29 marzo 2012

Val Rosandra, prima e dopo

Pubblichiamo la foto postata da Daniel Giraldi sull’evento facebook “Manifestiamo contro la distruzione della Val Rosandra“, che ritrae lo stesso tratto della Val Rosandra, a destra dopo l’intervento del 24 marzo della protezione civile impegnata nella pulizia degli alvei di alcuni fiumi della regione.

Questa la foto postata da Alessandro Severi

Qua la photogallery completa della protezione civile.

Le operazioni di pulizia hanno scatenato notevoli polemiche per l’eccessivo zelo con cui sono state condotte, colpendo anche alberi sani e di grandi dimensioni, proprio nel periodo riproduttivo di molte specie animali, ai margini di una Riserva Naturale.
Domenica 1 aprile si terrà una manifestazione di protesta che si sta organizzando proprio in queste ore sulla pagina facebook linkata sopra.

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42 commenti a Val Rosandra, prima e dopo

  1. (nonno) ciano

    i nostri biologi? conferma el danno?

  2. si. iera più indicato l’autunno/inverno come stagion.
    per un torente che poi voio propio veder el giorno che l’esonda cossa pol nasser.

  3. Stefano

    Ascolta nn prendertela ma il primo aprile è domenica…
    La manifestazione quindi è cmq sabato ?

  4. Redazione

    @3: grazie, corretto 🙂
    la manifestazione è domenica 1 aprile

  5. Simone

    Ma pulire gli alvei non vuol dire far cose tipo Togliere i rifiuti, tronchi, rami secchi, etc. nel percorso del fiume?
    Quel me par più un disboscamento.

  6. capitano

    Mi ricorda la tabula rasa che han fatto sulle mura a Palmanova. Nessuno gli ha spiegato che il terreno senza alberi tende a franare con più facilità?

  7. Bibliotopa

    La prima foto comunque del prima e dopo è un po’ fuorviante perchè confronta una foto di adesso con una in pieno rigoglio estivo.

  8. Simone

    @capitano. Prima tagliano e poi si lamentano delle frane. Come chi si lamenta che perde la casa quando la stessa è praticamente nel fiume stesso.
    @bibliotopa: Cambia poco, si vede chiaramente lo scempio.

  9. effebi

    consiglio de ripassar tra due anni

  10. effebi

    o anche a fine estate…

  11. Martina Luciani

    La follia primaverile degli essere umani dotati di seghe elettriche: non c’è rimedio, si ripete ogni anno, sono inarrestabili. Si veda cosa succede con le potature nei parchi cittadini, che avrebbero tanto bisogno di essere chiusi al traffico e all’inquinamento da barriere verdi e invece…taglio alla marines!

  12. sfsn

    la prossima volta che i ghe dia diretamente de napalm…

  13. edvard

    sembra sia passata una mandria di bufali inferociti

  14. sergio dolce

    In quel tratto non esiste un problema di esondazione: le acque vengono assorbite dal terreno carsico ed il Rosandra scorre perlopiù in subalveo. La pulizia doveva limitarsi a togliere immondizie, rami secchi o tronchi morti e basta. Chi ha autorizzato ed eseguito questo scempio dimostra di essere in perfetto esempio di ignoranza in fatto di ambiente. E poi come la mettiamo con il fatto che si tratta di una riserva naturale?

  15. Giancarlo Stasi

    Nella migliore delle ipotesi chi ha deciso un intervento di quel genere ignora le dinamiche ambientali della Val Rosandra. Credo che oltre a ciò si debbano aggiungere motivazioni diverse: desiderio di rendere ordinata la natura quando la propria vita è un caos, desiderio di apparire (leggi assessore, direttore centrale protezione civile, ecc.) ed in molti casi di dare sfogo alle proprie pulsioni di onnipotenza abbattendo in un attimo un albero che ha impiegato parecchi decenni per raggiungere lo stadio adulto. (ho recentemente letto, e chiedo scusa se non lo riporto esattamente, un detto del Buddha: l’Albero è un essere meraviglioso, dona la sua ombra anche a colui che impugna l’ascia per abbatterlo)

  16. Andrea L.

    Da naturalista, l’intervento è superfluo e quindi, vista la delicatezza dell’ecosistema del luogo, un danno che potrebbe essere recuperato solo in molti anni.

    E’ perentorio trovare il responsabile dello scempio e pensare fin da subito un piano per il ripristino ambientale, per arginare il danno.

