12 ottobre 2011

Debito da 23 milioni per il Verdi di Trieste. Presentata la stagione a rischio commissariamento

Sono giorni di attesa per il Verdi. Nei confronti del teatro triestino, a causa del debito patrimoniale che oggi ammonta a 23 milioni di euro, potrebbe scattare il commissariamento.

“Il Ministero in queste ore sta valutando la questione d’intesa con il sindaco Cosolini – ha spiegato Antonio Calenda, sovrintendente e direttore artistico, in occasione della presentazione del cast della prossima stagione lirica – noi andiamo avanti ottimisti nonostante le ristrettezze economiche, orgogliosi di poter offrire grandi titoli e grandi nomi”.

Una programnmazione tra tradizione e innovazione per un cartellone che si arricchisce di una molteplicità di apporti e tradizioni diverse, anche alla ricerca di raffinatissime novità. il richiamo alla tradizione si realizza con la proposta di opere di autori della più grande stagione del melodramma italiano e del Belcanto: da Gaetano Donizetti (Anna Bolena) a Gioachino Rossini (Il Barbiere di Siviglia); da Giuseppe Verdi ( Rigoletto, in un nuovo allestimento della fondazione triestina e La battaglia di Legnano) a Pietro Mascagni ( l’Amico Fritz) e Giacomo Puccini (La Boheme). L’apertura al nuovo invece è data dalla proposta di spettacoli assolutamente originali o addirittura in prima mondiale: Cercando Picasso con Giorgio Albertazzi protagonista del ruolo del grande pittore; il musical C’est ainsi (Proprio così), proposta inedita che Luigi Pirandello ha scritto per l’America dei ruggenti Anni Trenta e che, rimasta inedita, sarà proposto in prima mondiale assoluta durante l’estate prossima.
Due gli spettacoli di danza, il già citato Cercando Picasso che avrà in palcoscenico la straordinaria Martha Graham Dance Company e un balletto come La bella addormentata, scelto nell’ambito della migliore tradizione classica.
I due teatri regionali Teatro Verdi di Pordenone e Teatro Giovanni da Udine di Udine ospiteranno nel loro cartellone teatrale 2012 alcune repliche della Boheme allestita dalla Fondazione lirica triestina per questa stagione teatrale

Prestigiosi artisti fanno grande il cartellone 2012 del “Verdi”: Mariella Devia uno dei maggiori soprani che calcano le scene internazionali, è protagonista dell’opera inaugurale, Anna Bolena che ha debuttato a Verona, insieme al tenore spagnolo Celso Albelo, già interprete al Verdi di Trieste di Don Pasquale, Les pêcheurs de perles, Maria Stuarda). Daniela Barcellona ritorna sulle scene del “Verdi”per la gioia del pubbico triestino con il ruolo di Rosina nel Barbiere di Siviglia nel novembre 2012. Reduce dai successi dell’ultima edizione del Festival Rossini di Pesaro dove si è esibita in Adelaide di Borgogna di Giovanni Federico Schmidt con la direzione di Dmitri Jurowski e la messa in scena di Pier’Alli, il mezzosoprano, che canterà prossimamente alla Scala di Milano nella Donna del lago, è presenza abituale nei più prestigiosi teatri d’opera internazionali, In questo Barbiere rossiniano, che sarà rappresentato in un nuovo allestimento realizzato dal Teatro Verdi in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma, la grande artista canterà accanto a due nomi altrettanto prestigiosi: Roberto De Candia impegnato nel ruolo di Figaro e Antonino Siragusa, in quello del Conte di Almaviva. Raffinato interprete rossiniano, Roberto De Candia che ha debuttato a Pesaro nell’Occasione fa il ladro nel 1996, è anch’egli regolarmente ospite del Rossini Opera Festival dove è ritornato più volte per interpretare numerose produzioni del grande compositore pesarese che si affiancano alle presenze alla Scala di Milano e in alcuni tra i più prestigiosi teatri del panorama internazionale.
Anche il tenore Antonino Siragusa ha una carriera consolidata e si esibisce su alcuni dei maggiori palcoscenici del mondo con un repertorio belcantistico fra cui spiccano proprio le opere rossininane; in particolare si è imposto all’attenzione di pubblico e critica come raffinato interprete del Conte d’Almaviva divenuto in breve tempo il suo ruolo d’elezione. Questa produzione, proprio per il cast “stellare” è considerata una delle punte di diamante della stagione. Un terzetto di artisti tra le migliori vocalità che al momento calcano le scene dei teatri d’opera nel mondo e che farà la gioia dei melomani. Ne è conferma la realizzazione di un DVD da parte della SONY che offrirà al Verdi una visibilità internazionale, prima mai conosciuta, derivante dalla registrazione e distribuzione mondiale di questo prodotto discografico.

