13 maggio 2011

Get The Blessing al Miela di Trieste per “Le nuove rotte del jazz 2011”, un concerto da mani spellate

Non è che capiti spesso, anzi. Diciamocelo francamente, non capita quasi mai.

Vedere tanto entusiasmo da parte del pubblico triestino – pergiunta ad un concerto jazz – è un’esperienza inedita. Ci si aspettava tanto da questi Get The Blessing e tanto è arrivato; formatisi in quella scena inglese che ha i Portishead come principale punto cardinale, questo quartetto di Bristol coniuga ritmiche tipicamente trip-hop a sonorità e stilemi ricorrenti nel jazz contemporaneo, una ricetta che li ha portati alla ribalta delle cronache musicali con l’aggiudicazione del premio per il miglior album del 2008 ai BBC Music Jazz Awards per il loro lavoro d’esordio All is Yes.

Scesi al Miela di Trieste per la loro unica data italiana, all’interno della rassegna “Le nuove rotte del jazz 2011”, organizzata dal Circolo Culturale Controtempo (http://www.controtempo.org), i 4 Blessing hanno proposto un concerto corposo (“interminabile” è l’aggettivo usato dall’insofferente signorina origliata a fine serata al bar) e di spessore.

La mise-en-scène tradisce l’attitudine dei consumati uomini di spettacolo: nel rigoroso dress code completo grigio-camicia bianca (abbiamo invano sperato in quei vezzosi sacchetti del pane indossati a guisa di maschere che fanno gran figura nelle foto ufficiali della band), i musicisti hanno proposto una scaletta con nomi delle canzoni rigorosamente inventati sul momento, intervallati da siparietti umoristici del bassista Jim Barr. I pezzi, che ad onor del vero mostrano una tendenza a valorizzare la prestazione del singolo più che mirare ad una maggior rotondità corale, si caratterizzato di apprezzabili cambi di scenario; la mancanza di una tastiera a garantire l’amalgama dei suoni fa venir molto fuori i fiati che costituiscono la cifra stilistica più evidente del sound dei Get The Blessing. Il gioco di botta e risposta fra il trombettista Pete Judge e il sassofonista Jake McMurchie diverte e traina sul piano melodico delle composizioni che si avvalgono anche di un effettistica sui fiati che regala atmosfere elettroniche perfettamente in sintonia con l’approccio della band. Eccezionale l’apporto ritmico di Clive Deamer, senza dubbio quello che ci ha impressionato di più.

La rassegna “Le nuove rotte del jazz 2011” continua col minimalismo cool di Nik Bartsch sabato 21 maggio e una chiusura a sirene spiegate con James Taylor Quartet mercoledì 1 giugno, sempre al Teatro Miela di Trieste.

Tag: , , , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *