“…ancora la Triestina in avanti….”

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Una voce riconoscibile, fonte di mille emozioni radiofoniche

 

da www.radioattivita.com

La voce, questo riconoscibile veicolo della nostra personalita’ reso indelebile “ricordo in scatola” da Guglielmo Marconi (o per taluni Nikola Tesla), e’ forse il piu’ fascinoso compagno di vita per generare fantasie, sogni e situazioni che la fredda contemporaneita’ ha svilito; per questo motivo, essendo figlio di una generazione che ha potuto emozionarsi davanti a quell’oggetto, ho l’esigenza di sfogare malinconicamente il dispiacere per un destino che mi ha privato di una colonna sonora domenicale di anni addietro, la voce inconfondibile di Paolo Zigante.

Ebbene si, i favolosi anni ’80 in cui tutte le partite si giocavano di domenica, alla stessa ora, ascoltabili in diretta alla radio con dei fenomeni giornalistici talmente caratterizzati nel loro timbro che Sandro Ciotti o Enrico Ameri si potevano immaginare cosi com’erano prima ancora di vederli video; gli interventi dai campi con lo sfondo dei tifosi esultanti, lo sproporzionato urlo di Luzzi dalla serie B per un gol della Salernitana, magari della bandiera… tutto questo e’ poesia sportiva bagaglio di chi ha potuto ascoltare quei momenti.

Poi c’eravamo noi triestini, forse figli di un Dio minore per una Triestina fra la serie C e la serie B, ma ORGOGLIOSAMENTE (scrivo in maiuscolo per ridare dignita’ a una societa’ offesa in epoca contemporanea) fieri di De Falco e Ascagni, di Mascheroni, di “turbo” Dal Pra’…. incollati alla radio per ascoltare dalla voce di Paolo Zigante le gesta in ogni campo della penisola: la sua “erre” masticata, il suo modo curioso di raccontare un gol quasi come una normale azione di difesa, ma la straordinaria connotazione emotiva esplicitava meglio di ogni altra cosa l’andamento del match; delle volte si aveva l’impressione che al tono dimesso di Paolo non poteva che far seguito un infausto risultato degli alabardati.

Non ho purtroppo avuto il piacere di conoscere di persona Paolo Zigante ma e’ come se fosse stato una presenza costante, le sue radiocronache sono rimaste talmente impresse nella mia memoria di allora adolescente che sono state frutto di imitazioni e simulazioni, ed e’ proprio questa la forza della radio che lui tanto amava.

Sara’ retorica, saranno frasi banali dette pero’ con il piu’ sincero trasporto, da parte di uno sconosciuto che, come tanti, sente ancora lontana ma chiara la voce di Paolo Zigante….

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

venerdì 6 gennaio 2012

 2 Commenti

massimilianoR
8 gennaio 2012, 15:06

io ho avuto modo e piacere di lavorare con Paolo e anche con suo papà Guerrino nei lontani anni ’80 dai microfoni di Trieste Radio Express. conservo il ricordo di una persona molto buona e innamorata del proprio lavoro (quello “vero”, ossia il radiocronista).
ciao Paolone, ci mancherà il tuo ritmo.

Alessandro
9 gennaio 2012, 13:21

Grazie per gli indimenticabili ricordi attaccato alla radiolina.

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