Scorrendo il cartellone ritroviamo altri grandi nomi come Dimitra Theodossiu, una delle voci piú importanti del repertorio verdiano e belcantistico. Nel 2000 fu interprete del ruolo di Odabella in Attila, allestito dal teatro Verdi nell’ambito delle celebrazioni verdiane. Interpreterà il ruolo di Lida nella Battaglia di Legnano di Verdi.
Francesco Meli, giovane tenore genovese che calca già importanti scene internazionali come il Covent Garden e il Metropolitan di New York; Luca Salsi, baritono fra i più richiesti della sua generazione con una passione vera, audace, per l’opera verdiana che lo ha portato al suo recente debutto in Rigoletto al Teatro Regio di Parma; Julia Novikova ( il Rigoletto televisivo della produzione Rai con Placido Domingo e la direzione del M° Metha); questi sono gli interpreti di grandissimo prestigio impegnati nel Rigoletto diretto dal M° Corrado Rovaris per la regia di Michele Mirabella, produzione che sarà per il Teatro Verdi occasione di grandissima visibilità in campo internazionale. La Fondazione Lirica triestina infatti è stata incaricata di rappresentare il comparto della musica classica nell’ambito delle attività culturali che solennizzeranno la celebrazione della Giornata d’Italia a Yeosu nella Corea del Sud il cui obiettivo generale è quello di far crescere le relazioni economiche tra le imprese italiane e gli investitori dell’area asiatica. Yeosu sarà infatti la sede dell’Esposizione internazionale 2012 dal tema The Living Ocean and Coast (Costa e Oceani che vivono – Diversità di Risorse e Attività sostenibili) che si svolgerà dal 12 maggio al 12 agosto. Questo progetto che onora il Teatro Verdi è in fase di definizione per svilppare le condizioni più favorevoli alla presenza italiana all’esposizione e verrà realizzato grazie all’intervento del Ministero degli Affari Esteri e Ministero del Beni e Attività Culturali Italiani visto che la sua fattibilità è legata anche alla contribuzione da parte delle forze imprenditoriali della Regione Friuli Venezia Giulia che partecipano all’Expo 2012 nonché dagli Enti Locali. Nella trasferta coreana sarà il celebre baritono Leo Nucci protagonista del ruolo: la sua 441 esima interpretazione.
Molto gradito è anche il ritorno di Daniela Mazzucato che, durante la programmazione di Bohème in cui sarà impegnata nel ruolo di Musetta, sarà protagonista assieme a Antonio Calenda e al M° Donato Renzetti di una masterclass dedicata alla interpretazione scenica, attoriale e vocale aperta a giovani cantanti.
Anche Massimo Giordano torna a Trieste, per interpretare L’Amico Fritz dopo diversi anni di assenza quando interpretò il ruolo di Alfredo in Traviata.

Ci sono anche artisti già in carriera, che per la prima volta sono stati inseriti nel cartellone del Teatro Verdi: il basso veronese Marco Vinco, apprezzato sia per la vocalità che per le doti sceniche, maturate anche attraverso l’esperienza nel teatro di prosa; il basso russo Michail Ryssov, voce poderosa dal timbro scuro, considerato dalla critica uno dei migliori interpreti delle opere di Sostakovic; il soprano greco Alexia Voulgaridou che in Italia, dove ha recentemente cantato alla Scala, si è imposta per una straordianria interpretazione del ruolo di Marguerite nel Faust a Roma; il mezzosoprano greco Irini Karajanni, recente straordinaria protagonista del ruolo en-traversti di Octavian in Rosenkavalier al Teatro dell’Opera di Roma diretta dal M° Gianluigi Gelmetti e altri ancora.
Una particolare attenzione è stata riservata a ingaggi di artisti della Regione Friuli Venezia Giulia con l’intento di offrire una nuova occasione per valorizzare i talenti e o la professionalità già acquisita di giovani cantanti come Giorgio Caoduro, Paolo Rumetz, Nicolò Ceriani, Domenico Balzani, Ilaria Zanetti oltre ai già citati grandi nomi di Daniela Barcellona, Antonino Siragusa, Massimo Giordano.

