26 gennaio 2011

Giornata della Memoria: gli appuntamenti a Trieste, Gorizia e nel resto della regione

Per celebrare il “Giorno della Memoria”, ricorrenza istituita dal Parlamento italiano per ricordare l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, si terranno mercoledì 26 e giovedì 27 gennaio, una serie di iniziative e cerimonie commemorative.

Il programma triestino prevede per oggi, alle ore 10.30, all’auditorium del Museo Revoltella di via Diaz, lo spettacolo teatrale “Vite strappate”, omaggio a Giovanni Palatucci. Liberamente tratto da “Lettere dalle lettere” di Franco Stano e da “I Sommersi e i salvati” di Primo Levi, per ideazione, drammaturgia e regia di Antonella Ursic. A seguire, alle ore 11.30, sempre al Revoltella, presentazione del volume “L’ultimo questore. La vera storia di Giovanni Palatucci” di Nazareno Giusti, edizioni Belforte 2009, a cura di Sergio Schirinzi.
Giovedì 27 gennaio, alle 9, in via Coroneo 26, deposizione di una corona della Polizia di Stato sulla lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci, “Questore Giusto”. Quindi alle ore 9.30, dalle carceri del Coroneo, partenza della marcia silenziosa degli ex deportati dal luogo di detenzione fino alla Stazione Centrale. Alle 10, in via Flavio Gioia, deposizione di una corona del Comune sulla lapide che ricorda la partenza dei convogli dei deportati verso i campi nazisti dal settembre 1943 al febbraio 1945. Alle ore 11, alla Risiera di San Sabba, si terrà quindi la cerimonia solenne. Sarà presente anche una delegazione del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste sarà presente per deporre una corona di fiori a ricordo delle vittime omosessuali perseguitate e sterminate dal regime fascista e nazista. La corona, a forma di triangolo rosa, vuole ricordare il simbolo con cui venivano “marchiate” le persone omosessuali internate nei campi di concentramento.
Sempre nel pomeriggio di giovedì 27 gennaio, a partire alle 15, nell’auditorium del Salone degli Incanti dell’ex Pescheria, presentazione del volume “Il cantante del lager” di Eno Mucchiutti, Novadimensione 2010, con la presenza dell’autore. Alle ore 16.00, sempre all’auditorium dell’ex Pescheria, anteprima della mostra “Guareschi e Laureni: segni dai lager. Testimonianze di due internati militari”. Intervengono Massimo Greco, Adriano Dugulin, Umberto Laureni, Francesco Fait e Anna Krekic. A seguire, alle 16.30, i ragazzi degli istituti Deledda e Galilei raccontano la vicenda di Angelo Vivante e Laura Geiringer, deportati ad Auschwitz. Alle ore 17 la testimonianza del sopravvissuto Giuseppe Sincic e alle 17.45 quella di Nino Comin, alpino in Risiera, mentre alle 18, si terrà la presentazione del volume “Chicchi di Riso” di Pavle Merkù, Roberto Dedenaro e Patrizia Borghi, editrice Leonardo 2011, con l’intervento musicale del coro di voci bianche “Piccolo coro Natissa” di Aquileia, diretto da Patrizia Drì. Alle 18.30, presentazione della pubblicazione dell’Associazione nazionale ex deportati di Trieste, dedicata a Jolanda Marchesich. Alle 19.00 proiezione del documentario (7 min) di Alessio Zerjal sulla Risiera di San Sabba, alla presenza dell’autore e infine il filmato “AZ, un fatto, come e perché” (Rai 13 marzo 1976, 38 min) con l’inchiesta di Emilio Ravel dedicata alla Risiera.

