18 dicembre 2011

A Trieste arriva il bike sharing: finanziamento da 353mila euro

Il bike sharing sbarca a Trieste con il progetto “Bike Sharing-Triestinbike”, grazie al cofinanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ammonta a 353.146,27 euro, su un costo complessivo di 504 mila euro.

In tal senso, proprio ieri, è stata siglata tra il Sindaco Roberto Cosolini e Antonio Strambaci Scarcia, rappresentante del Ministero dell’Ambiente-Direzione per lo Sviluppo Sostenibile, l’intesa per l’avvio esecutivo del progetto di Bike Sharing nella città di Trieste, sulla base dell’Accordo di Programma già a suo tempo sottoscritto.

L’iniziativa prevede l’installazione di apposite ‘stazioni’ in diversi punti della città dove collocare le biciclette, che vengono quindi bloccate e saranno riutilizzabili quando il successivo utente le avrà sbloccate con una chiave o con una tessera ‘ad hoc’. Servizio che, come si può capire, richiede una preventiva registrazione per la consegna delle chiavi o della tessera, quindi anche una centrale telematica principale. Al termine dell’utilizzo la bicicletta potrà venir lasciata in un’altra stazione.

L’intervento – ha rilevato il Sindaco Cosolini – rientra nell’ampio progetto comunitario “Pisus” (Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile) per la valorizzazione della città sotto il profilo infrastrutturale e turistico, commerciale ed economico, favorendone l’attrattività, anch’esso recentemente sottoscritto in Municipio con i principali partner istituzionali della provincia.

114 commenti a A Trieste arriva il bike sharing: finanziamento da 353mila euro

  1. Paolo Geri

    Quanti mesi ci serviranno per capire che abbimo buttato via 504 mila euro (!!) per niente ? Soldi che potevano essere spesi meglio.
    Questa “fissazione” sull’ uso delle biciclette in una città come Trieste è per me incomprensibile.

  2. massimilianoM

    città come milano, madrid, barcellona e molte altre ancora le hanno già adottate da anni. con successo tra l’altro.

  3. Maximilian

    Se non proceduto da una estensione delle zone pedonabili/ciclabili questo progetto nasce male.

  4. Paolo Geri

    #2 massimiliano M
    Se è per questo anche in tutta la pianura Padana e nella vicina Udine si usa – positivamente – la bicicletta chome mezzo di spostamento. Infatti li siamo in pianura: a Trieste no.

    #3. massimiliano.
    Usciamo dall’ equivoco (voluto da troppi. Comune compreso) zone “pedonal / ciclabili”). O sono pedonali o sono ciclabili. I due soggetti non possono convivere per ragioni di sicurezza. Basti vedere la situazione attuale del viale XX settembre soprattutto d’ estate quando è pieno di bambini piccoli.

  5. bonalama

    soldi buttati !!!!!!!!!!! ridicole pagliacciate, ma gli avanzano soldi per cazzate ma per cose serie no eh? MISTERO e non ministero dell’ambiente! indegno spreco di soldi pubblici

  6. Dexter

    Normalmente sono favorevole ad iniziative del genere… ma a TRIESTE??? Della serie, a Gorizia potevamo mettere stazioni di bike sharing sopra e sotto al castello al posto dell’ascensore…

  7. stefano scarpa

    pagliacciata? vedremo. Io dico finalmente!… memorizziamo il post e vediamo fra tre anni.

  8. bonalama

    fra tre anni cosa? queste torme di neoprimitivi su due ruote che vanno contromano senza luci e senza giubba fluorescente andrebbero puniti e non esiste il misto pedoni cicli, coglionate e li si obblighi a mettere il casco e gli specchietti retrovisori! S….zi!

  9. italiano

    Morti sul lavoro.
    Incidenti nei palasport, sulle Rive.
    Operai schiacciati.
    Feste il giorno dopo lo scoppio all’Avalon (!!).

    E si discute di bike-sharing in Comune!!

    Che pensino alle cose di cui sopra.

  10. bonalama

    la colpa è del ministero che per overcome le sue mancanze (sorveglianza contro inquinamento per esempio) vuole riverginarsi con cazzate simili. Per altro come si smaltisce uno di questi aggeggi?

  11. Se la question vien pensada e gestida con la testa, inveze che (come gavemo visto più e più volte) col solo scopo de dar fondi de qua e de là.. xe un segno de civiltà, e decisamente possibile anche qua.

    Una aggiunta che saria FONDAMENTAL: cavar 2/3 sedili da bus come 4, 39, 51, etc (i bus per la periferia, spesso mezi svodi) per far in modo che ghe stia 2/3 bici dentro.
    In tanti posti se fa za, e funziona superben.

  12. bonalama

    no go capi perchè i veci devi star in pìe per le bici, i ga le riode sgonfie? che i pedali, cossa mai bici in bus!

  13. Care segnalazioni, oggi ero che prendevo come faccio da 50 anni la corriera numero 39 e dove ho trovato come sempre Ucio, Jole e Ondina che ciacolavano amabilmente, ma con mia gran sorpreso ho inanzitutto costatanto che la mia carega è stata tolta e quindi non avevo più dove sentarmi. Prima di smontare tutavia ho notato un giovane baldanzoso, di quelli che d’estate fanno le clanfe, per capirci, che entrava in suso e si meteva propio indove che di solito c’era la mia carega.
    Ale mie proteste, il mulone, che evidentemente si credeva sai cocolo, mi ha deto “la se senti pur sula mia bici, anzi, se la vol ghe cavo anca el selin”.
    Eco, questo è il rispeto che le nuove generazioni hanno per noi!

  14. bonalama

    bon ghe voleva per alleggerir el clima, ma stela mia no bici in bus, gavè volù le bici? deghe!!!

  15. Lasko

    @11 Arlon
    Deduco che non prendi mai la 4, durante la settimana è sempre piena, mentre la domenica (non c’è più la 17) è ultra-affollata.

    @tutti
    Il bike sharing ha funzionato dappertutto, è pensato come una risposta al problema del “last mile” nel trasporto pubblico. Immagino che sarà indirizzato verso chi arriva in città in macchina, parcheggiano al silos/via locchi/foro ulpiano e così si fanno 1-2-3 km verso l’ufficio senza intasare il centro. Lo stesso vale per chi abita a San Giovanni, via Cumano etc… un paio di km col 2% di pendenza massima nei casi peggiori sono solo un esercizio salutare.

