nick, se fanno il sito anche in italiano, tu ti abboni, visto che ci sei affezionato?

  16. Jasna

    A parte il fatto che essendo l’organo di informazione della minoranza mi sembrerebbe un paradosso proporre una traduzione nella lingua maggioritaria, che di certo non ha bisogno di tutele. Però ok, salviamo il giornale e tentiamo il tutto e per tutto: quanto costano le traduzioni? Dai 16 ai 28 euro a cartella circa (prezzi del 2009, l’ultima volta che mi sono informata). Opssss 😀

    Quindi al massimo potrebbero pensare al modo di inserire studenti bilingui a farle gratis in cambio di un attestato di tirocinio che valga per i crediti scolastici… potrebbero assumersi il rischio che le pagine web non vengano consultate lo stesso, ma almeno sarebbe a costo zero. Soluzioni potrebbero essercene diverse, immagino che le abbiano considerate… E’ che ormai forse è tardi, visto che già non è più in edicola.

  17. Jasna

    Intendo non più in edicola nelle edizioni di cui parla l’articolo eh 😉

  18. hobo

    altrimenti si potrebbe fare una proposta che piacerebbe molto a menja: il primorski dnevnik potrebbe cambiare nome in “quotidiano della venezia giulia”, pubblicare solo in italiano, e uscire come supplemento del “futurista”.

  19. nick

    Non immagino un sito web chiuso ma aperto. Senza abbonamenti, come la maggior parte dei siti web d’informazione. Esistono molti esempi di piccole testate locali, ritagliate su territori similari al nostro, che stanno perfettamente “in piedi” con siti web completamente free.
    Quanto al tema traduzioni, ti assicuro – visto che ne conosco diversi – che i giornalisti del Primorski sono perfettamente in grado di scrivere ed informare anche in Italiano. E la scrittura web, veloce ed immediata, permetterebbe di gestire abbastanza facilmente la “doppia” versione dei pezzi.
    A mio avviso, una traduzione dei pezzi non rappresenterebbe affatto un paradosso. Anzi, è un’opportunità per allargarsi a un bacino di lettori più ampio, almeno sul web. Non credo che un’iniziativa di questo metterebbe a rischio la specificità del giornale.

  20. hobo

    cioe’ la ricetta sarebbe raddoppiare il lavoro a parita’ di salario. me par ben, dei.

  21. edvard

    Si, xe in media ogni tre anni che il primorski ga problemi finanziari. Anche se i lettori sono per forza limitati, forse sarebbe ora di cambiare qualcosa, so che in passato il primorski privilegiava in qualche modo una parte della minoranza, mi auguro che non sia più così e che xe veramente il giornal di tutti i sloveni.

  22. Jasna

    Ma infatti hobo. L’unico modo per avere contenuti nuovi ma non pagarli è lo studente aggratis, che ha come valore aggiunto il fatto di ammantare l’operazione di cose come:

    – sinergia lavoro-istruzione
    – crediti formativi (per le superiori intendo)
    – formazione dei gggiuovani

  23. nick

    @hobo: il tuo mi sembra un approccio proprio vincente. Lasciare tutto così, anche se non funziona. Direi che è proprio il modo corretto di affrontare i problemi.
    E comunque, non si tratta di raddoppiare un bel niente. Si può anche cambiare tipo di scrittura, ad esempio realizzando pezzi più brevi.
    E poi, chi ti dice che un qualche cambiamento non possa far respirare le casse di un’azienda e magari permettere in una fase successiva più risorse per i lavoratori, o magari nuove assunzioni?
    Comunque, ti ripeto, il tuo è proprio il modo corretto di ragionare. Complimenti!

  24. capitano

    studente aggratis xe più de work experience?

  25. Jasna

    Moralmente xe più perché gratis, work experience c.ca 500 euri al mese

  26. hobo

    @25
    nick, non ci capiamo. guarda che ti sto dando ragione. si potrebbe anche scrivere una riga in sloveno e una in italiano. oppure si potrebbero sostituire gli articoli con dei rebus, che occupano meno spazio. anche dei semplici disegni potrebbero andare bene.

  27. sfsn

    @ nick:
    el tuo approccio vincente inveze xe cambiar tuto, far lavorar de più la gente cavandoghe soldi, magari no pagando più ferie, malatie e contributi e fazendoghe venir l’esaurimento nervoso da stress da lavoro.
    E dopo un do ani serar lo stesso (con la pila in scarsela de un solo)

  28. nick

    ti ripeto, credo davvero che il tuo approccio sia quello vincente.
    Lasciamo tutto così, lamentandoci senza proporre nulla. Mi sembra costruttivo al massimo. Chiacchiere molte, moltissime. Fatti, zero.
    ben fatta!

