20 novembre 2009

Il corto “Trst je naš” sarà proiettato venerdì 27 a Trieste

Una scena di 'Trst je nas'

Il corto cinematografico che fa ironie sulla cultura di sinistra in Slovenia, “Trst je naš”, sarà proiettato alle ore 17.30 venerdì 27 a Trieste al Narodni Dom – Scuola per Interpreti, in via Filzi 14 a Trieste. La proiezione avrà i sottotitoli in italiano e sarà ospitata nell’Aula Magna della Scuola.

Gli organizzatori sono lo Slovenski Klub, la Narodna Študijska Knjižnica, il locale Knulp, il Circolo Cinema Metropolis, l’associazione Valentin Vodnik di Dolina e l’Arci di Trieste.

Per approfondire sul tema, potete:
Leggere la recensione di ‘Trst je naš’, a cura di Margherita Gianessi
Le dichiarazioni sul film del Ministero degli Esteri, Frattini, del tipo “Il film versa nuovo sale sulle ferite”
Le dichiarazioni di Massimiliano Lacota, presidente dell’Unione degli Istriani: “è una provocazione”

Il trailer:

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155 commenti a Il corto “Trst je naš” sarà proiettato venerdì 27 a Trieste

  1. eco, savevo mi 😀
    Desso go voia de vardarlo.

  2. massimiliano

    saremo almeno in due.. anzi tre.. no vegno solo.

  3. quatro 😉

    ma vien anca frattini?

  4. Fabio Turco

    No, ma go sentì che i ga invità Nolte :-p

  5. otimo, speremo che ghe sia anca la Rosolen alora.

  6. Mauro Franza

    Maaaaa ghe sarà sototitoli o xe stà za dopià? No volesi che el quel dela quela ghe gabi meso le zate!

  7. Euroscettico

    ma ancora pubblicità a questo filmetto stupido… fatto pure male tra l’altro!

  8. Denis Furlan

    Io l’ho visto a Sezana, è divertente e ben fatto.

  9. Vesna

    Par mi xè una provocazion e anca una stronzada.

  10. Samuel

    Allora ho già visto il film e mi è piaciuto e ho anche riso molto. Il film sarà proiettato con i sottotitoli in italiano, visto che il doppiaggio è un po difficile farlo in poche settimane, ma non credo che sarà mai disponibile.

  11. Richi

    E dire che ci sono dei Pirla (con la P maiuscola) che per questo filmetto amatoriale e satirico si sono messi a gridare e inveire allo scandalo…..terrificante, muli.

  12. effebi

    mi speto l’uscita de “Istra je nas”
    …speto de andarlo veder a “Pula” quando el regista sloven entrerà in una sala piena de “fans” de thompson 🙂

    là si che sarà comico…

  13. enrico

    Che il cortometraggio sia cinematograficamente bello o brutto ha poca importanza. Però sarà possibile rendersi conto di quanto siano state strumentali le polemiche dei giorni passati (senza dimenticare l’intervento totalmente fuori luogo del ministro degli esteri), fomentate da chi in questa città fa dell’odio antislavo, della contrapposizione etnica la sua ragione di vita. Ed è anche il modo di questi signori per far ricordare della loro esistenza al fine di ottenere cospicui finanziamenti pubblici per le loro associazioni.

  14. massimiliano

    quoto totalmente enrico

  15. effebi

    buona visione

  16. massimiliano

    grazie

  17. effebi

    per chi ama l’ironia consiglio “la voce del popolo” M.Rakovac:

    “Trieste slovena – Istria italiana
    Immagino che vi chiederete: Che cosa voleva mai dire con questo titolo?……….”

  18. Richi

    Standing Ovation per Enrico.
    A certa gente brucia sempre il culo se qualcuno rifiuta di seguire, a passo dell’oca, i loro slogan da stadio.

    La cosa bella e’ che se un film prende per il culo certe nostalgie parafasciste, alcuni si incazzano. Se un film prende per il culo certe nostalgie filocomuniste, alcuni si incazzano. Ma l’assurdo e’ che quegli “alcuni” sono sempre gli stessi…..c’e’ effettivamente null’altro che un interesse di alcuni a tener vivo un odio etnico che in molti stanno mettendo sempre piu’ da parte.

  19. massimiliano

    indubbiamente nel petto di qualcuno è ben viva la “fiammella pilota” (un po’ come le vecchie caldaie…), pronta ad accendersi ogni qualvolta un nuovo nemico viene individuato…
    è vero, sono sempre gli stessi che si incacchiano.

  20. effebi

    ok mi avete convinto…
    vengo anch’io… non mi posso perdere il massimo capolavoro della cinematografia slovena del 2009 (e forse di tutti i tempi !? mah, sicuramente il film più noto in Italia)

  21. L'equidistante

    Viene anche Frattini?

  22. massimiliano

    no, frattini xe del paruchièr per la tinta, ogni venerdi a quel’ora

  23. Marcus

    @effebi (post 21)

    “ok mi avete convinto…
    vengo anch’io…” NO, TU NO!

  24. effebi

    #24

    poltrona già prenotata in prima fila, popcorn e titovka…. Gremo vsi!

  25. massimiliano

    eehhh popcorn!!
    civa e union, ‘ssai mejo

  26. FricoFriabile

    NOOOOO!!!! proprio quel giorno là!!! volessi tanto andar anche mi invece no posso… :(((

    Bon, spetto cospicue recensioni qua su Bora! (magari passerà de qua anche Frattini a dir la sua… parrucchiere permettendo!)

  27. Euroscettico

    come si fregherà le mani questo giovincello e furbo regista… e noi poveri beoti a fargli pure pubblicità gratis!

  28. effebi

    bandiere yugo, slovena e italiana co la stella rossa…

  29. enrico

    1) Al giovane regista tutta questa pubblicità sta dando fastidio;
    2)I beoti si chiamano Lacota, cha ha innescato questo stupido ed assurdo “scandalo” (senza aver visto il filmato: un po’ di onestà ci vorrebbe, caro sig. Lacota), e il ministro Frattini con il suo assurdo intervento (naturalmente anche lui senza aver visto il cortometraggio), e naturalmente tutti gli sciocchi che pendono dalle lebbra di questi due patetici individui;
    3) Il filmato verrà probabilmente replicato in un’altra giornata, in un’altra sede.

  30. Euroscettico

    …fastidio? non mi sembra Enrico, anzi tutt’altro. Già la scelta del titolo è una furbata non da poco caro mio… 😉

  31. effebi

    Ghe sarò anche a tutte le reliche col striscion de 3 metri:
    “smrt fašizmu in svoboda narodi”

  32. effebi

    http://www.siol.net/trendi/film/novicke/2009/11/premiera_trst_je_nas.aspx

    bello, credo che la prima foto sia proprio la scena clou della figlia che arriva a cavallo a raccogliere la bandiera con la stella rossa, passaggio generazionale di antichi valori…
    (i disi però che fa rider….!)

  33. maja

    @effebi

    Complimenti! Vedo che te sta fazendo progressi. Tutte le pipette al posto giusto te ga messo! Però ghe volerà studiar ancora un poco, sa, chè non te me son bon de declinar.
    Pensa che bel: dopo te poderà vardar tuti i film con la stella rossa in orginale e te poderà addirittura cantar Vstala Primorska ai concerti del Coro partigian.

  34. effebi

    “To je ponujalo veliko svobode, saj se nisem želel ukvarjati s kakšnim konkretnim zgodovinskim dejstvom, ampak z idejo ohranjanja zgodovine in z nostalgijo.”

    “… še posebej pa smo ponosni na novo “partizansko” pesem, ki jo v filmu slišimo kar trikrat,” o epskem filmu s pridihom komedije Trst je naš! pripoveduje režiser Žiga Virc.”

    (i disi però che fa rider…)

  35. effebi

    “….še posebej pa smo ponosni na novo “partizansko” pesem, ki jo v filmu slišimo kar trikrat,”

    “ridendo e scherzando” magari la entrerà in classifica delle top ten slovene…

    (ma no per provocar..eh… no, no… per rider !)

