30 Settembre 2010

L’Ospizio marino di Grado non verrà rilevato dalla Regione

”La gestione temporanea dell’Ospizio Marino di Grado non è possibile in quanto esclusa dai Commissari liquidatori”. Parallelamente ”non vi è rischio alcuno che la struttura perda la sua funzione socio-assistenziale”. Ed infine, per quanto riguarda l’ipotesi di acquisto da parte pubblica, ”non sta giuridicamente in piedi l’assorbimento di dipendenti di un ente privato”.
L’assessore regionale alla Salute, Integrazione sociosanitaria e Politiche sociali, Vladimir Kosic, replica così al consigliere Giorgio Brandolin (Pd), che questa mattina aveva espresso ”delusione e sconcerto” sulla risposta all’interrogazione sull’Ospizio Marino di Grado.

Precisando di non comprendere come le ampie spiegazioni fornite questa mattina in aula possano essere interpretate come un ”no” della Regione a tutte le richieste avanzate per salvare l’Ospizio, l’assessore Kosic spiega innanzitutto che ”durante un incontro a fine luglio con i Commissari liquidatori, loro stessi non avevano assolutamente escluso la possibilità di una gestione temporanea, che preceda la vendita. Posizione questa che poi è radicalmente mutata, come ci è stato successivamente reso noto in occasione della concessione degli ammortizzatori sociali in deroga ai lavoratori”.

Kosic ricorda in proposito come su questa ipotesi si era innescata anche una discussione sulla possibilità o meno di restituire all’affittuario i costi sostenuti per rimettere in moto la struttura: ”i Commissari non lo ritenevano possibile, evidentemente senza comprendere che l’Ospizio, rimesso a norma e riaperto, avrebbe avuto maggiore valore”.

”Sappiamo bene – precisa ancora l’assessore – che l’affittuario individuato dal commissario straordinario, dottor Zilli, era disponibile ad accollarsi l’onere dei lavori di rimessa a norma. Ma poi, ripeto, l’ipotesi di gestione provvisoria è stata rigettata: non dalla Regione ma dai commissari liquidatori. E’ così venuta meno anche la prospettiva di una gestione provvisoria dalla Azienda sanitaria Isontina”.

Per quanto riguarda invece l’eventualità, peraltro teoricamente possibile, di un acquisto dell’edificio da parte della Regione, magari per tramite dell’ASS 2, secondo Kosic rimarrebbe il problema dei lavoratori. ”Nel pubblico si entra per concorso – ribadisce l’assessore -, tuttavia non sarò certo io ad impedire una eventuale iniziativa legislativa finalizzata al riassorbimento nel pubblico dei lavoratori, se qualche consigliere ragionale la ritenesse percorribile”.

L’assessore alla Salute esclude poi categoricamente il rischio di perdita della funzione socio-assistenziale. ”Ribadisco su questo aspetto l’impegno della Regione, e anche i Commissari liquidatori ci hanno confermato che la funzione non muta. Non solo. Tutte le manifestazioni di interesse all’acquisto finora pervenute vengono da imprese private o cooperative attive in campo sanitario e assistenziale”.
Kosic conclude rendendo noto che l’Azienda per i Servizi Sanitari n. 3 ”Alto Friuli” si è resa disponibile a garantire le prestazioni ambulatoriali erogate dall’Ospizio presso le Terme di Arta, ed in questo senso ha inviato una circolare alle altre Aziende sanitarie regionali.

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