29 aprile 2010

Manifestazioni del Primo maggio: i sindacati minacciano presidi contro le aperture dei negozi

Alla vigilia del primo maggio, i Sindacati confederali e quelli di categoria fanno quadrato contro le aperture commerciali previste per sabato. “Siamo nettamente contrari a questa decisione, che svende la nostra cultura e storia e che impedisce ai lavoratori e alle lavoratrici il diritto di manifestare”, sostengono per Cgil, Cisl e Uil, Franco Belci, Giovanni Fania e Luca Visentini. La legge sulle aperture festive – dicono – resta una vergogna, così come il braccio di ferro tra gli esercizi commerciali e la Regione alla quale le parti sociali, già negli ultimi incontri con la Giunta, chiedono di togliere la deroga dei 400 metri e di stabilire per legge che almeno per 5 festività civili e religiose (1° maggio, 25 aprile, Capodanno, Pasqua e Natale) i negozi restino chiusi per consentire a tutti, nel segno del buon senso e della civiltà, la celebrazione delle feste.

Un primo maggio, quello alle porte, all’insegna delle polemiche dunque, con Cgil, Cisl e Uil che rilanciano l’azione sindacale a sostegno dello sviluppo e a contrasto delle crisi, sollecitando non iniziative tampone, ma investimenti concreti e di prospettiva. Quanto alle iniziative (non si escludono presidi contro le aperture commerciali), le sedi scelte da Cgil, Cisl e Uil sono Trieste, Gradisca d’Isonzo, Cervignano, San Vito al Tagliamento, Cave del Predil. Tre sedi tradizionali per le province di Trieste, Gorizia e Udine, con la novità di San Vito al Tagliamento per il pordenonese e Cave del Predil per la Cisl dell’Alto Friuli.

GLI INTERVENTI Tra le presenze di rilievo si segnalano quelle del segretario confederale della Cisl Giorgio Santini, che concluderà il comizio di Cervignano, e di Alberto Morselli, segretario generale della Filctem, la categoria Cgil che rappresenta i lavoratori dell’industria chimica, tessile, dell’energia e delle multiutility. A
chiudere le manifestazioni di Trieste e San Vito, invece, saranno rispettivamente il segretario della Uil regionale Luca Visentini e della Cisl Pordenone Renato Pizzolito.

I PROGRAMMI L’orario di ritrovo dei manifestanti è fissato ovunque tra le 9.30 e le 10. A Trieste si partirà da Campo San Giacomo, per raggiungere circa un’ora più tardi piazza dell’Unità, sede del comizio finale. Confermate inoltre, sempre al mattino, le manifestazioni di Muggia e Aurisina. A Gradisca si sfilerà da viale Trieste a piazza Unità, a Cervignano da via Garibaldi a piazza Indipendenza, con la partecipazione della Confederazione italiana agricoltori, presente al corteo coi suoi trattori. Oltre al ritorno della Cia, la manifestazione friulana quest’anno vede il coinvolgimento di un vastissimo fronte di soggetti, dalle associazioni artigiane ai 15 sindaci di centro destra e centro sinistra che, ad oggi, hanno sottoscritto il documento unitario sottoscritto in vista del Primo Maggio.
A Pordenone, il comizio di San Vito al Tagliamento si terrà in Piazza del Popolo a partire dalle 10: per l’occasione sarà anche inaugurata una mostra fotografica sul tema degli infortuni sul lavoro. Per finire, a Cave del Predil, appuntamento alle 10 con gli interventi di sindacalisti, pensionati, lavoratori e il sindaco Carlantoni, con momento clou davanti al Monumento del Minatore.

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Un commento a Manifestazioni del Primo maggio: i sindacati minacciano presidi contro le aperture dei negozi

  1. wall

    Già veramente ignobile, senza rispetto, “titolari padroni” oggi siamo peggio di 50anni fà, ormai è legittimo tutto sembra una guerra senza esclusioni di colpi domeniche si domeniche no. Ma dico chi lavora non ha forse il diritto di poter rimanere con la propria famiglia nei giorni di festa? Perchè al lunedi non si possono fare gli acquisti? Allora chi grazie a Dio trova un lavoro ,nel commercio è particolarmente penalizzato. Vorrei vedere se in comune fanno lavorare la domenica i dipendenti, e le assicurazioni? E poi i regionali, allora per loro e per i pensionati TUTTI APERTI anhce a Natale.

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