  36. enrico

    Ripeto:
    1) lo stupido can can triestino sta in realtà dando fastidio al giovane regista.
    2) il cortometraggio sarà probabilmente replicato a Trieste in un’altra sede.
    Per cortesia, se non si sanno le cose si sta zitti, eviterete le classiche figure di m. stile Lacota. Grazie.

  37. effebi

    1)… !!?? ma te son el portavoce del giovane regista e del suo fastidio ?

    (desso no podemo nianche far can-can… vara ti che roba !)

    Che figura ga fato Lacota !? El ga dito che un film co un titolo simile xe na vergogna, i lo vol far passar inveze per un filmetto comico, ma el lato comico no se capissi proprio qual che dovessi esser, almeno dalle recensioni no traspari, anzi, sta giovane valkiria slovena orgogliosa co la sua bandiera-stellarossa xe anche bastanza iquietante)
    http://www.park.si/wp-content/uploads/2009/05/04-BPu_bd8878.jpg

    boh.

  38. cagoia

    Prima de esprimer qualunque commento saria el caso de vederlo.

  39. enrico

    Se vuoi fare la figura dell’ignorante continua pure con il tuo stupido can can, nessuno non te lo impedisce. Però se poi ti dicono che sei un “mona” non lamentarti. Lacota ha fatto e continua a fare la figura dell’ignorante e dello stupido. Le cose si giudicano solamente dopo averle viste, non su sensazioni personali o sul sentito dire. Anche se mi rendo conto che viviamo in una povera Italia dove regnano la stupidità e l’ignoranza, dove la bugia, detta e ripetuta all’infinito, diventa realtà. Certo è curioso come in questa Trieste un personaggio come il Lacota che deve far di tutto per far sapere al mondo di esistere, e quindi di godere di finanziamenti pubblici di non poco conto, riesca a creare tutto questo stupido casino con le sue truppe cammellate di beoti, mentre in Israele di fronte a film come “La vita è bella” o “Train de vie”, film che parlano con una certa ironia della tragedia dell’Olocausto, non c’è stata nessuna polemica pari alla farsa triestina. Chissà, forse in Israele non hanno Lacota…..

  40. Euroscettico

    Caro Enrico alcuni anni fa si giocò a Trieste una partita della nazionale di calcio italiana contro quella slovena e i tifosi d’oltreconfine esposero uno striscione con lo stesso titolo del film e credimi non avevano un atteggiamento goliardico anzi… quindi la scelta di quel titolo è stata volutamente provocatoria da parte del regista per farsi pubblicità. (punto)

  41. enrico

    Se poi al sig. Lacota dà fastidio questo titolo o vedere le bandiere slovene con la stella rossa, son fatti suoi di cui non me ne importa un fico secco. Impari a convivere con tutti e non faccia dell’antislavismo, della contrapposizione etnica il suo ossigeno. non credo che ad un ebreo dia fastidio vedere un film, un documentario con le croci uncinate, o intitolato “Arbeit macht frei”: penso conti il contenuto dell’opera.

  42. enrico

    Questo è un cortometraggio, non una partita di calcio (per me gli ultras che siano italiani, sloveni, tedeschi o turchi sono tutti una banda di idioti).

  43. Euroscettico

    …ma il significato che ha quel motto è uguale in ogni dove!

  44. Richi

    Vabbe’, anche i Livornesi hanno esposto un striscione che diceva “occhio alla foiba” davanti ai nostri, anni fa, per non parlare appunto della nostra stessa curva, notoriamente e fieramente di estrema destra.
    Non credo si possa misurare il grado di civilta’ di una popolazione prendendo come modello-campione i suoi ultras.

    Quanto a Lacota, non so che traumi, incubi e indigestioni possano prendergli davanti a un “Trst je Nas”, visto che e’ nato nel 1972…..

  45. massimiliano

    enrico dice parole condivisibili, secondo me.
    se parliamo della partita giocata tra le due nazionali, sbagliamo mira.
    se parliamo dei cippi danneggiati ed imbrattati, pure.
    così come se parliamo delle spedizioni punitive a sottolongera negli anni passati, delle svastiche sui monumenti partigiani, delle bandiere rosse (con o senza stelle).
    potremmo andare avanti giorni e giorni con rivendicazioni ed insulti.
    finiamola invece di inalberarci – chi strumentalmente, chi a ruota stile-pecora – per ogni simbolo, suono, parola, che ci rimanda al passato, a nefandezze o errori.
    andiamo avanti, cacchio!!
    cerchiamo di capire anche la satira che esorcizza e, sottolineo, NON fomenta.
    chi si incazza per queste cose, secondo me,
    – o è un grande ignorante,
    oppure,
    – ha la coda di paglia.
    si chiami Lacota, Frattini, o anche Debegnàc.

  46. Euroscettico

    ma ragazzi è il motto che è un insulto e quindi non doveva essere utilizzato per intitolare un film goliardico.

  47. massimiliano

    scusa euroscettico.
    ma, traducendo letteralmente non ritrovo insulti nella frase che da il titolo al cortometraggio.
    non interpretiamo, soprattutto aprioristicamente.

  48. Euroscettico

    Massimiliano, scusami, quel motto era usato dai partigiani titini durante l’assedio di Trieste e ancora per molti in città evoca morte terrore e paura. Io non condanno il film ma, ripeto, l’utilizzo di quel titolo volutamente provocatorio per farsi pubblicità.

  49. massimiliano

    ok, questo lo so. ma quello che voglio dire è che se ci auto-limitiamo nel pensiero e nella parola (quando questa, appunto, non ha il significato letterale di offesa, in qualsiasi lingua conosciuta), il problema è tutto nostro.
    dobbiamo superare gli incubi, esorcizzarli,
    e non tenerli vivi.
    Lacota lo fa “per mestiere”, ed io comprendo il suo ruolo.
    mi da fastidio chi, invece, gli va dietro, come fosse il depositario della Verità.
    la Verità non esiste. non almeno sulla terra.

  50. Marcus

    Per me come triestin “Trst je nas” xe uguale a “Trieste xe nostra”. Entrambi le lingue son lingue ufficiali del TLT con pari diritti vedi la ns. costituzion ovvero Allegato VI del Trattato di Pace con l’Italia (per chi non lo sà, l’Italia ga perso la guerra):

    Article 7
    Official languages/ Lingue ufficiali

    Le lingue ufficiali del Territorio Libero di Trieste sono l’italiano e lo sloveno. La Costituzione determinera in quale circostanza il croato potrebbe essere usato come terza lingua ufficiale.

    Allora, mi credo che per un triestin el problema de sto titolo no esisti proprio, perché el sa benissimo che a Trieste e Hinterland ga de sempre convissudo triestini sloveni e triestini taliani (oltre a tutte le altre etnie).
    Per quanto paura de un titolo come “Trst je nas oppure Trieste xe nostra”, pol gaver solamente i non triestini ovvero sloveni e croati(ex jugoslavi) e italiani venudi dal al di fuori del TLT, questo perché proprio i triestini autoctoni de tutte le etnie poderia dir un giorno che i se ga stuffà de esser presi per il culo de sti tre stati e far de soli come previsto dalla costituzion del loro proprio stato (TLT).

    Per quanto Lacota, no capisso proprio la sua posizion anti triestina, proprio perché il xe un triestin originale oltre ad essere un triestin nativo (il xe fio de genitori che iera residenti ad Umago “TLT” il 10 giugno 1940) perciò il poderia (salvo buona condotta) impegnarse per il suo stato senza dover aparir come immigrato in uno stato straniero.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Massimiliano_Lacota

    TRIESTE XE NOSTRA = TRST JE NAS!
    Oggigiorno i soli che pol far paura son i TRIESTINI e no retoriche su titoli de qualche film satirico/demenziale che tra l’altro xe molto ben fatto per esser la tesi de un futuro regista al quale faccio i miei complimenti.

  51. Victor Bergman

    Mi domandavo del perché di tanto clamore per questo film e forse ho capito una cosa.

