2 luglio 2009

Un analista economico: «Il Parco del Mare è stato giudicato insostenibile dai privati»

Il grande Parco del Mare è stato giudicato un’impresa economica insostenibile dai privati. Ma anche un piccolo acquario rischia di essere un ente ‘succhia soldi’. A raccontarlo, su Bora.La, è un ingenegnere triestino che nei mesi scorsi ha curato uno studio di fattibilità per conto di una grande società milanese di investimenti immobiliari.

Lo studio che ha dimostrato la non-profittabilità del Parco del Mare ‘extra-large’ ha fatto sì che il cliente dell’ingegnere si ritirasse da un possibile investimento milionario sul progettato acquario triestino. Quest’analisi riguardava la versione ‘in grande’ del nuovo acquario, quella per cui il Presidente della Camera di Commercio, Antonio Paoletti, aveva ipotizzato 110 milioni di investimento e una sede dell’attrazione presso il mercato ortofrutticolo. Il cliente dell’ingegnere era una società che ha interessi in tutta Europa ed è proprietaria di locali dove risiedono centri commerciali, supermercati, interi stabili in zone prestigiose di Roma, Milano e Londra, tra le altre. L’analisi dell’ingegnere è stata prodotta prima delle ultime svolte nelle posizioni dei promotori del Parco del Mare triestino, che ora sarebbero orientati alla creazione di un parco meno ambizioso e, a quanto pare, di proprietà al 100% degli enti pubblici.

«Che valutazione ho fatto?», ci dice l’ingegnere. «Non tanto di stretto ritorno per la città, ma una valutazione per un cliente privato che è abituato ad avere rendite attorno al 5% annuo dell’investimento iniziale realizzato».

I RICAVI? SOLO DOPO ANNI E ANNI…

«Ho anche ipotizzato una quantità di investimenti pubblici veramente elevata. Ho analizzato il bacino di utenza e i casi di altri acquari e parchi di intrattenimento, a partire dall’Acquario di Genova. Nella mia analisi, i costi erano più onerosi delle più rosee delle ipotesi di entrate di danaro. Non è un caso che Genova abbia incominciato a fare utili solo negli ultimi anni». Ricordiamo che quell’Acquario è stato creato nel 1992.
«A Genova i debiti sono stati ripianati, per anni, dagli enti pubblici. Questo è drogare il sistema, perchè tanto arriva il papà che tira fuori i soldi».

IL PROBLEMA DELLE INFRASTRUTTURE

«Il privato che fa un’operazione ‘secca’ non può avere garanzie. Ci vogliono i soldi pubblici». Il discorso del coinvolgimento di un privato forse si potrebbe rivedere nell’ottica attuale, di un progetto ridimensionato. «I 110 milioni di Paoletti sono diventati 40, con lo spostamento del progetto dal mercato ortofrutticolo alle rive. Ma là subentra un altro aspetto: quello della gestione del flusso dei visitatori, che non può essere considerato come secondario. Generalmente, questi spazi dovrebbero avere delle strutture di accoglienza adeguate, per non scoraggiare chi arriva: tra le tante cose, vedi i posteggi. Vogliamo avere un Parco del Mare da un milione di presenze all’anno? Vuol dire che in un week-end avremmo sulle rive, di media, quattromila persone in più, ovvero qualche migliaio di auto in più presenti sulle rive. Bisognerebbe recuperare dei parcheggi in porto vecchio, ma là non è possibile».

IL CIRCOLO VIZIOSO DEL PARCO PIU’ PICCOLO

«Se si dovesse fare un intervento che guarda alla sostenibilità economica, e basta, bisognerebbe partire con un Parco piccolo, che pian piano si ingrandisce, sulla base di una strategia ben definita. Ma, ovviamente, un Parco piccolo rischia di non avere la risonanza del grande acquario che richiama tante persone». Entriamo in un circolo vizioso, in questo caso.

