Gorizia Foto shock di immigrati picchiati pubblicate su internet. Arrivano da un gruppo di cittadini che ascoltano la voce dei migranti rinchiusi al Cie di Gradisca e si fanno mandare, via cellulare, le fotografie scattate all’interno della struttura.
“Avevamo appreso che durante lo scontro tra forze dell’ordine e reclusi, qualcuno era rimasto ferito e trasportato con urgenza all’ospedale di Gorizia. Nessuno sapeva cosa fosse successo ai migranti, fino al momento in cui, sono apparse le foto”, riporta il webmagazine Periodico italiano che ha pubblicato le foto incriminate corredate da pesanti accuse nei confronti delle forze dell’ordine.
Ma da dove arrivano le foto e come sono uscite dal Cie di Gradisca? “Spesso i migranti lanciano i loro segnali con i telefonini alla popolazione civile, che tende a divulgare la notizia – spiega Andrea Onori, autore dell’articolo pubblicato su Periodico italiano -. Io ho contatti telefonici del cie di Ponte Galeria Roma, altri ragazzi di Torino come me hanno numeri telefonici dei migranti rinchiusi nei Cie e raccontano la loro vita quotidiana”.
Su quanto accaduto all’interno del Cie si sta muovendo il gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i diritti umani. “Secondo le testimonianze, il 15 settembre scorso sono riprese nuove proteste, da parte degli internati, dettate dalle condizioni di detenzione insopportabili, dal cibo guasto, dall’assenza in infermeria di medicinali utili, a parte gli psicofarmaci, e dall’aumento della permanenza fino a sei mesi nei Cie – affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne -. Gli agenti avrebbero usato la forza con pretesti minimi, minacciando pesanti ritorsioni”.


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