24 gennaio 2011

“Dalla Metafisica all’Arte”: un incontro per conoscerli

“Dalla Metafisica all’Arte”: un disegno che vuole essere promotore della pace tra i popoli. Così lo ha descritto Luca Caburlotto, nell’appuntamento di sabato 22 gennaio 2011, tenutosi alle ore 11.00 presso le Scuderie di Miramare e rivolto alla presentazione dei cataloghi delle mostre. Il ritrovo, aperto al pubblico, è stato anche e soprattutto luogo per rinnovare le riflessioni proposte dal progetto ed approfondire la conoscenza degli artisti protagonisti dell’iniziativa.imageTra le figure presenti all’incontro Massimo De Grassi, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Trieste, che ha offerto una lettura “a tutto tondo” della personalità di De Chirico. Il professore ha evidenziato l’importanza dell’esposizione, in quanto ricalca tutte le prospettive affrontate dal pittore: egli non è solo il maestro della Metafisica, ma anche, quando torna alla produzione di forme più classiche, un artista snobbato perfino dai suoi “discepoli”. 
Considerato così “superato” che negli anni ’50 è stato coniato il termine dispregiativo Carrachirico, con riferimento alle sue ultime opere e a quelle di Carrara, altrettanto disprezzato.
Per la figura di Fabio Mauri è intervenuta invece Laura Safred, docente di Storia dell’arte moderna presso l’Accademia di belle arti di Venzia, che ha conosciuto personalmente l’artista. Un personaggio che, secondo la professoressa,  nonostante vent’anni di docenza presso l’Accademia di Urbino non si è atteggiato da maestro durante il loro incontro. Tuttavia il confronto con il Mauri è risultato difficile, per il suo carattere schivo. La Saferd lo compara a Pasolini per certe caratteristiche, ad esempio per l’uso della critica come “coltello da affondare nel tessuto politico”. Il differenzia il fatto che il primo, proveniente da una famiglia della ricca borghesia, è consapevole che il potere è qualcosa che bisogna affrontare. E forse quello che lo ha amareggiato di più, soprattutto negli ultimi anni di vita, è la presa di coscienza del fatto che molte cose sono rimaste insolute, ancora oggi.

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Un commento a “Dalla Metafisica all’Arte”: un incontro per conoscerli

  1. Buon articolo, come sempre!

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