4 Dicembre 2009

Dove va Bandelli? L’approfondimento video di Bora.La

Bandelli hop hop

Martedì abbiamo incontrato Franco Bandelli, nella sede di “Un’altra Trieste”. Pubblichiamo qui il video dell’intera intervista. Siccome è molto lunga (quasi mezz’ora), aggiungiamo anche la trascrizione e il minutaggio delle domande e una sintesi delle risposte dell’ex assessore ai lavori pubblici.

Fra le chicche: “Non confermo né smentisco di volermi candidare a sindaco. Però le ambizioni sono il nettare della vita”. “La Slovenia ha fatto bene a imporre la vinjeta”. “Sul rigassificatore i tecnici potevano essere coinvolti prima”.

Le riprese sono di Antonio Giacomin

1. Quali sono le ragioni che stanno alla base della fondazione di “Un’altra Trieste”?

Siamo scesi in campo per difender i pilastri che dovrebbero reggere il Pdl e che invece stanno venendo eliminati: consenso popolare, meritocrazia e professionalità

2. (1’19”) Uno dei temi cardine di “Un’altra Trieste” è la richiesta delle primarie all’interno del Pdl. Le sembra un obiettivo raggiungibile in vista delle elezioni del 2011, soprattutto considerando il modo in cui è gestito il partito a livello nazionale- più per acclamazione che per democrazia?

Siamo in molti a chiederle, a partire da Alemanno, senza dimenticare i casi di Sicilia e Toscana. E’il momenti di tornare a condividere con la base una decisione importante come la scelta degli amministratori.

3. (2’33”) Viene difficile slegare la richiesta delle primarie da una sua paventata candidatura alle prossime elezioni comunali. Si sente dire da più parti che Bandelli, correndo da solo, rischierebbe di perdere e di portare alla sconfitta anche il Pdl. L’ottenimento delle primarie le permetterebbe invece di godere dell’appoggio del partito.

Non bisogna mai sottovalutare l’avversario. Noi ci poniamo in contrapposizione col futuro candidato della sinistra o di altri gruppi che eventualmente sceglieranno di scendere in campo. Non ho mai nascosto le mie ambizioni, né penso che l’ambizione sia un sentimento negativo. Non so dire adesso se Bandelli da solo perderebbe, se il Pdl vincerebbe comunque o che. Dico solo che le primarie sono interessanti dal punto di vista democratico, come dimostrato dalla sinistra.

4. (4’23”) La notizia è che conferma l’ intenzione di candidarsi alle elezioni del 2011.

Non confermo e non smentisco. Chiedo solo una consultazione popolare per decidere i futuri candidati

5. (4’47”) La risposta precedente era però abbastanza eloquente… Mi riferisco in particolare alle ambizioni che dice di non aver mai nascosto

Le ambizioni sono il nettare della vita.

6. (5’03”) Chi ha orecchie per intendere, intenda. Come giudica l’operato della seconda Giunta Dipiazza, da cui è uscito polemicamente in settembre?

Non sono uscito polemicamente, ma a causa di un’operazione politica a cui mi oppongo fermamente. Sono stato allontanato per un gioco di potere che voglio combattere, con molti amici.
La Giunta Dipiazza ha lavorato bene in certi settori, ha mancato in altri. Penso soprattutto alla situazione del Piano parcheggi, un neo del quale mi assumo parte della responsabilità. Avremmo dovuto pensare prima a un riordino urbanistico vero, mirato. Mi riferisco al Parco del Mare, la cui sede viene spostata di giorno in giorno.

7. (7’12”) Capitolo rigassificatore: quali sono, secondo lei, le vere ragioni alla base del sostegno al progetto da parte di Giunta e Governo, a cominciare dal sindaco Dipiazza e dal sottosegretario Menia?

Il Governo lo ritiene un intervento strategico. Questo però non vuol dire che bisogna rinunciare a migliorare l’impatto di quest’impianto sul nostro territorio. Non certo con proclami che cambiano di giorno in giorno: un giorno c’è il gas gratis per tutti, un altro un milione e mezzo al mese per la cultura; una volta il mare si raffredda, un’altra si riscalda eccetera eccetera. Credo che la gente si ribelli ad essere considerata così credulona.

