7 Aprile 2011

Eventi del centocinquantenario dell’Unità d’Italia: le Donne e la Politica

Intervento di Bassa Poropat Pubblico

Martedì 5 aprile vado a vedere l’iniziativa organizzata dalla Consulta Femminile di Trieste, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia: il convegno “Le Donne e la Politica”.

Entro nel palazzo della Prefettura, vengo subito controllata all’ingresso: sì, ho l’invito, posso salire lo scalone.
Raggiungo il Salone di Rappresentanza. E’ visibilmente pieno. Le rappresentanti delle tredici Associazioni che formano la Consulta (ADEI, ADOS ITALIA, ANDE, AIDDA, CIF, CONVEGNI MARIA CRISTINA, FIDAPA Tergeste, FIDAPA Trieste, FUTURO DONNA, MDT, SOROPTIMIST, UDI “Il caffè delle donne”) occupano tutte le sedie e i divani di rosso velluto. Il sole del tramonto sta incendiando le colonne e gli archi, sotto cui anche i lampadari sontuosi aggiungono punti luce.

L’evento si apre con il saluto del Prefetto, che sottolinea l’importanza ed il valore dell’ associazionismo femminile, e dalla introduzione di Ester Pacor, presidente della Consulta femminile di Trieste. Pacor ricorda come le Associazioni della Consulta testimoniano il percorso che è stato compiuto nel nostro Paese (molte associazioni che vi fanno parte sono state fondate all’inizio del secolo scorso); una volta riunite nella Consulta, si sono adoperate pubblicando testi, organizzando corsi, ricerche e convegni, parlando agli amministratori ed ai politici, suggerendo formule per la piena parità.
La Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat ricorda il Bilancio di Genere appena presentato. Invita le donne ad essere maggiormente presenti nella politica.
Segue il saluto di Alessia Rosolen. “La politica si fa per passione. La mia esperienza è cominciata a quattordici anni. Vedo che, anche se passa il tempo, le donne in questo settore continuano ad essere poche. La insufficiente disponibilità di servizi di cura offerti dall’ente pubblico sicuramente è uno dei freni“.
Entrambe sono scettiche nei confronti del sistema delle quote. Il pubblico mormora, c’è chi non è d’accordo.

L’incontro è destinato ad ospitare le relazioni della prof. Franca Bimbi (che interviene sul tema: “La rappresentanza non è tutto”), sociologa dell’Università di Padova e Direttrice della Scuola di Dottorato in Scienze Sociali; e della prof. Teresa Tonchia, filosofa della politica all’Università di Trieste (che porta il contributo: “Rappresentanza e rappresentazione della diversità”).
E’ probabile che per le spettatrici, che hanno familiarità con le discussioni sulle tematiche di genere, i due contributi siano risultati inconsueti rispetto a quanto abituate a sentire.

La sociologa Bimbi provoca subito il pubblico: della sua esperienza in politica (“Sono stata fortunata, a cinquant’anni mi si è schiusa una porta“) dice che il Partito è l’ambiente meno democratico che abbia sperimentato. Elenca una serie di situazioni tipiche della condizione femminile, per cambiarne l’ottica. La tipica descrizione di queste situazioni, secondo la docente padovana, è una “retorica”, e deve essere superata dalla sua messa in discussione. Cita molti esempi. Come: il confronto tra le convenzioni del matrimonio per donne immigrate e donne italiane. Non ci si può fermare a lamentare il fatto che fenomeni di matrimonio combinato siano ancora resistenti. Infatti (la docente non si risparmia toni diretti) quando parliamo di femminicidio, quante volte questo avviene all’interno del matrimonio d’amore?
La sua conclusione è che, su questi argomenti, non è sufficiente avere un minimo comun denominatore trasversale alle appartenenze politiche; ma anzi, le voci delle donne devono farsi sentire dissonanti, originali, per animare e far evolvere il dibattito.

La filosofa Tonchia usa toni più rotondi. Parla dell’unione delle parti, che devono essere tutte rappresentate. “Se nella Natura ci sono i due sessi, anche nelle rappresentanze si devono vedere equamente entrambi“. Tra le rigorose della presa di distanza dai cosiddetti ruoli assegnati dalla natura, deve essere serpeggiato un brivido. Eppure il messaggio della seconda docente è più complesso: la rappresentanza è influenzata dalla rappresentazione, quella rappresentazione che vede la figura femminile bisognosa di tutela. Perchè la visione corrente separa la popolazione femminile come un differente gruppo sociale?
Tonchia opera attivamente nel settore: ammette di aver presentato un discorso di profilo teorico, ma la sua opera è nella pratica. All’Università, è componente del Comitato di prevenzione del Mobbing, del Comitato per le pari opportunità e del Comitato scientifico del corso Donne, Politica e Istituzioni.

L’evento si chiude, le convenute si godono ancora un attimo l’ufficialità del luogo che le ha ospitate. Anche io, prima di andare via, visito le sale adiacenti. Camera da letto, scrittoio antico, tutto perfettamente conservato. E’ questa la sede deputata ad ospitare il Presidente della Repubblica durante le sue visite. La vista sul mare che si può godere dalla terrazza è inondata di luce; ora il cielo è riempito dal rosa del tramonto.

foto di Laura Poretti Rizman

Intervento di Ester Pacor Le speaker

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