13 ottobre 2009

In alto mare. Viaggio nell’Albania dal comunismo al futuro

 

La copertina del Libro di Caiazza

La copertina del Libro di Caiazza

Radio Tirana, però, faceva eccezione. E quell’eccezione cominciò a incuriosirmi. Definiva “imperialisti” gli americani, e fin qui tutto normale, ma i russi erano “socialimperialisti”, e i cinesi e gli iugoslavi “revisionisti”. “Con chi stanno allora gli albanesi?” Cominciai a domandarmi. Da soli. Stavano semplicemente da soli, nel loro stalinismo lontanissimo. Eppure sull’atlante misurai che si trovavano a ottanta chilometri dalla Puglia, settantaquattro virgola sei, per l’esattezza, dalla punta del Capo D’Otranto.

L’Albania è un caso strano per gli italiani.
Loro sanno tutto di noi e noi non sappiamo niente di loro.
Anche adesso, dopo vent’anni dalla caduta dei governi comunisti, l’Albania, per gli italiani, resta un mistero.

Non è così per Antonio Caiazza, classe 1964, giornalista tosto che concepisce la sua professione come i grandi del passato. Egli sente Radio Tirana, s’incuriosisce e se ne va in Albania con una comitiva di turisti.
Siamo ancora negli anni della Cortina di Ferro, anni che molti chiamano “i tempi bui del comunismo”. Siamo nel 1985.  Da quel momento in poi, Antonio Caiazza, l’Albania la abita, la viaggia, la esplora, la vive. E ne segue la trasformazione, da baluardo dello stalinismo più ortodosso a repubblica democratica.
Infine ci scrive un libro: “In alto mare. Viaggio nell’Albania dal comunismo al futuro”.

Antonio Caiazza, redattore della sede RAI di Trieste che molti di voi avranno sentito parlare sulle frequenze del GR regionale, scrive un saggio che si legge quasi come un romanzo e un quasi-romanzo dai contenuti saggi. Scrive di grattacieli che crescono senza licenza e di città che funzionano a singhiozzo perché non sempre arriva la corrente elettrica. Scrive di automobilisti senza patente, di politici con le tasche piene di tangenti, di genitori separati dai figli e di coste disseminate di bunker in attesa di un nemico che non è mai arrivato.

Scrive di storie ricchissime di umanità, di storie antiche con un passato glorioso oppure di sconfitte cocenti. Scrive rarissime interviste a uomini che hanno fatto la storia dell’Albania e scrive testimonianze di strada non meno importanti.

Personalmente, ho trovato splendide le cronache dell’Albania profonda, come la storia della “maschia” o quella della “presa del sangue”, storie di oggi che però affondano le loro radici direttamente nell’Albania medioevale più cupa e tetra.

Insomma, Antonio Caiazza è un gran giornalista, scrive da dio e lo fa con uno stile fluido, magnetico e divertente.

E ora non venite a dirmi che non avete voglia di conoscere qualcosa di più sull’Albania.
“In alto mare. Viaggio nell’Albania dal comunismo al futuro”, di Antonio Caiazza, ed. Instar Libri, euro 14,00.
Non ve ne pentirete. Parola di Alberto Custerlina.

Da oggi inizia la collaborazione con Bora.La,  Al Custerlina, l’autore triestino di Balkan Bang! Custerlina sta attualmente scrivendo il suo ultimo libro per Baldini&Castoldi (n.d. Enrico Marchetto)

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