Il problema, spiega poi l’ingegnere, è che se non si ragiona con le logiche del mercato, l’intervento deve coinvolgere la città e le sue istituzioni pubbliche. «Gli enti pubblici potrebbero coprire le minusvalenze con denaro pubblico, giustificando l’operazione con il ritorno per la città». Queste considerazioni vanno anche messe accanto con le cifre presentate dall’Assessore Comunale Ravidà che ipotizza nei suoi calcoli economici, tra le varie cose, che ci dovrebbero essere ogni anno 40.000 cittadini sloveni a visitare il nostro acquario, acciocchè questo stia economicamente in piedi. In altre parole, vorrebbe dire che in dieci anni ci dovrebbero essere 400 mila persone a venire dalla Slovenia per l’acquario, equivalente ad un quinto della popolazione della vicina Repubblica. Credibile?

L’INDOTTO DI UN ACQUARIO: OCCHIO ALLA TIPOLOGIA DI TURISTI

«L’indotto è proporzionale alla quantità di persone interessate al prodotto e al bacino di utenza, che ad oggi mi sembrano ottimistiche. Ma va considerato anche il tipo di turisti che andremmo ad attrarre: Firenze e Venezia sono ormai invase da turisti ‘col panino in tasca’. Trieste ha la fortuna di essere praticamente vergine come grande città turistica e può prendere esempio su cosa non fare».
Ma quale potrebbe essere il target realistico di visitatori dell’acquario triestino? «Il nostro bacino di utenza è uno spazio che va dalle zone di Vicenza e Verona verso di noi e, quindi, l’Est Europa. Già oltre, a Brescia, penserebbero all’Acquario genovese come destinazione, invece che a quello triestino».

Tag: , , , , .

30 commenti a Un analista economico: «Il Parco del Mare è stato giudicato insostenibile dai privati»

  1. diego

    tristemente interessante questo articolo per 2 motivi:
    1. di solito circolano solo i report che dicono di fare fare fare e poi i dolori arriveranno (mentre qualcuno già sapeva…). Qui, senza giri di parole sembrerebbe che certi errori possano essere evitati.
    2. sarebbe interessante mettere a confronto puntuale quindi i conti e le previsioni e magari sottoporre a referendum popolare un investimento per la città così importante.
    3. non si dipinge una reale alternativa: non basta solo dire questo non si può fare. sarebbe meglio dire come si potrebbe fare la stessa cosa in altro modo, oppure cosa immaginare per far decollare Trieste come città turistica
    4. obietto sulla stima dei visitatori provenienti dalla Slovenia: non si fanno i conteggi in questo modo su un’attrazione turistica perchè il tasso di ritorno va considerato (conosco molta gente che in 5 anni è andata più di due volte allo zoo di Lubiana ad esempio)
    5. complimenti a Bora.la: mi sembra un articolo che varrebbe la prima pagina di un noto quotidiano locale…

  2. diego

    ovviamente i motivi non sono 2 ma 5… sorry

  3. diego, punto 4:
    hai ragione.
    mi chiedo però quanta gente tornerebbe a vedere un acquario dal profilo basso come quello che si sta profilando – e scusa il gioco di parole!

  4. Interessantissimo l’argomento dei posteggi: non ci avevo pensato, ma già quello dovrebbe far capire che il progetto non ha senso.
    Adesso approfondiamo il ruolo dei “soldi pubblici”, che sembra siano soldi di nessuno. Ovviamente il progetto si regge solo con cospicui investimanti pubblici, quindi fatti con i soldi di tutti. Se un ipotetico investitore privato mira al 5% annuo di utili sulla sua quota, con un Euribor all’ 1%, non vi sembra che il tizio sia avido? Probabilmente non è un caso singolo: altri privati non sarebbero da meno. Dato che un rendimento del genere è impossibile, almeno estremamente incerto, viene il sospetto che ci sarebbero spese “nascoste” di denaro pubblico, oppure qualche cordata appoggiata da elementi della “casta” locale, che ufficialmente si accontenterebbe di meno introiti. Vi ricordate i brillanti investitori veneti di Alikè Management Srl?
    Poi, parlando di ritorno economico dovuto all’indotto, a me è stata sempre sospetta la teoria della città nel suo insieme che ci guadagna. Il Comune con ci guadagnerebbe, vedi Genova, ma ci guadagnerebbe qualche ristoratore, barista, 50 famiglie (e dico molto) di nuovi assunti e 20-30 famiglie di negozianti che graviterebbero sull’indotto.
    Mentre il resto della popolazione non troverebbe posteggio,respirerebbe inquinamento e le future generazioni sarebbero defraudata dell’unica vera eredità turistica triestina: la città ottocentesca.

