La Squadra Mobile di Trieste, con in coordinamento del P.M. della Procura della Repubblica del capoluogo giuliano Pietro Montrone, ha effettuato ieri mattina l’arresto di sei rom di nazionalità serba, con l’accusa di truffa, tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale.
I dettagli dell’operazione sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella Questura del capoluogo giuliano.
Il gruppo criminale , nei giorni scorsi, contattava telefonicamente un cittadino italiano residente a Trieste, che aveva deciso di vendere un immobile pubblicando l’annuncio su un sito internet specializzato.
Uno dei componenti della banda si presentava come un importante uomo d’affari e mediatore finanziario, proponendo alla vittima di concludere la vendita dell’immobile ad un prezzo molto più alto di quello di mercato, giustificando la proposta con l’esigenza di dover “ripulire” denaro proveniente da attività illecite di alcuni suoi clienti.
L’uomo, insospettito dalla proposta, si rivolgeva alla Questura di Trieste e gli investigatori della Squadra Mobile capivano subito di trovarsi di fronte a un ormai classico “ripedeal”, le operazioni di cambio fraudolento di valute nelle quali le vittime, adescate con la promessa di guadagni considerevoli, rimangono truffate al momento dell’incontro subendo la sottrazione dei soldi con svariati metodi.
In pochissimi giorni veniva organizzato un incontro tra i rom e la vittima, che stabilivano di incontrarsi nei pressi di un noto albergo nel centro del capoluogo giuliano.
All’incontro si presentavano due poliziotti della Squadra Mobile, mentre due malviventi, giunti a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata, chiedevano subito di visionare le banconote che gli agenti avevano sistemato in un borsone.
Gli altri quattro componenti della banda attendevano l’esito dell’incontro in un’autovettura parcheggiata a poche decine di metri.







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