Anche a Gorizia l’appuntamento commemorativo prevede numerose iniziative di approfondimento e di studio, finalizzate soprattutto a sensibilizzare le coscienze delle giovani generazioni sugli orrori delle persecuzioni razziali e politiche poste in essere dal Nazismo.
Il programma degli eventi avrà inizio alle ore 18 di mercoledì 26 gennaio, con un intervento del Prefetto di Gorizia, Maria Augusta Marrosu, alla presentazione del volume “Sotto un cielo di stelle. Educazione, bambini e resistenza”, organizzata dal Comitato Provinciale per la Promozione dei Valori della Resistenza e della Costituzione Repubblicana presso la Provincia di Gorizia, in collaborazione con l’Ufficio Pastorale Ecumenico dell’Arcidiocesi di Gorizia.
Le celebrazioni di mercoledì 27 gennaio prenderanno l’avvio alle 09.30, con la deposizione della corona d’alloro, a cura del Sindaco Ettore Romoli, presso il Monumento ai Deportati in Germania in Piazzale Martiri della Libertà d’Italia di Gorizia (stazione ferroviaria) alla presenza del Prefetto e delle massime Autorità istituzionali, civili, religiose e militari.
Successivamente, alle 10, presso la Sala di Rappresentanza del 1° p. della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo di Gorizia il Prefetto, consegnerà le medaglie d’onore, conferite con decreto del Signor Presidente della Repubblica, ai seguenti insigniti residenti nella provincia di Gorizia: Renato Aloisio, residente a San Canzian d’Isonzo, sopravvissuto all’internamento nei campi di lavoro in Germania; Bruna Boemo, residente a Grado, in memoria del padre internato militare Bruno Boemo; Ida Vida ved. Buzzinelli, residente a Gorizia, in memoria del marito, internato militare Gabriele Buzzinelli; Marco Gobbo, residente a Monfalcone, in memoria del nonno internato militare Giovanni Armando Cancian; Silvano Facchinetti, residente a Grado, in memoria del padre internato militare Silvano Facchinetti; Lucio Fella, residente a Monfalcone, in memoria del padre internato militare Arturo Fella; Tiziano Miniussi, residente a Staranzano, in memoria del nonne militare internato Giuseppe Gambin; Marino Trevisan, residente a Redipuglia, sopravvissuto all’internamento nei campi di lavoro in Germania; Alma e Bruno Zorzin, moglie e figlio dell’internato militare Oliviero Zorzin, residente a Romans d’Isonzo.
Il Prefetto parteciperà, poi, alle ore 11.30, presso la Sinagoga di Gorizia in via Ascoli, all’inaugurazione della mostra “Viaggio nella Shoah, La Polonia della Soluzione Finale”, a cura del Comitato Provinciale per la Promozione dei Lavori della Resistenza e della Costituzione Repubblicana in collaborazione con il Centro Isontino di Ricerca e Documentazione Storica e Sociale “Leopoldo Gasparini” di Gradisca d’Isonzo e con l’Associazione Amici di Israele.
A conclusione del “Giorno della Memoria”, alle ore 18.00, il Prefetto interverrà alla presentazione del volume “Testimoni della Shoah” di Silva Bon, nella Sala del Consiglio Provinciale; saranno lette alcune testimonianze tratte dal volume, da parte delle attrici Mara Artuso e Luigia Bonetti.
Le celebrazioni si chiuderanno il 31 gennaio 2011, alle ore 10.30, presso il “Kulturni Dom” di via Brass in Gorizia, con una rappresentazione teatrale per gli studenti delle Scuole isontine, “E’ bello vivere liberi” di e con Marta Cuscunà, ispirata alla biografia di Ondina Peteani, Deportata ad Auschwitz n. 81672 e vincitore del “Premio scenario per Ustica 2009”.

A Gradisca d’Isonzo: giovedì 27 alle 9 è in programma la deposizione di una corona di alloro alle vittime della Shoah al cimitero ebraico di via dei Campi. Alle 10 in sala Bergamas premiazione dei lavori degli studenti del comprensivo “della Torre” organizzata dalla sezione gradiscana dell’Anpi. Venerdi 28 alle 10.30 nell’aula Magna del “Brignoli” inaugurazione della mostra sul tema della deportazione realizzati dal pittore gradiscano Mirano Marizza, dal titolo “Come è potuto accadere”. Quindi conversazione di Luciano Alberton su “La conferenza del Wannsee e la soluzione finale del problema ebraico”.