  16. bonalama

    sai salutare, tipo vial d’annunzio, o via rossetti primo toco, ‘ndemo dei!

  17. Bibliotopa

    Co i pedonalizza el Corso e i ghe metti una corsia per bici, sarò la prima a andarghe!

  18. stefano scarpa

    @arlon. La soluzione più facile sarebbe quella di porre una griglia sul fronte o retro del bus, sul genere di quella del tram di opicina.
    http://www.fiab-onlus.it/newset/news.php?nsid=74&tipid=9999

    Approfitto per pubblicizzare un mio video
    di quest’estate: “Trieste bike ride” http://www.youtube.com/watch?v=YipXZ0GL1oE&feature=plcp&context=C307f5a8UDOEgsToPDskJ81WHisQIPUUijnZp96CVg

    Città in cui ho utilizzato con gran piacere il bike sharing : Parigi, Barcellona (si possono portare anche sulla funivia), Vienna Bratislava e Budapest città in cui la utilizzo abitualmente con MOLTO meno piacere: Roma (caos e poco senso civico).
    ciò, SE POL!

  19. Fiora

    miga mi go scrito per scriver una monada ( beh! 🙁 ) che “se vinzi Cosolini el ne cava tute le disese e el ne lassa le salite…” Anca se nol ga cavà gnente e tuto xè restà compagno resta una cità poco indicada per ciclisti.
    S’el pedonaliza COMPLETAMENTE el centro, xè la volta che me imparo…ala pezo me ciogo un triciclo.

  20. Fiora

    e in caso de global pedonalisecion ciclonauti 😉 che tegni corsi per quei e “quele” dela quela che xè propio negai!

  21. GI

    Se volete prendere in visione la documentazione specifica sul progetto, la potete trovare sul sito http://www.triestemobile.org/archives/824

  22. massimo p

    dai dai triestini, sforzeve un poco. cosa volé che sia quele due colinette che avete..

  23. bruno

    mi incrementassi elpronto soccorso de squadre cittadine con el defibrillatore, perchè almeno per el primo periodo, la città sarà piena de pseudo cilisti con la pompetta scoppiada e pochi arriverà al secondo periodo

  24. Danilo Ulcigrai

    Ah, i triestini: sempre pronti a acoglier positivamente le novità. Dela serie “cossa ocoreva”….

  25. Fiora

    …anzi! cossa mai tuti sti bori per sto baich sharin! no i podessi pitosto darne a ognidun tanti blocheti de biglieti pel bus a gratis zà che che i vol meterli a un euro e zinquanta’

  26. bonalama

    se el velocipede xe’ ‘na novità, mi son la regina de inghiltera, ciameme ‘lora Maestà. Resta una roba scema, comunque caschetti e speceti, pompa obbligatoria, campanel e no spendere gnanca mezo centesimo publico!

  27. bonalama

    e LE LUCI, no ste put….de blu lampeggianti!

  28. Fiora

    la solita radiobabe ga capelà! no a un e zinquanta, a UN EURO E QUINDISE i ne lo vol meter el bilieto, ‘sti masgaiberi de Triestetrasporti… e ‘ntela massa dei bilieti vendui xè sempre un bel soldo de guadagno per lori e de salaso per la citadinanza…
    Coi bori del stanziamento pel bike sharing se menassimo anorum a gratis, ciò!

  29. bonalama

    e ASSICURAZION OBBLIGATORIA, ovio!! E stemo veder ah?

  30. stefano scarpa

    bonalama, te son sta investì da un ciclista? 😉

  31. claudia herrath

    Trieste non è una citta’ da bici, a parte alcune zone centrali che, o sono pedonali o sono ciclabili.Piuttosto era meglio renderle praticabili ai disabili ed agli anziani ed alle mamme con le carrozzine.Poi c’e’ la questione delle barriere archittettoniche, per cui certi posti sono off limits a chi si muove con difficolta’.

  32. bonalama

    no stavo per butar soto un che rivava controman ale otto de sera angolo coroneo severo!

  33. stefano scarpa

    @ bonalama, meno mal che no iero mi! 😀

  34. bonalama

    perchè dovaria crederte? 😉

  35. stefano scarpa

    go un alibi de ferro! diria de alluminio idroformato, ma poi te pensi mal…

  36. bonalama

    el fero ruzinissi! l’alluminio se ri..Cicla!ocio eh, mai controman!:-)

  37. GiovanniP

    Cio bobe, bikesharing xe sai roba e basta, fora i auti dele strade, mi in via giulia vedo tuta sta gente in fila ogni matina, ma dove i va??? sarà qualcehdun che ga bisogno ma la magiorparte xe abitudine. E le coriere? ulme come ovi…aumenta i bijeti e anche i fioi paga intero, remengo suo:(

  38. lalla

    questi PISUS saranno un fallimento dietro non c è programmazione. ma idee buttate per spender e basta. entro 2015 i progetti devono esser finiti e conclusi.dura la vedo. ben per striscia la notizia che da gennaio 2016 avrà da girar per tutta l’italia a veder quanti comuni avranno attivato i progetti e dopo 6 mesi magari hanno accantonato perchè non si poteva fare. soldi e soldi che potevano esser spesi per diminuire le tasse delle imprese. ma va meglio così, 2 bici in città in più che verranno utilizzate dai disoccupati che un giorno avevano un lavoro in qualche impresa ma dalle troppe tasse ha chiuso. COMPLIMENTI AL STRATEGA che riesce a far dirottare i soldi delle tasse per lavori pubblici che non avranno Buon fine. abbiamo visto già tanti e troppi.