  5. effebi

    o si fa il “più grande aqvario del mondo” o non serve a nulla, questa è la mia opinione.

    ce ne sono a bizzeffe in giro e la gente li ha visti e rivisti, farne uno “voio ma no posso” sono soldi buttati.

    e po a mi, personalmente, i aqvari me annoaia…

    posso farmi promotore di un KOMITATO NO AKU ! raccogliere firme in nome del nosepol nosedevi e nosevol

    sono disposto -addirittura- ad essere daccordo con julius franzot.

  6. effebi

    penso che si possa essere criticamente costruttivi sull’acquario

    a me pare che prima di dire ‘sì’ o ‘no’ all’acquario bisognerebbe vedere come si pensa di fare un acquario realmente interessante per un pubblico vasto e poi capire come risolvere i tanti problemi, da quelli economici a quelli dei parcheggi, eccetera

    a margine:
    non sono un fan nè degli zoo nè degli acquari. gli animali preferisco vederli per caso, e liberi

  7. effebi

    NO AKV !
    (a parte gli scherzi, ma chissà poi che un comitato non nasca per davvero, a me gli acquari fanno malinconia, ma se proprio devo tirar fuori soldi dei miei pretenderei anch’io che fosse realizzato cum grano salis ……e pertanto niente trote)

  8. toio

    ma chi è questo ingegnere? mi semba giusto citare sempre le fonti in modo da capire se l’articolo è attendibile o meno.

  9. l’ingegnere non vuole apparire col suo nome e cognome perchè non gli va di dichiarare i suoi rapporti professionali pubblicamente. mi pare comprensibile, alcune aziende esigono riservatezza. sull’esistenza dell’ingegnere, comunque, mi ci gioco la faccia io: come giornalista che per legge deve poter provare la realtà dei fatti di cui scrive.

    tu, invece, toio chi sei?

  10. Già uno che non ci mette nome e cognome ha un’attendibilità pari a zero.
    Secondo: ingegnere o analista economico? Sono due mestieri alquanto diversi.
    Se ingegnere, con quale specializzazione?
    Io ho frequentato Scienze Politiche, sono autorizzato ad esprimere giudizi sui calcoli strutturali redatti per l’attività edile di costruzione di un condominio…?
    Grazie per le risposte 🙂

  11. Salve Assessore,

    non sono d’accordo sulla mancanza di attendibilità del mio intervistato.

    Ci sono casi in cui i giornalisti preservano l’anonimità perchè l’intervistato non vuole apparire, per suoi ben fondati motivi che in questo caso sono di natura professionale (non vuole che nessuno possa risalire al suo cliente, mi pare giusto, anche se sono certo che in Comune e in Camera di Commercio sapete già chi è questo cliente).

    Del resto, e non lo dico per provocare, se qualcuno ritiene un articolo giornalistico infondato, può sempre citare in giudizio quella testata per provare la fondatezza di fatti, di fronte a un tribunale. In altre parole, la legge ci tutela già dalla diffusione di notizie infondate e che possono, per esempio, ledere la credibilità delle azioni di un’amministrazione comunale.

    Ti risponderò dettagliatamente sul profilo professionale dell’intervistato ma, ammetto, mi sorprende tale richiesta: quando racconto che il cliente dell’analista è una società capace di fare investimenti miliardari, credo che già così io sia riuscito a dimostrare la credibilità dell’analista che fa studi per tale società.