    Cito:

    “quel motto era usato dai partigiani titini durante l’assedio di Trieste e ancora per molti in città evoca morte terrore e paura”.

    Intanto non era “assedio” ma “occupazione”.

    E quel motto non evoca solo “morte, terrore e paura” (paura è cosa diversa dal terrore?) ma evoca sopratutto che Trieste non è esclusivamente italiana.

    Evoca inoltre il fatto che quel altro popolo che con quel motto reclamava Trieste e che era prima disprezzato perché (quasi) senza storia, proprio con l’occupazione di Trieste ha cominciato ad averne una sua, di storia!

    Ed è l’inizio di questa storia lo scandalo che ancora oggi “offende” i sedicenti patrioti triestini.

    Le uccisioni e il terrore da parte di eserciti occupanti sono cose che tutte le città in Europa hanno passato più e più volte nel corso della storia, e non mi si venga a dire che l’occupazione di Trieste da parte dei partigiani fosse qualcosa di diverso da questo punto di vista.

    Voi mettere la “vergogna storica” di essere stati occupati da un esercito di “s’ciavi” ?

  52. Euroscettico

    Orgoglioso di pensarla diversamente da voi 🙂

  53. Richi

    Ricapitolando: c’e’ chi ha sollevato un polverone per un film -CHE NON HA VISTO- di genere satirico che butta in ridicolo anziche’ esaltare, certe nostalgie.
    Solo perche’ c’e’ un motto che evoca “miseria terrore e morte”.

    Invece non ho mai visto ne sentito analoghi “polveroni” su tante altre cose che magari lo meriterebbero forse di piu’. Cose di oggi e non di sessant’anni fa.
    Esempi?

    Molti politicanti locali di una certa parte che hanno disertato le cerimonie alla risiera in diverse occasioni con scuse penose.

    Le croci celtiche e le svastiche, presenti sui muri di diversi quartieri triestini.

    I fascisti non piu’ vivi che hanno ricevuto vie a loro intitolate.

    I neo-fascisti vivi e vegeti che come premio per i loro graffiti, le loro dichiarazioni di odio e le loro risse in viale hanno ricevuto poltrone (in citta’ e poi a Roma).

    Le ingiurie che hanno sentito spesso e volentieri persone della minoranza slovena sull’ autobus o al mare da parte di esaltati, colpevoi di parlare nella loro lingua.

    L’elogio delle ronde di panzoni da osteria per pigliare a calci stranieri da parte di certi (perlomeno qua Dipiazza ha dato l’Alt, riconosciamolo).

    Vado avanti?
    Tutte cose successe dopo il terzo millennio.
    Poi mi si dice che TS non e’ in mano a fascisti e neo-fascisti di ogni schiatta?

  54. Marcus

    ben detto sia de Victor che de Richi.

    Resta che lo scalpor che ga tirà sù el titolo de sto cortometraggio, deriva sicuramente de una psycosi collettiva, se no, no se gaveria scomposto persino dei ministri taliani.

    Il cosi detto terror o paura in effetti lo ga chi che no xe triestin ma immigrado a Trieste, e anche questo da de pensar.

    Son tornado nel post 53 al Territorio Libero de Trieste perché secondo mi xe la sepolto el problema.

    Sarà mica là che dovemo iniziar per curar sta psycosi dei foresti?

  55. “Psicosi collettiva” me par una bona definizion, efetivamente.

  56. effebi

    enrico dice:
    “penso conti il contenuto dell’opera”
    http://www.park.si/wp-content/uploads/2009/05/04-BPu_bd8878.jpg

  57. effebi

    enrico dice:
    “penso conti il contenuto dell’opera”

    “…Mentre il padre è sorpreso dalla polizia durante i suoi giochi di guerra e rischia guai seri, la figlia galoppando accorre a salvarlo: nelle sua mani sventola la bandiera Jugoslava. Trieste è liberata solo simbolicamente, ma Franz può dirsi orgoglioso di aver trasmesso alla figlia la coscienza del loro passato…” (margherita giannessi)

    Poi ancora cè qualcuno che ce la mena col fatto che TRST JE NAS è un filmetto comico, ironico e sarcastico, che Lacota ha fatto una figuraccia, e che è tutta una questione di psicosi collettiva.

    Margherita Giannessi (credo) ha visto il film.

    A qualcuno le stelle rosse non “faranno effetto” ad altri si, l’operazione “furbetta” del film è abbastanza evidente, negarlo è patetico oltre che “complice”.

  58. massimiliano

    coraggio che manca solo un giorno….

  59. effebi

    enrico dice:
    “…la bugia, detta e ripetuta all’infinito, diventa realtà.”

    quella del filmetto comico ?

  60. etabeta

    @ Euroscettico
    Normale dovresti averlo capito, guai se critichi le minoranze o quello che fanno…..
    La risposta che riceverai sarà sempre quellaaaaa:
    Fascista,Razzista,Ignorante,Stupido,Xenofobo,
    ecc.ecc.non sanno dire altro…..
    Alla faccia della di chi si decanta come Moderno pensatore……..

    Inno Nazionale Italiano

    Fratelli d’Italia (Goffredo Mameli)

    Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta
    dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa.

    Dov’è la vittoria? Le porga la chioma,

    che schiava di Roma Iddio la creò.

    Stringiamoci a coorte,

    siam pronti alla morte.

    Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò.

    Stringiamoci a coorte,

    siam pronti alla morte.

    Siam pronti alla morte,

    l’Italia chiamò, SI!

    Noi fummo da secoli

    calpesti, derisi,

    perchè non siam popoli

    perchè siam divisi.

    Raccolgaci un’unica bandiera, una speme:

    di fonderci insieme già l’ora suonò.

    Uniamoci, uniamoci,

    l’unione e l’amore rivelano ai popol

    le vie del Signore.

    Giuriamo far libero il suolo natio:

    uniti, per Dio,

    chi vincer ci può.

    http://www.youtube.com/watch?v=fqTSWch2s7Y&feature=related

  61. enrico

    Caro effebi, chi giudica una qualsiasi cosa (un libro, un film, una commedia….) senza averla letta o vista ma basandosi esclusivamente su proprie sensazioni, giudizi altrui etc. a mio avviso o è una persona stupida ed ignorante oppure è un provocatore. Scegli te a quale categoria appartenere.

  62. enrico

    Caro-a etabeta, criticare nel reciproco rispetto è lecito, spargere invece menzogne per propri lerci tornaconti, proporre eternamente la contrapposizione etnica perchè si è incapaci di accettare chi è “diverso” , come i tuoi amici fanno, sì, è da feccia razzista !

  63. Victor Bergman

    Per fortuna c’è effebi, che ha capito tutto anche senza veder il film!

    Trattasi infatti di film del genere “furbetto”:
    sembra “comico”, ma in realtà,
    badabem badabem badabem….
    è un film di propaganda slavocomunista!

    Ma noi non capiamo perché “semo mone” o fingiamo di non capire, in combutta con il nemico!

  64. effebi

    @enrico

    appartengo alla categoria di quelli che leggendo una recensione possono capire che non si tratta di un filmetto comico

    appartengo alla categoria di persone che non sostengono che un film è comico senza averlo visto

    appartengo alla categoria di persone che possono immaginare che un “Trst je nas” buttato lì, così, è quantomeno sospetto quindi vado cauto sia nel giudicare chi lo propone quanto chi lo critica (e non solo il secondo)

    appartengo alle persone che credono che “quella bandiera con la stella rossa” sia un simbolo negativo, caduto con il muro e che l’afferrarla “dalle mani del padre” non sia una “bella immagine” ne tantomeno comica…(tantopiù in queste zone)

    appartengo a quelle persone che pur non avendo visto il film mi sono accorto che quella bandiera non è quella Jugoslava (che almeno aveva la velleità di raccogliere e rappresentare più nazionalità) ma è quella slovena con l’aggiunta della stella rossa (una bandiera, quindi, nazionale… la stella rossa non era simbolo di internazionalismo?…mah !)

    chi ha visto il film (e l’ha recensito) non se nè accorto, forse non se nè accorto nemmeno chi l’ha fatto (il film)
    l’uno e l’altro sono forse troppo giovani per percepire e colegare simboli a fatti e a drammi…

    capita quindi che alcuni scambino per comico quello che è tragico

    non appartengo a queste persone.

    grazie.

