30 luglio 2011

Miti Caffè di Lorenzo Fragiacomo, le meraviglie del mondo musicale riprodotte in miniatura

L’album Miti Caffè, ultima fatica di Lorenzo Fragiacomo, porta lo stesso nome e richiama le stesse atmosfere del bar che Lorenzo gestisce in via Torrebianca, una scelta quasi obbligata dato che il disco nasce un paio di metri al di sopra del bancone, in un soppalco che è un po’ il suo antro creativo. Uscito in CD in tiratura limitatissima ma disponibile in streaming all’indirizzo http://soundcloud.com/lorenzofragiacomo, il disco si avvale dei contributi di Davide Albanese al violino, Felice Andrea Pellegrino al sax e Alessandro Vilevich, tromba e flicorno.

Come già accadeva per i locali precedentemente gestiti da Lorenzo, il Nutty e l’Iguana, anche il Miti Caffè è diventato un luogo d’incontro e confronto per artisti e musicisti e un’ opera omonima non poteva che racchiudere dentro di sé questo spirito teso al confronto fra passato e futuro, fra esperienze musicali eterogenee.

Ascoltare Miti Caffè, infatti, è un po’ come passeggiare in uno di quei parchi tematici in cui le grandi meraviglie del mondo sono riprodotte in miniatura. Si susseguono all’ascolto visioni che ci sono familiari, compresse in pillole, ridotte all’essenza; un lungo piano sequenza in cui scorrono fotogrammi che richiamano alla memoria un passato musicale che va dall’Inghilterra degli anni ‘60 alla canzone d’autore italiana, passando per gli Style Council e certo nu-jazz alla St. Germaine. In questo disco il déjà-écouté non è un incidente di percorso ma una precisa scelta stilistica: la sensazione di familiarità, tuttavia, si limita all’atmosfera, la sostanza del disco si basa su un songwriting consolidato ed originale e, cosa tutt’altro che comune, caratterizzato da uno stile inconfondibilmente legato all’autore. In pochi casi come in questo, infatti, l’opera è espressione fedele dell’artista e del suo mondo, quasi un’estroflessione dell’Io, un mondo che sintetizza forti contrasti e ne restituisce una versione armonica, coerente ed estetica: ed è proprio questo gioco di contrasto a costituire l’unica linea di continuità in un’opera per altri versi marcatamente eclettica. Testi asciutti, dialoghi serrati con un interlocutore che appare appena in filigrana, cronache di vite che transitano davanti al bancone del bar, racchiuse però in un quadro dall’esotismo quasi ostentato, il bianco e nero di una poetica quotidiana alternato ai colori saturi di una musicalità quasi caraibica in un gioco di chiaroscuri che contribuisce a costruire la distanza scenica fra la musica, l’artista e l’ascoltatore, tema da sempre caro a Lorenzo Fragiacomo.

Preceduto da Torrebianca, una breve pillola che introduce immediatamente alle atmosfere del disco, il pezzo forte arriva subito: Libera Estate ha la forza del singolo che ti ritrovi nelle orecchie per giorni, sorretto dal contrappuntare dei fiati di Alessandro Vilevich. Il susseguirsi di vuoti e pieni mostra il gusto per la forma classica di canzone secondo una lezione già cara a Burt Bacharach. In rapida successione arriva subito Hold me tight, altro potenziale singolo dell’album, pezzo orecchiabile che cresce nella strofa per poi esplodere in un ritornello che è una delle poche concessioni all’inglese di un disco contraddistinto dalla lodevole scelta dell’italiano. Interessante l’episodio strumentale di Ferdinandeo, una nenia ipnotica, sullo sfondo un cigolare di altalene, un cantato appena accennato a bocca chiusa, in un approccio dal sapore impressionista. In Magic 39 il suono di una marimba ci trascina in un’atmosfera da spy story anni 60, atmosfera che sfuma con naturalezza nell’andante Second Choiche.

L’unica nota stonata di un quadro per altri versi notevole è forse la “plasticosità” del suono in alcuni passaggi però, ad onor del vero, va detto che Lorenzo Fragiacomo è un artigiano della musica che realizza e produce tutto in casa con l’aiuto di alcuni amici fidati e non ha sicuramente accesso a budget corposi e grandi produzioni. Che sia questo disco lo stimolo buono perché qualcuno si decida a mettere alla prova Lorenzo Fragiacomo con una produzione degna del suo talento?

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Lorenzo Fragiacomo: triestino, precursore della scena ska italiana con gli Spy Eye (Hot Pursuit ’92) è stato gestore dello storico locale triestino Iguana, vero fulcro della scena musicale regionale per vent’anni.
Come direttore artistico ha portato a Trieste in anteprima assoluta artisti come Teatro degli orrori, Le luci della centrale elettrica, Beatrice Antolini , Ex otago, Hawk and a Hacksaw e molti altri.
E’ stato alla testa di band come Occhiospia , Magikal Fishing Family , Butterfly Collectors.
Vanta collaborazioni internazionali con artisti del calibro di Santos e Stuart Staples dei Tindersticks.
Produzione di soundtracks per vari cortometraggi, e per mostre d’arte di Oreste Zevola ( artista di fama internazionale: il suo ultimo lavoro e’ il disegno del manifesto del film “Corpo celeste” di Alice Rochwacher).
I suoi brani sono presenti nelle compilation del concept store più famoso del mondo, “Colette” di Parigi a fianco di artisti come Peaches, Residents, Roisin Murphy.
Regista e produttore di videoclip musicali e non sulla scena Mod e laboratori video come il Miti Show.
In preparazione un nuovo spettacolo live previsto per autunno 2011

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Un commento a Miti Caffè di Lorenzo Fragiacomo, le meraviglie del mondo musicale riprodotte in miniatura

  1. ou:
    volevo dirvi che questo disco è una figata.

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