Ai grandi nomi della lirica, tra i più apprezzati del momento, si affiancheranno nelle varie produzioni altri artisti, la cui presenza a Trieste è frutto di una scelta attenta e accurata della direzione artistica: vuoi perché voci emergenti, vuoi perché giovani ai loro esordio ma di grandi promesse. Questi artisti andranno a formare una seconda compagnia di canto che si affiancherà al cosiddetto “primo cast” e canteranno in alcune delle recite programmate e abbinate a determinati turni di abbonamento alla Stagione Lirica e di Balletto. E’ una nuova direzione intrapresa dallo staff dirigente del teatro che, grazie all’impiego di questi artisti emergenti, può offrire al pubblico alcune recite di una stessa opera a prezzi decisamente più popolari. La ripartizione dei cast in due fasce di prezzi accanto alla scelta artistica di proporre alcune opere del repertorio italiano molto popolari e di grande richiamo come Bohème, Rigoletto, Barbiere di Siviglia, l’Amico Fritz, è la seconda scelta strategica, studiata con l’intento di attrarre nuovo pubblico a teatro; un pubblico magari dal palato non così raffinato come altri spettatori abituali del “Verdi” ma che, sollecitato con una proposta di prezzo particolarmente abbordabile, può essere stimolato ad avere un’occasione nuova, e in più, decisamente economica, per avvicinarsi al mondo dell’opera. Partendo dalla considerazione che la lirica non è un settore della musica esclusivo o riservato a pochi eletti, e che il teatro d’opera è di tutti, ma soprattutto aperto a tutti, il “Verdi” apre le porte e si rivolge a chi non ha mai avuto occasione di apprezzare la bellezza di questa arte; è questo il pubblico a cui con grande entusiasmo e interesse è rivolta l’offerta del Teatro. Convinti della necessità di un ricambio anche generazionale, ecco a questo pubblico ci si rivolge con lo stesso impegno con cui il “Verdi” si rivolge al pubblico degli affezionati abbonati e al pubblico dei Giovani ai quali sono riservate particolari condizioni di abbonamento, biglietti a prezzi decisamente convenienti, iniziative studiate per loro e con loro, percorsi didattici, concerti nelle scuoile e all’università, prove aperte anche di scena, conferenze di approfondimento per un approccio più cosciente e preparato allo spettacolo.

A queste iniziative collaterali, si aggiungerannole prolusioni alle opere, le prove aperte e la nuova iniziativa delle esposizioni d’arte dedicate a personalità dell’arte contemporanea e curate dell’Associazione Juliet che si terranno in occasione delle “prime” nel foyer del teatro Verdi.

In questa prossima stagione si intende anche incrementare lo sbigliettamento con l’ offerta una nuova opportunità, rarissima in precedenza al “Verdi”, di recite fuori abbonamento.
Originali contributi giungeranno nel campo delle messe in scena da registi del calibro dell’inglese Graham Vick, artista di grande intelligenza e raffinatezza, considerato oggi tra coloro che più onorano il campo lirico nel mondo. Tra gli italiani, oltre ad Antonio Calenda che, con Cercando Picasso, presenta uno spettacolo scritto e conformato sulla grande personalità di Giorgio Albertazzi con cui ha costruito e ne ha condiviso l’iter che unisce in una creazione unica prosa, musica e danza, per la prima volta a Trieste vedremo all’opera un regista di nome Michele Mirabella, personaggio notissimo al pubblico televisivo per il programma Elisir, trasmesso dalla Rai, ma anche appassionato di teatro di prosa, melomane e amante del mondo della lirica nel quale ha firmato la regia d di numerose opere. Debutta al “Verdi”anche Ruggero Cappuccio a cui è affidata la regia della Battaglia di Legnano e che, con il contributo dello scenografo e costumista Carlo Savi, interpreta l’ opera giovanile di Verdi come simbolo dell’identità culturale di una nazione particolarmente consono alle recenti celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia. Debutto sul palcoscenico del Verdi anche per Marco Gandini, formatosi con registi del calibro di Crivelli, Mansouri, Montaldo, Bolognini, Pizzi, de Ana, Espert, che metterà in scena assieme allo scenografo Pier Paolo Bisleri e al costumista Francoise Raybaud, un nuovo allestimento dell’opera Bohème interamente prodotto dai laboratori del Teatro Verdi.