  65. Effebi, Per la serie “guardiamo al futuro”

  66. effebi

    dai molti che qui scrivono sbeffeggiando chi critica il film (accusati di non averlo visto) mi aspetterei di sentire qualcosa sui contenuti del fim da cui si capisca che in effetti il film è un film comico.

    non trovando nulla di ciò mi chiedo se almeno questi (che sostengono che il film sia comico) hanno visto il film…o almeno se ne hanno letto le recensioni

  67. Marcus

    @etabeta

    Quote
    Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta
    dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa.
    Dov’è la vittoria? Le porga la chioma,
    che schiava di Roma Iddio la creò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte
    Unquote

    Mi me par che sto inno ga portà “poche vittorie e molta morte”.
    Resta che questo, con tutto rispetto, xe l’inno dei taliani ma non dei triestini, tirolesi, ticinesi, valdostiani ecc. e addiritura per quanto ho visto neanche quello dei padani.

    Tra la fine 1800 e l’inizio 1900 la storia chiamava all’unità dei cepi etnici, oggi invece xe l’autodeterminazione che va de moda, sia come sia a Trieste ci son troppo pochi de etnia taliana per poder impor un sentimento nazionalistico taliano.
    In queste terre semo de sempre multietnici e perciò ne convien debellar i sentimenti nazionalistici e piutosto andar d’accordo nel pieno rispetto della diversità.
    Caro etabeta, di sta maniera stemo tutti mejo anche quei de etnia taliana.

  68. effebi

    multiforme:
    trst je nas guarda al futuro ? cavalcando orgogliosa brandendo la bandiera rossostellata del padre ?

  69. effebi

    marcus:
    trst je nas “debella i sentimenti nazionalistici” ?

  70. enrico

    Ciò che è veramente tragico è l’arroganza, l’ignoranza, la stupidità e chi più ne ha più ne metta, di coloro che si credono i depositari della verità…..per sentito dire o per sensazione! Buona giornata.

  71. effebi

    quoto enrico

    riferendomi ai depositari della “verità” che il filmetto sia innocuo, comico e ironico (senza avero nè visto nè letto)

  72. massimiliano

    dai che domani sera se trovemo tuti…
    saremo solo noi!!

  73. enrico

    Caro effebi, io l’ho già visto.

  74. effebi

    la sola immagine proposta su questo post, nel titolo, mi sembra più epica che comica

    la ragazza “guarda al fururo” vestita da vecchia partigiana, con la bandiera nazionale slovena completata da una bella stella rossa “Trst je Nas !!!”

    (fa ridere veramente)

  75. il tema se il film sia da prendere con leggerezza è molto controverso e, ancora una volta, vedo che anche qua dentro i lettori fanno difficoltà ad affrontare le ragioni e i sentimenti dell’altro.

    mi pare di poter empatizzare con effebi, perchè mi pare difficile prendere con allegria un film che parla di quello che è un passato tragico che lo riguarda.

    d’altronde, mi fido della recensione del film di margherita giannessi pubblicata su bora.la in cui si spiega che il primo obbiettivo del film non parrebbe provocare astii e il resuscitare di tragiche memorie ma, invece, fare ironia sulla cultura di sinistra contemporanea in slovenia. quindi è un film pensato e prodotto non per quelli di lingua italiana ma per gli sloveni di oggi, per prenderli in giro come attaccati alle idee titine.

    vedere gli intenti e i sentimenti dei vari attori in campo (effebi come esule, gli autori del film e gli altri che scrivono qua magari in buona fede nel ritenere questo film non provocatorio) forse sarebbe utile.
    non trovate?

  76. enrico

    Mah…..ghe xe robe che fa rider……ghe xe scriti insistidi come i tui che fa sinceramente pianzer….ah ah ah ah ah ah ah…. bon adeso basta, go altro de far che divertirme coi duri de comprendonio……a doman !

  77. massimiliano

    l’importante è non incazzarsi e prendere le cose per come sono realmente, senza dietrologie.
    da una parte o dall’altra.
    è chiaro che:
    da una parte gli esuli conservano il loro vizio di piangersi addosso ed additano al nemico ogni qualvolta si sfiorino – anche goliardicamente e senza cattiveria – le loro tematiche.
    facendo ciò, dall’altro lato, si rinforzano i filo-titini (ammesso siano reali e non dei semplici provocatori), che trovano terreno fertile affondando il coltello con slogan ed immagini che provocano reazione dall’altra parte.
    è come un gioco, un dispetto continuo.

  78. enrico

    Caro Enrico Maria Milic, la questione è un’altra: viviamo in un paese dove oggi si qualsiasi cosa si affronta con ignoranza,con pressapochismo, dove la menzogna a furia di ripeterla diventa verità, dove qualcuno agisce soltanto per i propri tornaconti e via discorrendo. E’ intollerabile, oltre ad essere idiota ed ignorante, che qualcuno (ma non mi riferisco tanto ai vari effebi) che è riconosciuto nella collettività agiti spettri inesistenti, agisca sempre e comunque nella contrapposizione etnica. E tutto, nel caso specifico, per sentito dire o sensazioni personali. Ma stiamo scherzando ? Parliamo delle esperienze anche tragiche di alcuni ? O.K., ma parliamone inquadrando il tutto in una dimensione generale, non si può estrapolare la storia come meglio ci aggrada ! A qualcuno danno fastidio le stelle rosse o la scritta “Trst je nas” ? Non me ne im porta un accidente ! Sarebbe forse l’ora di crescere! Eppoi, più volte l’ho chiesto, agli ebrei, agli zingari, ai testimoni di Geova etc. da tanto fastidio il vedere una croce uncinata o qualsiasi altro simbolismo nazi-fascista ? Io credo che debba contare il contenuto reale di un’opera. Tutto il resto, come da me già scritto, non è altro opera di coloro che vogliono continuare a vivere nell’odio e nel disprezzo verso coloro che non la pensano alla stessa maniera. Buona giornata

  79. FILM

    “Meine Ehre heisst Treue”
    (Il mio onore si chiama fedeltà – Motto delle SS)

    Trama: un tedesco di mezza età vive perennemente il passato come fosse l’attualità. In casa sua ha eretto un altarino a Hitler ed è convinto che sia necessario proseguire la sua opera incompiuta: lo sterminio degli ebrei va concluso. Assieme ad un gruppo di amici vaga per la Foresta Nera: tutti vestiti con le divise delle SS, cantano gli inni del regime e si preparano per l’inevitabile ritorno dell’Ideale Supremo.

    Essendo considerato uno strano retaggio del passato, le autorità della zona all’inizio lo tollerano, poi quando inizia a dare tropppo fastidio gli danno la caccia.

    La figlia invece non riesce proprio a comprenderlo: lo prende in giro continuamente e gli gira le spalle.

    L’ultima scena è il clou del film: la polizia ha circondato il gruppetto delle neo-SS e sembra che la cosa finisca a schioppettate, fino a quando arriva la figlia a cavallo.

    C’è un simbolico passaggio di consegne: la bandiera con la croce uncinata viene consegnata dal padre alla figlia, la quale si calca sulla testa il berretto con la testa di morto e poi cavalca verso il sole facendo garrire al suo fianco lo stendardo del nazismo.

    Il cerchio si chiude, e il signore allucinato conclude: “Messi a posto gli ebrei, adesso pensiamo ai negri”.

    Si ride.

    L.

  80. enrico

    Caro Luigi, i tuoi sono come cavoli a merenda.

  81. massimiliano

    @luigi:
    concordo con il tuo intervento in tutto e per tutto.
    finalmente qualcuno che analizza avendo dei documenti.
    forse lo stesso Žiga Virc può averne tratto spunto, essendo un giovane laureando.
    una trasposizione in chiave titina.