A Cervignano: concerto di “The Original Klezmer Ensemble” in programma giovedì 27 gennaio alle 20.30 alla Casa della Musica di via Verdi 23. L’evento è promosso dal Comune di Cervignano in collaborazione con l’Associazione Culturale Teatro Pasolini e l’Associazione “Musica Libera”. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Udine celebra la Giornata della Memoria con incontri, concerti, letture, contributi cinematografici nell’ambito della rassegna “La Shoah e oltre”.
26 gennaio, ore 18.00, Sala Ajace
Incontri con l’autore: Valerio Marchi
Tempo bello per gli ebrei (Udine, Del Bianco, 2011)
La vivace polemica antiebraica della stampa cattolica udinese tra Otto e Novecento
dialoga con l’autore Romano Vecchiet
a cura della Biblioteca Civica “V. Joppi” e Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Club Unesco di Udine

Com’era il «tempo» fra gli ebrei e per gli ebrei friulani a cavallo fra Otto e Novecento, in quello snodo cruciale della Grande Storia e, all’interno di essa, di quella dei figli d’Israele? La ricerca di Valerio Marchi, che ripercorre 35 anni di stampa friulana, intende contribuire a dare una risposta a questo quesito.

27 gennaio, ore 17.00, Centro città
Mani secche
un’iniziativa di lettura degli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado di Udine
coordinamento Nicoletta Oscuro
in collaborazione con Biblioteca Civica “V. Joppi” -Sezione Moderna e 40^ Palio Teatrale Studentesco

In giro per la città, i ragazzi delle scuole udinesi propongono al pubblico testi scelti da loro stessi per testimoniare emblematicamente la volontà di non dimenticare. Un’originale iniziativa di letture interpretate in forma agita, come tappa finale del percorso Mani secche realizzato nell’ambito del progetto Biblioteca&Scuola 2010/2011 che, sotto la guida di Nicoletta Oscuro, ha esplorato, tra libri, musica e film, il tema della Shoah e delle sue radici mai estirpate.

ore 18.00, Palazzo Morpurgo
1938-1945 La persecuzione degli ebrei in Italia
una mostra a stampa della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC
interventi di Luigi Reitani, Alberto Buvoli e Marco Balestra
inaugurazione
a cura di Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Civici Musei, Gallerie del Progetto e Assessorato alla Cultura

Con impostazione scientifica e completezza storica, la mostra illustra la persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945. Sono così ricostruite tanto la fase della minorazione dei diritti e della persecuzione sociale, attuate dal 1938 al 1943 sotto il governo fascista del Regno d’Italia, quanto la fase degli arresti, della deportazione e dello sterminio, attuati dal settembre 1943 alla Liberazione nelle regioni poste sotto l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana. La Mostra si sviluppa in 15 sezioni tematiche: tre di premessa e contestualizzazione, cinque sul periodo 1938-
1943, sei sul periodo 1943-1945, una sull’immediato dopoguerra.

ore 21.00, Teatro Palamostre
Alla ricerca dello zio Coso
di Alessandro Schwed e Alessandro Marinuzzi
testo di Alessandro Schwed /drammaturgia di Alessandro Marinuzzi
dal romanzo Lo Zio Coso di Alessandro Schwed
con Paolo Fagiolo, Marcela Serli e la voce di Alessandro Schwed
progetto e regia Alessandro Marinuzzi
scene e costumi di Andrea Stanisci
assistente alla regia Tina Sosič
una produzione Teatro Club Udine e LABX / Laboratorio X