Tra i direttori d’orchestra figurano i nomi di maestri dalla carriera internazionale come Bruno Campanella a cui è affidata l’apertura della stagione e la cui fama internazionale è legata in particolare all’essere uno specialista del Belcanto; Corrado Rovaris, direttore musicale della Philadelphia Opera Company dal 2005 e ospite regolare delle istituzioni musicali italiane ed estere; Boris Brott, direttore d’orchestra canadese tra i più celebri al mondo, considerato figura di riferimento nel panorama culturale del suo paese e degli Stati Uniti; Donato Renzetti, richiesto dai principali Teatri Lirici del mondo; Francesco Maria Carminati, di cui si ricorda la recente direzione di Maria Stuarda e Francesca da Rimini al “Verdi” di Trieste e che debutta nella direzione di L’Amico Fritz; Riyuichiro Sonoda che il pubblico trestino ha potuto recentemente apprezzare in campo sinfonico.
Anna Bolena è l’opera inaugurale della stagione lirica e chiude il ciclo donizettiano delle “tre Regine” proposto in questi anni dal Teatro Verdi dopo Maria Stuarda, e Roberto Devereux. L’allestimento è prodotto dalla Fondazione Teatro Verdi di Trieste con il Teatro Massimo di Palermo e l’Arena di Verona per la regia di Graham Vick che cerca una mediazione tra la visione degli storici, per i quali Anna Bolena era una adultera, incestuosa, ambiziosa e calcolatrice e la coppia Donizetti/Romani che la interpretano come una sposa fedele e tradita, anima pura e malinconica, altera sì, ma sostanzialmente vittima. Il regista inglese insinua così la realtà storica in un quadro eroico e sentimentale così come lo interpretò il compositore. Non stravolge dunque la drammaturgia ma lavora sui risvolti psicologici dei personaggi e procede per simbolismo. Ne risulta una lavoro registico raffinatissimo ed intelligente a cui contribuisce lo scenografo Paul Brown, autore anche dei costumi. L’impianto scenico è basato su elementi girevoli che si sovrappongono a forma di croce e che si spezza nel susseguirsi delle scene, a simboleggiare lo scisma anglicano di Enrico VIII e a cui contribuì anche Anna Bolena, nemica del cattolicesimo. Tra gli scarni arredi, un trono e un letto: simboli di quella contrapposizione ambizione-affetto e sesso-potere su cui è incentato il dramma. Ne risulta uno spettacolo composito e visionario in equilibrio tra classicità e romanticismo che ruota intorno alla grande interpretazione della protagonista Mariella Devia che proprio a Verona ha debuttato in questo ruolo che si aggiunge al suo già prestigioso repertorio.
Interpreti principali: Mariella Devia e Cinzia Forte nel ruolo del titolo, Luiz Ottavio Faria, Tiziana Carraro e Rossana Rinaldi (Giovanna di Seymour), Celso Albelo e Deniz Leone (Riccardo), Elena Traversi.
Sul podio il M° Bruno Campanella.
Martedì 17 gennaio 2012 serata di gala; repliche: 18, 20, 22, 24, 27 e 28 gennaio.
Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretto dal M° Paolo Vero

