29 marzo 2012

Lo scempio in Val Rosandra – il video

Pubblichiamo il video sulla situazione in Val Rosandra di Dario Gasparo che ringraziamo per la disponibilità.

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52 commenti a Lo scempio in Val Rosandra – il video

  1. flo

    i gavera fato biznis e gavera vendu’ tuto el legno ale faleniamerie.

  2. Luca

    Vogliamo i nomi e cognomi!!!
    …e chi occupa posti di responsabilità dritto a casa a calci nel sedere e pagare!!!

  3. lorenzo

    Dunque,guardando le foto è evidente che sono stati tagliati diversi alberi,in questo periodo di forte siccità c’era effettivamente il rischio di altri incendi,se si guadano le foto ci si accorge che il torrente è quasi secco.Per cui da questo punto di vista potrebbe anche essere stato un buon intervento preventivo.L’unica cosa avrebbero dovuto trasportare via tutto,in quanto sono stati lasciati rimasugli sul terreno,che restano secchi.
    Non lo so,lo spettacolo è sicuramente sconcertante,solo adesso bisogna vedere quali sono le probabilità di esondazioni.
    In ogni caso,la cosa più importante è che non sono stati tagliati gli alberi sulle pendici.

  4. Mafalda

    Ma per favore Lorenzo.. tagliare degli alberi che stavano lì da 40 anni per prevenire gli incendi?? Ma come ti vengono in mente certe cose? Mica è la prima volta che c’è la siccità…
    Qualcuno qui l’ha fatta proprio grossa!!! Spero che i responsabili paghino.. anche se ciò non farà tornare gli alberi..

  5. Lorenzo Tommasoni

    Da privato cittadino e solo come contributo (mi dissocio cioè dall’azione) credo l’intervento stesso sia in attuazione della LR 11 dell’11-08-2011 art. 4 comma 79 che recita che possono essere disposti “interventi urgenti di asporto della vegetazione arborea e arbustiva presente all’interno dei corsi d’acqua, nelle aree golenali e lungo gli argini e di sistemazione idraulica al fine di ripristinare il corretto regime di deflusso in sicurezza dei predetti corsi d’acqua”. Evidentemente qualcosa non funziona, mi sento di dire che chi ha lavorato qui non è di queste parti, non si può trattare la Valle come i fossi di Palmanova. Bravo Dario!

  6. Lorenzo Tommasoni

    (Con tutto il rispetto per i fossi di Palmanova, intendiamoci!)

  7. effebi

    se quaranta anni fa -che la valle iera cusì come desso(una pietraia)- i gavessi proposto de piantar alberi tacadi del Rosandra… saria insorti i ambentalisti…

    per mi i ga fato ben a darghe una netada, propongo a bora.la de tornar nei stessi posti a far foto e intervistar la gente a fine estate.

    forsi i podeva lassar qualche albero de più… ma tute ste storie me par esagerate.

  8. Alessandro

    DA IL PICCOLO DI OGGI (http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/03/30/news/val-rosandra-violata-strage-di-alberi-1.3750606)

    «Siamo stati tra i primi a effettuare un sopralluogo in seguito alle segnalazioni inviateci – spiegano Dario Gasparo, biologo, già professore di economia e gestione ambientale nell’ateneo triestino e Paolo Parmegiani, agronomo. Ciò che abbiamo visto va al di là della peggiore delle ipotesi che ci eravamo fatti. Con particolare riguardo per il tratto del torrente che dal Rifugio Premuda sale per oltre un centinaio di metri addentrandosi nella valle sono stati effettuati dei tagli radicali lungo tutto il letto del fiume e nelle golene (zone di terreno adiacenti il letto di magra di un torrente). Praticamente è stata cancellata la foresta a “galleria” di Salice e Pioppo bianco che, assieme agli Ontani, caratterizzava questa parte del Rosandra. Ci vorranno ben più di trent’anni per ripristinare questo sito».