A qualcuno spariscono le parole come se niente fosse, qualcun altro sostiene che la seconda guerra mondiale è come se niente fosse, anzi è niente perché non è mai successa: gli eserciti? Sfilate di moda. Gli ebrei? Lagne e barzellette. Il “coso” narrante incontra il “coso” negazionista durante un viaggio in treno alla ricerca di un parente miticamente sopravissuto allo sterminio della sua famiglia in bilico fra Ungheria, Italia e Israele, e decide di scrivere la sua storia e quella dello zio Coso, quello vero.
Una satira antinegazionista che fa riflettere sui fantasmi del passato e divertendo inquieta rivelando gli incubi del presente. Uno spettacolo che, nato come mise en espace nel 2009 per il progetto udinese “La Shoah e oltre”, dopo il debutto a Milano nel 2010 arriva ora a Udine per Akrópolis 11. Tra amnesie e afasie, manipolazioni della realtà e tentativi maldestri di ricostruzione della verità, dal romanzo autobiografico di Alessandro Schwed, il nuovo spettacolo del regista triestino Alessandro Marinuzzi che ne ha curato anche la drammaturgia, nell’interpretazione caustica ed emozionante di Marcela Serli e Paolo Fagiolo che con lui hanno fondato LABX / Laboratorio X.

28 gennaio, ore 10.00, Visionario
Conversazione con Uri Orlev
incontro con gli studenti
a cura di Italia-Israele del Friuli, Teatro Club Udine e Centro Espressioni Cinematografiche di Udine

I giovani studenti di Udine incontrano Uri Orlev, per ascoltarne la testimonianza di vita e dibattere con lui sul valore di salvezza e di difesa dal male che i libri sanno trasmettere. Orlev ha iniziato a scrivere nel 1976 e da allora ha pubblicato più di trenta libri di letteratura per ragazzi, per lo più ispirati da esperienze personali o autobiografiche legate alla repressione nazista del popolo ebraico e alla Shoah. Dal suo romanzo semi-autobiografico è stato tratto il film L’isola in Via degli Uccelli. I suoi libri sono stati tradotti dall’ebraico in 38 lingue diverse. Nel 1996 ha ricevuto il premio Hans Christian Andersen. Nel 2003 ha ricevuto il Premio Cento per Corri ragazzo, corri.
Al termine sarà proiettato il film L’isola in Via degli Uccelli, tratto dal romanzo omonimo di Uri Orlev.

ore 18.30, Visionario, Udine incontra Uri Orlev
a cura di Italia-Israele del Friuli, Teatro Club Udine e Centro Espressioni Cinematografiche di Udine

Uri Orlev è nato a Varsavia nel 1931. Il suo vero nome è Jerzy Henryk Orlowski. Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, suo padre – ufficiale medico dell’esercito polacco- fu catturato nel fronte russo. Dopo che i nazisti uccisero la loro madre, Orlev e suo fratello furono nascosti da alcune famiglie polacche. Nel 1943 furono imprigionati e condotti a Bergen-Belsen, da dove furono liberati nell’aprile del 1945 dalla 9° flotta americana. Solo nel 1954 incontrarono di nuovo il loro padre, anch’egli sopravvissuto alla guerra, in Israele, dove si erano trasferiti nel frattempo. Orlev ha lasciato il kibbutz che lo accolse al suo arrivo in Israele solo nel 1962 e ora vive a Gerusalemme. E’ sposato e ha quattro figli. Scrive soprattutto romanzi e storie per bambini, pubblicando più di trenta libri per differenti gruppi di età. Scrive anche per la radio e per la tivù e traduce storie per bambini dal polacco in ebraico. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra i quali nel 1996 il prestigioso premio Hans Christian Andersen.

ore 21.00, Visionario
L’isola in Via degli Uccelli (Gb, Danimarca, Germania 1997, 1997)
proiezione
a cura di Centro Espressioni Cinematografiche di Udine

