9 settembre 2010

I misteri di Trieste: la mitica scritta Robi Cocal sulla diga

Inizia oggi questa nuova interessantissima rubrica (solito premio per chi riesce a ricordarsi tutte le nuove interessantissime rubriche iniziate sul Quel dela Quela) che si occuperà dei misteri triestini, robe che la gente no riva dormir de notte se no vien risolti…no so, tipo chi ga magnà el cigno de giardin publico o simili…
Ecco il primo mistero, richiestoci da una affezionata lettrice: fino a qualche anno fa capeggiava sulla diga la scritta ROBI COCAL (o forse ROBY COCAL, no savemo), una roba titanica di almeno 2 metri di altezza. Quando veniva cancellata, ricompariva puntualmente il giorno dopo. Dopo l’ultimo restauro però la scritta è svanita, e con lei questa importante perla di triestinità. Chissà che fine ga fato Robi tra l’altro.
Come nelle trasmissioni fintissime in cui si ricostruiscono le storie narrate utilizzando degli attori, noi coi nostri potenti mezzi photos’ciopai abbiamo ricostruito la scritta, a titolo dimostrativo. Non garantiamo fosse posizionata proprio lì.

Comunque, non sappiamo nè chi sia l’autore della scritta nè l’importante storia racchiusa da quelle 9 lettere più un spazio. Qualcuno ne sa qualcosa? Qualcuno ha una foto vera?
Per la cronaca, la lettrice ci ha svelato il mistero dell’origine del detto “Caro Cogoi, semo cagai”. Ve lo racconteremo non appena sarà fatta luce su Robi Cocal e la diga.

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13 commenti a I misteri di Trieste: la mitica scritta Robi Cocal sulla diga

  1. P.

    Ricordo un articolo della testata internazionale “il Piccolo” di qualche anno fa, nel quale si narrava la storia di Robi Cocal. Ciò non significa che ricordi la storia ivi narrata. Andrò dunque un po’ a memoria, un po’ a fantasia: d’altronde non è proprio così che si alimentano i miti? Robi (quel del cocal) era dipendente all’autorità portuale, o forsi semplicemente in porto: insomma, era impiegato nei pressi del porto. Un bel giorno, come un altro, ma bello, recandosi a lavoro ricevette dalla moglie l’incarico di procurare il pranzo, Prima di recarsi a lavoro acquistò dunque della carne, non ricordo se si trattasse di un pollo, di una faraona, di un polpettone, ma poco importa… Nel corso della giornata la moglie telefonò a Robi per accertarsi che si fosse ricordato di comprare la carne per pranzo. Questi la rassicurò. Andandosene, però, scordò il sacchetto con le prelibatezze sulla scrivania. Gli insidiosi colleghi, che avevano percepito la vicenda ascoltando la telefonata, pensarono bene di recuperare un cocal morto (dove se recupera un cocal morto, Dio solo sa) e di sostituire la prelibata carne col cocal morto. Robi, accortosi della dimenticanza, tornò in ufficio a recuperare il sacchetto, ignaro della sostituzione del contenuto. Tornato a casa, presumibilmente le prese forte da quela baba ranzida de la moglie. I simpatici colleghi cominciarono così a chiamare il Nostro “robi cocal” e per celebrare ad eterna memoria la sua gloria pensarono bene di inneggiare al collega con una scritta mastodontica sulla diga. Cossa ve par?

  2. me par ben, come spiegazion me sodisfa 😀

  3. P.

    Suggerisco per prossimo post: “la curva bauca”

  4. eurotrieste

    un’altra figura mitologica triestina che me iero dimenticada! ROBI COCAL!!!!
    Che mitico! Cò iero picia e andavimo in giro col caicio, me ricordo sempre che ghe domandavo a mio papà: ma chi xè ‘sto Robi Cocàl, che i ghe ga fin scrito el nome sula diga?? E lui no me saveva risponder.
    Anni dopo gavèvo letto una storia che diseva che ‘sto Robi iera un portuàl che circolava sempre per le osterie de cità vecia. Un tiro el se ga presentà in ostetrìa con un incarto con dentro el polastro per la zena (che la molie ghe gavèva ordinà de compràr). Bevi un calice, bevi dò, tempo un’ora ‘sto Robi iera zà pien e el polastro butà int’un cantòn. I sui amici, per farghe un scherzo, i ghe ga portà via el polastro e dentro in tel incarto i ghe ga messo un cocàl spelà (e se sa che la carne de cocàl xè imangiabile).
    Voi conossè qualche altra versiòn?

    trato da http://www.forumtrieste.it post by danielita 31/03/2009

  5. Danilo Ulcigrai

    Quoto P n°3. Bisogna indagar sula curva bauca (anche perché mi so qualcossa…..)

  6. mi so ke robi cocal iera un ormeggiator del porto e la storia se proprio come conta eurotrieste

  7. Flores

    xè Storia , no atualità ! paga pegno chi che fa colegamenti col Primo Citadino, eh!

  8. Pingback: I misteri di Trieste: la curva bauca | Bora.La - notizie e opinioni su Trieste, Gorizia e el Litoràl Adriatico

  9. Roby iera un ormeggiator, visto che nol iera tanto furbo i coleghi ghe ga dado ‘sto sopranome e i lo ga anche scrito su la diga … stessa storia per le scrite che se trova in porto: “Silvio naso” xe sempre un ormegiator col naso ‘ssai longo.
    Comunque podè domandarghe diretamente ai ormegiatori che ve saverà dir ben tuto.

  10. Pingback: I misteri di Trieste: le malattie del povero Albano | Bora.La - notizie e opinioni su Trieste, Gorizia e el Litoràl Adriatico

  11. Mauri

    Bon! E Cogoi, quindi?

  12. Fiora

    @9
    eviva torna la discusion sui misteri! la davo per desaparecida…. Qual Cogoi, Cogoi quel? caro-Cogoi-semo-cagai?

  13. Fiora

    sto revival che riporta indiretamente ala ribalta tale Robi Cocal riesumà proprio durante el terzo mandato de talaltro Robi….nomen omen?

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