  39. Lo.Fi.

    @Paolo Geri #1 @Dexter #6 @Claudia Herrath #30
    Sta solfa della Trieste collinare che non sarebbe adatta alle bici è solo una delle tante facce del “NoSePol”, che al solito si appiglia a luoghi comuni ripetuti senza pensare… e senza guardare in giro… (i due fondamentali per guarire dal provincialismo)
    Andate ad Oslo, città morfologicamente uguale a Trieste: solo le rive ed il porto sono in piano, poi è tutta collina che sale fino a 400m di quota s.l.m. Ebbene è tutto un intrico di ciclabili molto frequentate e apprezzate (http://www.oslo.kommune.no/getfile.php/samferdselsetaten%20%28SAM%29/Internett%20%28SAM%29/Bilder/Sykkelkart/vest_kart01.jpg <—questo è solo il quadrante centrale).
    Non è Trieste a non essere adatta alla bici, è il triestino a essere una "bleda" bona per andar per baretti, molto meno bona ad andarghe per bici… ma il triestino si cambia, promuovendo una cultura differente, per questo sono d'accordo con Maximilian #3: bene il bike-sharing ma solo se prima si sviluppa un'adeguata rete ciclo-pedonale. Si pensi a quanto ha smosso la ciclabile della ex ferrovia Trieste-Erpelle… per introdurre una diversa cultura della mobilità bisogna prima cambiare le strutture, e non solo ciclo-pedonale ma anche un diverso piano dl traffico… tipo + mezzi pubblici e se macchien ci devono essere, a pagamento o autorizzate (come nel caso del trasporto disabili).
    Sulla necessità di diversificare pedonale da ciclabile concordo parzialmente… ci devono essere corsie dedicate… gli spazi promiscui vanno bene come collegamento

  40. lorenz

    DAI DAI muovere il culo dai ! Camminare e bici! Su SU!

  41. giro trieste in bici da 4 anni.
    è un’esperienza meravigliosa.

  42. Dexter

    @13: HAHAHAHAHAHA!!!! Grande scenetta!!!

  43. Fiora

    @38 c’è chi “gira in bici da quattro anni ” e la trova “un’esperienza meravigliosa”… c’è chi la considera un fastidio pari alle zanzare quando se li ritrova davanti alle proprie quattro ruote, arroganti ,pretenziosi, tagliatori di strade o zigzaganti sulle cosiddette “piste” segnate di giallo sui marciapiedi del Lungomare di Barcola, mentre zigzagando tracimano dalle stesse a rischio travolgimento animaletti da compagnia che passeggiano tranquillamente al guinzaglio corto in linea retta e inveendo (LORO!)contro gli stessi…
    “Trieste città di vecchi” novella Lourdes grazie alla pensata si riconverte in città di pedalatori…addio ad artrosi sciatiche e lombaggini…tutti gli over in un giovanilistico slancio montino in sella, scalino le salite che congiungono il centro a tutti indistintamente gli altri rioni della città natale, fulgida gemma tra Adriatico e Carso, per approdare ai…P.S. del Maggiore e di Cattinara, che come afferma il dott. Lupieri sono semideserti( 🙁 )e pronti ad accoglierli per prodigare loro le prime e le seconde cure,esenti tiket…MA DAI!

  44. Fiora

    orpo e cussì le nove Pande restasi tute invendude Jn ‘tel Ku a Marchiò. ma quel che xè grave ai operai Fiat?
    Che i tachi a far bici, dei!

  45. Katja

    haha Fiora!!! te ga quasi ragio,n ma mi son a favor…anche se non so se gavessi el coragio de girar in cità in bici…

  46. Fiora

    per la verità Katja,la mia è tuta becera invidia…sapi che nel passato ahimè 🙁 remoto azopài e perdeti un fraco (un per dei! ) di volonterosi spasimanti che vanamente si proposero e prodigarono d’impararmi a pedalare , in strade semideserte e campegi…
    GNENTE!

  47. trst no more

    @40 ma te gha mai provà? problemi de cul pesante?

    LA maggior parte di Trieste è perfettamente ciclabile, certo andar a Opicina è un po’ troppo, ma posti come san Giacomo o l’università non sono faticosi da raggiungere. Basta no gaver furia.

  48. Fiora

    …anglofoni oramai volenti o nolenti perlomeno a livel bike sharing semo quasi tuti, ma tra le varie motivazioni de resistenza del patòco medio all’iniziativa, ghe vedo anche sto pomposo seben difuso anglicismo…

  49. ciano

    39@ Lo.fi.

    totalmente daccordo!! Il problema principe de TS (mia opinione ma credo piuttosto condivisa) xe proprio l’invivibilita’ del centro sommerso dalle macchine. Xe ciaro che la bici no la me servi per andar a san luigi da via cavana ma per andar dal giulia ala lanterna (ad es.) perche’ no?? Bene anche dove i vol piazar le stazioni de bici. Avanti cussi’!!

  50. Alessandro

    Che “triestezza” certi commenti… Proprio non è possibile a Trieste slegarsi da sta mentalità da cariatide che imprigiona la città. Se ho una preoccupazione sulla non riuscita riguarda solo due cose: 1- il bikesharing funziona ma solo con adeguati spazi: ci vorrebbe almeno una corsia (anche semplicemente segnaletica orizzontale) riservata.
    2- Dove le cose funzionano c’è uno studio ben predisposto. Capillarità, facilità di accesso, EDUCAZIONE!!!
    Se tu butti là un progetto e la gente non lo “sente” suo finirà tutto in niente.

  51. Fiora

    @50 e con la conclusione sulla quale concordo, ti sei parzialmente smentito rispetto all’introduzione, Alessandro!
    Quanto al testo intermedio è come scrivere “se mio nono gavessi le riode el sarìa un careto…”
    questa è l’attuale viabilità, questa è la mentalità. Sinergiche l’una rispetto all’altra per spiegare le resistenze delle …” cariatidi” ! 😉

  52. Alessandro

    @51 non vedo la contraddizione. mi sono preso la briga di leggere il file pdf del comune e il progetto mi sembra valido. ho solo la perplessità che non ci sono ciclostazioni a fine percorso (tipo via cumano) e ho qualche dubbio sul servizio 24h: sarà difficile controllare le bici di notte (che hanno pur sempre un valore). In altre città vengono ritirate ad un certo orario, dopo mezzanotte.

  53. Lo.Fi.

    http://www.youtube.com/watch?v=YipXZ0GL1oE <— qui c'è un esempio di itinerario San Giuseppe/Ricmanje – San Giacomo – Stazione centrale – Miramare – Barcola – P.za Oberdan – Opicina – Padriciano – Chiusa – San Giuseppe fatto quasi tutto in piano e in discesa al massimo con qualche salita leggera(ovviamente con l'aiuto di treno e tram). Non occorre essere Contador per fare questo tragitto ma ci vuole sicuramente un po' di coraggio… sono diversi gli attraversamenti di strade ultra-trafficate (da san giacomo alla stazione a certi punti in viale miramare ad altri sulla SS 202 e sulla SP 11)

  54. Lo.Fi.

    ovviamente il bike-sharing è un servizio che non mira a fornire mezzi per gite di piacere, ma per spostamenti piccoli e pratici in città senza dover aspettare autobus, senza intasare il traffico per un piccolo spostamento. Il video risponde solo al famigerato luogo comune di “Trieste collinare inadatta al ciclismo”.