Nella Polonia occupata dai nazisti, Alex, un bambino ebreo di 11 anni, si ritrova improvvisamente solo in un precario rifugio, un edificio colpito da una bomba agli inizi della guerra. Mentre la madre è svanita nel nulla, il padre è stato prelevato dalle SS e deportato in un campo di concentramento. A quel punto, con l’unico scopo di nascondersi agli occhi dei nazisti, Alex trasforma il suo covo in un nido inaccessibile sui tetti del ghetto. In questa lotta per la vita gli fa compagnia un libro, Le avventure di Robinson Crusoe, ma soprattutto lo assistono l’ingegno, il coraggio, la fiducia. Alla fine la sua attesa del padre sarà premiata. Una appassionata avventura umana, in cui la poesia e la commozione si mescolano all’impegno civile. Il film, diretto dal danese Søren Cragh-Jacobsen e in parte ispirato alla vicenda biografica di Uri Orlev, nato a Varsavia nel 1931 e autore del romanzo omonimo, ha vinto l’Orso d’Argento a Berlino ’97 per le musiche originali di Zbigniew Preisner, compositore preferito di Kieslowski, con menzione speciale per il giovane interprete di Alex, l’esordiente Jordan Kiziuk.

2 febbraio, ore 18.00, Sala Ajace
La deportazione politica: fasi, problemi, protagonisti
interventi di Bruno Maida (Università di Torino) e Flavio Fabbroni
a cura di Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e Biblioteca Civica “V. Joppi”

Il deportato è chi in maniera forzata viene allontanato dal proprio luogo d’origine verso un altrove, che dopo la seconda guerra mondiale si concretizzerà nell’immagine del campo di concentramento. Esperienze terribili che furono vissute anche da chi si oppose al nazifascismo con l’azione partigiana, spesso pagando di persona la forza militante delle proprie idee. L’incontro approfondirà le vicende, le figure e le problematiche storiografiche della deportazione politica e , accanto alla conferenza dello storico Bruno Maida, offrirà l’occasione per illustrare anche la deportazione politica dall’Italia e dal Friuli, oggetto del volume Otto lezioni sulla deportazione dall’Italia ai lager, a cura di Bruno Maida e Brunello Mantelli, e dello studio di Flavio Fabbroni I deportati politici dalla provincia di Udine nei campi di concentramento tedeschi pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Storia contemporanea in Friuli” dell’ Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione.

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23 commenti a Giornata della Memoria: gli appuntamenti a Trieste, Gorizia e nel resto della regione

  1. La Comunità Ebraica di Trieste onora questo giorno speciale con alcuni appuntamenti:

    http://www.triestebraica.it/node/222

    Mie Divagazioni:

    http://baotzebao.tumblr.com/post/2937965724

    http://baotzebao.tumblr.com/post/2938428953

    Grazie della ospitalità, shalom !

  2. Andrea

    Io ho la sensazione che tanti abbiano già dimenticato tutto quello che è successo,avreste mai immaginato che “solamente “dopo 50 anni ci ritrovevamo un governo di fascisti a guidare questo paese?

  3. rajc

    No, era facile aspettarselo addirittura prima, vista la tendenza all’amnesia e all’edulcorazione dell’immagine allo specchio di questo paese.
    Cosi’ come non mi sorprenderebbe se gli ebrei, nel caso si fossero ribellati con viva efficacia alla feroce politica razzista dei nazifascisti, oggi fossero apostrofati con “sporchi infoibatori” o robe del genere, dai vari luigi&co, furbi dissimulatori in questo tipo di argomenti.

    purtroppo oggi questi furbi vanno di moda….

  4. rajc

    in quel caso in italia non si sarebbe istituita una giornata della memoria come questa, bensi’ una qualche girnata del ricordo di italiani massacrati dai barbari ebrei.