  17. Fabio Fabris alce

    Grandi interventi della protezione civile anche in zona Cocusso x tutto l’inverno..costruite strade inutili, abbattuti tanti alberi, come in valle, nello stesso comune..(interpellati tecnici, tutto ok, normali lavori forestali)…previsto grande freddo x il prox inverno, serviva semplicemente legna..Il mio pensiero…per altri ..lavori programmati da tempo…

  18. fabry

    Mi viene il sospetto che i supereroi in calzamaglia colorata e con motosega abbiano una convenzione con gli spacciatori di pellet.. che qualcuno stia facendo scorta per il prossimo inverno?
    Anche sul vallone appaiono sempre piu’ spesso aree ‘ripulite’ che sembrano bombardate col napalm; le acace non saranne bellissime, ma è sempre meglio del paesaggio lunare che si presenta adesso 🙁

  19. scrivo giovine e riporto l'otto

    Mio nonno me disi sempre: “Se te tai un’albero te ga de rimpiantarne otto!”

    Disè che i ga rispettà sta regola?

    Solo una roba se pol dir, oltre all’incazzadura per chi quel posto lo ama e speta ogni anno la bela stagion per andarse a far un toc o delle stupende passeggiate immerse nel verde, che quel che i ga fatto xe un vero e proprio scempio!

  20. brancovig

    un intervento decisamente esagerato.

    peccato perchè in quel tratto di torrente c’era un’atmosfera veramente rilassante di pace, bucolica. Un equilibro che si era stabilit nel tempo. Tutto perso

    sono stati eliminati alberi che come minimo avevano 30 anni.

    poi guardando le foto della protezione civile mi chiedo se il motto sia “largo a giovani”

  21. Claudio Siniscalchi

    Mi associo all’indignazione di tutti, anche perchè non è la prima volta. Io ho un ricordo bruttissimo della distruzione (loro la chiamavano “messa in sicurezza”, ma come si fa a mettere in sicurezza un bosco?!) di gran parte del bosco di Grado, nel 2009. Come WWF siamo intervenuti per tempo con segnalazioni scritte all’Ispettorato delle Foreste e abbiamo fatto un sopralluogo insieme a PC, Forestale e Comune di Grado, per assicurarci che venisse tutelata la garzaia, alcuni imponenti pioppi che ospitavano un dormitorio di aironi e garzette, di grande pregio. Dopo 2 giorni hanno tirato giù tutto con le ruspe. Non riesco davvero a capire il senso di tanto accanimento contro l’ambiente naturale. Si mettano in sicurezza le strade, ma se nel bosco c’è qualche albero storto che male fa? Quanti morti ci sono stati in Regione per alberi crollati nei boschi, la Protezione Civile può fornire delle statistiche?!

  22. Simone

    Leggete questa Relazione dell’ARPA.

    Capirete che il torrente rosandra NON ha assolutamente rischi di esondazione.

    http://www.arpa.fvg.it/fileadmin/Informazione/Relazioni_annuali/2007_TS/IFF_2007.pdf

  23. mutante

    sono dell’opinione che alla protezione civile vengono dati qesti compiti, e poi la forestale, che dovrebbe sorvegliare e dirigere, non lo fa. allora che li paghiamo a fare? perchè se butti giù un albero secco nel tuo terreno, e la forestale ti becca, ti sorbisci multe che metà bastano. adesso, che succede? la forestale ammazza di multe sindaco e protezione? li costringe a una riparazione?

  24. fabry

    Quindi si profila l’ipotesi di una denuncia alla forestale e una alla procura per ipotesi di reato di disastro ambientale. Chi ha la competenza per farlo?

  25. Marco

    Si devono avere spiegazioni e molto veloci. Se il danno si conferma immotivato e spropositato, i responsabili vanno puniti. L’assessore regionale Ciriani deve rispondere o vedersi tolta la delega. E’ una riserva naturale, non il boschetto per tossici accanto ai casermoni di Altura.

  26. sergio

    L’assessore Ciriani è un rappresentante di tutti noi, ma penso un po arrogante, non ha voluto rispondere alle chiamate della tv regionale, i politici devono essere sempre pronti a rispondere ai cittadini e ai giornalisti, alcuni politici, e lo vediamo spesso alla televisione fanno finta di non sentire le domande fatte dai mass media, e non solo rispondono male, o ti fanno allontanare dalle forze dell’ordine, queste persone sono da lanciare alle prossime votazioni, oltretutto l’assessore è favorevole al rigassificatore, sapendo il diniego della popolazione di Trieste, ma venendo sull’argomento, tutti possono vedere i boschi pieni di edere che stanno facendo morire decine di centinaia di alberi, inoltre per chi percorre le strade di uscita di Trieste e in specialmodo strada nuova per Opicina potrà vedere lo scempio di alberi avvolti dall’edera, in cimitero a S. Anna decine di cipressi stanno morendo soffocati da questo parassita, il direttore del cimitero dott. Alessandro Longo mi aveva assicurato la pulizia delle edere, che è stata cominciata e poi abbandonata, la poca sensibilità in primo luogo dei politici, e della assoluta mancanza di protesta dei cittadini fa si che questa situazioni perduri, la provincia taglia gli alberi vedi posto di blocco di Fernetti ma non estirpa le edere che li fanno morire, il comune pure, morale della favola tutti tagliano alberi sani ma nessuno impianta degli altri, mi domando che esperti in materia abbiamo, è veramente uno schifo

  27. Katja

    no comment

  28. luca

    mi domandavo cosa dice l’ente gestore del parco, poi mi sono accorto che è lo stesso comune che ha pianificato “l’intervento”
    qualcuno poi sa dirmi se c’erano stati in passato interventi veri di pulizia da parte di cai, wwf, fai, scout o vari?