  55. Fiora

    @53 ahio! a sto punto chi si ferma è perduto. Conseguentemente cercasi disperatamente corso di bici per “cariatidi”, scopo evitare fratture del femore, fatali sugli anta! 😀 😀 😀

  56. Paolo Geri

    Tanto per chiarire il mio pensiero. Io sono utente dei mezzi pubblici e dei miei piedi. Non possiedo nè uso auto o motorini.
    Non ho nulla in contrario ad uno schema di questo tipo: uno arriva dalla periferia e deve muoversi nell’ ambito del Borgo Teresiano e Giuseppino. Lascia l’ auto al Silos o in altri parcheggi di cintura, fa le sue commissioni in città in bici. Riprende l’ auto e se ne va. Perfetto !
    Tutto in contrario ad uno schema di quest’ altro tipo. Uno deve andare a lavorare in centro e vive a San Giovanni. Prende le bici, percorre via Giulia (dobbiamo fargli una corsia riservata ovviamente, togliendola ai mezzi a motore), imbocca il viale XX Settembre all’ altezza di piazza Volontari Giuliani e lo discende facendo slalom fa i pedoni (andate a vedere per credere !) poi per attraversare via Carducci usa le strisce pedonali e continua a pedalare lungo i Portici fra i pedoni (anche qui vedere per credere).

    Aggiungo che a Trieste c’ è la bora. Bora e bici non vanno troppo d’ accordo.

    @stefano scarpa
    “51bonalama, te son sta investì da un ciclista?”

    Io si in pieno viale XX Settembre e il ciclista pretendeva pure di avere ragione perchè secondo lui dovevo scansarmi perchè lui “aveva la precedenza”. La prossimma volta in viale ci vado con un “ratapalz” 🙂

  57. Lo.Fi.

    @55 su alcuni modelli di bici per bikesharing si potrebbe implementare le “rodele” retrattili per i ciclo-scettici (quelli che non credono che la bici possa stare in equilibrio su 2 ruote, ne conosco parecchi!) 😀

  58. Kaiokasin

    Obbligatorio è il campanello e la luce, nient’altro: inutile inventarsi altri obblighi. Solo su strade extraurbane giubbotto arancio e (credo) caschetto.
    Per le salite tutto dipende dalle bici, se hanno buoni rapporti e sono leggere non sarà un problema.
    Corsie per le bici a scapito del traffico motorizzato: senz’altro SI’, il traffico privato in centro va scoraggiato!
    Ovvio che anche i ciclisti devono rispettare il codice della strada, ma quanti automobilsti non lo fanno?!
    In viale XX settembre basterebbe una fascia di 2 metri riservata alle bici, il resto ai pedoni, non ci vuole molto: io lo faccio spesso in bici e vado piano piano.

  59. Lo.Fi.

    @56… beh indubbiamente quando la bora soffia a 100 all’ora magari uno la bici la lascia dov’è… ma se è per questo pure i maledetti motorini! Per fortuna la bora non soffia costante ma solo alcuni giorni all’anno…

    sul concetto che una corsia riservata toglie spazio ai “sacri” mezzi a motore dissento… se si basa il trasporto cittadino sui mezzi pubblici e su quelli sostenibili come si fa a nord delle Alpi (ma anche in molte città della Spagna, ad esempio) il problema non si pone… una corsia dedicata non ruba spazio a nessuno…

    Su i percorsi promiscui troppo lunghi tipo viale sono d’accordo; in bici l’ho fatto spesso ma se potevo evitare il tratto dal Rossetti ai portici di chiozza lo evitavo… comunque si ritorna a capo: occorrono più ciclabili.

  60. come diseva Cechelin: “sti veci, ghe volessi coparli tuti da picoli!” 😀

  61. Alessandro

    La chiave è assolutamente più ciclabili, magari anche solo con segnaletica orizzontale e inflessibilità nel tenerle usufruibili.

  62. claudia herrath

    Le piste ciclabili sono un’un’ottima soluzione per il traffico, ma in zone pianeggianti, Trieste non lo è.a parte alcune zone centrali, che pero’ tutto sommato è piu’ bello attraversare a piedi, visto che non sono lunghe distanze.Soluzioni di questo genere di questi tempi sono denaro sprecato,e poi non servono alle esigenze di tutti i cittadini, infatti anziani e disabili ,o persone che semplicemente non vogliono usare la bicicletta,ne rimangono fuori.Piuttosto dei bus navetta,che accontentino tutti.

  63. Alessandro

    NB: le biciclette hanno il cambio. le biciclette sono un ottima alternativa al mezzo pubblico. il bike sharing funziona ovunque. è una questione di volontà. punto.

  64. mutante

    le bici a trieste sono impossibili solo per chi è pigro, o incapace.

  65. ciano

    @62 Claudia

    Non ho capito perche’ i bus navetta devono essere alternativi alle piste ciclabili. Piste ciclabili E bus navetta.

  66. Matteo Apollonio

    Pompe obbligatorie.

  67. Lo.Fi.

    sottoscrivo, scandendolo, il commento #65 😀
    Io odio il calcio e per un difetto di vista non potrei mai diventare pilota di aerei ma non per questo mi oppongo alla realizzazione di campi di calcio e corsi di volo…

  68. XXX

    Io vorrei tanto sapere quale consigliere o quale assessore ha guadagnato e quanto ha guadagnato da questa parte del progetto Pisus e per quanto potete dire o fare il problema non sono nè le macchine, nè le piste ciclabili, nè le bici ma la mentalità ottusa di questa città. In una città di vecchie mummie viziate abituate a fare 100 metri con la mercedes per prendere due pezzi di pane voglio vedere quanti useranno le bellissime bici del comune, sicuramente leggere e funzionanti.
    E poi sapete cosa, tra i 1200 euro che si è presa la Pellaschiar per la sua associazione, la bella vignetta di Motoperpetuo di questa estate che annuncia i concerti prima della delibera comunale (ma dovremo ringraziare perchè probabilmente Tramontin, lo stesso dietro ad Azalea oltre che Motoperpetuo in cambio ci ha “concesso” la mummia di Springsteen), lo scoppio della bombola di cloro in borgo grotta gigante, la triste vicenda avvenuta al Palasport per il concerto poi sospeso di Jovanotti e l’incidente lo stesso giorno alla stazione marittima dicono tutti una sola cosa, che questo sindaco è quanto meno… “sfotunato”.