  5. giorgio (no events)

    Anch’io sono rimasto attonito nel vedere al governo gli eredi dei fascisti dopo solo cinquant’anni. Ma più che la tendenza all’amnesia, credo sia dovuto al terribile periodo di distruzione e smembramento culturale che abbiamo passato (o stiamo passando?).
    Ogni anno diventa più importante ricordare e non dimenticare.

  6. FLASH GORDON

    da “il gazzettino” di oggi:

    Luzzatto: pericoloso ripudiare i libri

    Una lettera sul caso Battisti che il presidente della Comunità ebraica di Venezia Amos Luzzatto ha inviato a Luca Zaia e al Gazzettino

    Signor Governatore,
    anche sapendo che fra qualche giorno avremo la gradita occasione di incontrarci per una cerimonia nel quadro complessivo delle giornate della memoria della Shoà e delle deportazioni degli ebrei verso i campi di sterminio nazisti, ritengo doveroso da parte mia intervenire presso di Lei per esprimerLe il mio pensiero e quello della gran parte degli ebrei veneziani in merito al ventilato provvedimento relativo ai libri di alcuni Autori, firmatari di un appello contro l’estradizione di Cesare Battisti.

    Questa iniziativa a favore del Battisti è certamente criticabile ed è più che lecito un giudizio sulla sua opportunità e sulla sua giustificazione. Tuttavia la suddetta iniziativa va criticata nel merito, e non nella raccomandazione a scuole e biblioteche pubbliche di considerare a priori globalmente diseducative le opere degli autori suddetti. Riteniamo che alle giovani generazioni si debbano fornire varietà di opinioni e di stili di opere: invitare a ometterle per motivi che esulano dal contenzioso in corso potrebbe costituire un precedente per estendere la condanna ad Autori non graditi a qualsiasi titolo. Per capirsi, ai tempi delle Leggi Razziali del ’38 si sono eliminati da scuole e biblioteche libri di varia cultura non perché contenessero errori, ma soltanto perché erano stati scritti da Autori ebrei.

    Credo al contrario che si debba mettere la gioventù studiosa in grado di conoscere persino gli scritti dei fascisti e dei nazisti, per conoscere meglio il fenomeno, sviluppare lo spirito critico e conoscere la realtà multiforme ancorché tragica del nostro mondo. Si critichi dunque liberamente e al tempo stesso si conosca ciò che si critica senza trasformare questa discussione in una specie di ripudio di tutto ciò che hanno prodotto i suddetti autori.

    Voglio confidare che vorrà comprendere il senso che ispira queste mie righe, che è ispirato alla difesa del nostro costume democratico nel quale tutti crediamo: sì alla libertà di critica, no a fare scomparire tutto ciò che hanno detto o scritto coloro che vengono criticati.

    In attesa di incontrarLa per le prossime cerimonie, voglia gradire signor Governatore i miei più sinceri saluti

    Amos Luzzatto
    Presidente Comunità ebraica di Venezia

  7. luigi

    Sulla lettera di Amos Luzzatto:
    Come sempre abbiamo da imparare dai nostri fratelli maggiori…

  8. Srečko

    luigi

    Si, hai molto da imparare, benche’ tu sia convinto di sapere gia’ tutto. Internet ti ha reso ogniscente!!!

  9. Un’altra Storia che ci ri-guarda

    http://www.olokaustos.org/argomenti/bambini/bullen1.htm

    E avete visto AUSMARZEN, di Paolini su la7 ?

  10. ….non ne siamo immuni…….
    ogni qual volta:
    -non riconsciamo i nosri errori
    -siamo distratti, le cose ci passano davanti e non le vediamo
    -non siamo attenti alla situazione
    -non assumiamo le nostre responsabilità (ho ricevuto ordini, mi han detto che…)
    -non affermiamo la nostra iedentità e “l’umanità” dell’altro (l’altro è come noi…)
    -ci perdiamo nel gruppo, invece di fersi accettare come individui
    -ci pieghiamo all’autorità ingiusta
    -viviamo solo nel presente, senza la storia dei falori e un futuro che verrà
    -SACRIFICHIAMO LA LIBERTA’ NELL’ILLUSIONE DELLA SICUREZZA
    -non crediamo nella possibilità di unirci per poter cambiare i sistemi ingiusti.