8. (8’46”) Quali sono le ragioni cha hanno spinto Dipiazza a uniformarsi alle richieste provenienti da Roma? Mi riferisco anche alla polemica con Menia che ha portato alla sua dipartita dalla Giunta. A settembre lei aveva parlato di ambizioni non note alla popolazione da parte del sindaco. Si fa un gran vociferare, per esempio, del fatto che Dipiazza ambisca alla presidenza del Porto.

Rispondo con una battuta: se essere ambiziosi è un crimine, allora anche Dipiazza dovrebbe essere allontanato dal suo ruolo. Non l’ho detto certo io, quello che Dipiazza vuole fare da grande… Lo saprà lui. Se si è allineato a Menia, è evidentemente una scelta politica. In contraddizione, peraltro, con la volta in cui ha affermato: “Io faccio solo l’amministratore di questa città, perché la politica la fa Giulio Camber”.

9. (10’58”) Tornerei al rigassificatore. La posizione di “Un’altra Trieste” sembra essere finalizzata a richiedere il coinvolgimento popolare, più che a esprimere un parere favorevole o negativo all’impianto.

Credo proprio di sì. “Un’altra Trieste” nasce proprio dall’idea della condivisione di certi temi con la piazza. Non abbiamo posizioni preconcette. Che paura abbiamo- chiedo ai colleghi del Pdl- di andare a sentire l’opinione della gente, come vogliamo fare noi coi questionari che distribuiremo? Non dovremmo aver paure di queste forme di democrazia . Altrimenti saremmo il Popolo delle Libertà Perse.

10. (12’04”) C’è però da chiedersi perché, fin tanto che lei si trovava all’interno della Giunta, è esistita questa paura sul coinvolgimento popolare. Ho trovato una sua dichiarazione del 2/7/2008, in cui lei si diceva favorevole alla costruzione del rigassificatore, perché avrebbe permesso la chiusura della ferriera senza perdite di posti di lavoro.
Allo stesso modo, in Giunta lei ha votato a favore dell’impianto, mentre a settembre ha detto di non disporre degli strumenti necessari per giudicare un progetto così complesso.

Non mi sono mai nascosto dietro una foglia di fico. Ho sempre ricordato di aver votato a favore del VIA in Giunta, posto che ero convinto che l’iter non finisse lì, come poi effettivamente è successo. Forse la mia dichiarazione sulla ferriera è stata male interpretata. Io ho sempre sostenuto la necessità della piattaforma logistica, che per me potrà dare risposte al problema occupazionale della ferriera. Fabbrica che- ribadisco- va chiusa con un percorso che miri alla tutela dell’ambiente e dei lavoratori dell’impianto.

11. (13’55”) Il dato che rileva di quella dichiarazione, però, è il suo supporto al rigassificatore. Supporto che adesso si è trasformato in un “ni”, mentre in un’intervista recente il segretario regionale di Forza Nuova ha dichiarato: “Con Franco siamo d’accordo sul no al rigassificatore”. Quindi ha occupato tutto lo spettro delle posizioni possibili…

Non ho occupato tutto lo spettro, e voglio essere molto chiaro: il rigassificatore, se messo in condizioni di non nuocere, può essere una risorsa. Non credo che sia veramente una minaccia per la sicurezza. Ben più grave è il problema relativo alla mobilità portuale.
Quindi, perché no, un rigassificatore a venti miglia al largo ci può anche stare e forse porterebbe un indotto maggiore. Ecco perché, su uno non è un paracarro, inizia anche a pensarci, e cerca di cambiare le cose. Bisogna valutare pro e contro, prima di definire una posizione.
La dichiarazione del segretario di Forza Nuova non era virgolettata, era una libera interpretazione della giornalista.

12. (15’51”) Sta di fatto però che lei ha votato a favore dell’impianto di Zaule, non di un progetto off-shore. Cos’è successo per cui lei è passato magicamente dall’appoggio a una condizione di indecisione?

Io facevo parte di una squadra all’interno di una Giunta. Non ho votato, a mio avviso, l’ok al rigassificatore da qui alla fine dei miei giorni. Prova ne sia che anche l’assessore regionale De Anna ha recentemente espresso le stesse perplessità che molti di noi hanno.
Ripeto: penso che essere dotato di un cervello implichi anche la possibilità di cambiamento. E a mio avviso non è un cambiamento radicale. Quando si governa, bisogna saper decidere.
Se l’impianto è davvero strategico e può essere veramente positivo, perchè non dare il nostro contributo? Mi oppongo alla dogmatizzazione del rigassificatore, alla sua imposizione.

