11 maggio 2010

La tematica omosessuale in una storia legata alla Resistenza: Bert d’Arragon presenta a Trieste “La libellula”

Alla libreria Minerva di Trieste viene presentato venerdì 14 il romanzo “La libellula” (ISRPt Editore) scritto da Bert d’Arragon. La storia racconta le vite di due ragazzi che nel 1924, ancora adolescenti, scoprono il loro amore e lasciano il piccolo borgo toscano in cui erano cresciuti. La fuga attraverso l’Italia fascista segnerà le loro vite e ognuno seguirà la propria strada che si intreccia con il destino delle persone che incontrano, con la guerra, la lotta di Giustizia e Libertà, la resistenza armata e la vita di una spia dell’insidiosa polizia segreta fascista.

L’autore Bert d’Arragon, nato in Westfalia, si è trasferito in Italia nel 1986 e si è laureato in Scienze dell’Antichità a Firenze. Nel 2008 ha vinto a Firenze il premio Tiziano Terzani per il racconto “Un Filo d’erba sotto la tenda di ieri”. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Perché ha deciso di scrivere questo romanzo?

“La storia è praticamente nata da sé, non c’è stato un momento in cui mi sono detto: “Ora scrivo questo!” Dapprima ho raccolto informazioni, storie, esperienze, documenti perché il periodo storico mi interessava, poi ho messo tutto insieme ed è stato un periodo lungo di crescita. Quindi è stato un po’ come se l’idea del romanzo fosse diventata crisalide – ma solo dopo una lunga vita da bruco che si è nutrito della Storia e delle storie. Poi ne è uscito il romanzo nella sua versione stampata, ovviamente con l’aiuto della preparazione anche tecnica e metodologica che ho avuto grazie alla mia laurea in lettere.”

Quanto lavoro di documentazione ha fatto per scrivere il libro e quanto c’è invece di fantasia?

“Prima di tutto è stato non solo un lavoro, ma anche divertimento e crescita personale. Ho cominciato ad ascoltare le storie delle persone anziane che incontravo durante i miei viaggi, soprattutto in Toscana, già nel 1985. Stranamente il fatto che ero tedesco mi ha aiutato in questo: le persone si sentivano stimolate a raccontarmi le loro esperienze e a dirmi cosa erano stati per loro fascismo e guerra, anche senza che io chiedessi nulla. Essendo tedesco ho avuto il vantaggio di ascoltare tutti i punti di vista: chi parlava rivolgendosi a me come un vecchio “alleato” e chi invece voleva raccontarmi che ruolo hanno avuto i miei connazionali in quei tempi come nemici ed oppressori.”

Ha preso spunto da una storia vera?

“Sì, anche se i protagonisti principali e le loro vite sono delle invenzioni mie. Sul blog del libro http://lalibellula.wordpress.com ci sono delle sezioni che spiegano i personaggi storici e quelli della finzione letteraria. Ma la loro vita si sviluppa sulla base di un quadro storico ampio e complesso che è vero ed è saldamente ancorato alla realtà storica, ragione per cui il libro è stato pubblicato dall’Istituto Storico della Resistenza. La storia vera da cui ho preso spunto è quella dell’Italia e di tutti noi.”

La tematica omosessuale in una storia legata alla Resistenza durante il Fascismo le ha procurato critiche o prese di posizione?

“Critiche no, prese di posizione sì, ma quasi tutte positive. Da quando è uscito il libro, sto girando l’Italia e in un certo senso la sto anche riscoprendo. Scopro nelle librerie indipendenti, nelle Anpi, negli Istituti Storici della Resistenza, nelle Università e nelle Associazioni come Arcigay molta apertura e disponibilità a riconsiderare il proprio passato e con esso anche il presente, a confrontarsi con verità nuove, talvolta anche scomode e per qualcuno difficile sotto un punto di vista del vissuto personale. A volte, ascoltando i telegiornali e la discussione politica, succede che l’Italia mi sembri essere rimasta nel passato, un paese che non riesce più a capire il mondo e a reagire positivamente ai cambiamenti della società moderna. Ma poi, parlando con la gente, si capisce che non è così e che molte persone sono pronte ad accettare le differenze, anzi: si cerca di vedere la sostanza delle cose, senza perdere troppo tempo a condannare e nascondere le diversità o a giudicare gli altri secondo canoni ormai obsoleti. Certo, su questo punto c’è ancora molto da dire e da fare… ma “La Libellula” per me è stata proprio un buon inizio!”

L’incontro, con inizio alle ore 18.30, è organizzato in collaborazione con il Circolo Arcobaleno di Trieste. Marco Reglia intervisterà l’autore, Sergio Pancaldi leggerà alcune pagine del libro.

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