12 maggio 2011

48: i volti del dolore

Voci. Sommesse, rabbiose o rotte dal pianto, ma tutte accomunate dalla stessa disumana esperienza, accaduta poco lontano sia nel tempo che nello spazio. Basta spostare lo sguardo di quarant’anni e di poco più di duemila chilometri. La sera di giovedì 12 maggio il NodoDocFest si fa testimone, attraverso “Una finestra sul Portogallo”,  della dittatura fascista portoghese e delle misure di repressione all’interno delle carceri gestite dalla PIDE, la polizia politica. “48” sono gli anni della durata del governo totalitaristico, il più lungo dell’Europa Occidentale.

Nodo logoSusana De Susa Dias sceglie, per la sua pellicola, una narrazione dalla compostezza impeccabile, che  richiama al presente il clima di austero terrore diffuso dal regime. I volti dei prigionieri, fotografati in diversi momenti della detenzione, sembrano silenziose apparizioni di fantasmi ormai arresisi al loro destino, alla denigrazione psicologica e  alle torture. Come ad esempio quella del sonno, la più lenta, la più macabra (e, soprattutto la più praticata).

Il susseguirsi degli scatti fotografici, intercalato solo da delicate dissolvenze, conferisce a questi personaggi una vividezza stordente: pare quasi che essi muovano le labbra e che “buchino” lo schermo per poter urlare il loro dramma alla platea. Nota di contrasto è il linguaggio: tutti i sentimenti di desolazione, rabbia e amarezza si risolvono in un monologo corale semplice, che non si avvalora di termini “forti”. Non sono tanto le parole, quanto il tono e il ritmo di questa voce “collettiva” a ricamare i dettagli della narrazione.

Rimane infatti solo la voce la protagonista del finale, quella degli ex detenuti di colore: delle loro fotografie non è rimasta traccia, sono state distrutte dalla PIDE. L’assenza di un’immagine a cui potersi ancora aggrappare lascia lo spettatore come in attesa di un elemento che lo rassicuri, elemento che non arriva mai. Solo una è la consapevolezza: le tracce nere di questa esperienza non si potranno mai lavare via, neanche sotto il sole di una nuovo inizio.

“Una finestra sul portogallo”
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