30 marzo 2012

Nimis: in Val Rosandra un vero e proprio disastro ambientale

Pubblichiamo l’intervento di Pier Luigi Nimis, Professore Ordinario di Botanica dell’Università di Trieste, riguardo i danni fatti dalla Protezione Civile in Val Rosandra. Il commento è stato pubblicato su facebook, nella pagina della manifestazione di protesta di domenica.

L’intervento effettuato in Val Rosandra si configura come un vero e proprio disastro ambientale. Ricordo che la Valle, oltre ad essere parte di una Riserva Naturale Regionale, è inserita a nell’area SIC (Sito di Interesse Comunitario) ‘Carso Triestino e Goriziano’ e nella Zona di Protezione Speciale ‘Aree carsiche della Venezia Giulia’ ed è pertanto sotto tutela europea. L’intervento ha completamente distrutto un habitat prioritario: il bosco ripariale ad ontano nero (Alnus glutinosa),. Questo costituisce una valida difesa delle rive, tanto che la sua presenza viene considerata una caratteristica che aumenta notevolmente il valore dell’ Indice di Funzionalità Fluviale, adottato anche dall’ARPA regionale per monitorare lo stato dei corsi d’acqua della Regione. La completa scopertura del suolo derivante dal taglio drastico effettuato in Val Rosandra priverà questo tratto del torrente del suo presidio forestale, accelerando il disseccamento del suolo e l’erosione delle rive. L’impatto derivante dalla distruzione di un ambiente unico nel nostro territorio sulla biodiversità, sia animale che vegetale, sarà elevato: il drastico intervento ha già modificato il delicato habitat di molti animali acquatici ed è stato effettuato proprio durante il periodo di nidificazione degli uccelli. Al di là delle considerazioni ecologiche, l’intervento ha distrutto un sito esteticamente splendido, un’oasi d’ombra che gli escursionisti trovavano al ritorno alla fine della passeggiata per gli assolati ghiaioni. Gli ontani ricresceranno lentamente, ma al posto dello splendido boschetto a galleria all’imboccatura del sentiero principale della Val Rosandra per almeno 20 anni crescerà un cespuglieto impenetrabile. Lo scriteriato intervento, effettuato all’insaputa della Commissione Scientifica della Val Rosandra di cui faccio parte, prescindeva completamente dall’analisi delle funzionalità e dei servizi ecologici della vegetazione riparia, partendo dall’assunto grossolano che essa sia qualcosa di dannoso, da eliminare per mettere in sicurezza il torrente. Il risultato è stato un danno ecologico e paesaggistico difficilmente rimediabile in tempi brevi.
Pier Luigi Nimis
Professore Ordinario di Botanica
Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Trieste

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40 commenti a Nimis: in Val Rosandra un vero e proprio disastro ambientale

  1. Paolo S

    Per una volta, senso comune e scienza dicono la stessa cosa…
    Ma Ciriani ha commentato la cosa? O si è chiuso in ufficio come Emilio Fede?

  2. massimilianoR

    lo stesso trattamento sarebbe da riservare alle case ed ai giardini dei responsabili di tale idiozia. stile-tsunami, tanto per capirsi…

  3. boris

    Sindrome da onnipotenza acquisita

    …che schifo

  4. giorgio (on work)

    La cosiddetta “Protezione Civile” cosa dice al riguardo? E chi ha fatto fare l’intervento?

  5. alfredo

    io ho già spedito il video anche a quelli di studio aperto…

  6. SCAN-DA-LO-SO!!!
    Costituiamoci tutti insieme parte civile lesa per una “class-action” contro questi delinquenti!!!

  7. Kaiokasin

    Più semplicemente un esposto alla procura, mi pare doveroso. Alla manifestazione di domenica si dovrebbe proporre un’iniziativa giudiziaria per accertare le responsabilità e far pagare le spese di ripristino a chi ha compiuto il danno.

  8. Kaiokasin

    Ma vogliamo anche ricordare che la Regione ha istituito una commissione, con esperti in materia paesaggistica, per invitare i Comuni a segnalare dove si può ridurre la fascia di 150 metri dalle sponde fluviali (ex Legge Galasso), per ridurla anche fino a 20 metri? Dal 1978 aspettiamo un Piano paesaggistico regionale e l’unica cosa che sa fare la Regione è togliere quelle poche tutele paesaggistiche che ci sono?

  9. Denunciate e fategli passare la voglia aquesti IGNORANTI!!!

  10. http://www.youtube.com/watch?v=QI4f4r3IwL4

    FATE GIRARE, NON POSSIAMO LASCIARLI FARE…..

  11. Sabrina

    Ma guardate cosa pensano i volontari PC a proposito della pulizia degli alvei…
    http://www.facebook.com/groups/29050711515/

    Mi viene da piangere al pensiero del disastro che hanno fatto con le loro mani 🙁
    E non se ne rendono nemmeno conto!!!

  12. Daniele Trieste

    i responsabili DEVONO PAGARE , NON DEVE passare impunita una cosa del genere.
    chi a dato il permesso , dove sono le autorizzazioni necessarie ad effettuare tale scempio, chi dirigeva le operazioni.
    SIG CIRIANI …ASPETTIAMO DELLE RISPOSTE

    comunque domenica PRESENTE

  13. Angelo Sterminatore

    Aridatece… Bertolasoooo!!!!

  14. Scommetiamo???
    Per motivi di sicurezza siamo stati obbligati a farlo in deroga a qualsiasi legge..

    Vedremo se questa sarà la loro risposta…anche perchè non vedo altre scuse possibili che li possano proteggere dalle loro responsabilità!

  15. la difesa fa acqua

    Ga pubblicado un comunicato stampa http://www.protezionecivile.fvg.it/ProtCiv/GetDoc.aspx/79510.pdf

    la difesa la par un po’ deboluccia e se scondi drio a questa e quell’altra norma senza citar che de fatto i ga fatto un disastro.
    Poi nelle foto della piena portade a rinforzar la tesi se vedi che i alberi che ga segado no iera neanche raggiunti dall’acqua

  16. edvard

    qua alcune foto mi ricordano il vajont, altro che piena!

  17. Giovanna

    Scrive un amico di Bagnoli: “Un po’ si storia sulla VAL ROSANDRA. Narrano i vecchi saggi del paese, miei compaesani, nativi di Boljunec, che prima del 1950 la valle veniva regolarmente disboscata. Poi, fra il 1950 ed il 1960 e’ stato tutto trascurato, finche’ nel 1960 ci fu un’alluvione che sommerse una buona parte del paese. Dovette intervenire l’esercito per salvare alcune famiglie. Negli anni a seguire ci furono dei lavori di risanamento, ma mai delle vere e proprie azioni di disboscamento. Detto ciò’, i lavori fatti negli ultimi giorni dovevano essere fatti. Ho piena fiducia nella Protezione Civile del FVG, perciò’ presumo sia stato davvero necessario agire in maniera così’ decisiva. Ma 2 foto comparative su Facebook bastano a far scoppiare le polemiche. Centinaia di commenti, interventi di biologi, domani Rumiz sul Piccolo… Mah, ascolte’ i veci del paese, lori i sa quel che xe giusto per la valle.”

  18. bonalama

    che idioti nati!

  19. erika

    Mi me chiedo: ma l’ontano, xe infestante? Cossa ga de dir desso la Comunella de Bolunz e el Sindaco de S.Dorligo? (spero che i ne spieghi come che i ga scelto cossa taiar)
    Altro: me par che la passerella i la ga lassada in condizioni peggiori lori de quel che ga fato la grande piena del 2002!

  20. effebi

    17Giovanna30 marzo 2012, 19:35Scrive un amico di Bagnoli: “Un po’ si storia sulla VAL ROSANDRA. Narrano i vecchi saggi del paese, miei compaesani, nativi di Boljunec, che prima del 1950 la valle veniva regolarmente disboscata….

    te straquoto

  21. stefano

    e meno male che questa sgradita sorpresa non è toccata a un DiPiazza o Ret se no apriti cielo….

  22. mutante

    effebi dèi, sveja! nei anni 50 no ghe iera parchi naturali!

  23. erika

    @10 e 20: xe giusto disboscar e andassi fato regolarmente per pulir l’alveo, ma ghe xe tecniche e strategie per farlo per ogni scopo specifico. De tuti quei che go visto in vita mia, questo xe el più “curioso” e no so come che i lo va a giustificar. Me dispiasi tanto per quei che ga lavorado duro per pulir in sta maniera 🙁

  24. i commenti dopo la strage non servono. Ma chi ha preso questa iniziativa? Mi piacerebbe sapere come si è arrivati a questo.