  9. effebi

    http://www.panoramio.com/photo/14621652

    valle, rifugio premuda 1930
    alberi zero

  10. lorenzo

    Io ora propongo di andare sul posto e piantere altri alberi,basterebbe pchi euro di spesa da parte di tutti noi,voi cosa ne dite?

  11. isabella

    Mia madre vuole eliminare un caco, qualcuno lo vuole :D?

  12. claudia58

    IO Isabella!!! dimmi dove e quando e vengo a prendere

  13. isabella

    Gorizia claudia.

  14. @9
    capisco che sia il primo istinto di molti, ma assolutamente non va fatto.
    con tutta la buona fede e la buona volontà e le massime buone intenzioni, sarebbe cmq il classico “pezo el tacon che el buso”.
    Introdurre altre specie sarebbe un secondo disastro.

  15. Paolo Geri

    #7. #8. effebi

    Se è per questo nell’ Ottocento prima del rimboschimento in tutto il Carso non si trovava praticamente un albero. Allora andiamo a segare tutti gli alberi del Carso per evitare incendi ?

  16. alfredo

    si potrebbe sempre ripiantumere alcune delle specie di alberi che già c’erano.In ogni caso la protezione civile è formata da persone che non conoscono NIENTE di botanica ed ecologia.Spero che domenica ci sia una grossa manifestazione in valle.se necessario anche denuncia penale verso chi ha ordinato questo scempio!!

  17. Giampaolo Lonzar

    @ 8 EFFEBI -senza alcun suggerimento, mio
    nipote 10 anni ga dito : ” ma cossa no i sa che le rane d’estate no pol star soto el sol,
    perche’ ghe fa mal “!!!

    Ti che te scrivi per verseti come Nostradamus dame una risposta per mio nipote,grz!

  18. effebi

    “rane sarà che noi no saremo”

  19. effebi

    14… a quale mbaiente naturle facciamo riferimento qundo si parla di “scempio” ?

    quello carsico originale o quello che da qualche decennio si è sovrapposto a questo?

    me meraviglio de voi, “paladini dell’originalità…”

  20. Giampaolo Lonzar

    @17 EFFEBI – molto genntile ,grazie !

    Riferiro’

    Per mia curiosità personale , te gà nipoti ???

  21. effebi

    in ogni caso me piaseria veder una pianta per capir l’estension dell’intervento, de quel che go capido i ga disboscado dal premuna in su solo per el primo tratto.
    fin al bivio dei sentieri ? o ancora più sotto ?

    qua tutti parla de “Valle” e sembreria che xe sta disboscà fin botazzo….

    forsi anche pochi sa de cossa che se parlemo

  22. effebi

    go fioi e nipoti e fin de picio vado in valle, quindi ?

    co iero picio in acqua iera pien de fauna… dopo… ga comincià a vignir zo schiuma… indovina de dove…

    se caminava su paesaggi lunari, dal premuda fin su a botazo. molto originale…

  23. effebi

    su a botazzo desso no se vedi nianche el fiume
    una voltaquei che stava lassù rasava, netava desso me par che i novi rivadi ga bele vilete e giardini, ma tuto intorno xe jungla…

  24. effebi

    ah si… anche quei col s’sciopo e coi cani rasava… in larghezza abbondante e per bei kilometri 🙂

  25. Giampaolo Lonzar

    24 EFFEBI – a go capì , dove andeno finir
    “Achtung minen” , no me interesa più .

  26. hobo

    @[email protected]

    dai dai effebi, leggi quel che ha scritto nimis nell’ altro thread. nimis e’ ordinario di botanica, di queste cose ci capisce.

    non e’ obbligatorio difendere qualunque decisione venga presa Dalla Competente Autorita’.

  27. mutante

    eh, ma effebi trascrivi quel che ghe disi l’autorità competente de loghi comuni.

  28. Alessandro

    Mi no go capì la polemica sull’ambiente originale. Ovvio che prima iera una pietraia ma de quel che me ricordo dalla mia visita al centro forestale, originariamente el carso (me par fin al medioevo ma no xe importante) gaveva boschi de latifoglie. E el progetto de rimboschimento col pino nero iera provvisorio in quanto i saria servidi a ricostituir quel minimo de terren su cui poi in un secondo tempo piantar le piante originarie del carso. Quindi, anche se spesso condivido le opinioni de effebi, stavolta, umilmente, me par che i riferimenti alle pietraie si un poco strumentali

  29. Giampaolo Lonzar

    27 ALESSANDRO – Il rimboschimento del Carso fu opera di Joseph Ressel che inventò l’elica;
    lui era un Uff.le della Marina Militare A.U.
    e come tale i boschi cadevano sotto la sua giurisdizione in quanto venivano piantati alberi che in futuro dovevano servire nella costruzione delle navi.
    Era specializzato nel ricercare rami con particolari curvature e forme perche’ la piegatura a vapore del legno non dava la stessa resistenza del legno gia’curvato dalla natura. Per quanto mi rigordo Val Rosandra era gia’ rigogliosa nei primi anni 70 .
    Quello che e’ stato fatto si spiega da se senza
    ulteriori commenti, i video sono come si dice oggi ” the smoking gun”

  30. No go più parole per quel che vedo in giro. Me par tutti matti!!!!!!!!

  31. Macia

    Pensè che ne la preistoria el Carso iera una laguna e che ancora nel Medioevo la valle del rio Ospo iera mar…
    Obiettivamente, ‘sta volta ghe xe scampada la man, se iera de netar (e iera), bastava portar via le erbe, el fango e le scovaze.

  32. boris

    ma col Napalm non faseva prima?

  33. Alessandro

    No penso che se usa el pino nero per far barche ma no so quindi… digo solo che no se pol giustificar el taio marins perché el carso iera una pietraia. Prima allora gaveva boschi de latifoglie. Per mi i ga fatto presto e… mal

  34. Katja

    iera piu de un scempio in val rosandra me par

  35. Sandi Stark

    Bon, 90 anni fa rivava i camion coi fassisti furlani per far danni a Trieste e in Carso. Adesso riva i camion coi ex fassisti furlani a far danni in Valle, no xe cambià ‘ssai.

  36. Sandi Stark

    Dal pino nero se tirava fora la colofonia, basta andar in Bosco Bazzoni e vardar le incisioni a spina de pesse sui tronchi dei alberi più veci. Soto se meteva un bujol che ingrumava la resina, che dopo se scaldava e se tirava fora la trementina, che serviva come diluente per le piture,come smachiatòr e per altre robe chimiche che no so.

    Co’ la resina indurida e netada che restava, se onzeva le corde di violini e de tutti i strumenti ad arco. La stessa “pece” che se adesso andè a comprar in negozio, ve costa un’ocio de la testa.

  37. Kaiokasin

    #3 Per prevenire gli incendi era molto meglio il bosco umido, che riduce l’insolazione e l’evaporazione dell’acqua e trattiene l’umidità. In quel deserto adesso la forte insolazione favorirà l’ingresso di specie invasive come l’ailanto e il senecione sudafricano. Le larghissime piste forestali che la stessa protezione civile fa in Carso, sono delle autostrade per queste specie aliene, che utilizzano la disponibilità di luce e calore e poi si diffondono nel bosco, che perde qualità, si infittisce e quindi diventa più soggetto a incendi.
    Piantare alberi al posto di quelli tagliati: assolutamente no. Piuttosto aspettare che gli alberi tagliati ricaccino e poi – negli anni – tentare di selezionare dalle ceppaie un unico fusto, sempre eliminando le specie invasive, ma ci vorranno decenni per ricostruire il bosco com’era.
    Anch’io ricordo da bambino (anni ’70) la Valle molto meno alberata, ma l’ambiente si evolve. Casomai vanno mantenute le aree di landa carsica sul Monte Stena, minacciate dall’avanzata del bosco. Ma tutte queste sono banalità, abbiamo esperti di vegetazione carsica enormi, Poldini, Nimis, ecc. ma perchè non vengono coinvolti dalla Regione quando deve mettere le mani sul Carso???

