Alla fine del 2010 saranno circa 1.600 i lavoratori di Fincantieri in cassa integrazione. Oggi sono 700, ma saliranno a 1.200 a metà anno per aumentare ulteriormente negli ultimi mesi del 2010. Senza contare che la crisi sta già toccando i lavoratori dell’indotto. Il gruppo Fincantieri sta attraversando un periodo nero e le ripercussioni sul tessuto sociale ed economico del territorio sono enormi.
Dal capogruppo regionale della Sinistra Arcobaleno, Igor Kocijancic, arriva la richiesta di convocare immediatamente un tavolo per Fincantieri e chiedere al Governo di fare altrettanto.
Alla già drammatica situazione – spiega Kocijancic – si somma rischio che nei prossimi mesi, in alcuni stabilimenti, non si possa più utilizzare la cassa integrazione ordinaria. L’azienda ha già annunciato che di fronte a questa eventualità potrebbe ricorrere a misure di carattere straordinario o strutturale, lasciando presagire seri rischi per la tenuta dell’occupazione.
“Serve un impegno congiunto dell’azienda e dei livelli istituzionali, Governo in primis, per risolvere i principali problemi che riguardano l’acquisizione di nuove commesse sul mercato mondiale in tutte le tipologie di costruzioni navali – rimarca il co-nsigliere regionale , la garanzia dell’immediata cantierabilità delle commesse pubbliche e per scongiurare il rischio che importanti commesse in via di assegnazione finiscano all’estero”.


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