  82. effebi

    @luigi

    femolo e dopo proiettemolo a gerusalemme e ad harlem

    i poderà rider (credo)

  83. effebi

    e se qualche giovane ebreo o negro protesterà (senza averlo visto) ghe diremo che el xe mona, che nol guarda al futuro…

  84. massimiliano

    dai ragazzi, sembra le trame dei film del dottor mabuse e de fantomas…
    e pensare che c’è chi si incazza.

  85. massimiliano

    @effebi
    bela quela del “giovane negro”
    no te sarà miga juventin?? 😉

  86. Fabio

    Luigi (veneziano) – c’è (almeno) un punto fondamentale che rende profondamente scorretta la tua proposta di controparte:
    “si preparano per l’inevitabile ritorno dell’Ideale Supremo” smentito da “Una guerra come quella non dovrebbe mai più succedere!” (frase pronunciata dal protagonista, fonte Il Piccolo, 7 novembre)

    La chiosa finale sui prossimi passi, del tutto immotivata, fa infine pensare a una certa malafede da parte tua.

  87. Richi

    Veramente, effebi, el popolo ebraico, che ga subi’ delle robe al cui confronto gli istriani che tanto se incazza per ‘sto film ga ciapado appena un buffetto sulla testa, a volte ridi, a volte no, ma reazioni de isteria simili non le ga mai avude ne davanti al famoso “La vita e’ bella” ne davanti al recente “Inglorious Basterds” ne davanti alle ciolte pel cul de Sasha Baron Coen e cussi’ via.

    I unici che al giorno d’oggi fa macei per cagade xe i fondamentalisti islamici.
    O certi elementi de casa nostra.

  88. Victor Bergman

    A me sembra invece che semplicemente per i “triestini patrioti” non sembra possibile, anzi è inimmaginabile che si possa girare un film con il titolo “Trst je naš” che NON ABBIA intenti di rivendicazione, perché Trieste è al centro del Mondo.

    Per i sedicenti patrioti non è possibile che dei villici sottosviluppati come gli sloveni possano usare il motto “Trst je naš” in modo autoironico, per descrivere e affrontare questioni interne LORO, STRAFOTTENDOSENE di quello che pensano e dicano i triestini, perché a tutti interessa quello che possano pensare e dire i Triestini.

    No, deve esserci per forza qualcosa “dietro”,
    una volontà di provocazione se non di prevaricazione ai nostri danni, in quanto noi stiamo meglio di loro e loro ci invidiano! O almeno dovrebbero 🙂

  89. Cito Enrico:
    *Caro effebi, chi giudica una qualsiasi cosa (un libro, un film, una commedia….) senza averla letta o vista ma basandosi esclusivamente su proprie sensazioni, giudizi altrui etc. a mio avviso o è una persona stupida ed ignorante oppure è un provocatore. Scegli te a quale categoria appartenere.*
    e me la conservo , indipendentemente da questo filmetto su cui , non avendolo visto, non esprimo giudizi, nè li esprimerò in quanto non andrò nemmeno a vederlo, ma per eventuali prossimi commenti su libri o altro su cui troveremo sicuro ampie e dotte discettazioni sulla base di qualche articolo di giornale, o al massimo di wikipedia.

  90. Con tutto il rispetto per coloro i quali hanno scritto su questo tema, io mi sono semplicemente limitato a rispondere a chi domandava se gli ebrei si sentissero in qualche modo offesi dall’esposizione dei simboli nazisti. Ho provato qiundi a trasporre esattamente la trama di “Trst je nas” in chiave nazi: credo che ciascuno possa capire che una cosa del genere susciterebbe orrore nei paesi di lingua tedesca, nonché la riprovazione assoluta degli ebrei.

    I simboli nazisti non solo furono e sono sempre offensivi per gli ebrei, ma addirittura per molti anni la musica di Wagner – e non i simboli nazisti, vietati in Israele! – non venne rappresentata nei teatri di quel paese, essendo notoriamente Wagner un antisemita.

    Semplicemente immaginare un film con la trama da me descritta girato in Germania è un delirio: non esiste nessun cineasta tedesco che ha mai rappresentato le SS in modo ironicamente bonario.

    Rispetto a ciò che di cui ha parlato Massimiliano, e cioè della mia presunta malafede sui “prossimi passi”, io non ho fatto altro che ricalcare il finale di “Trst je nas”, che – se i resoconti che ho letto sono corretti – termina col mormorio del protagonista “Adesso riprendiamoci l’Istria” o qualcosa del genere.

    Di conseguenza, la malafede te la rificchi in tasca, mio caro amico.

    Anche a Richi devo dire qualcosa: il paragone di “Trst je nas” con “La vita è bella” non ha alcun senso. Avrebbe avuto senso un paragone con un film esattamente uguale a quello che ho descritto io, ove le “nuove SS” sono dei simpatici gaglioffi fuori del tempo, ma tutto sommato dei divertenti mattacchioni.

    Esiste forse un film del genere, nella filmografia mondiale?

    Luigi (veneziano)

  91. massimiliano

    @LUIGI
    forse ti sbagli, io non ho parlato mai di malafede, ho fatto un po’ d’ironia.
    leggi bene i post precedenti (quello di fabio…)

  92. enrico

    Caro Luigi, ci sei o ci fai ? Sei un emerito idiota o sei un lercio provocatore ? Di fronte a più film che trattavano l’Olocausto inserendovi l’ironia né in Israele né tra la comunità ebraica locale, pur con le ovvie critiche, non c’è stato il vergognoso can can messo in piedi qui a Trieste da parte di chi vive nel passato e fa dell’odio interetnico la propria ragione di vita. Questo è tutto.

  93. enrico

    Quanto a bibliotopa, sì, io ragiono sempre così, io prima mi accerto di persona e poi critico. Qui invece ci sono dei poveracci, che da come scrivi debbono essere poi tuoi amichetti, che si permettono di sentenziare senza sapere: idioti patentati !

  94. Victor Bergman

    Ci mancava solo la “reductio ad Hitlerum” di Luigi!
    La validità della legge di Goldwin viene di nuovo confermata.

  95. @Luigi: “Adesso riprendiamoci l’Istria”
    guarda che si vede spesso in giro in città e anche allo stadio la scritta “ritorneremo”…
    non vedo grosse differenze con trst je nas…

  96. massimiliano

    @luigi
    volevo dirti, nel post precedente, che hai sbagliato persona. tutto qui.
    se leggi bene io ti ho dato ragione.

  97. massimiliano

    bravo DaveTheWave.
    finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di dirlo.
    politicamente ed istituzionalmente, è la stessa cosa.
    piaccia o meno, questa è la situazione ereditata dai governi del dopoguerra.
    e vale per noi che stiamo “di qua”, così come per loro che stanno “di la”.
    e di cosa poi?

  98. Enrico, per favore, non sono intervenuta su questo argomento , quindi le tue illazioni su presunti miei amichetti definiti da te idioti patentati, per favore me le risparmi, perchè sta diventando offensivo nei miei riguardi. Rileggiti se vuoi tutti i 98 post e vedi se e cosa scrivo.
    E la citazione me la riservavo non per te in particolare, e non per questo argomento. Ma sembra che preferiate “contarvele fra de voi”.

  99. @ massimiliano
    Chiedo scusa, ho sbagliato nome: volevo rivolgermi a Fabio e non a te. Ancora scusa.

    @ enrico
    Non interloquisco con chi di me dice che o sono un emerito provocatore o un idiota. Non meriti considerazione alcuna. Vista però la bile verde che tracima dai tuoi messaggi mi permetto di consigliarti cinquanta/sessanta gocce di Lexotan. Le tue sinapsi rimarranno quelle che sono, ma almeno alla sera gli incubi che affollano i tuoi sonni si placheranno.

    @ Victor Bergman
    Come agevolmente potrai notare – visto che lo scrivo espressamente per te, per la seconda volta – io mi sono semplicemente sforzato di rispondere a chi ha parlato di ebrei et similia. Fatti un nodo al fazzoletto e ricordatelo per il futuro.