  29. sfsn

    cambiar no xe necessariamente migliorar. sta roba xe quela che ne (te) ga fato creder i “maghi dell’economia” per meternela nel c..o. Mi inveze me par che Tomasi di Lampedusa gaveva za capì tuto: “Bisogna che tutto cambi perchè niente cambi”

  30. nick

    dico solo che se qualcosa non funziona, bisognerebbe chiedersi cosa non va e ragionare su cosa si può fare.
    Mai detto che ai lavoratori si debba cavarghe via tuto. Penso semplicemente che se occorra lavorare di più – eventualmente – per continuare a mantenere il proprio posto di lavoro, lo si debba fare. Molto semplicemente. Meglio lavorare di più che non lavorare. Evidentemente tu non hai questo problema. Beato tu.

  31. hobo

    @sfsn
    xe anche pezo. xe chi che se sta aprofitando dela crisi per regolar un pochi de conti.

  32. boris

    La gran donna de mia mamma diseva:
    “Quando xe schei …xe per tutti…quando non xe… non xe QUASI per nessun.”
    è quindi vero che in tempo di austerity bisogna fare delle scelte e i tagli in alcuni settori sono imprescindibili, ma se devo proprio stilare una classifica di settori da tagliare direi che ve ne sono molti che vengono ben prima dell’editoria.
    Tanto per fare un esempio…il Primorski Dnevnik e molte altre testate in pericolo…potrebbero essere “salvate” da una minima parte dei rimborsi elettorali oggi tanto discussi…
    Apro una parentesi per dire che a me non indigna tanto il fatto che Lusi (ma potrei dire Bossi…ma potrei dire…) si sia imboscato 13 milioni…ma mi indigna proprio che il PD (o lega o xy) abbia ricevuto una cifra simile… perchè la cosa veramente stucchevole è che vengono utilizzati meno di un quinto dei rimborsi ricevuti…il che perde il senso…se si chiamano RIMBORSI devono rimborsare spese effettivamente sostenute…in un mondo ideale.
    …è palese che un minimo di rimborso elettorale debba esistere perchè altrimenti stravincerebbe sempre e solo il Mr. B di turno, che ha capacità economiche superiori…ma a tutto c’è un limite secondo me… e I VERI SPRECHI VANNO CERCATI LI… non nella piccola editoria che garantisce la pluralità di informazione che deve essere salvaguardata in ogni società civile e democratica.

  33. dimaco il discolo

    nick il problema non è lavorare di più, e che per farlo ti pagano di meno. e se io devo lavorare il doppio per prenere la metà, la cosa non mi va bene. e smettiamola i dire :è un lavoro, preno poco ma lavoro. perchè è una caxxata. se devi lavorare solo per pagare le bollette e per mangiare senza poterti permettere altro non è che meraviglioso. e a causa di quelli che hanno dicono: “è comunque un lavoro anche se guiadagno 500 euro al mese e lavoro 60 ore a settimana”, che i parono fanno quello che vogliono. sveglia

  34. dimaco il discolo

    i padroni — correzione

  35. Mauricets

    mi dispiace per i lavoratori.
    sempre e comunque.

  36. gigi

    al primerski devnik vorrei augurare di continuare il lavoro, diventando un giornale un po’ meno schierato, con piu’ notizie e meno comunicati stampa, senza due pagine di appuntamenti (una rossa e una bianca), e con un correttore ortografico (basta cercare “open source spell check”)

  37. maja

    una ola da qui a portorose per il correttore ortografico.
    dove se firma?

  38. nick

    per dimaco: perchè bisogna generalizzare in maniera esasperata? Io ho semplicemente detto che il Primorski, a mio avviso, vista la piega che ha preso la situazione, con i finanziamenti pubblici destinati ormai a scomparire, per continuare a vivere deve evidentemente cambiare qualcosa. O anche forse più di qualcosa. Credo che per farlo si debba proporre ai lettori qualcosa di nuovo, di più interessante e di diverso. Se questo può garantire la sopravvivenza del giornale, io credo che si possa accettare anche una quota di lavoro maggiore. Lasciamo per piacere da parte tutte le distorsioni alle quali fai riferimento, che certamente ci sono. Ma che non hanno a che fare con il caso in esame. Francamente, non mi pare di aver detto nulla di scabroso. Davvero non riesco a capire tutto questo fiume di polemiche.