  69. lalla

    ma la manutenzione quanto costerà? calcolando che di notte la gente ben educata porterà i cani a far la pipì sulle ruote, i primi ubriachi del centro si divertiranno a far le ruote quadrate e poi arriverà quello che magari il sellino pensa si possa portarlo a casa come premio dopo aver fatto una pedalata. non siamo più una città civile. bel progetto ma alla fine sarà un triste fallimento, spero tanto di esser smentito fra qualche anno.

  70. GI

    Il progetto che vedete nel link postato sopra (http://www.triestemobile.org/archives/824), finanziato col Fondo mobilità sostenibile (ministero dell’Ambiente), è complementare all’altro progetto da finanziare coi contribuiti del PISUS (sempre relativo al servizio di biciclette pubbliche condivise). La situazione complessiva della collocazione delle ciclostazioni dovrebbe essere quindi vista dalla somma dei due progetti. PS: mi chiedevo tra i tanti che hanno commentato sopra, quanti abbiano davvero letto la relazione tecnico-illustrativa o visto almeno gli elaborati grafici…

  71. GI

    A Lalla: pensi che chi abbia predisposto i due progetti non abbia pensato (o almeno si sia posto) questi problemi?

  72. bonalama

    no soldi pubblici per queste emerite cavolate.luci serie campanello specchietti casco e ASSICURAZIONE per questi sportivoni da 4 cent.

  73. stefano scarpa

    Unica pecca: manca una ciclostazione a Trieste centrale

  74. GI

    C’è nella parte del progetto da finanziare con fondi PISUS. Il progetto era unico, è stato scisso in due per motivi di finanziamento.

  75. stefano scarpa

    @GI ho già postato qui il mio video-itinerario http://www.youtube.com/watch?v=YipXZ0GL1oE e vorrei sottolineare (per esperienze personali fatte altrove) come treni e bus siano mezzi STRATEGICI da sfruttare a livello logistico del servizio Bike(Sharing). Certo, sarebbero necessari accordi specifici con TT e Trenitalia…

  76. GI

    A Stefano: l’ho visto con molto interesse. Mi stavo chiedendo se avessi notato d’andare contromano lungo la pista ciclabile di viale Miramare da Miramare verso il centro (tratto bivio di Miramare – pineta di Barcola e tratto via Boveto – ponte ferroviario). Si potrebbe annoverare tra le assurdità triestine, ma se prestate attenzione alla segnaletica verticale ed orizzontale noterete che quella pista ciclabile è a senso unico!

  77. stefano scarpa

    La volta che andavo nel verso corretto sono stato investito da un motorino!…

    Ce ne fossero bici di passaggio, i sensi di marcia si orienterebbero secondo il flusso. così com’è la situazione è in effetti abbastanza schizofrenica.

    Rimane il dubbio sul mancato coinvolgimento (per ora) dei mezzi pubblici e dei treni che allargherebbero il bacino di fruizione anche ai quartieri collinari e alla periferia nord (Sistiana, Aurisina, Monfalcone).

  78. GI

    Il sistema progettato tiene conto dei poli attrattori e d’interscambio: quindi se noti bene dalla tavola le ciclostazioni sono collocate in prossimità anche di stazioni ferroviarie, tranviarie, auto- e marittime, nonché vicino a fermate dell’autobus e grandi aree di parcheggio. Dialogare tra enti diversi (e mettersi d’accordo su piani e strategie comuni) purtroppo è sempre un problema, quindi la vera intermodalità coordinata per ora rimane un miraggio. Sta di fatto però che le ciclostazioni, come scritto sopra, cercano l’intermodalità. Per ora, fai da te. PS: per lo meno, allo stato di fatto, la tranvia garantisce il collegamento tra Trieste e l’abitato di Opicina (quartiere posto in collina, ma non per questo con andamento collinare!).

  79. Alce

    N’demo dai…ognidun gA una bici x intanto la dopri..xe za qualcosa…le esperienze precedenti park+bike me par iera un flop….e tuto sto giro de soldi..coleghemo la ciclabile con la stazion centrale..fazemo pubblicita’ ke gavemo un itinerario unico in Europa…da 0 ai 1026 metri del taiano…voio proprio veder ki de voi va in bici in ufficio…mi si’ ..e le mie colleghe disi che spuzzo…amen…

  80. GI

    È pure difficile leggere i commenti dei triestini (uff). Se la bici non vuoi usarla, non usarla, nessuno ti obbliga. Così come nessuno ti obbliga ad usar l’auto, sono scelte modali individuali. Comunque al di là della mancanza d’infrastrutture ciclabili in città (che è un dato di fatto ed una mancanza rilevante), di fondo c’è anche una certa mentalità (e abitudini), molto radicata a Trieste, nel considerare l’utilizzo della bici non un mezzo di trasporto, alla pari dell’auto per es.

  81. stefano scarpa

    Quello che dici GI è tutto vero, solo che nei progetti non mi sembra vi sia una sufficiente sottolineatura alla guida degli interscambi, mentre con semplici accorgimenti promozionali e di evidenza grafica alcune abitudini (tipo quelle da me suggerite, TRAM compreso) potrebbero essere più chiare, più didascaliche (in attesa di collaborazioni future con TT e TI 😉

    Non tutti ci pensano. non tutti sono disposti ad informarsi autonomamente – x es. – SE e su quali treni si possano caricare le bici (e visto che c’è un cicloparcheggio a Miramare la cosa si sposerebbe bene). Anche per facilitare il turista poco esperto della città.
    Nelle mappe di Parigi, altro es., le postazioni velib’ sono indicate con un simbolo bene identificato e fanno il paio con le fermate metro più vicine, insomma, l’utente viene “guidato” (nonostante il sistema sia ormai ben radicato).
    Da questi dettagli, secondo me, si può vincere o perdere la scommessa.