13. (18’50”) Sta di fatto che lei ha dato l’ok al progetto prima delle eventuali modifiche. A settembre aveva giustificato questa scelta sostenendo di aver dimostrato di saper fare gioco di squadra.

E’vero. L’accusa di non saper fare gioco di squadra è quella che più mi ha ferito, perché passa sopra a tutte le volte in cui ho dimostrato il contrario, dalle pedonalizzazioni alla Grande Viabilità. Io mi ritengo un attaccante: la squadra non può essere fatta solo di mediani, ci deve essere anche chi segna i gol.

14 (19’00”) Da questo si evince che la tenuta politica della Giunta era per lei persino più importante della chiarezza su un progetto così controverso?

Assolutamente no, le ho già risposto tre volte. Ho votato una delibera che era uno dei tanti tasselli di un iter infinito che porterà, eventualmente, all’approvazione. In un iter del genere, ci sta che chi ha votato favore di un VIA, a distanza di due anni muti la sua convinzione. Sulla base di certi dati, emersi grazie al lavoro di tecnici ed esperti. Noi abbiamo il dovere di ascoltarli. Vale anche per l’inversione di un senso unico in una via periferica.

15. (20’50”) La domanda è perché questi esperti non sono stati coinvolti prima della deliberazione della Giunta.

Ha ragione

16 (21’00”) Qual è la sua posizione riguardo all’opposizione di Lubiana al rigassificatore?

Sono convinto che ognuno sia sovrano a casa propria. La Slovenia ha il diritto di protestare su impianti che danneggiano il suo territorio. Meno di interferire in occasioni di scelte di un altro governo.

17 (21’32”) E’ chiaro però che, se il rigassificatore avesse l’impatto che si dice possa avere, ci sarebbero delle ripercussioni anche sulla Slovenia.

Mi sembra che la politica stia facendo il suo dovere: ci sono incontri bilaterali continui. Prima mi ha chiesto cosa penso delle ingerenze slovene: ecco, credo che ognuno debba fare il padrone a casa propria.

18 (22’08”) Ai fini del diritto internazionale e comunitario, però, opporsi al progetto è un pieno diritto della Slovenia. E’sintomatico che lei le definisca “ingerenze”.

Non penso sia sintomatico. Forse la terminologia non è appropriata. Penso che uno abbia tutto il diritto di protestare, a condizione poi che dimostri di aver ragione. Per esempio, la Slovenia ha dato prova, nonostante le tante proteste- non mie, assolutamente- di aver avuto a introdurre la vinjeta.

19 (22’59”) Parliamo del suo stile politico. Iniziative come le panchine segate o la consultazione popolare sul rigassificatore- che non ha nessun valore statistico- sembrano essere essenzialmente propagandistiche. Una sorta di populismo di destra, capace di interpretare lo scontento verso il Palazzo, per cercare di rientrare nello stesso Palazzo.

Non ho mai tagliato una panchina. Ne ho fatte asportare due, perché c’era un progetto di riqualificazione in corso. Non sono mai stato avversario dei barboni. Le ricordo poi che ho tolto la panchina proprio quando facevo parte del Palazzo

20 (24’35”) Poteva essere una mossa in vista della sua futura candidatura a sindaco. Già i suoi vecchi compagni di Giunta le avevano rimproverato un certo protagonismo finalizzato alle comunali del 2011.

Le ambizioni stanno bene, ma quelle panchine le ho fatte togliere due mesi dopo le ultime elezioni, nel 2006…
E’ vero che la consultazione sul rigassificatore non ha valore statistico, ma ne ha uno morale molto forte. Il coinvolgimento popolare dovrebbe interessare chi è stato eletto per decidere a favore del nostro territorio. Non vedo nulla di male nel cercare la condivisione. Non penso mi si possa accusare- come lei fa- di populismo per questa scelta. L’ho presa perché ci credo.

(26’25”) Per quanto riguarda il populismo, mi riferisco anche a iniziative come “Il pane al popolo” di Forza Nuova. Distribuendo una volta il pane non si risolve il problema della fame, però si finisce in prima pagina molto facilmente.