  38. Bibliotopa

    Ma che cosa c’entra il pino nero che la zona disboscata era a ontani e salici? pini neri là non ce ne sono..

  39. Bibliotopa

    #34 speta che le te legi Tullio Olenich, che xe dela protezion civile e che xe amico de Paolo Geri

  40. giorgio (no events)

    ma chi xe el sempio in val rosandra? Ciriani?

  41. effebi

    da altro thread… sempre su sto argomento (ma quanti ne gavè postadi… bora.la !?!)

    17Giovanna30 marzo 2012, 19:35Scrive un amico di Bagnoli: “Un po’ si storia sulla VAL ROSANDRA. Narrano i vecchi saggi del paese, miei compaesani, nativi di Boljunec, che prima del 1950 la valle veniva regolarmente disboscata….

    poi ognidun xe libero de diventar isterico per robe che no cori….

  42. effebi

    se vedemo in valle in settembre… e se la contemo…

    ma forsi qualchidun qua no sa nianche dove che xe la valle…

  43. dimaco il discolo

    “ognidun xe libero de diventar isterico per robe che no cori”

    come el 10 de febraio me par

  44. Dario Predonzan

    Ma forsi qualchidun qua drento no sa nianche cossa che xè una riserva naturale. E un SIC e una ZPS. E no distingui un ontano da una robinia. E pensa che cavar tuti i alberi fermerà le aluvioni (e inveze farà corer l’aqua più svelta: no ocori eser ingenieri per capirlo). Zerto che se se lassa le riserve naturali in man dei forsenai de le motoseghe, semo propio ben messi…

  45. Dario Gasparo

    Per punti:
    – rischio di incendio: non è di questo che si trattava e non è stato giustificato con questa scusa l’intervento
    – “poco male perché non sono mica arrivati fino a Botazzo”: hanno intaccato il tratto più ricco per entomofauna, avifauna, erpetofauna e ittiofauna. Leggetevi la relazione 2007 dell’ARPA “APPLICAZIONE DELL’INDICE DI FUNZIONALITÀ FLUVIALE (IFF) AL TORRENTE ROSANDRA” che attribuisce il più alto livello di funzionalità fluviale proprio a quel tratto (pag. 17 e pag. 30).
    – “Prima di Ressel non c’era niente, era una pietraia” – il bosco ripariale si trovava lì qualche migliaio di anni prima di Ressel, come accade in tutti i torrenti del mondo e della storia. 60 anni fa era stato distrutto tutto dalla guerra. I figli dei miei figli forse potranno godere nuovamente del paesaggio vegetale che oggi è stato distrutto in una giornata. Io non ne sono felice. A domani.
    Mi riservo domani di rispondere alle puerili giustificazioni della protezione civile che (http://www.ilfriuli.it/index.php/cronaca/31719-parola-alla-protezione-civile.html) ha sostenuto fra le altre che non si può parlare di bosco per quel tratto: nessuno ha spiegato che vi sono habitat più importanti del bosco protetti dalla UE?
    http://www.protezionecivile.fvg.it/ProtCiv/default.aspx/9021-gallery_san_dorligo_della_valle__dolina.htm?pos=24
    La chicca è che scrivono chevi è stato “il rispetto degli eventuali alberi portatori di nidi”. Che dire allora della foto da loro stessi scattata in cui si vede il pioppo con i nidi dei picchi? Guardatela prima che la tolgano (http://www.protezionecivile.fvg.it/ProtCiv/default.aspx/9021-gallery_san_dorligo_della_valle__dolina.htm?pos=24)

  46. Cristiana Radivo

    Ringrazio l’autore del video pubblicato in rete,forse permetterà di creare una consapevolezza nuova sull’emergenza ambiente. In realtà sembra che la Natura, che ci permette di vivere non interessi a chi governa e decide (e forse neanche a tanti altri). Il disastro della Val Rosandra sembra essere l’ultimo di una serie di interventi umani che ignorano la preziosità del bene comune.Penso all’elettrodotto del Carso, costruito disboscando la già esigua fascia di bosco, i pini marittimi con la chioma verde abbattuti ieri sulla Costiera all’altezza del Castello di Miramare, gli alberi di piazza Libertà abbattuti una settimana fa…), il taglio indiscriminato degli alberi in Costiera, la cementificazione della ex cava di Sistiana…Penso al futuro che ci attende: Tav completamente inutile in Carso, rigassificatore e così avanti. Che cosa lasceremo ai nostri figli? Come fare per poter intervenire nelle decisioni di pochi che cambiano la vita di molti?
    Cristiana

  47. E’ un disastro ecologico ed ogni biologo/naturalista serio lo sa. Tuto il resto xé ciacole.

  48. Dario Gasparo

    http://www.youtube.com/watch?v=THFNwXAn9rM
    Sono riuscito a concludere il video per replicare alle affermazioni di giustificazione dell’assessore regionale sull’operato in Val Rosandra.
    Ho avuto modo di confrontarmi con molti esperti, in questi giorni: Nimis (ordinario di botanica), Bressi (Direttore del Museo), Parmeggiani (agronomo esperto di Carso e redattore del Piano del SIC-ZPS), Kravos (biologo ornitologo presidente di Astore FVG), vari forestali, naturalisti, guide naturalistiche, semplici amanti della natura, esperti di direttive europee. Ne è scaturita la voglia di entrare nel merito di alcuni temi. Sperando di non essere stato troppo pesante.

  49. Giampaolo Lonzar

    @33 ALESSANDRO – Il Carso era una pietraia fino alla prima metà dell’ottocento, il depauperamento boschivo di mezza Europa da parte delle guerre Napoleoniche fu una delle cause principali. Quando a Joseph Ressel fu assegnato il compito del rimoschimento di 9 boschi erariali tra Veneto Friuli ed Istria
    ci fu anche la zona del Carso dove lui programmò la messa a dimora preparatoria del ginepro e del pino nero austriaco da fungere da paravento alle roverelle per il taglio dei”stortami” , ed altre essenze.
    Questa equilibrata scelta di essenze ha dato il Carso Triestino attuale, e’ sua anche l’opera del bosco di Montona dove i Croati gli hanno dedicato una lapide a Montona il 24 settembre 1993, a memoria dei 200 anni dallla nascita (1793-1857)
    Ci fu un progetto di dedicargi un monumento a Trieste, che per motivi burocratici rimase a Vienna ma i fondi furono dati dai Triestini !!!

  50. effebi

    43 dimaco, esatto, ti te me diventi isterico ogni anno… 🙂

  51. roberto leopardi

    Dobbiamo unirci e restare uniti noi tutti, cittadini, persone, badando bene di non farci colorare da insegne politiche di alcun genere…l’amore per la nostra valle ci unisce tutti: vecchi, giovani, bimbetti, rossi, neri, verdi, gialli, italiani, sloveni, austriaci croati e popoli di tutte le razze……dobbiamo solo coinvolgere la facoltà universitarie di botanica e la forestale regionale nel pianificare un rimboschimento che li farà restare senzia fiato: voi distruggete, noi rimboschiamo….vediamo chi si stufa prima…

  52. Fiora

    @42 e 50 e quale miglior risposta allo scetticismo e all’ironia degna di miglior causa, del nostro effebi, lo scritto al post 51 apprezzabile e appassionato di roberto leopardi, pur se permeato un eccesso di entusiasmo destinato a restare teorico…
    Non volermene…ci ho i piedi radicati per terra…anche a me per abbattermi bisogna che mi taglino, perché con le radici, non mi sradicano di certo!

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