  39. mutante

    se non arrivano i finanziamenti fai un settimanale con meno pagine. non capisco perchè i nostri soldi debbano tenere in piedi roba che non leggiamo. per me si può anche staccare la spina al piccolo, per quel che vale. se gli togli i finanziamenti, non dura un giorno. la voce di trieste si paga solo con chi lo compra, e sta bene.

  40. maja

    Nick, scusa, ma di quale quotidiano stiamo parlando? Di Repubblica o del Primorski dnevnik? Hai presente la differenza?

    Il numero dei lettori del Primorski dnevnik non può essere aumentato in nessun modo, se non di pochissimo. E’ un giornale locale scritto in una lingua minoritaria che si rivolge a una comunità molto ristretta e ben identificata. Anche se lo cambi radicalmente, dove li trovi, questi lettori?

    Secondo te, il festival del teatro amatoriale di Mavhinje, la partita del Kras, il funerale del signore di Štandrež a chi altri possono interessare?
    Che tu sappia, il Piccolo vende molto a Napoli?

  41. Katja

    te ga dito tuto

  42. maja

    (e daghe co sta storia dei “nostri soldi”…)

  43. Tergestin

    Ok che el Primorski ga un bacin de utenza streto pero’ in certi casi va fati sondaggi tra i letori per veder cossa funzia de piu’, cossa attira, cossa vien leto de meno ecc

  44. nick

    puoi trovare nuovi lettori magari facendo un sito web bilingue, sloveno – italiano.
    O predisponendo determinate iniziative editoriali sempre in formato bilingue. Per esempio.

  45. maja

    tergestin e nick

    con quai, (per esempio)?

  46. Mauricets

    Lubiana un pochi de euri può metterli!!!

  47. Tergestin

    Te publichi el questionario sul giornal da ritaiar e spedir come fa un fraco de riviste ai esordi per saggiar el mercato, no ghe vol niente.

  48. maja

    (e poi… vogliamo essere sinceri e rispondere onestamentea a questa domanda: se il primorski dnevnik fosse bilingue, di quanto aumenterebbe il numero dei propri lettori *paganti*?

    non lo so, ditemi voi. tra i lettori italofoni di bora.la quanti abbonati del teatro stabile sloveno ci sono, per esempio?)

  49. maja

    mauricets

    ljubljana un pochi de euro li meti, sa?
    come che li meti l’italia per la voce del popolo (due giornali al prezzo di uno in ferie, e vai!).

  50. Jasna

    @maja Che giornale è La voce del popolo?

  51. Mauricets

    51

    maja

    che metti de più. perche alora vol dir che no basta.

  52. nick

    l’hogià scritto più sopra: gli ottimi giornalisti del Primorski – almeno quelli che conosco io – sanno perfettamente scrivere e informare in italiano. Un sito web che fosse anche in italiano di sicuro registrerebbe diversi migliaia di click in più rispetto a quelli attuali. Anche perchè, e non me ne voglia lo staff di bora.la, di veri siti di informazioni sul territorio non ce sono. Quello del Piccolo è aggiornato poco e mette online pezzi usciti il giorno prima, e comunque sempre in differita. Bora.la, che pure è un progetto interessante, non ha per forza di cose una organizzazione editoriale strutturata. Cosa che invece dispone il Primorski. E per una svolta di questo genere non direi che servano risorse aggiuntive.

  53. maja

    tergestin

    tanti semo. anche se te plozchi la playmate zamejka in prima pagina tutti i santi giorni, a meno che no se metemo a sfornar fioi come i albanesi del kosovo o i cattolici dell’uster, el bacino de utenza resta quel, e no poderà che diventar sempre più esiguo.

  54. Mauricets

    54

    nick

    concordo.

  55. Jasna

    Sì Nick ma vuol dire che ci sono altre ore retribuite da pagare, se devono scrivere anche in italiano. E se già così fanno fatica a pagarli siamo punto e a capo.

  56. hobo

    maja ga razon. el primorski dnevnik ga un bacin de utenza che xe quel dela minoranza slovena in italia, e no se pol pensar de slargarlo, senza snaturarlo. xe giusto che el vegni finanziado con soldi publici, perche’ xe un modo de tutelar la minoranza.

    come che se spendi i soldi publici xe una scelta politica. sconderse drio la presunta neutralita’ del mercato xe un modo per no ciorse le responsabilta’ dele scelte.