  12. diego

    visto che l’Assessore allo Sviluppo Economico e Turismo del Comune di Trieste segue questo dibattito, mi piacerebbe leggere le sue opinioni e/o controdeduzioni sul tema in questione. facciamo finta che l’ing. si chiami Mario Rossi (così superiamo il problema antipatico dell’anonimato) e vediamo i contenuti.
    quindi…
    Caro ing. Mario Rossi,
    mi permetto di obiettare alla sua intervista rilasciata a Bora.la per i seguenti motivi:
    – ……

    a Lei assessore la palla!
    saluti

  13. furlàn

    da fvg24.it

    “Dopo una maratona di quasi sei ore il Consiglio comunale di Trieste ha dato parere favorevole al progetto del ‘Parco del mare’. Hanno votato a favore 23 consiglieri (Pdl, Lega, Udc, un consigliere della Lista Rovis e uno del gruppo misto. Si sono astenuti nove consiglieri del Pd e di Rifondazione comunista.
    Il ‘Parco del mare’ – voluto dal presidente della Camera di commercio Antonio Paoletti che gia’ ieri sera ha ringraziato tutto il Consiglio comunale – e’ un progetto da 50 milioni di euro di investimenti.”

  14. furlàn

    Attendo commenti sarcastici tipo: “L’acquario di Ariis di Rivignano è costato molto meno!”

  15. Grazie della palla, Diego! 🙂

    Non la restituirò, non certo per sottrarmi al dibattito, ci mancherebbe, ma semplicemente perché ho già pubblicato un mio intervento sintetico sulla questione nel post in cui venivano evidenziate le considerazioni dell’Enpa.

    C’è un’ipotesi di piano economico finanziario redatta dal mio collega Ravidà – che di numeri e analisi mastica non poco – in cui, a determinate condizioni, si evidenzia come l’operazione sia fattibile e sostenibile.

    Tale relazione ha ottenuto il voto favorevole all’unanimità della Giunta comunale ed è passata ieri in Consiglio ad ampia maggioranza e senza alcun voto contrario.

    La delibera e la relazione allegata sono documenti pubblici, chiunque può ottenerli e può farsi, di conseguenza, una propria libera opinione.

  16. Egregio Paolo Rovis,
    Ci potrebbe fare la cortesia di postare uno schizzo di come dovrebbe apparire il famoso parco? Io ricordo solo, forse erano cose molto preliminari, una diapositiva di Paoletti che mostrava un’ostrica famelica di cemento sulle nostre belle Rive ottocentesche. Se Lei mi libera da questo incubo, fa una buona azione!

  17. Bibliotopa

    Anche perchè sul Piccolo di oggi il titolo parlava di “una torre trasparente con tre milioni di litri di acqua”
    mi son pure chiesta le dimensioni di un milione di litri di acqua , e se non ho sbagliato i calcoli, corrisponde ad un cubo di 10 metri di lato.
    Cosa volete, quando mi parlano con entusiasmo di una torre trasparente, mi vengono in mente le fantastiche anticipazioni di un “obelisco di luce” che poi si rivelò il cosiddetto porta CD di Piazza Goldoni.

  18. Luigi

    @ Julius. Solo per indicare che ROI e ROE al 5% non sono una bestialità assoluta, anzi: nel campo manufatturiero è un dato inferiore (statistiche 2006/2007 e I° semestre 2008) alla media italiana per le industrie con numero di addetti fra 1 e 499. Ma se guardiamo il sistema bancario, lì allora ancor oggi dopo la crisi il ROE previsto è spessissimo a due cifre.

    Morale della favola: se io investissi nel Parco vorrei un ritorno sul capitale investito AL MINIMO del 5% al 3°/5° anno. Se qualcuno ha le spalle talmente grosse da poter resistere 10 anni, buon per lui. Soprattutto se queste spalle sono pubbliche.

    Luigi

  19. effebi

    L’acquario di Ariis di Rivignano è costato molto meno!

    (l’ho detto io… qualcuno deve pur fare il lavoro sporco…)

  20. Marisa

    Furlan: “Attendo commenti sarcastici tipo – L’acquario di Ariis di Rivignano è costato molto meno”.

