25 Maggio 2011

Intesa raggiunta, riparte il porto di Trieste

Sindacati e Autorità portuale di Trieste hanno sottoscritto un’intesa per i lavoratori dello scalo giuliano, facendo cosi’ rientrare lo sciopero. Da domani l’attività del porto tornerà dunque alla normalità.

L’accordo per le maestranze – hanno reso noto i sindacati – prevede che i lavoratori facenti parte delle cosiddette societa’ ”Articolo 16” in crisi potranno confluire all’interno delle societa’ ”Articolo 17”, salvo l’approvazione del Ministero. L’Autorita’ portuale – riferisce l’Ansa – si anche è impegnata a istituire un monitoraggio su orari e sicurezza dei lavoratori.

Destinata a rientrare nella normalità, quindi, anche la pesante situazione della viabilità, messa in difficoltà dalla permanenza dei tir in sosta.

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10 commenti a Intesa raggiunta, riparte il porto di Trieste

  1. Avatar Servolier

    Speriamo l’intesa sia stata raggiunta dopo aver accettato le rivendicazioni dei lavoratori.

  2. Avatar nick

    pensemo anche ai lavoratori che per colpa de sti altri i ga seriamente rischiado el posto de lavor, e cioè i muli dei traghetti che senza de ste barche el porto saria za ben che chiuso…..scioperar xe legittimo, ma farghe risciar seriamente el cul anche ai altri no!!!!

  3. L’Autorita’ portuale – riferisce l’Ansa – si anche è impegnata a istituire un monitoraggio su orari e sicurezza dei lavoratori.

    …ma a che cosa servi sta Autoritá Portuale Italiana a Trieste? oltre a far danni calcolabili, e stemo faxendo i conti, oltre a far caxin coi lavoradori, oltre che a ciorne pel cul, oltre che dirotar traffici, oltre che gestir le mandole, oltre che pompar ojo su per l’oleodoto, oltre che a dar libera circolazione dele pantigane in porto, oltre ad inquinar e lasar inquinar, oltre che a sottosviluparse e sotosviluparne, oltre che a ciapar la pila ogni mexe e ndar in pension, oltre che a far concessioni in cambio de un gelato o un giro i motorin, oltre che a violar la legge nazionale italian, oltre che a violare la legge internazionale, oltre che a gaver accordi con gli ex-jugoslavi per far morir el “SCALO GIULIANO” come lo ciama erroneamente lori, oltre che a inzinghenar sti mone de triestini, oltre che a lasar svodo per mesi anni i moli 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7……

    tutto ga un inizio e tutto ga una fine. e lori xe ala fine.

    Comitato Odbor PLT – i nostri i ga ricevú “el contentin” 🙂
    che oltretuto devi eser ancora aprová 🙂
    ….e tuto rientra nei veci schemi taliani.

    per far valer i PROPRI DIRITTI bisogna no fermarse a parlar con Commissario Generale per il Governo del Territorio di Trieste, detto il prefetto di trst, ma bisogna andare a New York e farse, per una volta almeno, rispetar!

    MA QUANDO SE SVEJEMO!!!

  4. Avatar franco

    vorrei ricordare a tutti che i veri danni li hanno subito gli autotrasportatori turchi che dagli anni 92 hanno portato lavoro alla città. Nessuno finora ne ha parlato, come mai? …che vergogna. Si sa che la politica non paga !!! Ed è tutta politica. Finalmente anche gli spedizionieri si son fatti sentire, pochi ma buoni.
    Fatto sta che le navi con i camion turchi già pensavano, almeno in parte di andare a koper; per ora alcune andranno a venezia, non appena pronto il nuovo terminal. La fuga è iniziata, in porto si litiga e basta. e poi dicono che manca il lavoro!!!!

  5. Avatar Tergestin

    Riparte il Porto di Trieste?
    A mi i me disi che el xe incioda’ da un tre generazioni…..

  6. Avatar gian.friso

    E’ chiaro che ognuno dice la sua, a modo suo, ma di “bandiera” secondo il colore. Resta il fatto che da anni i trasportatori turchi hanno portato lavoro sia in porto che fuori ed a nessuno frega niente nè dei disagi che gli autisti hanno patito, nè del grosso danno economico agli stessi trasportatori, pure italiani e tedeschi, nè ai clienti che aspettano le merci! Fatevi un esame di coscienza! Lasciate lavorare onestamente chi lo vuole. Molte navi sono andate via ed altre lo faranno, per colpa di chi? E chi pagherà tutto ciò? Neanche chi ci guadagna di più sopra a questo traffico, senza rimetterci un euro, per TV ha avuto parole di conforto per uomini e mezzi abbandoinati a se stessi. Dire “vergogna” è poco, secondo me. Fanno bene a dirottare le navi in altri porti, i politici locali non meritano che la gente sia occupata in porto, basta vedere che sono tutti di un “colore”. E quando succede qualcosa danno sempre le colpe ad altri, ma chi sono questi altri?

  7. Avatar bruno

    saria facile fare ironia su “RIPARTE” il porto, propongo di mandare chi ha fatto sciopero a recuperare, una delegazione (no tutti) il traffico, le compagnie, le navi e spendersi l’immagine in giro per il mondo con i soldi propri e se non te rivi, ciao a casa cambiar mestier.

  8. Ma sarà mai possibile che qualchidun se interoga perché i portuai ga scioperà???????????? Allora intanto no riesci a far sopraviver le proprie famiglie e questo perché? Perché ce un mercato nero delle brazza che impedisci a chi che lavora pagando le tasse, de lavorar. Cmq. la question sarà trattada entro breve a livel istituzional in quanto la Legge per il PLT prevedi che “Tutti gli impiegati del Porto Libero saranno incaricati dal Direttore. In tutte le assunzioni di personale la preferenza deve essere data a cittadini del TLT”. Questo xe cosa seria e no le monade della legge taliana 84/94 che parla de lavor temporaneo e altre cazzade. Ma siori dove vivemo “nel Gulag della Siberia”!

  9. Avatar bruno

    @marcus ma se al posto de sioperare i fazeva le loro brave otto ore e dopo i andava sui binari a protestare in stazion( che tanto le ferrovie no le gavemo più)se risparmiavimo de perder quele quattro barche che rivava quà

  10. Avatar bruno

    @marcus, far fermar el porto me da sai de darse mattonade sui attributi, no te par?

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