18 maggio 2010

Tour delle osmizze: Fabec a Malchina/Mavhinje

Lo scorso fine settimana ho rifatto visita ad una delle osmice più note del Carso triestino. Siamo a Malchina/Mavhinje e l’osmica è quella dei fratelli Fabec. Il posto è molto conosciuto sia sull’Altipiano che in città e lo si vede anche dall’affluenza piuttosto eterogenea e trasversale.
Uno dei gestori, Franc Fabec, è il presidente di Kmečka Zveza, l’associazione degli agricoltori del Carso, ma che tutele gli interessi anche di alcuni associati in altre parti della nostra regione e in Slovenia. Proprio questa associazione, assieme ad altre del settore, è fresca vincitrice della battaglia per il riconoscimento della DOC Interregionale “Prosecco”, che in parole povere significa che anche i vini prodotti sul nostro territorio e rispondenti ad un disciplinare di produzione specifico potranno uscire col marchio “Prosecco”. Per inciso i vini prodotti da autoctone uve Glera.
Insomma ci troviamo al cospetto di una famiglia votata alla terra ed ai suoi prodotti, ma ben attenta al futuro e a come proporre la propria storia e cultura in modo moderno ed efficace. Affermo questo perché il successo di questa osmica è dovuto alla lungimiranza dei gestori nel proporsi, oltre che alla qualità media dell’offerta.
L’osmica è ospitata in uno spazio molto curato, abbellito dalla presenza di cangianti opere pittoriche e da vari utensili da lavoro e bellici d’epoca (recuperati forse grazie alla passione per la speleologia dei gestori, NdR), un bel banco e belle panche, pietre e travi a vista.

Mi preme di sottolineare inoltre la presenza di splendidi e curati cartelli bilingui che spiegano come si dicono alcune frasi utili alla sopravvivenza in osmica in sloveno; e rivendicano l’importanza di capire il proprio vicino, cominciando anche dalla lingua e quindi dalla cultura, non solo enogastronomica, aggiungo. All’esterno si trova un bel giardinetto, anch’esso curato, e gradevole nelle belle giornate primaverili.
Inoltre la meritata clientela i Fabec se la sono guadagnata non trascurando i nuovi mezzi di comunicazione. Mi ricordo che già quattro anni fa era appesa in osmica una cartellina su cui apporre la propria mail, in modo da essere sempre avvisati dei periodi di apertura. D’accordo è un piccolo accorgimento, ma per un’osmica può far la differenza, soprattutto se ci aggiungiamo un buon servizio ed una buona offerta gastronomica.

Eccoci, quindi, al cibo e al vino. Che dire, il livello è molto buono e la varietà anche. E mi soffermo su questo punto, perché a parer mio anche su questo terreno ci si fa notare fra la selva di osmice. Abbiamo provato il prosciutto crudo, la spalletta arrosta col hren, il formaggio, la pancetta arrosta coi semi di finocchio, i krodegini nel pane e l’ombolo con rucola e olio. Tutte queste pietanze meritano e il sapore non manca in nessuna. Riflettendo liberamente, credo che la pancetta arrosta e i krodegini siano le cose più saporite, ma anche quelle più impegnative. Forse i krodegini andrebbero cotti un po’ meno, perché il pane risulta troppo cotto, leggermente bruciacchiato. Comunque un’esperienza indimenticabile. Questo è il secondo posto dove li provo, l’altro è “Le Torri di Slivia” poco distante da qui, e la differenza sta che in quest’ultima osmica sono serviti nella sfoglia. Non abbiamo assaggiato il salame, mia grande passione, ecco un’altra scusa per tornare a breve.
Abbiamo ordinato anche i peperoni e i pomodorini, e fra i due vi consiglio gli ultimi.

Al capitolo bevande l’offerta parla di vitovska e terrano sfusi. Noi abbiamo optato per il rosso, per poi passare in ordine al liquore di terrano e alle grappe bianche. Tutto sincero e genuino. Il giorno dopo, freschi come delle rose.
Ah si abbiamo accompagnato le grappe con delle ottime palačinke, che se non vi vanno potete rimpiazzare con lo strucolo di pomi della casa. A tal proposito l’offerta dell’azienda vanta anche un nostrano succo di mela, assaggiato in altre occasioni, che va ad arricchire il ventaglio di offerte.
Capitolo prezzi. Abbiamo mangiato tanto e anche bevuto, senza farci mancare niente abbiamo speso 50 € in tre. Soldi ben spesi.
L’osmica si trova qua e resterà aperta fino a domenica 23 maggio. Se volete avere informazioni su tutte le aperture non vi resta che passare e lasciare la mail.
Buon appetito/Dober tek!

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2 commenti a Tour delle osmizze: Fabec a Malchina/Mavhinje

  1. confermo che la visita di venerdì sera è stata mitica. soprattutto sul cibo: grandi!

  2. la mia preferita! (sui crodighini però non son d’accordo… li go trovadi pesantini…)

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