    Riguardo alla legge di Goldwin, mi permetto quindi di poter affermare con assoluta tranquillità che non c’entra un fico secco.

    Cordialità.

    L.

  100. @ DaVeTheWaVe

    Non ho alcuna difficoltà a considerare cretini coloro i quali allo stadio inneggiano al “ritorno” in Istria in modo provocatorio. Per quanto mi riguarda, essi sono il perfetto contraltare di quelli che affermano con lo stesso tono “Trst je nas”. Cretini anche questi ultimi.

    Luigi (veneziano)

  101. effebi

    ah finalmente !!!
    leggo (da chi probabilmente ha visto il film) che questo “trst je nas” è uguale nel suo significato al “ritorneremo”….
    una provocazione dunque, non un filmetto comico autoironico. (ci siamo arrivati !)

    🙂 (i bertoldi se confessa ridendo all’uscita dei finti film comici…)

  102. effebi

    enrico, tu che hai visto il fim… dicci un pò:

    -dove sta la sottile ironia ?
    -chi viene preso in giro ?

    magari così la smettiamo di discutere una volta che avremo capito che il regista da dei fessi a chi ancora sostiene che “Trst je nas”…

    che prende per il culo tutti quelli che hanno nostalgia di tito…

    che deride tutti quelli che dietro all’intenazionalismo nascondevano il più bieco nazionalismo sloveno (la bandiera slovena con la stella rossa)….

    è così enrico ?! Il “fascista” nazionalitaliano Lacota non ha capito nulla ?! dicci che non è vero che il filmetto vuole provocare la sensibilità dei beceri esuli ma quella dei beceri nazionalcomunisti sloveni… dicci dicci….

    aho ! Enrico e… facce ridè !

  103. massimiliano

    dai muli, tignì duro che manca 26 ore!!

  104. Alabardato

    Voleranno anche dei ceffoni. Achtung.

  105. massimiliano

    ghe sarà più polizia in borghese che poltrone per sentarse, viste le premesse.

  106. Fabio

    Luigi, tutta la tua argomentazione si basa su “se i resoconti che ho letto sono corretti”: quali? dove? Non se ne trova traccia.

  107. Alabardato

    ghe saremo duti presenti fino a 300 metri fora. Achtung.

    BOCCIA PRESENTE!

  108. toro seduto

    A tutti quelli che il film non lo hanno visto, ma fanno dei trattati su quello che voleva e non voleva sugnificare.

    Il film ironizza su chi e’ rimasto ancorato nel passato, su chi non si e’ accorto che il mondo e’ cambiato, su chi gioca a fare la guerra. Nel fare questo usa i simboli che userebbe in una supposta simile realta’chi si comporterebbe come i protagonisti del film.

    Il resto, scusatemi, quelo che sate facendo qui, specialmente effebi e veneziano, sono delle masturbazioni mentali.

    Virc ha fatto un film spiritoso, ironico. Menia che getta nel mare di fronte a Capodistria bottiglie con messaggi “ritorneremo”, Lacota che porta corone di fiori su fojbe, in cui ci sono solo immondizie, sono invece dei tragici figuri politici che ci marciano sui senimenti della gente.

    Mi fate veramente pieta’.

    P.S. Il film l’ho visto!!!

  109. Richi

    Poi c’e’ chi nega che non vi sia alcuna isteria da parte di certi…..povera Trieste.
    Speriamo bene per le generazioni future.

  110. Marcus

    @tutti
    Il post 113 de Toroseduto rispecchia esattamente il film (anch’io l’ho visto).

    @Luigi (taleban/istrian nome de battaglia er venezian)
    visto che te son esule che parla ben lo sloven e croato, va a vederlo e poi torna in discussion a falsar volutamente la trama, intanto contar balle xe il tuo forte.

  111. @ Fabio
    La recensione del film la trovi anche nel blog. Lì si racconta la trama.

    @ toro seduto
    L’onanismo te lo lascio tutto quanto: soprattutto quello mentale. Rileggi ciò che ho scritto e – se ne sei capace – interpretalo per quello che è.

    @ Marcus
    Poveretto… t’hanno tolto il Prozac, vero?

    L.

  112. toro seduto

    Luigi

    Paragonare il dramma dei 40 giorni dei triestini con l’olocausto degli ebrei e’ i partigiani sloveni con le SS e’ aberrante. Percio’ confermo: le tue sono masturbazioni mentali.

    Gli ebrei morti furono 6.000.000. I triestini morti qualche migliaio. Gli SS erano una macchina volontaria al servizio del Fuehrer. I partigiani sloveni erano alleati degli Alleati e con cio’ parte della coalizione vincente. Vero e’ che commisero crimini, ma crimini commisero anche i partigiani francesi e crimini commisero i partigiani italiani. In Italia i partigiani italiani (Lombardia, Emila… ) avrebbero passato per le armi circa 30.000 persone. Chiaramente tutti italiani: molti fascisti, molti solo scomodi, alcuni innocenti. Ovviamente di questi non si parla. Si parla dei 13.000 ( chi piu’ ne ha piu’ ne metta) dei partigiani di Tito!
    E non dimenticare che i 40 giorni di Trieste seguirono i 25 ANNI di occupazione italiana e di terrore fascista nella Primorska. Ovviamente questo va nel dimenticatoio, perche’ gli Sloveni sono una razza inferiore e percio’ non hanno diritto ne’ al proprio ricordo ne’ al proprio dolore e nemmeno di girare un filmetto ironico, se nel titolo si tocca il tabu’ di Trieste e dei poveri sofferenti triestini.

    I tiestini che hanno sofferto hanno tutta la mia solidarieta’, quelli come te invece che fomentano odio con paragoni che dovrebbero essere visitati da psichiatri mi fanno vomitare.

  113. Marcus

    @Luigi (taleban/istrian)
    che sei un farmacista? Cos’è sto prozac?

  114. cagoia

    109) e 112) Xe minacce?
    Podessi esser perseguibili?

  115. @ toro seduto
    Continui a non capire nulla, di conseguenza va pure a vomitare con tranquillità.

    Che Onan sia con te.

    L.

  116. Fabio

    Luigi, siamo arrivati al punto in cui neghi l’evidenza, affermando di aver letto in una recensione che è sotto gli occhi di tutti una frase che non c’è. Non vedo le basi per una conversazione costruttiva, quindi lascio perdere.

  117. remengo

    Interessante notare che in croazia continuano a far vedere sulla tv nazionale i film di partigiani, titini etc (dopo che lo stesso tito -croato lui stesso- ne ha fatti fuori 200.000 nella marcia della morte di bleiburg)senza che ci siano particolari proteste o rivendicazioni….forse loro riescono a lasciare ai posteri la sanguinosa storia e i triestini no?
    comprendo sicuramente lo stato d’animo degli esuli, ma i “patocchi” …..

    PS: spero che chi scrive condanne (da entrambe le “fazioni”)abbia da ascrivere cio a vicende vissute,e non a “me nono me ga dito”…..

  118. @ Fabio
    Io ho scritto che la recensione è indicata anche nel blog, mentre la frase che tanto t’interessa è citata in un articolo di Stefano Lusa sul film.

    Generalmente le conversazioni costruttive si fanno in due, ma visto che nel primo messaggio rivoltomi mi hai accusato di malafede, mi pare di solare evidenza che a te non interessava un fico secco questa benedetta conversazione, bensì – molto più prosaicamente – impiantare una polemica personale.

    Mezzucci da quattro soldi.

    L.

  119. maja

    La battuta sull’Istria nel film c’è.

    Ricordo però che l’Istria oggi fa parte della Croazia e che è con questo paese che la Slovenia, oggi, ha un contenzioso sui confini, non certo con l’Italia.

    Come giustamente rilevato nella recensione pubblicata su bora.la il corto è destinato a un pubblico sloveno ed è a quell’immaginario lì che bisogna fare riferimento.