    IL MOSTRO SARA’ PRONTO A RITORNARE!!!!

  11. Srečko

    lucio

    Firmo!

  12. @ Srecko
    A proposito di onniscienza: quel luigi lì non sono io.

    @ luigi
    Non preoccuparti: Srecko è un mio innamorato respinto. Ancora soffre molto.

    L.

  13. Srečko

    luigi

    Chiedo scusa. In effetti la mia ironia e’ diretta al tuo omonimo veneziano.

  14. Tergestin

    @ Srecko

    Lassilo (a Luigi) che el se sbrodoli sui quadri Istriani, no stemo zucarlo anca qua.

  15. alpino

    @Tergestin
    Srecno el così ciapà dal Venezian che lo ga nominà anche nel post su quei due che ga rotto le bottiglie..se non è amore questo

  16. Srečko

    albino

    Corrisposto!!! 🙂

  17. A tutti consiglio una mostra: “1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia”.

    La mostra è presso la Biblioteca Marciana di Venezia, e per una appassionato di storia e di documenti storici è un “must” da non perdere.

    Impressionanti alcuni reperti, che dimostrano il progressivo allontanamento degli ebrei dalla vita pubblica in ITalia dopo il 1938.

    L.

  18. Grazie, @luigi ( veneziano )

  19. Tergestin

    No xe un mistero -ne un caso, aggiungo- che Mussolini ga proclamado le leggi razziali proprio qua. La comunita’ ebraica Triestina, economicamente molto prospera, xe stada letteralmente DECIMADA, tra delazioni e deportazioni.
    Nel 1938 a Trieste iera circa 7.000 ebrei, nel 1945 solamente 2.300. Oggi, ne gavemo 700.

    Diversi edifici del centro xe stadi espropriadi a quela gente e ciolti in man dai loro delatori e ne accenna anche Veit Heinichen nel suo libro “le lunghe ombre della morte”.
    A tutt’oggi ne xe 700.

  20. effedici (FDC)

    L’insegnamento di Storia dei partiti e dei movimenti politici
    dell’Università di Trieste
    in collaborazione con:
    Coordinamento antifascista di Trieste
    Cittadini liberi ed eguali
    Associazione Edinost

    INVITA LA CITTADINANZA ALL’INCONTRO-DIBATTITO:

    VIA COLOGNA 6:
    DA LUOGO DI TORTURA
    A CASA DELLA MEMORIA

    venerdì 28 gennaio, ore 17
    presso la sede del Narodni Dom-Scuola per Traduttori e Interpreti
    via Filzi 14 – Trieste

    Per non dimenticare i fatti accaduti dal 1942 all’aprile 1945 a Trieste
    in conseguenza dell’attività fascista e filo nazista dell’Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza,
    noto anche come “banda Collotti” dal nome del commissario di PS Gaetano Collotti. La sua “squadra volante”, nel corso di rastrellamenti, arresti e interrogatori
    torturò centinaia di persone.

    Il progetto è di creare non solo un museo
    ma un centro vivo di pace, documentazione e ricerca.

