Il tono farsesco della disperata vedova del Carnevale, accanto alla cara salma esposta sul palco in piazza de Amicis, dopo solo poche battute diventa ben presto serio e accusatorio: la sfilata del Carnevale a Gorizia, quella del 12 febbraio, è stata sospesa non già a causa della bora, ma in conseguenza al fatto che, soltanto due giorni prima, funzionari della commissione pubblici spettacoli hanno avvisato gli organizzatori ( che sono due soltanto) della necessità di risultare adempienti rispetto una serie di norme. Impossibil
e adeguarsi in un tempo così breve!
“Ce l’avessero detto due mesi fa, avremmo fatto tutto il necessario –dichiara infervorata la vedova, le cui pelliccia nera e parrucca viola non riescono a celare le fattezze maschili di un notissimo goriziano – ma così, con una autorizzazione che ci sarebbe comunque stata data però a nostro rischio e pericolo, ci saremmo sicuramente ficcati nei guai.”
L’invettiva sul balengo rapporto tra funzioni pubbliche e privati cittadini dapprima energica, si fa poi amara: perchè alla fine, nel gelido e fiacco inverno goriziano, “ ci siamo persi anche la sfilata di Carnevale!”
Ma il funerale deve andare avanti, è già stato letto il testamento del defunto, con le opportune frecciate e battute sugli andazzi cittadini: e allora si parte, col favore di un benefico tepore primaverile, per il consueto giro lungo le vie, il carro funebre seguito da un corteo di vedove gementi e ridacchianti , mesti e imprevedibili personaggi strampalati in tenuta di gala, irriverenti militari in alta uniforme, compiti becchini insieme alla gente che volentieri si accoda e condivide questo ilare ultimo viaggio.
La pira eretta nello stadio Baiamonti conclude la cerimonia, organizzata dal Consiglio di quartiere di Montesanto-Piazzutta, da “Quel che rimane del Club Amici del Tajeto” ( la precisazione è del notaio del funerale!), dal Centro per la valorizzazione e la conservazione delle tradizioni popolari di Borgo San Rocco e da Spaca Us.







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