    Chi vuole leggerlo solo attraverso gli occhi di “triestino doc” ovvero di “esule istriano trapiantato a Trieste” vi troverà delle cose sgradevoli, gli altri (forse) si divertiranno.

  120. @ maja
    Sgombrato il campo dalle fantasiose controdeduzioni del sig. Fabio, il tuo mi sembra un intervento interessante.

    Esistono anche i “triestini doc” e gli “esuli trapiantiati a Trieste”, e questi possono anche trovare sgradevole il film.

    Premesso che questo benedetto film io non l’ho visto e non l’andrò a vedere – anche perché non capisco lo sloveno – ritengo che gli “esuli trapiantati a Trieste” e i “triestini doc” non siano la feccia dell’umanità, ma siano una delle componenti della vostra realtà etnico-geografica. Questa realtà è composta anche da altre tipologie: il vetero-comunista, il neofascista, l’indipendentista, il fanatico di Franz Joseph, il nazionalista sloveno, il revanscista istriano eccetera eccetera.

    Ritengo che oggi sia ancora impossibile evitare di scatenare delle reazioni di una delle varie componenti della città, quando si parla di questi temi.

    Qui in bora.la s’è stigmatizzato per lungo e per largo il Lacota di turno. Dal mio punto di vista, lo ritengo il perfetto contraltare di un Samo Pahor, ma già aver detto questo farà contorcere le budella a qualcuno qua dentro, in un senso o nell’altro.

    Tutto ciò premesso, e visto che è ancora impossibile trovare un punto di vista comune, credo che ognuno abbia diritto di esprimere il proprio pensiero come vuole (nei limiti del codice penale ed evitando le menzogne più incredibili).

    Sarebbe già tanto se le polemiche non arrivassero agli insulti e alle carte bollate.

    Per cui come questo film non è “il verbo incarnato” da trattare con assoluta sacralità senza diritto di critica.

    Allo stesso modo chi l’ha scritto e prodotto poteva tranquillamente aspettarsi che la visione stessa dei partigiani sloveni redivivi avrebbe causato qualche mal di pancia.

    Vogliamo fare un altro esperimento?

    Pensate se invece dello sloveno svitatiello ci fosse un italiano triestino, gran nostalgico della Decima Mas, con altarino al duce in casa, scena finale della figlia che a cavallo e col basco in testa fa garrire la bandiera di guerra del reparto e sottofinale del nostalgico che dice: “Adesso che abbiamo preso l’Istria, pensiamo alla Dalmazia”.

    Pensa che risate fra gli sloveni.

    Luigi (veneziano)

  121. Se fato con humour, no vedo perchè no dovessi rodolarme anche con quel.

    Me par che i comenti a sto topic stia complicando una situazion piutosto semplice.

  122. toro seduto

    Luigi

    Non avrebbe fatto ridere. Pero’ probabilmente non ci sarebbero stati dei Lakota e dei Lojze che avrebbero sputato fuoco senza averlo visto.

  123. @Toro Seduto e @Luigi:
    “Sopra un prototipo di missile tedesco/ con sei gallette cadauno come desco, i nostri eroi van dritti al cuor della marziana/ le verdi antenne al nostro Duce piegherai! […]”
    Quella volta, i se ga pur rabiado… e chissà cossa che ga dito i marziani…

  124. @ toro seduto
    Un Lakota no, anche perché da quelle parti uno Zmago Jelinčič – quello che vuole prendere l’Istria alla Croazia senza disdegnare l’uso della forza – sbaraglia tutti quanti, e quindi la piazzata sarebbe stata più facilmente la sua.

    Alle presidenziali del 2007 questo però ha preso il 20% dei voti, mentre il Lacota nostrano a malapena rappresenta qualche migliaio di esuli, e la sua Unione degli Istriani è in perenne baruffa perfino con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

    L.

    PS Già finito di vomitare?

  125. maja

    Luigi

    Premesso che mi considero triestina a pari diritto dei “triestini doc” nonchè degli “esuli istriani trapiantati a Trieste”, se proprio devo ascrivermi a una delle categorie da te citate, scelgo quella di “nazionalista sloveno”.

    Ciò tuttavia non mi impedisce di capire che la visione del film possa risultare sgradevole a chi ha un vissuto e una storia famigliare diversa dai miei, pur essendo mio concittadino.

    Se permetti però, IO ho il diritto di trovarlo divertente.

    E che cos’è? Cinquant’anni e tre generazioni dopo non è permesso ironizzare sull'”epopea partigiana” che cotanto ruolo ha avuto nella storia e nella cultura della popolazione slovena?

    Perchè è proprio questo il punto: Trieste, nel film, fornisce solo uno spunto al regista per ironizzare su sè stessi e sui propri miti.

    Non dimenticare, infatti, che la sola visione della titovka e della stella rossa fa contorcere le budella non solo agli esuli istriani, ma anche a non pochi sloveni.

  126. Fabio

    @Luigi, preso atto che la frase evidentemente c’era, spero solo che l’effetto che ne risulta nel film sia quello di far apparire il protagonista come irrimediabilmente perso nelle sue fantasie. Con queste premesse, troverei doveroso divertirmi anche alla tua seconda “versione alternativa”. Magari la risata mi verrebbe anche spontanea.
    N.B. visto che l’avete tirato in ballo, trovo le posizioni di Jelincic dannose per la sua nazione e per quelle confinanti quanto quelle degli analoghi estremisti di casa nostra.

  127. Richi

    @ Luigi

    Non puoi mica continuare a fare la storia con i “what if…” e metterti a citare gli estremisti oltreconfine quando per primo critichi spesso chi fa altrettanto.
    Anche tu che sei spesso molto scettico sulle prese di posizioni troppo radicali, spesso ti impunti. Pensaci.

    @ Maja

    I “Triestini doc” (anche solo quelli italofoni, che va detto NON sono gli unici) la pensano mediamente in modo piuttosto diverso rispetto agli “esuli trapiantati a Trieste”, almeno secondo la mia esperienza.
    Anche se politicamente contano di piu’ i secondi e questo ormai e’ noto.

  128. @ maja
    Hai tutta la mia comprensione: dal mio punto di vista non solo puoi tranquillamente essere una nazionalista slovena, ma hai l’as-so-lu-to diritto a divertirti alla visione del film.

    Io credo che allo stato attuale dei fatti questo sia il massimo risultato ottenibile: non essendo finora stato possibile creare una “memoria condivisa”, ognuno ha il diritto di coltivarsi la propria identità nazionale e politica, all’interno di un quadro democratico. All’interno di questo quadro – mi ripeto – sarebbe già tanto se si riuscissero ad evitare insulti e carte bollate.

    Luigi (veneziano)

  129. maja

    Richi
    Hai ragione. Ho scelto l’aggettivo sbagliato. Avrei dovuto scrivere “triestini italianissimi”, chè triestini doc lo siamo un po’ tutti, esuli compresi. 😉

  130. maja

    Luigi

    Concordo.

  131. massimiliano

    quando qualcuno finalmente si renderà conto che la più grande ricchezza nostra consiste proprio nell’essere dei veri bastardi (ricchezza che pochi riescono a comprendere), forse finiranno queste baruffe idiote.

  132. Alabardato

    @cagoia

    Nessuna minaccia. Ho solo sentito delle voci in curva. Potrebbero essere le solite chiacchiere da bar.

  133. Alabardato

    ma la rabbia verso questo slogan Trst je nas è enorme.

  134. toro seduto

    Luigi

    Jelinčič non ha mai parlato di modifiche del confine tra IT e SLO. Non lo sto difendendo, perche’ non ne condivido le idee, ma questo e’ un dato di fatto. Qui stiamo parlando di Trst je naš e dei rapporti tra SLO ed IT, non della CRoazia. Non allarghiamo gli orizzonti per fare piu’ fumo…

  135. Marcus

    @per Luigi (taleban/istrian)
    cos’è sto PROZAC?

    @i triestini
    per mi son (triestini) tutti quei che ga a cuor la nostra città e hinterland e che naturalmente se rispetta a vicenda nella multietnicità.

