27 novembre 2009

In Slovenia la PFM costa meno: andateci con le taniche

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Nova Gorica La considerazione preliminare è che uno dei maggiori palcoscenici di Gorizia è a Nova Gorica, esattamente come per i principali distributori di benzina, i principali supermercati, ed i principali tabacchini. Ed è il Casinò Perla. Stupiti, eh? Ieri sera, anche se forse l’evento in sé è passato un po’ in sordina, ci ha suonato uno dei più importanti complessi musicali italiani di rock progressivo, e forse di sempre: la Premiata Forneria Marconi.

Tempo fa circolava negli ambienti Goriziani la battuta che, vista la cronica difficoltà a reperire i fondi, i corsi di laurea della città avrebbero potuto essere finanziati dal Casinò. Io non sarei troppo contrario, diciamo la verità, ad avere una roulette alla toilette o una graziosa signorina che mi rende in fiche il resto del cappuccino. Certo, il binomio “case da gioco” – cultura è discutibile, però che ci volete fare, bisogna pur mandare avanti le cose e sicuramente anche Di Cioccio & Co. devono guadagnarsi da vivere: anche il Perla va bene se l’ingaggio ne vale la pena.

La prima mezz’ora del concerto di ieri non è stata esaltante. Il motivo è abbastanza semplice: la sala concerti, “l’Arena” del Perla è piccolissima, ci staranno dentro (a pigiarcele bene) massimo quattrocento persone. Ieri ce ne saranno state, sì e no, duecento. Il palco è enorme, ma i musicisti che lo occupano si trovano certo in una situazione difficile, nel senso che – per via dei tavolini e del vago senso di volgarità che può trasudare, comprensibilmente, un casinò – pare più un night club che un anfiteatro. Inevitabilmente, si avvertiva il reciproco imbarazzo tra il pubblico e il gruppo. Da una parte, c’era la diffidenza della PFM: il luogo non era “consono”, la platea non molto comunicativa, e poi c’erano un paio di fastidi tecnici nei volumi e nel suono degli amplificatori. Dall’altra, c’era il nostro imbarazzo o, se vogliamo, un po’ di tristezza. Io adoro la PFM e quando è nei paraggi non perdo mai l’occasione di vederla dal vivo, ma ieri sera mi faceva un effetto particolare. Il Perla è un posto che va bene, che so io, per Bobby Solo o Tony Dallara, per qualche stella decaduta o qualche rockstar in pensione che decide di togliersi lo sfizio di un’esibizione ogni tanto per arrotondare. Tra qualche anno, andrà bene per Marco Carta. Vederci la PFM, questo mi pareva decisamente triste. Per una prima parte del concerto, ecco, mi sono parsi tristi, frustrati, stanchi, in una parola: finiti. E non potevo sopportarlo. Era come assistere allo spogliarello di una donna bellissima, che però comincia ad essere vecchia. E tu magari la ami, e più in là c’è solo questo, un lento e inesorabile declino, e poi la fine che magari fosse traumatica. In realtà è una lenta dissolvenza.

E poi a un certo punto è successo qualcosa. Il momento esatto è stato a metà de “Il Testamento di Tito”. E lì, all’improvviso, la PFM è tornata Lei! Non era più un gruppo di musicisti lì per caso, un po’ frustrato e costipato in uno spazietto a margine. E lì mi sono reso conto di quello che stava davvero accadendo. Un baluardo della musica rock italiana stava dando del suo meglio a dieci metri dal nostro muso, e tra una canzone e un’altra conversava e scherzava con il pubblico come fossero dei quindicenni di fronte a degli amici. Un’occasione unica, perché normalmente una serata così, in cui a fine concerto puoi salire sul palco e dare pacche sulla spalla ai musicisti, la pagheresti fior di quattrini, dovresti arrivare lì ore prima e trovar posto correndo. Non ho idea di come sia capitato. Ma ieri Mussida ha suonato la chitarra seduto sulle ginocchia di duecento persone, con un’intimità e una schiettezza che nemmeno fossimo al bar. E si è visto benissimo, che tutti lo sapevano. I pochi fortunati che c’erano, ieri, non hanno ascoltato la PFM. L’hanno conosciuta.

Poi hanno fatto il pieno, e sono tornati a casa.

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8 commenti a In Slovenia la PFM costa meno: andateci con le taniche

  1. E

    Ma Carta sempre in mezzo lo dovete mettere???Mi dispiace ma Marco Carta non andrà in decadenza perchè sta dimostrando di essere un grande artista..fatevene tutti una ragione.

  2. ottimo pezzo.
    certo la PFM in un casinò/night deve essere straniante, ma il fatto che abbiano reagito bene alla situazione conferma ancora ancora una volta che si tratta di gran professionisti.
    Io, che lavoro con le parole, però sono rimasto colpito da questa frase dal sapore freudiano: “una graziosa signorina che mi rende in fiche il resto del cappuccino”. 😉

  3. ory

    Ho tutta l’ammirazione per la PFM, grandi professionisti. Sono amareggiata però nel sentire dell’astio verso un giovane talento: Marco Carta. Non le piace, pazienza, ma ho trovato di cattivo gusto non augurare ad un giovane, un buon futuro.

  4. mattosauro

    eh già….
    in FICHE…..XD

    comunque sei un delinquente.
    va a lavorar.

    e tajete i cavei.

  5. Non capisco perchè tutti si offendano per il riferimento a Marco Carta e nessuno per quello a Bobby Solo o Tony Dallara…

  6. Luca

    Ma quel Carta di cui si parla..
    E’ quello che cerca di imitare la voce della De Filippi? Quello cui hanno fatto “vincere” Sanremo senza che qualcuno sapesse chi fosse, e già dal giorno dopo nessuno si ricordava più chi era? Di quello.. si sta dicendo che è un artista? Allora Toni Dallara è un gigante.

  7. Virus

    Sempre mi diverto a leggere quello che scrive Toè. Io ho amato molto la PFM da ragazzo negli anni ’70. Ma sono passati tanti anni e quei meravigliosi ragazzi ora hanno i capelli grigi e forse sono anche nonni. Penso che il rock n’ roll sia morto e sepolto da anni. Penso che sia perfettamente adeguato al pubblico dei Casinò anche se i nonni giocatori di 70 anni saranno più interessati a Dallara, quelli di 60 più alla PFM.

    Non è che con la morte del rock n’ roll i musicisti si siano estinti. La musica elettronica è sempre più interessante. Peccato che Toè non sia venuto con me a Lubiana per Armin van Buuren…

    Virus

  8. marco

    accidenti virus qua mi trovi in disaccordo…
    carta fa cagare…
    i pfm di oggi pure…
    ma c’è ancora del buon rock’n’roll che gira per il mondo…

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