24 Giugno 2009

Dipiazza vuole gli eventi di musica giovanile live fuori dal centro? Diciamo no!

Testo già apparso sul profilo di Andrea su Facebook.

Mi piacerebbe occuparmi di altro.
O meglio, mi piacerebbe occuparmi sempre di musica, ma in maniera rilassata e rilassante.
Mi piacerebbe passare il tempo a cercare nuovi artisti da far suonare a Trieste o ad organizzare eventi interessanti, a far conoscere belle cose ed a conviderle con tanta gente.
O magari anche andare avanti col mio progetto di scrivere un libro sulla scena a Trieste 1979-2009.
Ed invece, inevitabilmente, la situazione locale richiede altro.
Non si può stare un attimo tranquilli su un fronte che subito se ne apre uno nuovo, ancora più insidioso.

L’ultima figata è quella che sembra essere la volontà del Sindaco Dipiazza di relegare certa musica e certi eventi fuori dal centro cittadino.

In particolare non sembrano graditi i gruppi giovani emergenti e le realtà indipendenti/underground che non sono Mtv, Trl, Festivalbar o i nomi molto grossi ai quali viene concessa Piazza Unità.
Poco importa se GeoRock, Opening Band Live Music Festival o Sotto Lo Stesso Cielo riescono a radunare migliaia di persone: alcuni misteriosi residenti si lamentano.
Sono concerti che durano tutta la notte?
Assolutamente no: sono sempre finiti alle 23, ma vanno allontanati comunque.
Il caso più strano è l’Opening Band Live Music Festival che è organizzato proprio dallo stesso Comune di Trieste insieme ad altre realtà locali ed oltretutto è da sempre portatore di un messaggio sociale, quello del rifiuto del’alcol e delle droghe: perché ghettizzare un simile evento, rendendolo di fatto invisibile?

Quella delle lamentele dei residenti secondo me è una palla colossale.
Gli orari sono sempre stati contenuti ed i volumi anche.
La verità credo sia che non si vogliono i giovani insieme nelle strade e nelle piazze perché si temono dei non ben precisati casini.
Fin che fai il mega-evento una tantum in Piazza Unità, la blindi a dovere con Polizia e Carabinieri e Vigili, ed uno spiegamento ingente di forze te lo puoi permettere perché è per una sera sola.
In più, lì i ragazzi non possono fare altro che assistere: non hanno altro ruolo che quello degli spettatori passivi.
Queste altre manifestazioni invece sono diverse: non fanno parlare tanto perché dietro non ci sono i megasponsor, non ci sono le Tv o i nomi che le Tv pompano.
Sono organizzate anche dai ragazzi che qui sono parte attiva, e per questo magari non sono così perfette e così studiate ma sono tanto più vive e spontanee.
Sono più imprevedibili e meno controllabili.
Non si tratta di prevenire slanci rivoluzionari o azioni sovversive: non è questa la situazione oggi, non siamo negli anni ’70.
E’ piuttosto un mix di ignoranza e pigrizia mentale.
“Ma cossa i vol? No xe che poi magari i spaca qualcossa, i pissa o i pastrocia i muri cole bombolete? Per l’amor de dio, che i fazi de un’altra parte!”
E’ tutto qui: nessuno ha paura dei giovani, semplicemente non li vogliono nel salotto buono perché può essere che talvolta sporchino.
Sanno che sono docili e che tanto non reagiscono, quindi senza problemi li sbattono fuori.
Georock? Non si fa.
Cosa fanno i ragazzi? Tornano a farlo nel loro istituto con le pive nel sacco.
Hanno fatto un piccolo concerto acustico sul palco che era stato a loro precedentemente e giustamente promesso, sono comparse due righe sul Piccolo ed è finita così.

Ma per altri invece non finisce così.
Ed ecco allora “COPRIFUOCO A TRIESTE? NO GRAZIE!”
1500 iscritti in due giorni,
che continuano ad aumentare.
Ha fatto bene Michael Petronio a non mollare: come possiamo vedere c’è tanta gente stufa di subire queste prevaricazioni e di vedersi precluse le strade e le piazze.
Supporto questo gruppo su Facebook e lo supporterò anche fuori da Facebook, quando sarà il momento di farlo.
Se la Trieste che volete non è una Trieste piena di divieti, con le strade deserte all’imbrunire, vi consiglio di fare altrettanto e di passare parola.

http://www.facebook.com/group.php?gid=95350828874

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