  57. maja

    nick

    vedi sopra i commenti di hobo e jasna.
    per il momento, la gente non ha ancora deciso di lavorare gratis.

    jasna

    la voce del popolo è il giornale in lingua italiana pubblicato in istria per la comunità istroveneta.

  58. nick

    non si tratta di lavorare gratis. Si può anche cambiare modo di lavorare, organizzandosi meglio. Fare pezzi più brevi, ad esempio. E più aderenti alla comunicazione via web. E comunque – lo ripeto – se quello di lavoare di più rappresentasse uno sforzo necessario, andrebbe secondo me fatto. NAturalmente nei limiti della decenza.
    A molti lavoratori è stato chiesto in questi anni, anche a me dall’azienda per cui lavoro, ad esempio, e se il progetto è valido nessuno si tira indietro. Anzi, c’è anche più voglia di fare per risalire la china, crescere e lasciarsi alle spalle la crisi.

  59. iuston gavemo un problema

    Per curiosità si potrebbe sapere quante copie vengono vendute tra edicole, abbonamenti e altro , non stampate ma vendute ogni giorno? Perchè mi viene il dubbio che dei potenziali 2,3 milioni nel mondo i lettori del P.D. siano poche centinaia.

  60. maja

    senti, nick, tu sai che l’editore del primorski dnevnik è una società cooperativa? sai perchè e quando è stata costituita?

    e poi mi farebbe veramente molto piacere sapere se tu o altri italofoni qua dentro siete tra gli abbonati del teatro stabile sloveno.

  61. maja

    iuston

    a casa mia semo in sette e tutte le mattine tutti e sette andemo a comprarse ognidun la propria copia del primorski dnevnik in edicola, compresa la picia de 3 anni. giuro, eh?

  62. Tergestin

    Hobo, anca per mi xe giusto che bechi finanziamenti, ma per gaver un giornal che resta vivo e in bona salute, senza apiatirne i contenuti ghe vol i lettori. Se te disi che i lettori de qua no pol aumentar i casi xe due: o i lettori xe Adamo e Eva o guai ne scampi che se formi nuclei familiari dove i fioi xe e se senti bilingui e pericoli simili. So che no te ragioni cussi’ ma te la ga messa un poco mal.

  63. hobo

    ormai siamo ot, e allora parliamo di lavoro. ma che strano. confindustria vuole liberta’ di licenziare e allo stesso tempo vuole che per conservare il posto di lavoro si lavori di piu’. che ci sia un collegamento tra le due cose? tipo… ricatto? una volta si diceva cosi’. adesso che siamo tutti politically correct potremmo dire, che so: modello innovativo di gestione delle risorse umane.

  64. hobo

    @tergestin

    el fato xe che sta zita’ la perdi abitanti za de suo. la tendenza riguarda tuti, taliani e sloveni. te pol far tuti i matrimoni misti che te vol, ma piu’ che tanto no te rivi a estender el bacino de utenza de un giornal in sloven, e comunque i fioi che nassi ‘desso comincera’ a leger tra venti anni. se podessi estenderlo se se cominciassi finalmente a insegnar sloven nele scole italiane, ma ghe volessi comunque anche li’ un venti anni, per gaver dei risultati. el punto xe che qua se sta parlando de estender el bacino de utenza nei prossimi sei mesi. xe ovio che no xe possibile.

  65. nick

    ma cosa c’entra che l’editore del primorski è una cooperativa? Cosa c’entra? E’ un’impresa che è in grave difficoltà. Punto. Cosa importa quando è stata costiuita?
    E cosa c’entra l’abbonamento allo stabile sloveno?
    Io dico solo che se il sito del primorski fosse anche in italiano, genererebbe molto più traffico, e quindi introiti pubblicitari. Punto.
    Quanto alla diffusione, il Primorski viaggia attorno alle 5mila copie vendute. Il Piccolo, giusto per avere un termine di paragone, viaggia attorno alle 35mila. E nel mondo dell’editoria si calcola che ci debba essere un redattore per ogni mille lettori. Questo viene ritenuto un rapporto equilibratoi n termini di costi.