    Non capisco la battuta visto che ci troviamo di fronte a due realtà completamente diverse. L’acquario di Ariis di Rivignano è stato inaugurato (se non ricordo male) nel marzo 2009. E’ stato costruito dall’Ente tutela pesca regionale con fondi europei. E’ piccolino, costruito su un fiume e ospita SOLO specie autoctone dei fiumi friulani. Insomma ha solo fini didattici a uso e consumo delle scolaresche o famiglie. Quanti bambini non hanno mai visto una trota viva? E quanti conoscono il patrimonio ittico del nostri fiumi?

    Per la cronoca è aperto il sabato e la domenica….

  21. Marisa

    per chi vuole saperne un po’ di più di questo piccolo acquario didattico:

    http://amoleapi.splinder.com/post/20136159?confirmkey=216bbd611b62decbf68f47a84e6114d8

  22. Julius, si dovrà tenere l’incubo ancora per un po’! 🙂
    Battute a parte, è stata approvata l’idea di fare un Acquario lì, economicamente sostenibile ad alcune condizioni. Nient’altro.
    Da qui parte una fase di approfondimento dei “numeri”, di reperimento delle risorse, di costruzione delle modalità giuridiche e amministrative del percorso.
    Il progetto architettonico è da redigere, non appena vedrà la luce lo valuteremo tutti, Soprintendenza inclusa. Al momento è perfettamente inutile e intempestivo dar spazio a fantasiose ipotesi basandosi sui litri d’acqua necessari.

  23. Marisa

    Economicamente sostenibile? E chi lo dice? Voi? E i soldi chi li mette? Avete già i finanziatori privati? O questo è un particolare del tutto irrilevante?

    Mi piacerebbe avere delle risposte……

  24. Marisa

    Mio figlio quando era piccolo aveva un sacco di giocattoli. Ma c’era sempre l’ultima novità. Quando andavamo a fare la spesa…..i capricci che faceva! Un tormentone! Per liquidare in fretta la questione una volta gli ho risposto “la mamma non ha i soldini”. La sua risposta pronta e convinta? VAI AL BANCOMAT!

    Il “Parco del mare” è un progetto economicamente ad altissimo rischio che non riuscirà a camminare con le sue gambe e che prosciugerà un fiume di denaro pubblico. E il BANCOMAT è FUORI SERVIZIO!

    Normalmente non si approva una idea se prima non c’è la sostenibilità economica. Ma evidentemente nel Consiglio comunale di Trieste non è così che funziona. Si approva una idea…..e poi qualcuno che tira fuori i soldi o ripiana i debiti, certamente si troverà! Anche mio figlio quando era piccolo ragionava così.

  25. brancovig

    Invece i soldi per il friulano li mettono i privati …..

    quando il friuli chiede soldi a pantalone è un giusto diritto

    quando lo fa la venezia-giulia allora, apriti cielo.

    A really bias judgement

  26. Marisa

    BRANCOVIC……cerchiamo di non fare paragoni assurdi, provocatori e del tutto fuori luogo! Tutti i finanziamenti per l’applicazione della L.482/99 o la L.38 (per la minoranza slovena) sono finanziamenti PREVISTI da leggi approvate dal Parlamento italiano. Oltretutto proprio pochissimi giorni fa la Giunta regionale del FR-VG ha stanziato un milione di euro a favore della minoranza linguistica italiana che vive in Slovenia e Croazia…….e non mi pare siano soldi privati!

    Certo che voi “mangiafriulani” non ce la fate proprio a fare a meno di provocare! Continuate, continuate così. Se il vostro scopo è quello di far odiare Trieste, ci state riuscendo alla perfezione!

    E il Fondo per Trieste? Tutti fondi privati? Certamente! Tutti soldi raccolti dai triestini vendendo fette di torte sui sagrati delle chiese come fanno i boys-scout!