  136. asem

    Continuo a ripetere, è un film scadente che strumentalizza la storia per farsi propaganda. Spesso però noto che ci si confonda tra “differenze” nazionali e differenze “ideologiche” (come se molti italiani avessero simpatie per il fascismo, mentre gli sloveni per il comunismo) il che non è vero (almeno in maniera così netta). Insomma il film è subdolo e si intravede la voglia di presentare cmq alle giovani generazioni la stella rossa, tito ed il comunismo come qualcosa di passato ma comunque valido (o almeno positivo, con valenye e valori intrinsechi positivi).
    E’ovvio che chi è di sinistra alla vista della stella rossa ha un certo tipo di reazione , chi invece no un altra. Tutto qui. E cmq avevo ragione, il film sarà molto gradito in alcuni ambienti governativi e alcune zone (ben definite) della Slovenia sarranno entusiaste del film.

  137. Euroscettico

    …e già visto che l’hanno in parte finanziato! sottoscrivo asem…

  138. asem

    non solo, anche da noi i circoli più “KULurali” presenteranno questo scadente film come un eccelsa opera “prima”…..purtroppo.
    ma anche questo non è niente di nuovo.

  139. asem

    non solo, anche da noi i circoli più “KULturali” presenteranno questo scadente film come un eccelsa opera “prima”…..purtroppo.
    ma anche questo non è niente di nuovo.

  140. @ toro seduto

    Riguardo a Trieste, alla seguente domanda:

    “Če bi postali predsednik, ali bi se trudili za pridobitev Istre in Trsta, ki ju imamo za svoji ozemlji? Če da, na kakšen način?”

    il sig. Jelinčič ha così risposto:

    “Trst je žal že oddan, razen če ga glede na članstvo v EU pokupimo, Istro pa lahko dobimo z izvedbo mirovne konference o bivši Jugoslaviji, ki jo je EU obljubljala v zgodnjih 90tih letih, pa je zdaj o tem kar potihnila”.

    L’intervista prosegue poi con una notevole “tirata” su come avere l’Istria dalla Croazia. Quindi è vero che lui non ambisce a modificare i confini con l’Italia (solo quelli con la Croazia), d’altro canto nella sua risposta si capisce perfettamente che idea lui ha del motto “Trst je nas”…

    La cosa più incredibile – ai miei occhi – è che questo signore abbia preso quasi il 20% al primo turno delle ultime elezioni presidenziali (2007). Ai miei occhi, sarebbe come se il capo di Forza Nuova Roberto Fiore prendesse il 20% qui in Italia.

    Perché ho citato Jelinčič? Perché io credo che i propri scheletrini nell’armadio sia il caso di tirarli fuori ben bene, e se da una parte il provocatore Lacota alle sue spalle ha il nulla o quasi a livello nazionale, la stessa cosa non può certo dirsi per il politico sloveno.

    Questo – se vogliamo – è il vantaggio di essere un paese di 60 milioni di abitanti, dove il capetto di un’associazione di esuli locale è un signor nessuno, a dispetto di un paese di 2 milioni di abitanti nel quale – spero di non offendere nessuno – c’è la doppia paranoia da un lato di essere piccoli e non considerati, e dall’altro di essere “mangiati” dai più grandi vicini (soprattutto Italia e Croazia), visti come pericolosamente attratti dalle proprie terre.

    L.

  141. Alabardato

    @marcus

    il prozac è la pillola per i matti. E’ un potentissimo antidepressivo. Lo sanno anche i sassi

  142. Enrico

    beccati questa Toro Seduto e adesso ALZATI E CAMMINA!! 🙂

  143. asem

    a Luigi (veneziano)

    Jelinčič come Fiore? (non misurare con il proprio metro)
    Jelinčič è si di estrema destra (nel senso nazionalista) , ma anche un fervente Titoista (a cui aspira, il suo idolo, ogni anno nella data del suo compleanno – la festa più importante nella jugoslavia comunista – organizza feste e tributi)
    Ti linko l’inizio della festa quest’anno :

    http://www.youtube.com/watch?v=5bsf5LpfTr0

  144. asem

    scusami ecco quello giusto

    (sopra c’è un intervista dove dimostra il suo immenso amore verso tito)
    jelincic di destra? dubito , sinceramente (uno che idealizza tito è oddia profondamente soltanto un istituzione religiosa (come tipico prodotto culturale comunista, anche milosevic era socialista convinto, anche tudman, ecc. ecc. )
    saluti

    http://www.youtube.com/watch?v=Sy53HxLaKBs&feature=player_embedded

  145. etabeta

    Film comico…..

    A pag. 19 del libro di Giampaolo Pansa “Il Sangue dei Vinti” si legge “….che la libertà appena conquistata ha visto un’alba coperta di sangue e che il primo risultato raggiunto dopo la sconfitta del fascismo è stato di riempire di cadaveri migliaia di fosse, di tombe senza segno, di cimiteri occulti…….- Ma erano fascisti o si sospettava che lo fossero?- E questo bastava a portarli a morire”-

    Chi erano le vittime?

    Italiani di ogni estrazione: civili, militari, finanzieri, agenti di polizia e di custodia carceraria, fascisti e antifascisti. Costoro rappresentavano gli oppositori più temuti delle mire espansionistiche di Tito. Furono infoibati anche tedeschi vivi e morti e sloveni anticomunisti e membri del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale).

    Chi non approvava questa mattanza seguiva la stessa sorte degli altri: veniva subito infoibato. Nessuno è in grado di dire con sicurezza quante furono le vittime nelle foibe. Ufficialmente sarebbero circa 5mila, ma – come è noto – sono elenchi manipolati.
    A tale numero di vittime va aggiunto quello delle migliaia di affogati in mare con una pietra legata al collo e, poi, non vanno dimenticati i tanti deportati nei terribili gulag (lagher) jugoslavi, dei quali la maggior parte non fece più ritorno e quei pochi rimasti portano i segni di terribili torture, sevizie e maltrattamenti.

    Così il maresciallo comunista Tito voleva ripulire la Venezia Giulia e la Dalmazia, con la complicità dei comunisti partigiani italiani.

    Roma sapeva, ma taceva.

    Il silenzio è durato più di 50 anni.

    Oltre l’infoibamento, c’era l’affogamento in mare, con una pietra legata al collo; altri venivano decapitati e con la testa si improvvisavano partite di pallone; molti subivano la lapidazione; alcuni arsi vivi.

    Poi c’erano i terribili sistemi di tortura, come il “palo”, il “triangolo”, la “fossa”.

    I governi che si sono succeduti dal dopoguerra fino ad oggi, per codardia, hanno accettato supinamente di sacrificare sull’altare della politica atlantica migliaia di giuliani, istriani, fiumani, dalmati.

    Colpevoli solo di essere italiani.

    Ecco cosa ricorda chi sentiva urlare
    “TRST JE Naš” !!!!!

    Ora chi vuole rida pure.

  146. Euroscettico

    ho visto il film:
    un PICCOLO film, di un PICCOLO regista, di un PICCOLO Paese…

  147. retrogrado

    tanto piccolo da scomodar un ministro di un GRANDE paese?

  148. massimiliano

    il film era carino, divertente, irridente.
    il regista bravo e umile.
    ci siamo fatti 4 risate.
    compreso il prof. Samo Pahor seduto dietro a me (ero in prima fila)

  149. Marcus

    @ Alabardato

    @marcus
    il prozac è la pillola per i matti. E’ un potentissimo antidepressivo. Lo sanno anche i sassi

    Grazie! adesso so perché Luigi (taleban/istrian detto er venezian) parla sempre de sto Prozac e ora me rendo anche conto perché il scrivi tutte ste cagade istro-dalmate-taliane.
    Forsi el se ga brustolà el cervel con sta psyco droga?

  150. @ Marcus

    Calma ragazzo, non dimenticare che Basaglia è morto e che se continui a non prendere il tuo Prozac ti può arrivare fra capo e collo un bel TSO.

    E ‘deso taca a domandar: “Cossa xe ‘sto TSO?”. Dài, che co ti me diverto…

    L.

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