A Gorizia si fa troppo poco per le donne che lavorano. Ad affermarlo è Giuseppina Cibej del Partito democratico. «I dati forniti ieri dal Cnel sono drammatici. Oltre il 40% delle donne tra 25 e 45 anni è stata costretta a lasciare il lavoro per prendersi cura dei figli. E a Gorizia le cose non vanno meglio».
La situazione è insostenibile – incalza – la politica deve fare qualcosa. Ci rendiamo conto che oggi per una giovane coppia è impossibile avere un bambino? E se arriva un fiocco rosa o azzurro, è la mamma che deve assumersi i costi dell’inerzia delle istituzioni, ma anche degli operatori economici e sociali che su questo fronte si sono spesi ben poco».
La Cibej rileva che «ci sono molte proposte in campo e basta fare un ordine di priorità. Sindacati e associazioni di categoria devono sfruttare le possibilità aperte da accordi a livello locale ed aziendale, sfruttando ad esempio gli enti bilaterali. Il comune di Gorizia, che negli anni di Romoli non ha fatto nulla in queste materie, deve rivedere modalità ed orari di apertura degli asili nido e del tempo pieno scolastico. Bisogna permettere alle donne lavoratrici – conclude – di avere un minimo di flessibilità nell’andare a prendere i propri figli alla fine delle attività scolastiche, compresi nido e materna».







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