Cercando Picasso è il primo dui due appuntamenti del cartellone dedicati alla danza. Lo spettacolo è interpretato da un artista che non ha bisogno di presentazione alcuna: Giorgio Albertazzi a cui si affiancherà la Martha Graham Dance Company di New York che danzerà sulle coreografie originali della leggendaria coreografa curate da Janet Eilber e su scene e costumi di Pier Paolo Bisleri realizzati dai laboratori del “Verdi”.
Lo spettacolo sancisce la collaborazione fra il Rossetti – Teatro Stabile regionale e la Fondazione Lirica triestina; infatti la sua programmazione nella sede del Teatro Verdi sarà in scena l’1, 8, 9,10, 11, 12 febbraio per gli abbonati del “Verdi” e il 2, 3, 4, 5 e 7 febbraio per gli abbonati del Rossetti. Cercando Picasso Nasce da una koinée di espressioni artistiche – pittura, musica, prosa, danza – particolarmente adatte a evocare la figura di un artista “totale”, irregolare, indomito come Picasso.
A monte vi è l’ inusuale scelta espressiva del regista, Antonio Calenda, “di intrecciare all’evocazione della pittura e del mondo di Picasso, il linguaggio coreografico di Martha Graham come segni potenti dell’arte e dell’espressività del Novecento. Ad essi si fonde la recitazione di un maestro come Giorgio Albertazzi, “un attore che sa fare della parola un esercizio stilistico alto, sa rendere ogni battuta finissima, poliformica, astratta…». La sfida è quella di uno spettacolo che armonizza recitazione, danza, musica e pittura alla ricerca di una sorta di commistione di generi per un itinerario fantastico “attraverso cui avvicinare, adombrare quello che per noi è Picasso”… La scena creata da Pier Paolo Bisleri è bianca, da “dipingere” come una pagina su cui affrescare le suggestioni..” Fondamentale è stato il contributo al progetto da parte della Martha Graham Dance Company di New York, formazione di eccellenza assoluta nella danza moderna internazionale, che ha contribuito a quella costante compenetrazione tra recitazione e coreografia che ha permesso di creare quell’universo surreale e di emblmatica astrazione che è la sola cornice possibile per la figura di Picasso. I testi, ripresi da Antonio Calenda e Giorgio Albertazzi, sono di Garcia Lorca, Guillaume Apollinaire e Arthur Rimbaud e di Pablo Picasso; fra questi ultimi, Le désir attrapé par la queue (Il desiderio preso per la coda) rappresenterà il cuore dello spettacolo, proprio per quel suo meraviglioso respiro onirico e surreale, privo di chiare evoluzioni logiche, animato da personaggi interpretati figurativamente dalle danzatrici ma con le “voci” Piera Degli Esposti, Andrea Jonasson, Franca Nuti, Elisabetta Pozzi)… La dimensione musicale raccoglie brani di Manuel De Falla, Igor Stravinsky, Francis Lemarque, Camille Saint-Saens, Wallingford Riegger, Henry Cowell, Zoltàn Kodàly e sarà eseguita dal vivo dall’Orchestra del Teatro Verdi.Un tourbillon che è al contempo testimonianza poetica e delle lacerazioni della guerra, dei bombardamenti, in particolare della fame, ma anche il rapporto appassionato, fervido, e conflittuale del pittore con l’eros e il femminile.
Lo spettacolo che è un allestimento del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Martha Graham Dance Company e Teatro Vittorio Emanuele di Messina dove ha debuttato con successo nel marzo 2011, è affidato alla direzione del M° Ryuichiro Sonoda.

La battaglia di Legnano, che segue in calendario, è allestita dal Teatro Verdi in coproduzione con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e il Gran Teatre de Liceu di Barcellona, per la messa in scena curata da Ruggero Cappuccio con lo scenografo e costumista Carlo Savi. Con questo spettacolo il regista dichiara guerra agli attuali tagli finanziari alla cultura e afferma “quella battaglia ( di Legnano) può considerarsi il simbolo dell’identità culturale di una nazione e in quest’ottica l’ha ambientata “ in un grande museo italiano, tra un viavai di opere spostate e restaurate, con tele che riprendono immagini di Delacroix , Velazquez, Rubens, di contemporanei come Mimmo Paladino”…
Opera giovanile di Giuseppe Verdi e ultima del suo periodo risorgimentale, l’ideazione della Battaglia di Legnano fu stimolata all’autore dalle coeve Cinque Giornate di Milano e dalla prima guerra di indipendenza; è il contributo di Verdi alle lotte per la libertà, ed ebbe già all’epoca un grande successo a partire dal Coro del giuramento iniziale che infiammava gli animi del pubbico di allora. Si sviluppa sulla classica trama del triangolo passionale che si intreccia con l’epopea storica di Federico Barbarossa in lotta con i Comuni dell’Italia settentrionale. Il lavoro risulta molto in tema con le recenti celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Questo titolo fu rappresentato in passato al Teatro “Verdi” nel 1963 con la partecipazione del grande soprano Leyla Gencer.
Interpreti principali: Dimitra Theodossiou e Sara Galli (Lida), Renzo Zulian (Arrigo), Leonardo Lopez Linares e Giorgio Caoduro (Rolando), Enrico Iori, Giovanni Guagliardo, Sharon Pierfederici. Direttore: M° Boris Brott.
L’allestimento, che sarà in scena al Verdi il 25, 26, 28, 29 febbraio, 2 e 3 marzo, ha debuttato quest’anno con successo all’Opera di Roma nel mese di maggio.
Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretto dal M° Paolo Vero

Il titolo che segue, Rigoletto, in programma il 17 marzo con repliche il 18, 20, 21, 22, 23, 24, 25 e il 27 marzo ( tre recite fuori abbonamento) è uno dei capolavori di Giuseppe Verdi, parte della cosiddetta “trilogia popolare” assieme al Trovatore e alla Traviata. Al centro dell’opera – che è un dramma passionale di tradimento, di amore filiare e di vendetta – , c’è l’ originale figura di un buffone di corte, uomo ricco di contrasti, deforme e malvagio, ma anche padre amorevole e protettivo. Rigoletto sarà rappresentato nell’ allestimento curato dal regista Michele Mirabella con l’impianto scenico creato da Nicola Rubertelli. Sarà la prima volta che il pubblico del Teatro Verdi potrà assistere ad una messa in scena del famoso artista che oltre a essere autore di programmi radio e tv ( uno dei più noti è “Elisir”), ha firmato la regia di oltre sessanta spettacoli di prosa e di numerose opere liriche. La direzione è affidata al M° Corrado Rovaris. L’opera è assente dal palcoscenico del Verdi dal 2006 ( l’edizione era interpretata da Renato Bruson), e si presenta in un nuovo allestimento realizzato nei laboratori del Teato Verdi. Interpreti principali: Luca Salsi e David Cecconi (Rigoletto), Julia Novikova e Paola Cigna (Gilda), Francesco Meli e Armaldo Kllogjeri (Duca di Mantova), Michayl Rissov (Sparafucile), Francesca Franci e Antonella Colaianni (Maddalena). Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretto dal M° Paolo Vero

Seguirà La Boheme, seconda delle quattro nuove produzioni realizzate dai laboratori del Teatro Verdi per la stagione 2012. E’ l’opera di Puccini in cui più di ogni altra commuove il ruolo femminile: Mimì infatti è la figura più tenera e inerme: essa ama, soffre, muore senza essere artefice di azioni particolari, ma succube del suo destino. La regia è di Marco Gandini, al suo debutto sul palcoscenico del “Verdi”. Nato come attore, divenuto poi direttore di scena e assistente di registi quali Crivelli, Mansouri, Montaldo, Bolognini, Pizzi, de Ana, Gandini nel 1992 inizia la collaborazione mai interrotta con Franco Zeffirelli. Lavora regolarmente in quasi tutti i teatri italiani, e in molti teatri d’opera all’estero. Nell’allestimento dello spettacolo sarà coadiuvato da Pier Paolo Bisleri per le scene e da Francoise Raybaud per i costumi. La concertazione e direzione è affidata alla bacchetta del M° Donato Renzetti.
Interpreti pricipali: Rossana Potenza (Mimì), Daniela Mazzucato e Diletta Rizzo Marin (Musetta), Jean Francois Borras e Giuseppe Talamo (Rodolfo), Gezim Myshketa e Domenico Balzani (Marcello), Massimiliano Gagliardo e Vincenzo Bonsignore (Schaunard), Dario Russo (Colline).
Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretto dal M° Paolo Vero
Recite: 13, 15, 17, 18, 20, 21, 22, 24, 26 aprile ( tre fuori abbonamento) . Due trasferte in programma: al Giovanni da Udine l’8 maggio e al Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone il 18 maggio.

Il cartellone del “Verdi” prevede poi la messa in scena dell’Amico Fritz commedia lirica di Pietro Mascagni, tutta melodia e sentimento, un mondo di buoni sentimenti e una storia d’amore a lieto fine che, assieme a Cavalleria rusticana rappresenta con successo l’autore nel repertorio lirico internazionale. Da lungo tempo assente dalle scene del teatro lirico triestino (1988), l’opera sarà diretta dal M° Fabrizio Maria Carminati. La regia è affidata a Daniele Salvo, emiliano, una carriera prestigiosa anche di attore, allievo di Luca Ronconi, che debutta al “Verdi” di Trieste. Le scene sono del pittore Lorenzo Fonda. Nativo di Pirano d’ Istria, Fonda a Perugia, dove risiede, conosce Burri, con cui instaura un sodalizio artistico che si affianca all’ altro incontro fondamentale, quello con Giorgio Albertazzi, che lo introduce nel mondo della scenografia e con il quale collabora a importanti rappresentazioni come la “Dannunziana”, “Shakespeare in Jazz” e la recente “Salomè”.
Interpreti principali: Massimo Giordano e Roberto Iuliano (Fritz), Alexia Voulgaridou e Patrizia Orciani (Suzel), Irini Karajanni ed Eufemia Tufano (Beppe), Paolo Rumetz e Piero Terranova (David).
Lo spettacolo debutta il 17 maggio e si replica il 20, 22, 23, 25, 26 maggio
Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretto dal M° Paolo Vero.

