15 settembre 2011

Alla scoperta del cinema del passato e del futuro: riparte “I Mille occhi”

Film rari e ritrovati, copie uniche di film perduti, proiezioni come eventi unici alla presenza di cineasti e appassionati. Per vocazione, interdisciplinare nelle prospettive, questo l’aspetto innovativo della decima edizione del Festival ” I mille occhi- Festival internazionale del cinema e delle arti”, nella convinzione che il cinema sia veicolo e contenitore di tematiche che interessano i vari campi della cultura, delle scienze sociali e dell’economia.  Il Festival – diretto da Sergio Grmek Germani e realizzato dall’Associazione culturale Anno uno, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune e della Provincia di Trieste – privilegerà come per tradizione l’interazione tra cinema del passato e del presente, rassegne di registi da ri-scoprire e opere di autori ritenuti già oggi protagonisti di potenziali retrospettive del futuro. La manifestazione si svolgerà dal 16 al 24 settembre al Teatro Miela di Trieste e alla Stazione Rogers.

Si comincia con Triptih Agate Schwarzkobler (Trittico di Agata Schwarzkobler)  il capolavoro del maggior regista sloveno, Matjaž Klopčič, mostrato per la prima volta in una copia in 35mm (in anteprima mondiale) nelle condizioni in cui il regista avrebbe voluto vederlo proiettato, grazie ad un restauro del girato in 16mm fortemente promosso dalla kermesse.

E poi incontri, presentazioni, rassegne, omaggi, percorsi, convergenti e paralleli, che si snoderanno tra le sale del Teatro Miela e gli spazi della Stazione Rogers.

Una mostra nel decennale della kermesse, X:1000 – 10 ANNI DI 1000 OCCHI, verrà inaugurata mercoledì 13 settembre alle 21.00 alla Stazione Rogers e sarà aperta al pubblico fino al 24 settembre  dalle 18 alle 24. Dalla prima, suggestiva edizione cantiere del Molo IV, alla seconda, edizione già di emergenza, fino alla vertigine della prima decade, I 1000 occhi hanno saputo guardare oltre tabù e dentro gli abissi dell’animo umano, accompagnati dalla tragica dolcezza delle loro icone e dalla lussuosa e inscalfibile ironia di chi ha un portamonete leggero, ma pieni gli occhi e il cuore.  I 10 anni sono l’occasione di guardarsi allo specchio, sorridere e tremare per le avventure ormai passate. Segni del tempo? Solo un’inguaribile fede nell’arte, che supera il tempo, ci ri-presenta il passato, fa guardare al futuro, e rende il presente un po’ più godibile…

Accretidandosi al festival (22,50 euro) sarà possibile  accedere a tutte le sale del Festival, ricevere in omaggio il catalogo  e il manifesto della kermesse.

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