  66. sfsn

    nick,
    ma ti te ga idea come funzia el mondo dei quotidiani? Te sa che l’unico giornal capace de sopravviver con le copie vendude xe la Gazzetta dello Sport? te sa che se se applicassi le “leggi” del libero mercato senza nissun aiuto da parte dello stato, l’intero mondo dela cultura in Italia sparirìa? Te sa che i teatri xe tuti in passivo? E anche i festival musicali? Te sa che se giornai e case editrici dovessi viver dei soli incassi chiudessi tuti?
    Te piasi la prospetiva de un paese senza giornai, libri, opere, teatro, cinema, concerti, musica, balletti, musei, conferenze e addirittura senza fondi per qualsiasi occasion de socialità come pol esser una sagra o una festa paesana? Perchè se te applichi el regime de libero mercato e de concorrenza l’inevitabile risultato sarà questo

  67. nick

    il fatto quotidiano non mi risulta che prenda mezzo euro di finanziamenti pubblici. Per esempio

  68. sfsn

    sarà. vedemo fin quando el sopravvivi. E comunque no far finta de gnente su tuto el resto, come fa sempre i liberisti come ti: te sa benissimo che el mondo della cultura senza i soldi pubblici mori

  69. nick

    LA GAzzetta dello Sport, per la cronaca, è edita da Rcs Mediagroup, che negli ultimi anni ha preso fondi per pubblici per l’editoria pari a circa l’1,5% del fatturato del gruppo, che ha superato quota 2,1 miliardi di euro. Diciamo insomma che Rcs non sta propriamente in piedi grazie ai soldi pubblici.

  70. maja

    cosa c’entra l’abbonamento al teatro?

    tu sostieni che tutti i giornali dovrebbero autofinanziarsi e che il primorski dnevnik potrebbe farlo aumentando il proprio numero di lettori se proponesse al pubblico italofono una versione bilingue del giornale, anche on-line.

    ora, il teatro stabile sloveno da diversi anni propone i propri spettacoli con i sovratitoli in italiano. il fatto che tu – da triestino italofono medio quale suppongo tu sia – non sia nemmeno a conoscenza di questa possibilità, è indicativo di quanto sia economicamente vantaggiosa la tua geniale idea.

    (che c’entra la cooperativa? informati e poi ne parliamo.)

  71. nick

    Più che liberista, mi ritengo proprio ultraliberista. Quanto al mondo della cultura, io penso che più che “tenuto” in piedi dai fondi pubblici, sia stato “drogato” dai fondi pubblici, visto che con i soldi dei contribuenti sono stati persino finanziati i film dei Vanzina. Se fin dall’inizio si fosse evitato questo andazzo…

  72. sfsn

    infatti: la gazzetta dello sport xe un dei pochi giornai a star in pie da solo (l che la disi lunga sul livello dei italiani)

  73. sfsn

    e comunque mi nissun me cava dela testa che nick xe Lojze soto mentite spoglie

  74. maja

    mo no, dei, sfns, go perfin menzionà la voce del popolo e no xe svolada una mosca…

  75. maja

    forsi xe FDC, piuttosto.

  76. nick

    non metterei sullo stesso piano un teatro con un giornale; e nemmeno con un sito internet di un giornale. Per un teatro è certamente più difficile attrarre pubblico. Il giornale è uno strumento che favorisce una fruizione più ampia e il web è un moltiplicatore quasi immediato di contatti. Comunque, ripeto, la mia voleva essere un’idea, un contributo ad una discussione. Non capisco per quale ragione venga tacciata così negativamente.
    Mi continua a sfuggire l’importanza della formula societaria dell’editore del Primorski. Sempre un’azienda è. E sempre secondo certe logiche deve essere gestita.
    Quanto a ‘sto benedetto teatro stabile sloveno, posso solo dirti che da diverso tempo vivo a Milano. E sono di Gorizia.

  77. sfsn

    Franco D.. C….?
    dubito

  78. Tergestin

    Hobo: el fato che la cita’ perdi abitanti xe colegado a falimentari e miopi idee de sviluppo de essa tra cui anche el monolinguismo assoluto in una zona mista e de confin ricercado da certi geni che ne ga governa’. El can che se morsiga la coda ahime’.

  79. maja

    (il teatro da sempre propone i propri spettacoli anche a gorica. ne scrive anche il piccolo, fai tu.)

  80. nick

    ma si d’accordo, tutto quello che vuoi. MA non si possono paragonare u nteatro e un giornale. Dai, su!

  81. maja

    nick, se non lo hai ancora capito, ti sto chiedendo quanti italofoni leggerebbero una versione bilingue del primorski dnevnik, anche se fosse gratis.
    quanti poi, secondo te, investirebbero in pubblicità sul primoški bilingue?

  82. hobo

    nick, quello che maja ti sta dicendo, e che tu fai finta di non capire, e’ che all’ italofono medio, convinto della superiorita’ della civilta’ italica, non gliene importa un cavolo di quel che hanno da dire gli sloveni, nemmeno se lo dicono in italiano.

  83. Jasna

    @84 hobo
    Ok, un sacco di italiani snobbano gli sloveni, non dico di no. Ma penso che più in generale si tratti del non riconoscere certi mezzi come “universali” per il territorio, a nessuno interessa dell’associazione musicale slovena XY se per iscriversi deve sapere lo sloveno. E’ abbastanza normale che via di questo passo anche chi potrebbe essere interessato rinuncia, ma non tutti questi sono antisloveni.

  84. Francesco

    Interessante sapere anche come si finanzia il Piccolo. Avevo sentito dire che riceve un finanziamento pubblico legato al servizio di informazioni per parte della minoranza italiana in Croazia.
    Quante copie ne acquistano i vari Enti pubblici locali, la Fondazione Crtrieste, Università ecc.?
    Qualcuno ne sa di più?

  85. nick

    Io tutto questo pregiudizio verso gli sloveni francamente non lo vedo. E scusate se non ho risposto prima a questo punto, ma davvero non capivo che maja volesse andare a finire lì.
    Sono dell’idea che soprattutto i più giovani, se avessero a disposizione un sito web in più per informarsi su cosa accade sul loro territorio, nella loro comunità, lo userebbero senza problemi.
    E poi, andrebbero bene pure quelli che hanno i loro pregiudizi. Perchè il web permette di interagire, e ciacoloni come semo noi altri, sono convinto che il web verrebbe animato per bene.
    Quanto al numero di italiani che leggerebbero un primorski bilingue, bè penso che sia un po’ difficile fare stime, così su due piedi. PErò io resto convinto che il progetto possa essere interessante e destare la curiosità di molti. Sul fronte pubblicitario, se riesci a generare volumi di traffico, la pubblicità arriva. Anche perchè investire sul web costa molto meno che investire sulla carta e il web è l’unica piattaforma che registra investimenti pubblicitari crescenti.

  86. hobo

    @jasna

    ok, poi puo’ anche darsi che uno non si iscriva a quell’ associazione musicale perche’ non gli piace il programma, e non c’e’ niente di male in questo, figuriamoci. e probabilmente io, se anche ci fosse l’edizione in italiano del primorski dnevnik, non la leggerei ogni giorno, perche’ in generale la cronaca locale mi annoia. pero’ questo atteggiamento snobistico nei confronti di tutto cio’ che e’ sloveno c’e’, si respira nell’ aria.

  87. sfsn

    che giovani?

  88. maja

    nick, nick… xe dura con ti, sa?

    i ciacoloni come noi altri, in che lingua ciacolassi sul sito de un quotidiano finanziado anche in quanto giornale destinado a una specifica minoranza etnica?
    ghe volessi un tradutor on-line 24/7 che ovviamente lavora gratis?

    eh, me par che te la fa un poco tropo semplice.

  89. Jasna

    @hobo

    Ma sì, quello sì. Per rispondere al sondaggio di Maja, ho iniziato a leggere il Primorski Dnevnik quando ho finito di studiare lo sloveno, per non dimenticarlo. Ovviamente poi la cosa si è diradata e non sono stata abbastanza costante, però per dire le notizie non mi interessavano… era del tutto funzionale a un mio bisogno. E io già non sono l’italofona standard, penso. Figurarsi gli altri, che magari non hanno avuto occasione di studiare la lingua o semplicemente hanno sempre snobbato tutto ciò che è sloveno.

    Per par condicio cmq va detto che non leggo neanche il Piccolo perché non riesco – come hobo – a interessarmi dei fatti locali. So che sbaglio, infatti a volte mi sforzo di farlo.

    Per quanto riguarda la proposta di nick di investire sul web, sinceramente un pensierino ce lo farei, magari non come proposto da lui, però non lascerei nulla di intentato.

  90. Jasna

    Ah ho risposto sulla lettura del PD perché del Teatro non so una ceppa

  91. sfsn

    no me par che investir nel web porti tuti sti soldi

  92. hobo

    @jasna
    io il piccolo lo leggo solo al bar, quando voglio evitare che qualcuno mi attacchi un bottone 🙂

    @francesco
    su in universita’ ci sono sempre parecchie copie del piccolo in ogni dipartimento. altro non saprei dirti.

  93. abc

    Io credo che il P.D. in qualità di quotidiano della minoranza slovena in Italia abbia diritto ad attingere ai fondi per l’editoria, proprio per il fatto che esso è rivolto ad un numero limitato di persone.
    Se esso fosse scritto con traduzione in Italiano, non penso interesserebbe più di tanto chi sloveno non è.
    Sarebbe invece giusto limitare i fondi ai quotidiani a tiratura nazionale.

  94. aldo

    Basterebbe spostare sul PD e su altri giornali che esprimono voci di minoranze, anche politiche e culturali, una minima parte di quell’incredibile massa di soldi che va al finanziamento pubblico dei partiti (record mondiale)sia a quelli vivi che quelli defunti)e che i partiti tengono in cassa per centinaia di milioni di euro perchè sono talmente tanti che non sanno come spenderli, ma…

    …dall’accordo PDL-PD-Terzo Polo sembra che non vogliano mollare 1 solo euro, ma faranno l’ennesima farsa con una commissione per la trasparenza e lo spostamento di qualche mese in avanti del prossimo incasso di soldi pubblici…

    …qualunquismo? qualunquiste sono queste dirigenze politiche che mettono a rischio la democrazia (fiducia nei partiti scesa dal 4% al 2%)con questi comportamenti, per di più in tempi di crisi con l’aumento della disoccupazione e delle tasse

  95. Fiora

    In generale penso che il futuro sia on line, per i quotidiani come per quasi tutte le categorie merceologiche.
    Detto questo, i quotidiani di “nicchia”, hanno ovviamente vita più difficoltosa e fine segnata, come del resto molti periodici…a meno che non si chiamino “Famiglia Cristiana” ma con l’organo ufficiale di Chi ha moltiplicato pani e pesci non può esservi gara… 😉

  96. Fiora

    …anche se palliativa,l’ipotesi di “cura” di spostare la storica sede del Primoski Dnevniki in un edificio meno costoso è stata poi abbandonata?

  97. questo commento me fa rider:

    Il giornale è uno strumento che favorisce una fruizione più ampia e il web è un moltiplicatore quasi immediato di contatti.

    per la cronaca:

    più o meno tutti i giornali cartacei del mondo stanno perdendo copie a favore del web. che tra l’altro è uno strumento che ha anche una parte commerciale che alcune volte funziona …

    … vedi la vendita di pubblicità per esempio e ci sono diverse società editrici locali anche in italia che vivono grazie alla pubblicità online…
    vedi, per esempio:
    oggitreviso.it
    today.it e i siti locali collegati
    e altre ancora )

    sul primorski:
    è la voce di una comunità di minoranza ed è pazzesco che lo si tratti “alla stessa maniera” di un altro mezzo di informazione. non può essere solo il mercato a decidere della sua sopravvivenza.

    ciao

    enrico

  98. @ francesco cervesi

    sì, il piccolo riceveva soldi pubblici essendo giornale di confine e dedicando pagine agli italiani dell’ex jugoslavia. non so se li riceva ancora, ma credo di sì.

    so del resto che anche tele4 recentemente (due anni fa?) ha ricevuto dei soldi dalla regione fvg. non so bene quale sia la motivazione ufficiale.

    no, bora.la non riceve soldi pubblici in quanto editore di news.

    ciao,
    enrico

  99. nick

    @99: è infatti in un commento più sopra dicevo proprio che ci sono diversi casi di giornali locali online che stanno in piedi: varesenews; bergamonews, e altri ancora ad esempio.
    Quanto allo stralcio del mio commento che hai usato, ho scritto quelle parole per evidenziare che paragonare un giornale con un teatro, come qualcuno ha fatto, è alquanto improprio. Visto che un giornale rappresenta un qualcosa di molto diverso del quale la gente usufruisce in maniera molto più ampia rispetto a quanto può proporre un teatro.
    Tutto qui.

  100. nick

    posso chiedere una precisazione?
    Cosa significa “bora.la non riceve soldi pubblici in quanto editore di news”?
    Mi spiego meglio: significa che non ricevete alcuna forma di finanziamento pubblico o significa che di finanziamenti pubblici ne ricevete ma non per la produzione di news, bensì per altre motivazione?