Tradizione ma anche apertura al nuovo con la volontà di guardare lontano, iniziando a creare coraggiosi e necessari progetti innovativi. Uno di questi sarà C’est ainsi (Proprio così, ovvero il musical che Luigi Pirandello, ispirato dal suo soggiorno nella Parigi del’Operetta, ha scritto in francese per il teatro musicale e destinato all’America del 1930. L’opera è rimasta inedita e riemersa dal Fondo Torre Gherson di Latisana dove è conservata. Fu infatti il friulano Guido Torre a convincere Pirandello a scrivere questo musical per l’America, mentre la musica delle liriche è degli americani Jack Berls e Gad Gherson. La regia è di Antonio Calenda con le scene e costumi di Pier Paolo Bisleri e le coreografie di Francesca Harper. Lo spettacolo è una storia d’amore a ritmo di jazz ambientata in Florida dove la vita della giovane e bella Lorna Page si intreccia con quella di tre giovani, il francese Renè, l’argentino Pablo e l’inglese Winston, e sarà proposta in prima mondiale assoluta al Teatro Verdi con la partecipazione dell’ Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretto dal M° Paolo Vero il 28, 29, 30 giugno, 1, 3, 4 luglio 2012.

La ripresa autunnale dell’appuntamento con l’opera al Teatro Verdi è in programma il 24 novembre con repliche il 25, 27, 28, 30 novembre, 1, 4, 6 dicembre (ultime due recite fuori abbonamento) con un nuovo allestimento del Barbiere di Siviglia creato dal Teatro Verdi in coproduzione con la Fondazione dell’Opera di Roma. Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini è e resta ancora uno dei capolavori tra i più amati del repertorio lirico, tanto da essere considerato a tutt’oggi la quintessenza dell’opera buffa. Nel cast una grande Rosina, Daniela Barcellona che canterà accanto a due nomi altrettanto prestigiosi: Roberto De Candia impegnato nel ruolo di Figaro e Antonino Siragusa, in quello del Conte di Almaviva, entrambi raffinati interpreti rossiniani . Lo spettacolo sarà messo in scena da Ruggero Cappuccio, giovane drammaturgo e regista teatrale emergente particolarmente apprezzato dal M° Riccardo Muti che l’ha voluto più volte con sé alla Scala di Milano; i costumi sono di Carlo Poggioli; la direzione è affidata al M° Corrado Rovaris.
Interpreti principali: Antonino Siragusa e Alessandro Luciano (Conte d’Almaviva), Paolo Bordogna e Andrea Porta (Bartolo) Daniela Barcellona (Rosina) Roberto De Candia (Figaro), Marco Vinco (Don Basilio), Rita Cammarano e Ilaria Zanetti (Berta).
Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretto dal M° Paolo Vero

L’anno teatrale del “Verdi” si chiude con il tradizionale appuntamento con lo spettacolo di danza classica. Il 14 dicembre con repliche il 15 ( doppio spettacolo), 16, 18, 19 dicembre sarà in programma La bella Addormentata in tre atti di Marius Petipa  con la musica di Caikovskij, che rappresenta l’apogeo del balletto classico. Il grande coreografo non si limitò a redigere la trama del balletto e a comporre le coreografie ma intervenne con numerose richieste sulla musica coadiuvato da Caikovskij che, ancor più stimolato nella composizione, fece scorrere con grande fervore la sua vena melodica secondo le esigenze della coreografia. Lo spettacolo è presentato dal Balletto dell’Opera di Kiev, una delle più prestigiose e antiche compagnie di danza russe su scene di Maria Levitzkaia. La Compagnia di balletto del Teatro dell’Opera di Kiev ( nata nel 1867) si formò all’inizio del 1900. Il team creativo del teatro si ampliò negli anni successivi alla guerra, e il suo Corpo di Ballo divenne una delle più grandi Compagnie europee di danza e dal 1950 intraprende tournée internazionali in Europa, America e Asia.  Oggi il Balletto dell’Opera di Kiev è diretto da Viktor Yaremenko,  fino a poco tempo fa uno dei maggiori solisti della Compagnia.Orchestra del Teatro Verdi.