    Se sono intervenuta è perchè ho amici genovesi e conosco la realtà di Genova e dell’Acquario di questa città.
    Acquarii e zoo hanno la vita dura sul piano economico e finiscono quasi sempre per sopravvivere solo grazie agli enti pubblici che ripianano sistematicamente i deficit di bilancio. Non tener conto di questo dato oggettivo è miopia politica. O pretendere che i propri desiderata siano tutti realizzati…..anche se ci sono ampie possibilità oggettive che siano fallimentari.

    Tornando a Genova, proprio pochi giorni fà ho ascoltato alla radio una trasmissione molto interessante su questa città. Una trasmissione che mi ha confermato la fotografia che i miei amici genovesi fanno sempre della loro città. Genova è passatà nel giro di qualche decina d’anni da 600 mila abitanti a 400 mila. L’Industria che dava lavoro a tantissimi genovesi, non esiste quasi più. Non è una città turistica nonostante i suoi tanti splendidi palazzi nobiliari (io li ho visitati quasi tutti accompagnata dai miei amici) e la bellezza della città. Sono vissuti per un po’ di rendita con le Colombiadi e “Genova città della Cultura”. Già da parecchi anni i giovani non trovano lavoro. I figli dei miei amici, entrambi laureati, fanno una la commessa e l’altro l’istruttore (con partita iva) in una scuola guida. E sono stati fortunati. In questo scenario si inserisce l’Acquario (100% a capitale pubblico) costruito mi pare nel 1992. Mi raccontano i miei amici genovesi che moltissimi genovesi detestano l’Acquario perchè si è rivelato un pozzo di San Patrizio con continui finanziamenti pubblici. Tutto quello che Genova riceve dall’Acquario, sono sempre i miei amici che raccontano, sono le rive intasate da pullman e turisti “mordi e fuggi” che non mettono piede a Genova città neppure per un caffè! I posti di lavoro creati sono solo quelli creati dall’Acquario. Il turismo (escludendo la visita all’Acquario)? Zero rotondo!

    E questo che volete per Trieste? Fate una gita a Genova e parlate con i genovesi….

  27. brancovig

    I paragoni non sono assurdi perchè riguardano soldi pubblici, soldi che derivano dalle tasse di tutti noi

    due esempi recenti presi dalla stampa Giugno 2009 (MA TRA LE PIEGHE DEI BILANCI SE POSSONO TROVARE MOLTI ALTRI):

    “A Monfalcone esiste da un paio d’anni uno sportello di traduzione dal friulano, per il quale vengono spesi circa 10mila euro l’anno, e che l’anno scorso ha visto ben… 59 accessi.”

    “La regione FVG ha recentemente stanziato 600 mila euro per il sostegno all’offerta formativa del friulano nelle scuole. Si tratta di fondi regionali e quindi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalla norma 482”

    Nota bene: stesso contributo è stato dato per tutte e sottolineo tutte le lingue straniere messe assieme (inglese, francese tedesco sloveno ecc. ecc)

    Ritornando all’acquario. Ho visitato quello di Genova due volte una volta per lavoro (Ho anch’io alcuni amici residenti a Genova e non sono tutti così negativi sull’acquario come tu dici)ed una volta con tutta la famiglia.

    Si può discutere se sia giusto o no tenere degli animali in una vasca, ma questo è un altro punto. Devo dire che entrambe le visite mi hanno emozionato.
    Entrambe le volte ho pernottato, pranzato, cenato ed anche visitato alcune parti della città

    Certamente puntare anche sul turismo per lo sviluppo di una città comporta anche delle limitazioni nella vivibilità. Ma non lo fà qualsiasi attività umana?

    Non credo che l’Acquario sia la soluzione per Trieste ma forse un idea da collegare a qualcos’altro che possa suscitare non la visita una tantum (limite di un acquario) ma più visite nel corso anche di un anno (visto il bacino d’utenza ridotto)

    Io presonalmente vedo Trieste come città coinvolta in più attività: il turismo, la scienza, il porto, il terziario e l’industriale avanzato.

