10 novembre 2009

Il mio Pupkin Kabarett – 9 Novembre

pupkin_09-10Una stagione non la puoi giudicare dalla Prima.
Ma per ieri sera faccio un’eccezione.

Io e Costanza entriamo in un teatro Miela affollatissimo.
Coda a doppia mandata per l’ingresso. 8 euro a testa.

Il pubblico? Il solito. Dai giovani radical chic ai veci. Nulla da segnalare in tal senso.

Lo spettacolo è tremendo.
L’esordio di Mizzi è sulla balena  di Porto Vecchio
“in realtà era Giuliano Ferrara che se fazeva un tocio”

Tra le altre cose questa battuta è davvero orrenda non solo perché facile come un rigore a porta vu0ta
ma perché Ferrara ok che è presente nell’immaginario comune come archetipo del ciccione
ma non è mediaticamente esposto da secoli.

E il battutismo facilone non si ferma qui anzi! Indovinate un po’?
Berlusconi e le Escort, Marrazzo e i Trans.
Di una noia mortale. Tra le altre cose, mentre mi stavo annoiando,
mi è venuto in mente che nessuno ancora ha pensato a fare una gag sul
Trans de Opcina?
Boh. Forse ci farò un pensierino.

Grazie al cielo poi tocca all’ Opinionista Opinabile.
Con un pezzo che da solo valeva l’intero biglietto.
Una decina di minuti su Grado d’estate che era qualcosa di sublime.
Per chi non conoscesse la comicità di Rado Strukelj vi lascio questi video:

Poi ricomincia la noia.
Stavolta geolocalizzata.
Sulle vecie al bagno, sulle sdraio in scooter e via dicendo
Tanto per dire, su questa battuta il pubblico si è piegato:
“Quando son a Milano e ghe digo che vado al bagno in scooter
e i me domanda “ma quanto xe grande la casa”
Non se ne veniva fuori.
Il Pupkin, storicamente, dà il meglio di sé quando lavora sulla fustigazione dei costumi locali:
penso al grande cult di Furio la Furia.

Che di per sé è una comicità senza dubbio facile, ma nel suo essere naif aveva genio e tempi ottimi.
Ieri sera era un disastro.

Altro momento comico pessimo la figura del “disturbato” che quando ha un orgasmo si trasforma in Berlusconi.
L’intento buono, ma il tutto risultava un “vorrei essere un po’ Albanese ma proprio non ce la faccio”. Pessimi tempi.

Poi il solito momento cult con Massimo Sangermano che tira fuori un pezzo davvero meraviglioso.
Tiratissimo fino alla fine con una rassegna stampa del Piccolo degli anni ’50. Eccezionale, senza confronto.

Discreto l’esordiente che propone una storia alla Gigi Proietti,
costruita coi titoli di settimanali e quotidiani italiani “ho preso un Espresso verso la Nazione per guardare il Panorama”.
Anche qui aspettiamo che cresca perché l’idea è buona ma il ritmo mediocre rischiava di rovinare il tutto.

Due ore di una debolezza senza precedenti condita da un susseguirsi di problemi tecnici
che contribuivano a infastidirmi non poco. All’uscita di sala il pubblico sembrava comunque soddisfatto.
Ma al pubblico suddito e consenziente, qui a Trieste ci ho fatto l’abitudine.

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2 commenti a Il mio Pupkin Kabarett – 9 Novembre

  1. ale superiori assieme a un grandissimo prof de matematica canterino gavevimo pensado al trans de opcina…
    e anche el trans de opcina xe nato fortunà
    andado a catinara, el toco i ghe ga taià
    i ghe ga messo su una gafi che xe un capolavor
    e chi la ga doprada no se ga acorto del lavor.

    queste iera el testo ideato dal prof, per la gioia de noi muli. ale mule invece no ghe gaveva piasso.

  2. Alessandro

    a mi me ga piasso ma gusti xe gusti disse la mosca magnando la cacca

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