  82. Per no parlar del numero de posti per bici in ogni stazion.
    Se xe una roba che xe da evitar A TUTTI I COSTI, xe de no lasarghe consegnar la bici alla gente.

  83. Esempio: xe un concerto vizin a una delle stazioni, sarà più gente che riva là rispetto a quei che va. Cossa sucedi? Ghe toca andar a zercar una altra stazion chissà dove? E se xe piena anche quela?

    Mi volessi saver se a ste robe se ghe ga pensado.

    Per no parlar de cos’ che sucedi se un la bici la ruba, o l’IDIOZIA de no gaver nianche un posto per postegiar bici in giro per la cità, quindi esser passibili de multoni.

  84. Alessandro

    @84 riporto la mia personale esperienza

    1- dove vivo mi xe tot posti per le bici, se no xe più posti se cerca un’altra stazion. (dal documento pdf sul bike sharing a ts risulta che no le xe poi cussì distanti).
    2- qua te ga una card e un codice che te riva a casa o per mail dopo che te ga pagà una caparra de 100epassa euro. xe stupido rubarla perchè i sa dove te abiti e te perdi i soldi.

    la mia perplessità xe che anche qua che xe una città grande le bici le ritira dopo le 24. secondo mi no xe una grande idea lasarle in balia de imbriagoni e vandali col scuro.

    per chi vol veder come funzia qua ghe consiglio un giretto su
    http://www.dublinbikes.ie/

  85. Lisa

    Viva il bikesharing! nell’attesa pure di una rete di piste ciclabili nel centro che colleghi sicuramente tutte le zone pianeggianti, ma anche le zone periferiche più alte per i più atletici!
    La ciclabile sulla ex ferrovia è in leggera salita eppure mi pare che sia apprezzatissima da tutti, soprattutto dai meno professionisti!

  86. 1- no, mi de perder tempo per un malfunzionamento no go la minima voia. Se el servizio funziona, ga de funzionar ben. Basta far stalli con 15 bici e 30 posti, e via.
    A TS in certe zone le xe distanti, eccòme!!! Cossa, se no trovo un posto a miramar torno indrio a foro ulpiano, e dopo a miramar a pie? 😀

    2- ma… >_> se i me la ruba, no essendo mi el proprietario, perchè mai dovessi pagar? Me par alquanto ingiusto. Per no parlar de come che un sistema del genere xe improponibile per qualsiasi turista. (e specialmente cone turista, vederme rubar una bici e dover pagar saria leggermente el colmo 😀 piutosto, che i studi sistemi de sicurezza tosti.)

  87. Lo.Fi.

    Arlon tutti i pericoli che te paventi non xe possibili… le bici per el bikesharing xe bici particolari, non xe “rubabili”… saria come rubar un’ambulanza… qua un video sul bike-sharing a Barcellona: http://www.youtube.com/watch?v=v_K7lLNmRHo&lr=1

  88. linkazzato

    certo che mettere in sequenza:
    1) aumento dei prezzi dei biglietti bus
    2) regalo di servizi noleggio bici
    promossi da enti locali dello stesso territorio
    mi segnala una qualche confusione …

  89. GI

    A tutti i vostri innumerevoli dubbi ci sarebbero (e ci sono) innumerevoli soluzioni: elencarle tutte ora sarebbe davvero lunga! Fidatevi una volta tanto di chi le progetta queste cose. 😉
    Un consiglio: provate a capire meglio come funziona un servizio di biciclette pubbliche condivise dove già funziona, tanti vostri dubbi sarebbero chiariti.
    Nello specifico:
    1) Nei documenti c’è indicato il numero di ciclostalli e di bici per ogni ciclostazione: il rapporto tra i due è quasi sempre di 1,6, il che dovrebbe garantire di trovare un posto sempre libero. In ogni caso, ciclicamente, degli addetti provvederebbero a spostare le bici da una ciclostazione all’altra in modo da garantire il mantenimento di questa proporzione (questo succede anche nelle altre città). Presso ogni ciclostazione dovrebbe essere previsto uno schermo che t’informa sulla disponibilità di posti liberi nelle varie ciclostazioni. Esse comunque, a progetto completo (PISUS + Fondo mobilità sostenibile), distano tra loro 300-500 m in media. In ogni caso la gestione del servizio ottimale (col lavoro degli addetti detto sopra) dovrebbe garantirti di trovare sempre un ciclostallo libero nella tua ciclostazione di destinazione. Questo dettaglio fa la differenza nel successo o meno del servizio!
    2) La mappa allegata alla documentazione indica la collocazione delle ciclostazioni, non è una mappa per l’utente ma di progetto. In ogni caso già essa indica nei pressi delle ciclostazioni le fermate degli autobus, parcheggi, stazioni ecc. Ogni ciclostazione poi ha una circonferenza che mostra che cosa è raggiungibile da lì in 5 minuti a piedi.
    3) Certo, per un servizio del genere la campagna promozionale ed informativa è davvero importante ed è parte del buon esito del servizio (soprattutto in una città come Trieste dove non c’è l’uso della bicicletta).
    4) In alcune città, nel caso di grandi manifestazioni come ad es. cortei, per evitare usi impropri delle bici, le ritirano da una o più ciclostazioni interessate dagli eventi.
    5) In molte città il servizio è attivo 24/24 ore ed utile che sia così, perché così s’offre un mezzo di trasporto pubblico anche quando il trasporto pubblico (es. autobus) è sospeso.
    6) Il concetto che sta alla base del servizio di biciclette pubbliche è che tu usi la bici solo per spostarti dal punto A al punto B e poi la lasci a disposizione di un altro utente: quindi il problema e la preoccupazione che te la rubino non dovrebbere nemmeno esistere, perché quando la bici è a nome tuo tu la stai “cavalcando”! Comunque in caso di brevi soste, di solito è previsto un lucchetto in dotazione a chi fa l’abbonamento al servizio. Alcune città offrono nell’abbonamente anche la possibilità di stipulare un’assicurazione nel caso si sentisse la necessità. Le bici comunque hanno caratteristiche tali (colore ecc.) tali da essere associate al servizio ed essere meno appettibili ai furti. I mezzi sono saldamente ancorati al ciclostallo quando sono parcheggiati, quindi questo garantisce che non vengano rubati. Poi si sa, tutto è possibile, ma così non si farà mai niente…

  90. @GI: nei progettisti go fiducia. Xe nele decisioni politiche e nei coordinatori fanfaroni che go quache dubio 🙁

    Cmq grazie per le risposte, iera quel che volevo sentirme dir 😛 dopo tanti progetti “alla carlona” sto giro par che se stia lavorando ben.

    Ultima question: niente bici de 20 kili come in altre città, che ala prima salita del 3% se mori, per favor 😀

  91. Paolo Geri

    Di solito quando si offre u8n nuovo servizio, prima si fa un’ indagine di mercato per verificare la relativa domanda. E’ stato fatto questo a Trieste per sapere quanti triestini sarebbero disposti ad usare la bicicletta per i loro spostamenti, a partire da quello casa-lavoro per finire a quello degli acquisti ? Non mi risulta ! Secondo me sono a stento un migliaio considerando età media dei triestini e abitudini consolidate. A Trieste la bicicletta non si usava nemmeno negli anni Trenta e molto poco nel secondo dopoguerra. se non si andava a piedi si usava il tram.
    L’ uso della bicicletta inteso come alternativo ai motorini ha senso se viene utilizzato per gli spostamenti base, non perchè quattro gatti vogliono andare a passeggio in bici per il Borgo Teresiano.

  92. Fiora

    @Alla c.a. di Gi e stavolta con assoluta serietà.
    Vi sono parecchie persone,perloppiù donne con le quali mi sono confrontata sull’argomento, che al pari di me in bici non ci sanno andare…saremmo dunque escluse,emarginate dall’allettante prospettiva?
    E se ai nosepol people hai risposto in maniera esauriente e convincente, alle voio e no posso women dai qualche speranza? se non un corso, dei velocipedi muniti di rotelle complementari a mo’di maxitricicli.PENSATECI, NON STO SCHERZANDO! Grazie per il gentile nonché serio riscontro.
    Ps: a chi mi dice imparite,rispondo anticipatamente,go provà mile volte ma per mi propio NOSEPOL!

  93. stefano scarpa

    ringrazio GI per le risposte e quoto arlon riguardo le perplessità (come se ai progetti siano sempre seguite in città e in italia delle realtà efficaci!). Geri la bici non è un ritorno al passato, è un guardare avanti, e comunque se la teoria sulle GRANDI OPERE (quelle sì che impattano in maniera significativa sui territori e sulle tasche della gente) fosse quella di far questionari e referendum saremmo ancora ai treni a vapore (e magari senza allucinanti progetti TAV…).
    Fiora, reggersi su una bici non è cosa difficile, bastano un paio di “lezioni” di un paio d’ore. C’è a Trieste l’ulisse-fiab a cui potersi rivolgere, credo, anche per fare un po’ di pratica. la ricerca su google è molto semplice.

  94. ciano

    @GI

    bravi, il progetto secondo me e’ dettagliato e fatto bene. Mi chiedevo se avete gia’ pensato a come organizzare la campagna informativa e con che risorse. Esistono parecchi strumenti comunitari al proposito.

  95. Fiora

    Grazie Stefano per avermi quantomeno presa sul serio. Purtroppo ho al mio attivo tali defaillances da essermi persuasa di avere un qualche problema organico che va a compromettere il mio equilibrio…ma noo! non squilibrata in quel senso lì 🙁 …non me ne accorgo perlomeno!
    Sono tra i pochi individui viventi che era riuscita goffamente a tenersi in sella e pedalare e poi se n’è scordata!
    Beh! auguri ai miei concittadini in bicie se i responsabili ascoltano la mia prece,che ne dotino una decina di rotelle laterali!

  96. claudia herrath

    @paolo geri :condivido in pieno che le b iciclette serviranno ai soliti 4 gatti che vanno a passeggio per il borgo teresiano.é una snobberia per pochi, anziche’ venire incontro alle esigenze di tutti.Trieste si attraversa in poche decine di minuti da una parte all’altra a piedi.Piuttosto pensare per gli anziani costretti ad arrampicarsi sugli autobus, rimanere pressati durante tutto il tragitto, magari con borse della spesa in mano.Questa e’ la realta’.Meglio lavorare sui servizi gia’ esistenti, e migliorarli.

  97. Maximilian

    @92 Qualche anno fa mi è arrivato un foglio exel da compilare (nella mia azienda) da parte del Comune che chiedeva appunto mezzi di spostamento cittadini abituali e se avessi avuto intenzioni future di usare la bici.

  98. ciano

    a mi me sembra invece molto populista voler insister su la solfa poveri anziani vs snob ciclisti (che ancora no gho capido xche’ devi eser contraposti), come se no fusi beneficio anche per i anziani gaver meno auti in centro. buh forsi pero’ paga de + (in termini de consenso) darghe del snob ai ciclisti.

  99. stefano scarpa

    poche decine di minuti… quante? 5,6,7 decine? mi da gran camminatore da piazza venezia al viale ghe metto circa 5 decine de minuti (45-50 minuti)… e fossero anche 1000 i triestini “convertiti” alla bici, sarebbero sempre 500-1000 vetture in meno sulla strada! cmq, per chi insiste sulla questione spreco-de-soldi-pubblici, me aspetto de legger qualcosa sull’utilità dei 700mila euro per l’immondezzaio interrato di piazza della borsa.

  100. Alessandro

    “Di solito quando si offre u8n nuovo servizio, prima si fa un’ indagine di mercato per verificare la relativa domanda. E’ stato fatto questo a Trieste per sapere quanti triestini sarebbero disposti ad usare la bicicletta per i loro spostamenti, a partire da quello casa-lavoro per finire a quello degli acquisti? Non mi risulta!”. Prima di lanciare la raccolta differenziata bisogna fare un sondaggio? No perché la differenziata è una necessità se si vogliono raggiungere gli standard stabiliti. Ovvio che a parte pochi illuminati cittadini, alla maggior parte della gente andrebbe bene buttare tutto nello stesso cassonetto. Cambiamento = zero. Allo stesso modo, se si vede la mobilità sostenibile come una necessità e il progetto del comune è togliere mezzi a motore dalle strade, il bike sharing, se fatto bene, può essere un’ottima risposta.
    I cambiamenti raramente vengono dal basso, occorre pensarli, pubblicizzarli, metterli in pratica. Il compito dell’amministrazione pubblica sarebbe anche quello di educare a forme di mobilità più virtuose. Se invece ti limiti a chiedere in giro: “andresti in bici in centro?” non puoi aspettarti altro che un no/non credo… cambiamento = zero

  101. Alessandro

    e poi funziona in tante città nel mondo. noi siamo così speciali che non c’è la benché minima possibilità che le cose vadano lisce e che l’iniziativa abbia successo?