    Questione finanziamenti:
    Non vedo negativamente anche l’intervento pubblico: Bisogna sempre considerare le ricadute (il problema più che altro è che le risorse scarseggiano). Come non mi scandalizzo per l’intervento pubblico a finanziare e gestire, ad esempio gli impianti di risalita in varie località della Carnia.
    Se questo investimento riesce a garantirmi un reditto indotto che genere ricchezza al territorio e quindi alla fine, con la tassazione, anche un parziale rinetro della spesa, è una cosa giusta.

  28. Marisa

    Ripeto: è assurdo e da <> il “tirar in ballo” i finanziamenti (scarsissimi tra l’altro) destinati alla tutela della lingua friulana ogni volta che c’è una critica ad un finanziamento triestino che si ritiene fallimentare.

    La notizia che hai riportato sullo sportello per la lingua friulana di Monfalcone fa parte dell’antologia <>. Per quanto riguarda il tuo riferimento ai finanziamenti regionali alla lingua friulana a scuola, e perchè mai la Regione non dovrebbe finanziare il Friulano a scuola? E ci mancherebbe che non lo facesse!

    In questo Post sbaglio o stiamo discutendo della soluzione del secolo per i problemi di Trieste? L’AQUARIO PIU’ GRANDE DEL MONDO! QUELLO CHE PORTERA’ MILIONI DI TURISTI OGNI ANNO! QUELLO CHE NON COSTERA’ NULLA…..PERCHE’ VERRA’ PAGATO TUTTO DA PANTALONE…..DEBITI MILIONARI COMPRESI!

    E allora parliamo di questo!

  29. Marisa

    …E’ assurdo da “mangiafriulani”…

    scusate è saltato “mangiafriulani”

  30. sergio

    leggo con piacere questo Blog io stò dalla parte dell’ingener Rossi è pura follia costruire questo parco del mare pensando di poter avere presenze nella media di 2750 giornaliere come scritto dal Piccolo. la città ha circa 4000 posti letto, un Hinterland che non si può paragonare a Genova, posteggi mi vien da ridere, poi questi politici che si mettono a fare i manager con i soldi dei contribuenti, abbiamo visto i danni che hanno fatto e che stanno facendo, non sono neanche riusciti a Trieste ad amministrare l’Acegas Act etc. in campo nazionale hanno dato autostrade a Benetton, insomma cari signori ci state portando alla rovina con le vostre scelte, 1750 miliardi di bilancio passivo con un aumento di 10 miliardi al mese , vi pongo solo una domanda MA SE VA MALE VI PRENDETE VOI LA RESPONSABILITA’?????? Tutti sappiamo che in questo paese chi mal governa è sempre rivotato, i politici condannati rimangono al potere non si dimettono, di chi è composto il consiglio comunale da gente esperta in costruzione di acquari? ieri ho letto sul Piccolo due facciate pro Parco del mare inserzione a pagamento ma chi ha interesse di costruirlo?, poi mi pare quando fu demolita la piscina il sindaco corregetemi se sbaglio, disse che si era eliminata una bruttura e la vista era migliorata sulle rive ora si vuole costruire questo colosso di cemento, mentre il mercato ortofrutticolo chissà che fine farà, per incrementare il turismo abbiamo altre possibilità che fine ha fatto il museo di Enrichez?
    si può rilanciare barcola creando una battigia ecologica,
    si poteva già farla avevamo il materiale di scavo delle gallerie della superstrada, si puo creare una pista a mare lungo la costiera che porti fino a Sistiana, poi i politici a cosa servono?, devono trovare altre soluzioni per lo sviluppo di questa città il porto deve ritornare ad operare, ma non venire fuori con opere faraoniche che serviranno solo a aumentarci le tasse perchè sono pronto con qualsiasi a scommettere il fallimento, a meno che tutti coloro e parlo dei politici sottoscrivino la propria responsabilità in caso di perdita (cosa che non avverà mai) e paghino come giustamente dovrebbe essere (ma in Italia non è ancora successo) paghino loro il deficit
    un’altra cosa io da triestino stimo molto i friulani sono gente che lavora saluti sergio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *