12 marzo 2012

Elsewhere – la salute mentale presentata attraverso l’arte

Elisa Biagi è una giovane architetto, fotografa e curatrice d’arte. È coinvolta in molti progetti interessanti e innovativi a Trieste, come ManifeTSo Trieste 2020; l’abbiamo intervistata perché ha ideato e cura il Festival della Salute Mentale che si svolgerà a Trieste in aprile.

Chi ha avuto l’idea di realizzare questo festival della Salute Mentale?

Elisa BiagiL’ELSA, Associazione Europea degli studenti di Legge, organizza annualmente dei “Focus Programme” accademici su argomenti importanti dal punto di vista legale. Trieste si è candidata con un progetto sulla “Salute Mentale come Diritto Umano” e ha vinto. Poi, l’ELSA ha chiesto a me di curare una parte artistica del progetto, ed è nato ELSEWhERE, un festival che unisce aspetti accademici e artistici del tema.

Cosa dobbiamo aspettarci da una manifestazione così articolata?

Ce n’è per tutti i gusti. Dal 16 al 20 aprile si svolgeranno tavole rotonde e comunicazioni organizzate dall’università. E dal 16 fino al 22 aprile ci saranno anche molte altre attività nello spazio del Comprensorio di San Giovanni. Attività proposte a tutta la cittadinanza, bambini compresi, e che saranno tutte gratuite.

E come hai pensato di avvicinare il pubblico, e un pubblico così vario, a un tema tanto delicato?

Intanto, si parlerà di salute mentale, prima che di malattia. E la chiave d’accesso sarà l’emozione. Le emozioni sono reazioni psicofisiche immediate alle situazioni, vengono prima del ragionamento cosciente, grazie a esse impariamo a reagire e prendere decisioni. E inoltre, le emozioni sono fondamentali per il nostro stare e comunicare con gli altri, dunque giocano un ruolo decisivo anche nella salute mentale.

 Vuoi entrare nel dettaglio?

No, non entrerò “nel dettaglio”, preferisco dare delle suggestioni senza specificare contenuti. Ci sono tre più una tappe principali: la prima legata agli stimoli visivi con videoarte e proiezioni di film, in cui si lavora sul tema dell’identità; la seconda è sonora e coinvolge il sentimento; la terza invece coinvolgerà il comportamento… non voglio dire di più. La “più uno” è la parte accademica: anch’essa fa parte del percorso artistico, perché coinvolge la relazione con l’altro tramite la comunicazione. A questi percorsi principali si affiancano i laboratori per bambini in collaborazione con il MiniMu, esposizioni fotografiche e artistiche, musica dal vivo e altro ancora…

Che sostegno avete trovato per questa iniziativa?

L’Università di Trieste, la facoltà di Giurisprudenza e l’ERDISU, il Dipartimento di Salute Mentale sono nostri sponsor unicamente accademici. Ma per realizzare l’intero percorso artistico-culturale abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Purtroppo stiamo ancora cercando sponsor lungimiranti, e intanto chiediamo supporto anche ai singoli interessati, tramite il “crowdfunding”. Posso spiegarlo, o sarebbe fare pubblicità?

Spiega pure!

Allora, di sicuro ci sono molte persone interessate e disposte a dare un piccolo contributo per questo festival, e tanti piccoli contributi possono coprire la spesa: il crowdfunding fa questo, in rete è semplicissimo. Basta fare una donazione tramite Paypal sul sito Eppela – che è serissimo e supporta solo progetti che ritiene meritevoli. La donazione resta “virtuale” fino a quando non si raggiunge il totale prefissato e i donatori lasceranno il segno nel progetto, entrando a far parte dell’opera Emozioni di Giulia Marsich, che presto vedrete nel suo sito.

Vedo… se 400 persone donano 10 euro a testa, siete a posto. Detta così, sembra un obiettivo ragionevole e raggiungibile. Altrimenti? E soprattuto, devo proprio avere un account di Paypal per contribuire?

Beh, 380… meno di 400. E poi, la donazione minima è di due euro. Altrimenti? Altrimenti salta tutto, ma tutti noi speriamo che non accada! Entro la scadenza del 7 aprile contiamo di farcela. Sì, purtroppo su Eppela non si può donare con una carta di credito prepagata per una serie di questioni tecniche.
Dateci una mano, e poi venite a trovarci, mi raccomando!

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