Io passavo occasionalmente per via Roma, quando ho visto questi ragazzi che stavano facendo un’operazione che- mi sia consentito- sembrava propria dell’ex sinistra. Altri politici, di destra come di sinistra, avrebbero potuto partecipare. Distribuendo il pane non si risolve il problema di chi non arriva alla fine del mese; però si possono avanzare delle proposte. Per esempio, in quell’occasione ho chiesto che l’amministrazione comunale dia 50.000 euro al consorzio panificatori per garantire giornalmente una quota di pane comune. Lei non è d’accordo?
Io capisco anche i panificatori, che non riescono a sostenere i costi. Per questo dobbiamo operare. E non è il compito della politica?

(28’17”) Questa è una proposta concreta. Distribuire il pane sembra una posa per i fotografi.

Mi scusi, ma se non avessi distribuito il pane, non avrei mai avuto lo spazio mediatico per formulare questa proposta. Ritengo che l’iniziativa dei ragazzi di Forza Nuova sia davvero meritoria. Fosse venuta da altre forze politiche, avrei usato gli stessi termini.

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6 commenti a Dove va Bandelli? L’approfondimento video di Bora.La

  1. Avatar elleffe

    Ma a sto Bendelli, dobbiamo credere?

    Se in piazza Ponterosso avesse incontrato dei ragazzi che indossavano magliette rosse con il Che e con la falce e il martello, si sarebbe comunque messo a distribuire con loro pane e latte?
    O avrebbe pensato a cosa la Rosolen gli avrebbe gridato una volta a casa? “Ti??!, Cossa te fasevi con i comunisti de M….??!!!”

  2. Avatar bulow

    se a qualcuno interessa, alla coop di via della tesa si trova il pane comune a 1 euro al kg.

  3. Avatar luca

    Bandelli è l’unica persona che può cambiare la città in questo momento, è ora di finirla con la politica decisa da 4 personaggi che di Trieste poco importa, siedono a Roma e non fanno nulla.
    Avanti Franco!!!!!

  4. Avatar effebi

    bandelli, i neri, i rossi… !?
    credo che nol se fa problemi, el xe disposto anche a pagar per farse una “rossa” dolce, calda e polposa…
    skuuuuup !!! tripla XXX
    http://www.flickr.com/photos/pierovis-ciada/4164021828/

  5. scusè se me permetto, ma el vitz dela vignetta el me sembra una roba de bar-latteria. Perchè xe vero che per qualche triestìn xe una rottura de balle, però xe anche vero che la vignetta xe una figada straordinaria che andassi ben anche per l’Italia e per noi altri. Ga fatto tutti, meno che noi.

    I guadagna qualcossa de meno, ma i spendi mille volte de meno. Xe meno inquinamento, fine delle code dei esodi, se risparmia tempo, i trasporti va a finìr che i costa de meno e anche i generi de consumo, che tutti i furgoni dei corrieri i xe sotto el regime dela vignetta.

    Solo in Italia e in Regiòn, non va ben. I ga ditto ciàro che no i farà mai; altrimenti, come i fa a tingìr in pie tutti i carrozzoni come le Autovie Venete? Andè a vardàr le bilancio, el xe sul loro Sito. Dividè el bilancio per i km de autostrada, ve metterè le man nei cavei. Oppur dividè el bilancio per el n° dei dipendenti, ancora pezzo. Co’ la vignetta, basteria 100 persone per mandàr avanti la baracca e anche vanzassi.

    Ma le Autovie Venete xe un carrozzòn politico che no se va drento se no se xe raccomandài, giusto?

    Che Dio ghe daghi a tutti quei che i lavora là, che l’uscièr guadagna più de mì dopo 30 anni de lavòr e un casellante, se el fa qualche turno, el ga una signora paghetta che el va in ferie dò volte all’anno.

    Dio ghe daghi, ripeto… ma perchè gavemo de pagàr tutti per i privilegi de pochi? Forsi una volta, che iera bobàne per tutti, no più adesso, che xe gente che no gaverà la pensiòn e muli che no gaverà mai più un lavòr regolàre.

    Me dispiasi che i politici triestini i sia de cuss’ basso livèl, e che certi che fazeva le legère come tutti, adesso i gabi la spuza soto el naso e i parli colossali monàde. No tutti, qulachidùn gà ancora un poco de dignità e no el rinega el suo passato de mulòn, ma altri, Dio me perdoni.

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