  29. Dario Predonzan

    Certo che ci sono stati veri interventi di pulizia (pulizia di “scovazze”, intendo), in passato, da parte di volontari del WWF, del CAI e di altre organizzazioni.
    Nessuno si è mai sognato invece, prima – perché non aveva alcun senso – di eliminare la vegetazione.
    Poi la “bertolasite” ha colpito anche la Protezione Civile del FVG e i risultati sono quelli che abbiamo visto.

  30. Federico Grim Fritz

    Rispondendo a Fabry (24):
    Credo sia corretta una segnalazione scritta di un qualsiasi fruitore del parco al gestore del parco (LR 13/1998: Comune di San Dorligo-Dolina), il quale, visto il contratto stipulato con la Protezione Civile, se non è stato rispettato, deve rivalersi su di essa per i danni ed il ripristino. Se non si giunge ad un accordo il Comune potrà procedere per via civile.
    Altre vie credo siano meno percorribili perchè, grazie ad alcune Leggi create ad hoc, accadrebbe che controllore e controllato sarebbero gli stessi! O meglio: alcuni organi regionali dovrebbero bacchettare altri uffici regionali…

  31. Giampaolo Lonzar

    @ VARI – Una domanda ingenua : quale business
    si cela dietro il taglio indiscriminato degli alberi che si verifica da almeno una decina d’anni a Trieste e che vede coinvolte zone verdi , come il Boschetto, aree destinate a nuova edilizia,giardini,viali etc.
    Non e’ possibile che il “taglio facile ”
    e’ d’obbligo. !!!!!

  32. Stefano

    Le foto sono degne delle pubblicità dei prodotti dimagranti con immagini del prima e dopo. Indipendentemente dal fatto in se stesso, foto del genere sono a mie parere offensive per l’intelligenza del lettore, la redazione di Bora.la dovrebbe astenersi dal pubblicarle..

  33. maria Irene Cimmino

    un proverbio degli indiani d’america: quando saranno stati tagliati tutti gli alberi il cielo ci cadrà addosso

  34. Giampaolo Lonzar

    @32 – STEFANO – Io non mi son sentito offeso, anzi ben informato. La non pubblicazione sarebbe stata in odore di CENSURA.
    A vedere i tronchi (altro che 30 anni, anche piu’) non si e’ eliminata sterpaglia o legnatico o vegetazione all’interno dell’alveo che avrebbe potuto ostruire il corso acqueo.
    E’ stato uno scempio, ma chi si prende il legno ??? Secondo me questo e’ da capire ???
    Viene dato alle comunità locali per chi ancora
    usa un riscaldamento “a la vecia”??????

  35. Martina

    Ho sentito che i tronchi sono stati portati (venduti) alla cartiera di Duino. I locali hanno portato via poca roba, quello che sono riusciti a prendere prima di venire caricato sui camion.

  36. Stefano

    Giampaolo, tutto vero, ma non di possono mettere due foto prima e dopo scattate in due stagioni diverse!

  37. effebi

    dove xe tuti sti alberi ?

    carso…carso…

  38. alpino

    Scusate se mi intrometto ma il monitoraggio e manutenzione degli alvei fluviale principali della rete idrica regionale non sono competenza del Genio civile Regionale? sede di Trieste in questo caso?

  39. sergio

    vergognoso è dire poco, il sindaco di S Dorligo deve domandare i danni, e la dimora di nuovi alberi, vorrei sapere chi ha diretto questa squadra che ha potato, scusatemi massacrato gli alberi capisce qualche cosa di botanica?? (mi meraviglierei) con che diritto (se è vero) questi vendono i tronchi alla cartiera

  40. alberto

    ORA CHIEDIAMO I DANNI AMBIENTALI ALLA PROTEZIONE CIVILE, COSì LA PROSSIMA VOLTA FORSE MANDANO VOLONTARI UN PO’ PIU’ CAPACI DI RAGIONARE…..
    ALBERI VENDUTI FORSE A CHI FA PELLETTS???…MI SORGE ANCHE QUESTO DUBBIO…COME PER LE POTATURE IN CITTA’.

  41. Luisa Gregori

    E’ SCOMPARSO L’ALBUM DI FOTO DELLA PROTEZIONE CIVILE!!!!

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