  102. Le indagini de mercato servi solo per i mercati maturi. Cioè quasi mai.

  103. GI

    A) Nel 2006 tramite questionari distribuiti in vari enti ed aziende è stata fatta un’indagine sugli spostamenti (nell’ambito del mobility manager). Diciamo che per quando riguarda la raccolta di dati sui ciclisti si è un po’ carenti, questo perché a Trieste la mobilità ciclabile non è mai stata presa in considerazione. L’associazione Ulisse ha spesso fatto raccolte invece di dati su questo tema; ultima occasione in cui questo è stato fatto è durante la settimana europea della mobilità che si è svolta a settembre ed a cui il Comune di Trieste quest’anno ha aderito. I risultati però non mi pare siano ancora stati resi noti. Se facessimo comunque un’indagine sull’uso della bicicletta penso che si avrebbero risultati simili a quelli che Alessandro prospettava sulla raccolta differenziata. Se qualcosa non fa ancora parte della propria cultura o abitudini, spesso viene vista con scetticismo. È normale che sia così. Le campagne informative e di sensibilizzazione servono proprio a questo.
    Se siete disponibili, vi posso somministrare io un questionario sulla mobilità ciclabile a Trieste, visto che è una cosa che nel prossimo mese mi accingerò a fare e mi servirebbe avere più dati possibili (anche contrastanti, l’importante è che corrispondano alla realtà!).
    B) A Claudia: non attraversi Trieste in 5 minuti. Vuoi mettere il tempo (e la fatica!)che impiegheresti per andare dalla stazione ferroviaria alla piscina “Bianchi” a piedi rispetto a quanto ci impiegheresti andandoci in bici? Incomparabile. E te lo dice uno che a piedi l’ha fatto ed è giovane ed allenato. 😀
    C) Contrapposizioni tra ciclisti ed altri utenti della strada non hanno senso, possono convivere benissimo assieme: ognuno è libero di fare la propria scelta modale (ossia scegliere quale mezzo utilizzare per spostarsi), quindi offrire anche la bici come alternativa per lo spostamento mi sembra una ricchezza ed un’ampliamento dell’offerta, non assolutamente uno spreco. Che poi sia vero che la popolazione triestina sia anziana non lo metto indubbio, ma faccio anche presente di quanti studenti allo stesso tempo ci siano a Trieste. E di quanti altri utenti siano pochi inclini ad usare la bici più che altro per una questione di pigrizia…
    D) Il servizio di biciclette pubbliche condivise non è pensato per le gite domenicali, ma per gli spostamenti. Il concetto chiave è che la bici è un mezzo di trasporto, alla pari dell’auto, dell’autobus, del motorino ecc., serve per spostarsi. Non è quindi per “quei 4 gatti che vogliono andare a passeggio in bici per il borgo Teresiano” ma è per tutti (coloro che sappiano usarla).
    E) A Fiora: non sapere andare in bici qui è un bel problema. Purtroppo, come avrai potuto leggere nella documentazione, bici con rotelle non sono previste. Vorrei che tu non fossi tagliata fuori, ma mi sa che l’unica è imparare ad andare in bici, per ora non trovo altre alternative purtroppo.
    F) Il peso della bici dipenderà dal modello e quindi dal fornitore. Ciò ovviamente avverrà con un bando di gara secondo le normative vigenti. Spero anche io che non pesino troppo, perché pure io ho sentito di persone che si lamentavano in altre città per il loro peso.
    G) La campagna informativa e di comunicazione è compresa nella cifra di ciascun finanziamento, come scritto nella relazione tecnico-illustrativa (cap. 4 “Comunicazione e promozione del servizio”). Come già detto in precedenza, secondo me pure questa è una delle cose su cui bisogna puntare dopo aver cercato d’allestire il miglior servizio possibile. L’amministrazione comunale deve dare gli strumenti, il cittadino ne deve fare buon uso (non sono né il sindaco, né un assessore, ma un cittadino come voi – a scanso d’equivoci :-)).

  104. Lo.Fi.

    GI Santo subito 😀

  105. XXX

    “1) Nei documenti c’è indicato il numero di ciclostalli e di bici per ogni ciclostazione: il rapporto tra i due è quasi sempre di 1,6, il che dovrebbe garantire di trovare un posto sempre libero. In ogni caso, ciclicamente, degli addetti provvederebbero a spostare le bici da una ciclostazione all’altra in modo da garantire il mantenimento di questa proporzione (questo succede anche nelle altre città). Presso ogni ciclostazione dovrebbe essere previsto uno schermo che t’informa sulla disponibilità di posti liberi nelle varie ciclostazioni.”

    Questa è una grandissima barzelletta!

  106. GI

    Perché lo dovrebbe essere? Guarda che esistono accorgimenti per un servizio ottimale. E ciò che ho scritto non sono cose inventate, ma prassi ed usi consolidati nella altre città: è così che funziona.

  107. giorgio (no events)

    secondo me, è un’ottima iniziativa. Può anche essere un passivo economico, ma serve ad educare (tutti noi) ad una mobilità consapevole.
    L’esatto contrario della benzina agevolata che ci spinge ad un uso indiscriminato dell’autovettura, anche per spostamenti di pochi metri.

  108. FABRIZIO PERLITZ

    Se QUESTO PROGETTO non sarà proceduto da una estensione delle zone ciclabili vorrà dire soldi buttati al vento VEDREMO!!!! IN GENERALE HO I MIEI DUBBI su questa classe politica …..

  109. GI

    Per Fiora: http://www.ulisse-bici.org/?p=4132. Il 19 gennaio 2012 c’è “Come si pedala”.

  110. Fiora

    che stelassa che sei GI, GRAZIE!
    Da quel che ho appena letto, il giorno buono per me dovrebbe infatti essere il 19 gennaio.
    o la va o la spacca!…el zenocio! 😉

  111. ufo

    Piste e zone ciclabili? No grazie – almeno secondo l’INAIL. Vedere per credere. Talmente assurdo da sembrare una barzelletta.

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