    Intervengono:
    prof. Claudio Venza, docente di Storia dei partiti e movimenti politici
    Claudia Cernigoi, giornalista e ricercatrice storica

    Portano la propria testimonianza diretta gli ex detenuti
    Bogdan Berdon
    Paola Canziani “Sonia”

    Fernanda Hrelia leggerà
    alcune dichiarazioni di ex prigionieri

    Interverrà lo scrittore Boris Pahor,
    già “triangolo rosso” (prigioniero politico) nei lager nazisti

    CONTATTI:
    [email protected]
    [email protected]

    Predmet zgodovina strank in političnih gibanj
    Univerze v Trstu

    v sodelovanju s
    Coordinamento antifascista
    Cittadini liberi ed eguali
    Društvom Edinost

    VABI NA SREČANJE-RAZPRAVI

    ULICA KOLONJA 6:
    OD MUČILNICE
    DO DOMA SPOMINA

    v petek, 28. januarja, ob 17. uri
    v Narodnem domu-Šoli za tolmače in prevajalce
    ulica Filzi 14 – Trst

    Da ne grejo v pozabo dogodki, ki so se zvrstili od leta 1942 do aprila 1945 kot
    dejavnost fašističnega in filonacističnega Posebnega inšpektorata javne varnosti,
    znanega kot »Collottijeva tolpa« po imenu komisarja JV Gaetana Collottija,
    poveljnika »letečega oddelka«. Med hajkami, aretacijami in zasliševanji je
    njegov oddelek mučil stotine ujetnikov.

    Obstaja načrt za postavitev ne samo muzeja,
    temveč živega središča za mir, dokumentacijo in raziskave

    spregovorila bosta:
    prof. Claudio Venza, profesor zgodovine strank in političnih gibanj
    Claudia Cernigoi, časnikarka in zgodovinska raziskovalka

    O svojih doživetjih bosta pričala bivša zapornika
    Bogdan Berdon
    Paola Canziani »Sonja«

    Igralka Fernanda Hrelja bo prebrala
    nekatere izjave bivših zapornikov

    posegel bo pisatelj Boris Pahor,
    bivši »rdeči trikotnik« (politični zapornik) v nacističnih taboriščih

    Stik:
    [email protected]
    [email protected]

  21. effedici (FDC)

    http://www.storiastoriepn.it/blog/?p=1701#more-1701

    SEZIONE ANPI CARLINO -MARANO LAGUNARE

    Organizza a MARANO LAGUNARE

    DOMENICA 30 GENNAIO 2011
    Sala Vecia Pescheria
    ore 10.00

    In occasione del 27 GENNAIO -GIORNO DELLA MEMORIA

    INCONTRO PUBBLICO SU:

    I CAMPI DI CONCENTRAMENTO IN FRIULI: GONARS E VISCO

    Interverranno:
    ALESSANDRA KERSEVAN Ricercatrice storica e scrittrice
    FERRUCCIO TASSIN Ricercatore storico e scrittore
    FURIO HONSELL Sindaco di Udine
    Tutti i cittadini sono invitati a partecipare

    SABATO 29 e DOMENICA 30 GENNAIO
    presso la Vecia Pescheria,
    sarà allestita una mostra sul “campo di concentramento di Gonars”
    Orari di visita:
    ore 10.00-12.00 e 15.00-19.00
    Ingresso gratuito.

  22. effedici (FDC)

    ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia -Trieste

    VZPI Vsedržavno združenje partizanov Italije – Trst

    Vi invita all’incontro sul tema: Vas vabi na srečanje na temo

    I nostri esodi – Naša begunstva

    Migrazioni di massa di italiani e sloveni del Litorale nel xx secolo

    Množične selitve Italijanov in Slovencev s Primorske v xx. stoletju

    Partecipano – Sodelujejo

    Fino al 1945 – Do leta 1945

    Franco Cecotti, Aleksej Kalc, Piero Purini

    Dopo il 1945 – Po letu 1945

    Jure Gombač, Raoul Pupo, Sandi Volk

    Coordina Marta Verginella koordinatorka

    Lunedì, 31 gennaio 2011 v ponedeljek, 31. januarja 2011

    alle ore 16 ob 16. uri

    Sala Tessitori, Piazza Oberdan 5 v dvorani Tessitori, Trg Oberdan, 5

  23. luigi (gorizian)

    Come vedè go agiunto “gorizian” così no me metè in mezo ale vostre barufe de inamorai…

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