8 marzo 2012

Metti i Pupkin al Rossetti

Ivan Zerbinato in TingeltanzFino a domenica 11 marzo alla sala Bartoli del Politeama Rossetti va in scena Tingeltanz, spettacolo di cabaret a cura del Pupkin Kabarett. Ben noti al pubblico triestino, e forti di un gruppo di supporter che fa registrare il tutto esaurito al Teatro Miela a ogni appuntamento, quattro attori dell’attuale gruppo del Pupkin  (Alessandro Mizzi, Stefano Dongetti, Laura Bussani e Ivan Zerbinato, accompagnati dai musicisti Riccardo Morpurgo e Antonio Kozina) danno vita qui a uno spettacolo pirotecnico, calzante per questi tempi di crisi.

Non è facile tenere insieme questa compagnia instabile, e ciascuno dei componenti dichiara di voler recitare in forme teatrali per cui sente maggior vocazione («Teatro civile! Teatro di narrazione! Sono l’unico che ha il training per la commedia dell’arte!»), ma il risultato di tanta precarietà si rovescia in una comicità sfrenata.

Costantemente dentro e fuori dai loro personaggi surreali, ma non troppo, e dalle convenzioni teatrali per cui «qui voi vedete tre sedie, ma dovete immaginare una panchina», i Pupkin plasmano e subito dopo fanno a pezzi figure provenienti dagli angoli bui del nostro immaginario, formattato dalla televisione e dalla stupidità.

Così, nello spettacolo compaiono pusher che spacciano partiti politici dai nomi improbabili e dalle proposte confuse (che però ricordano quelle dei partiti veri), operatrici di call center non-morte che propongono contratti capestro, funzionari della censura disposti a chiudere un occhio, famiglie ignoranti e anaffettive, votate all’autodistruzione – e tanti altri ancora.

Rodati, spumeggianti e solidi nonostante la dichiarata instabilità, i Pupkin offrono con Tingeltanz uno spettacolo piacevole e interessante, capace di strappare risate e suscitare riflessioni non banali. Dispiace un po’ che la cornice che tiene insieme i vari numeri sia piuttosto esile, un lavoro sulla struttura complessiva della messa in scena avrebbe forse dato maggior completezza al lavoro. O forse questo, invece, avrebbe tolto instabilità allo spettacolo, capace di trasmettere con immediatezza i giorni precari cui la società ci costringe.

Qui la scheda a cura del Politeama Rossetti con il calendario delle repliche.

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