  101. @100 emm:
    “bora.la no ciapa fondi pubblici”
    ma te ga provà a domandar? no se sa mai… =)

  102. effebi

    Non ho ben capito la dimensione economica dei tagli.
    Qui si legge che: “Circa due milioni e 900mila euro cioè il 60% del budget annuale del Primorski dipendono da appositi fondi statali che il Governo sta ora riducendo nell’ottica prima o poi di eliminarne una buona fetta.”

    Li ha già ridotti ? Li ridurrà ? E di quanto ?

  103. effebi

    ah, ho visto, come non detto

  104. mutante

    ma sapete quanti soldi si risparmiano, eliminando l’ordine dei giornalisti? evitando di pagare professionisti che, nel caso del piccolo, firmano articoli scritti da dei sottopagati ipersfruttati.
    poi, secondo me, chi legge premia chi scrive bene. al contrario di adesso, dove una marea di testate più o meno passano avanti la stessa brodaglia.

  105. italiano

    @ nick

    Bora.La non può ricevere fondi perchè non è una testata giornalistica.

    Non è – infatti – una testata giornalistica registrata in Tribunale, e nessuno dei suoi “amministratori” è un giornalista iscritto all’albo.

    Ergo => non è una testata giornalistica

  106. nick

    chiarissimo. Chiedevo solo se bora.la riceve finanziamenti di natura pubblica in generale. tutto qui. Una curiosità. Spero che

  107. nick

    …spero che qualcuno mi possa rispondere

  108. Sandi Stark

    Il finanziamento pubblico ai quotidiani è un’abominio economico, si incentiva la struttura e non la lettura. Caso mai, lo stato dovrebbe rimborsare i soldi tramite la dichiarazione dei redditi o in altri modi, a chi ha acquistato tot. quotidiani, e/o finanziare sale di lettura, distribuire copie nelle scuole e nei posti di lavoro eccetera, ma solo se la lettura aumenta.

    Caso diverso il Primorski, la cui esistenza serve anche per difendere i parlanti dall’assimilazione. Ma il principio è lo stesso, che lo Stato finanzi chi legge i giornali, non chi li produce. E che i quotidiani raddoppino pure il prezzo.

    E’ anche questione di libertà. I giornalisti non scriveranno mai troppo male, di chi gli dà da mangiare e minaccia di farli chiudere tagliando i fondi, o gli ventila di aumentare i contributi, se cambiassero le maggioranze politiche.

  109. Martina Luciani

    @106. Quoto. Me se sono andata, dall’elenco pubblicisti in cui stavo dal 1979, per una serie di indecenze vissute sulla mia pelle: una casta, come altre. Che ai più deboli non offre tutela, quando nei hai bisogno davvero, ma ti stringe in una serie di vincoli giuridici e fiscali per cui non riesci più a scrivere nulla se non come iscritto ad un ordine professionale. Quando amici e conoscenti l’hanno saputo, di questa scelta, mi hanno detto: peccato, così non hai gli ingressi ai musei gratis? E gli sconti non so dove?? E i biglietti omaggio?

  110. boris

    Il Primorski Dnevnik dovrebbe in teoria beneficiare anche dei fondi stabiliti dalla famosa legge 38 del 2001… dovrebbe perché tale legge è stata bistrattata e disattesa sistematicamente in praticamente tutti i punti… e perché i fondi dedicati all’editoria stabiliti dalla legge stessa che dovrebbe tutelare la minoranza sono davvero risicati…l’articolo 16 mi ha sempre fatto ridere…

    Ad ogni modo vorrei anche focalizzare un attimo sul costo del giornale stesso, nel senso che se è vero che il temuto taglio dei finanziamenti risulta scandaloso, lo è altrettanto il costo annuale di una testata che conta una ventina di giornalisti… in buona sostanza si sfiorano i 5 milioni di euro annui che a mio parere sono troppi per una testata di tali proporzioni.
    Ci sono diatribe in corso per quanto concerne l’esagerato affitto della sede storica in via Montecchi a TS… e anche per quanto riguarda la stampa del quotidiano IN PROPRIO che forse per il volume di copie non ha molto senso…

    Di conseguenza dico solo che forse i veri tagli andrebbero fatti dai vertici della testata ma non a livello di personale, bensì di altri costi di gestione… solo dopo si può giustamente batter cassa…

  111. boris

    @aldo ti quoto…e visto che son veggente ti quoto già nel mio intervento 34 🙂

  112. Mauricets

    l’ordine dei giornalisti = corporazione.

  113. iuston gavemo un problema

    Quoto Boris senza riserve.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *