Udine ha il suo “L’orto e la luna”, Pordenone ha gli orti sociali, Trieste ha “Urbi et horti”: e anche Gorizia vuole i suoi orti urbani. La settimana scorsa la coalizione del centro sinistra in corsa alle prossime amministrative con il candidato sindaco Giuseppe Cingolani ha presentato il progetto “ Orti goriziani: coltiviamoci la città”.
Delineato in una fase “pilota”, m
a completamente definito nella struttura e nelle finalità, “Orti goriziani” esprime la concezione di città nella quale siano valorizzati la socialità e il lavoro includendo i più deboli, la salvaguardia dell’ambiente e un modello di sviluppo sostenibile per l’intera comunità; nel contempo si propone il ripristino del paesaggio agrario attorno la città – un tempo Gorizia era circondata da vaste zone dedicate all’orticoltura e alla frutticoltura, e vantava produzioni richieste ben oltre i confini locali – e il riassetto di aree abbandonate, partecipando dunque all’arresto della cementificazione e dell’ uso indiscriminato del territorio. Nel contempo “Coltiviamoci la città” significa anche coinvolgere le scuole, le comunità terapeutiche, i gruppi di inclusione lavorativa, le famiglie in difficoltà, gli anziani, le associazioni di volontariato, fornendo l’occasione per la riappropriazione della città da parte dei suoi stessi abitanti.
“L’operazione che ci proponiamo di avviare rappresenta dunque un messaggio forte rispetto la nostra visione complessiva del futuro di Gorizia “ ha spiegato Cingolani , che ne ha sottolineato anche le molteplici valenze culturali: il recupero di tradizioni orticole, e quindi alimentari, che fanno parte della storia di Gorizia, l’agricoltura sostenibile, la salvaguardia della biodiversità, la corretta gestione delle risorse ambientali, i consumi a km 0.”







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