  25. hobo

    el bel (bruto) xe che ‘desso cressera’ robinie e altra merda infestante.

    a sto punto spero che la protezione civile del fvg no la vadi in trasferta in sto posto qua (xe in grecia, al confin co’ l’ albania, e xe una val rosandra al cubo). se quei de la protezione civile del fvg i vedi tuti quei alberi sule rive del torente, ghe vien un orgasmo multiplo a l’idea de raderli al suolo tuti quanti.

    http://flickrhivemind.net/Tags/vikos/Interesting

  26. stefano ukmar

    Non mi pronuncio sull’ utilità di ripulire o meno l’ alveo del torrente. Non sono competente in materia.
    Tuttavia tagliare un bosco in quel modo,(il taglio si effettua a raso, mentre loro hanno lasciato le ceppaie di 20-30 cm), nel periodo sbagliato ed in una zona SIC-ZPS senza la necessaria valutazione d’ incidenza prevista dalla normativa europea e regionale è FUORILEGGE.
    Se l’ avesse fatto un viticoltore del Carso si sarebbe già beccato una denuncia penale.
    Dove era la forestale, in osteria ?

  27. Dario Predonzan

    La Forestale è stata bypassata (come tutte le altre autorità competenti in materia di tutela ambientale), per legge regionale, dalla Protezione Civile. Con il consenso del Comune di Dolina e della Comunella di Bagnoli. Così funzionano le cose in FVG. Strano che il consigliere comunale Ukmar non sappia queste cose…
    Per fortuna esistono le Direttive europee su SIC e ZPS (quelle che ai viticoltori del Carso danno tanto fastidio), in base alle quali sarà possibile – si spera – inchiodare i vertici della P.C. e della Giunta regionale alle loro responsabilità

  28. stefano ukmar

    Come sempre il Predonzan capisce a modo suo. Ma visto che non mi rivolgevo a lui va bene così.
    Comunque a proposito del mio non sapere…evidenziato dal dipendente regionale in parola mi premeva solo evidenziare che ci sono due pesi e due misure. E guarda caso a chi lavora sulla propria terra rompono le scatole, mentre altri possono tranquillamente massacrare il territorio.
    Ad informandum: nel Veneto il sito Natura 2000 del parco delle dolomiti ampezzane viene gestito dalla comunanza delle Regole. Cioè dalle Comunelle di Cortina.
    In Francia i siti Natura 2000 vengono gestiti dai Comuni, cioè sempre dalla comunità locale.
    Nella nostra regione invece vengono gestiti da oscuri funzionari regionali.
    E un’ altra volta troviamo due pesi e due misure. Una direttiva comunitaria viene applicata in maniera disomogenea sul suolo europeo.
    E sti dipendenti regionali, dopo tanti anni non sono ancora riusciti nemmeno ad emanare i piani di gestione dei siti Natura 2000.
    L’ osteria dev’ essere piuttosto affollata.

  29. Dario Predonzan

    Peccato, per Ukmar, che lo scempio in Val Rosandra – a quanto scrive la Protezione Civile – sia stato programmato dalla P,C. medesima su richiesta del Comune di Dolina e con la collaborazione della Comunella di Bagnoli (basta leggersi il comunicato nel sito della Regione).
    Poi, certo, non tutte le Comunelle saranno uguali, però intanto…
    La barzelletta dei piani di gestione, che i funzionari regionali non sarebbero capaci di varare, è poi davvero comica. Chissà se Ukmar ricorda che un bel po’ di organizzazioni carsoline promossero pochi anni fa un ricorso al TAR contro l’ampliamento di SIC e ZPS. Salvo poi prendersi una tranvata in faccia nella sentenza del tribunale.
    Dopo di che i funzionari regionali avviarono una ampio processo partecipativo sulle linee guida per il piano di gestione del SIC/ZPS. Peccato che poi, quando l’incarico di redazione del piano fu finalmente affidato e il lavoro quasi completato, un accordo politico, fortemente voluto dalle stesse organizzazioni carsoline di cui sopra (e dai loro referenti in Consiglio regionale) – le quali, si badi bene, erano state coinvolte nel processo partecipativo sulle linee guida! – lo abbia di fatto congelato.
    Certo che anche in Regione c’è chi ha precise responsabilità in merito, ma non sono certo i funzionari, bensì i politici, quelli carsolini compresi.
    Quanto alle osterie, lo inviterei a visitare quelle delle sue parti. Ma forse lo fa già, a quanto pare.

