Quando il mondo impazziva per i Rolling Stones, in Jugoslavia i concerti dei Bijelo Dugme richiamavano centinaia di migliaia di fan e vendevano milioni di album. Prima di loro nella musica jugoslava non c’era traccia di storie di droga, amori liberi e sregolatezza. Erano gli anni settanta e Goran Bregović leader e fondatore del gruppo, non era ancora conosciuto per le sue colonne sonore, ma in compenso era (assieme al vocalist del gruppo Alen Islamović) il sogno proibito di tante fan.
Ieri sera al Teatro Miela , per il Trieste Film Festival, è stato proiettato Bijelo Dugme di Igor Stoimenov. Il documentario ripercorre la carriera dei Bijelo Dugme dagli inizi negli anni ’70, quando la leggendaria rock band di Sarajevo conquistò la Jugoslavia e diede il via a 15 anni di dominio delle classifiche. Alla fine degli anni 80 assieme ai Bijelo Dugme si scioglie anche il paese modello del blocco orientale. L’ultima tournee del gruppo, con la formazione al completo, si è svolta nel 2005 ed ha richiamato migliaia di vecchi e nuovi fan.
Le loro canzoni parlano di sesso, droga, rockn’roll e politica. Singoli come Napile se ulice, Lipe cvatu, Lažeš, Pljuni i zapevaj mojo Jugoslavijo o Ne spavaj mala moja sono diventati dei veri e propri evergreen. Qui un assaggio del documentario.
La serata di ieri è stata dedicata anche ai cortometraggi di animazione, che hanno accontetato i gusti di adulti e bambini. Il programma d’animazione è tornato a grande richiesta e l’affluenza in teatro ha confermato la tanta voglia che c’è di questo genere.
Sarà possibile rivedere Bijelo Dugme lunedì 23 gennaio, alle 18.30 al Teatro Miela. Il programma di animazione sarà invece riproposto martedì 24 gennaio alla stessa ora sempre al Teatro Miela.







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