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18 commenti a Debito da 23 milioni per il Verdi di Trieste. Presentata la stagione a rischio commissariamento

  1. Dag

    Debito di 23 milioni per il Verdi????
    Sierre dut e mande vie a pedadis chei lazarons!
    Altro che “nuovo cartellone”!!

  2. effebi

    dag… metodo tipicamente friulano ?

  3. Dag

    Scusami effebi, ma mi sembra veramente di vivere in un paese anormale che si comporta come niente fosse.
    Ti pare normale che un teatro abbia 23 milioni di debito e, come niente, proponga un nuovo lunghissimo e costosissimo cartellone teatrale?
    Si sa benissimo che i teatri vivono momenti di difficoltà ed hanno bisogno dell’aiuto del denaro pubblico per sopravvivere. Ma 23 milioni sono un buco enorme che imporrebbe di fermare tutto e di vedere cause ed attribuire responsabilità!

  4. Alessandro

    In effetti 23 milioni xe una cifra impressionante

  5. denis furlan

    l’articolo piu’ lungo mai pubblicato da bora.la
    confermo quanto sopra, se ho una pensione da 700€ sicuramente non vado mangiare ogni sera al ristorante piu’ costoso

  6. effebi

    no, assolutamente non mi sembra normale, temo che sia una situazione “normale” per molti enti simili

  7. VERDI
    Vittorio Emanuele Re D’Italia.

    cosí gli iredentisti e gli italianissimi richiamavano sempre per mostrarsi “vittoriosi” a Trieste.

    Comitato Odbor PLT – che tristezza peró…

  8. Alessandro

    @7 ma cossa c’entra sto OT?!

  9. @@@ Vari : Siamo alle solite ! Purtroppo non e’ il cartellone che costa ! Ma tutto il carrozzone strutturale che c’e’ attorno, tutti i dipendenti ,orchestrali, artisti,coro,corpo di ballo ,etc.. del teatro. Pur essendo il teatro sempre pieno la biglietteria copre una piccola parte delle spese, all’estero i biglietti per la lirica sono piu’ cari.

  10. Fabio27

    E bravo Calenda! Non gli bastavano le regie per lo Stabile; è riuscito a ficcarsi come regista anche al Verdi. Come prezzemolo non ne esiste un altro.

  11. massimo p

    come mai i stadi di calcio non sono mai in debito?

  12. SERGIO

    ha spiegato Antonio Calenda, sovrintendente e direttore artistico, in occasione della presentazione del cast della prossima stagione lirica – noi andiamo avanti ottimisti nonostante le ristrettezze economiche, orgogliosi di poter offrire grandi titoli e grandi nomi”.

    sto Antonio Calenda ancora dichiara che è ottimista, e si va avanti a offrire grandi titoli e grandi nomi, ma lo sa che l’Italia sta andando in malora per causa di queste persone che nonostante il momento in cui viviamo in crisi si permette di sperperare denaro pubblico per accontentare un numero sparuto di persone? Ma la conte dei conti cosa fa? ” Andiamo avanti in ristretezze economiche” ma non mi pare, è roba da indagine

  13. Mauricets

    11massimo p
    è chi te lo ha detto? paga il comune e appiana i debiti.

  14. Tergestin

    La Diaco ga falli’ e xe finida in strada una famiglia intiera tra i 120 dipendenti restai senza lavor.

    El Verdi xe finanziado da sempre da tuta la societa’ che conta a Trieste: banche, associazioni, privati e via disendo, la lista xe longa e qualchedun tempo fa la ga publicada. Ora o se trova chi gestissi cussi’ de merda e se lo buta fora a piade o se chiudi. Perche’ non la prima, prima de dover rivar ala seconda?

  15. Mauricets

    ma non hai capito che è un modo per mangiarsi i soldi da parte di “banche, associazioni, privati e via disendo” in modo praticamente legale. fin tanto che la GdF non indaga.

  16. Triestin - No se pol

    no ga servì el sponsor Gas de natural…adesso ghe vol quel che vinzi le barcolane la Gaz de prom…. cosa dirà el libretto rosso de Cosolini green president ?

  17. effebi

    Molto bello il vestito e molto ben indossato dalla elegante Daniela Manzuccato.

    (…un tanto per dir anche robe diverse…)

  18. effebi

    Mazzucato, ovviamente (errata corige)

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