  30. bruno

    @17, 20…ai veci veci de ecologia no ghe gà mai interessa(non i sa cossa xe) ghe interssava solo far legni per l’inverno(quà non i se gà ciapa neanche quei)comunque i gà distrutto ricordi de 30 40 anni che xe una vita in un posto magico per i triestini che solo pochi furlani illuminati pol capir, ciriani no xe tra quei: fenomeno!

  31. bruno

    l’unica colpa che dò alla protezione civile, visto che non sono militari (credere, OBBEDIRE, combattere) potevano dal profondo del loro cuore avere un attimo di perplessità su quello che stavano per compiere. L’assessore (in ) competente invece giustamente difende l’operato dei sui comandati però dovrebbe assumersi le colpe come amministratore per quello che ha prodotto in un posto magico (cancellando i ricordi di molti triestini, 30 40 anni una vita) cospargersi il capo di cenere e andare …..(canzone di pilat: bertolin) …in CASIN
    e che il sindaco di san dorligo-dolina (contenti) non si ritenga senza colpe, se viene l’idraulico in casa lo guardi finche non va via, a maggior ragione doveva sorvegliare l’operato degli ospiti, o non sa il valore del tesoro che ha nel suo comune?.

  32. stefano ukmar

    Predonzan ha davvero una “grande considerazione” dei carsolini. Direi quasi offensiva.
    Infati senza i piani di gestione dei SIC_ZPS si applica la normativa più rastrittiva.
    Secondo il fantasista Predonzan i carsolini sarebbero dunque autolesionisti.
    Beh non tutti hanno bisogno di andare in osteria…

  33. Dario Predonzan

    Beh, un po’ autolesionisti i carsolini lo sono dai, se continuano a farsi rappresentare da certi personaggi che stanno in Consiglio regionale o in quello comunale … non credi?

  34. stefano ukmar

    Magari ti candidi e cerchi di convincerli…

  35. sergio

    @ Ukmar Stefano: e bravo Ukmar è una bella proposta io sono disposto a votarlo, e lo dico seriamente

  36. sergio

    @ Ukmar Stefano una domanda fuori tema, come va con la storia del parcheggio di Opicina quasi difronte al distributore di benzina?, dove la giunta di di Piazza ha fatto un parcheggio comunale, poi il di Piazza non avendo fatto il passaggio di proprietà la regione lo ha venduto ad una impresa di costruzioni per un tozzo di pane , che poi è stato trasformato in edificabile dalla stessa giunta, sapendo che il terreno era parcheggio del comune con un danno ai cittadini di 3.000.000 milioni di euro? Nessuno si occupa di questo affare assolutamente non limpido?

  37. dimaco il discolo

    i veci forse no saveva niente e ecologia o altro ma i saveva ben dove se podeva taiar e ove no. e un casin simile no lo gavesi mai fato. lori i lavorava in simbiosi con la natura. anca perchè i saveva ben che un albero no ghe meti dò giorni a ricreser e i gaveva rispeto dela natura no ome sti quatro coccai gialoblu col morbo dela sega paza.

  38. stefano ukmar

    Caro Sergio voledo essere cattivo ti dovrei rispondere: chiedilo a Predonzan, visto che saresti disposto a votarlo.
    Predonzan non era entusiasta del piano regolatore di Dipiazza,ma lo considerava comunque migliore della variante 66, tornata in auge.
    Noi invece che siamo persone serie abbiamo buttato la variante 118 in scovazze, cioè al suo posto.
    E così in scovazze è finita anche la porcata del parcheggio di cui stai chiedendo.
    Come vedi ci siamo occupati del caso.

  39. Dario Predonzan

    @ Ukmar
    Vedremo adesso quante porcate saprete infilare nel nuovo piano regolatore. Già con le direttive ne avete fatte diverse…:-)

  40. stefano ukmar

    Caro Predonzan, sei libero di scrivere e pensare ciò che vuoi, ma vedi di rispettare gli elettori che scelgono liberamente con le preferenze i loro rappresentanti.
    Chi scrive poi è uno dei rarissimi consiglieri comunali che ha preso parecchie preferenze in più rispetto alla volta precedente.
    Per tua opportuna informazione visto che ti permetti di dubitare dell’ intelligenza dei carsolini, un terzo delle mie preferenze non parla sloveno e un altro terzo non sono arrivate dal Carso.
    Così perlomeno capirai che ti stai rivolgendo a chi gode di un consenso variegato.
    Sul PRGC poi stai facendo il processo alle intenzioni e stai esprimendo la tua opinione personale e forse anche quella di Sergio…
    Tutto qua.

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