21 Giugno 2009

Il Pd di Trieste si schiera a favore del Parco del Mare. Ma la politica ‘deve contare’

Il Pd di Trieste si schiera a favore del Parco del Mare a patto che le istituzioni pubbliche diventino co-ideatrici del progetto a pieno titolo, assieme ai privati. Secondo il Partito Democratico, oggi in città mancherebbe una visione strategica complessiva del nuovo acquario. Invece il Pd rilancia: il Parco del Mare dovrà essere il simbolo di una discontinuità nell’offerta turistica di Trieste, non più basata soltanto sulla cultura storica.

In fin dei conti, dicono i democratici, è sensato che una città di mare punti su un acquario. Lo hanno spiegato Roberto Cosolini, Vittorio Torbianelli e Fabio Omero del Pd in una conferenza stampa al Caffè Tommaseo tenutasi sabato 20. La scelta è politica: le istituzioni individuino le priorità e in base a quelle ripartiscano le risorse; se il Parco del Mare è una priorità, le amministrazioni devono sapere che si tratterà di un investimento a fondo perduto a favore della cittadinanza. A tal proposito, Cosolini pensa che non sia necessario che il Comune pretenda la riscossione di un canone al futuro gestore: basta che i benefici arrivino alla città.

Per questo – ed è qui il centro della proposta targata Pd – sarà bene, già in fase di gara, corresponsabilizzare gli imprenditori privati, costruendo insieme il progetto. Non si dovrà affidare ai privati una “scatola” già pronta, col rischio che nessuno voglia investirvi o che, dopo aver visto che l’affare non è redditizio, lasciarlo in tutta fretta al Comune, coi costi che ne deriveranno. Per evitare scherzi, il progetto verrà fatto insieme.

Secondo punto, messo in luce da Omero: il flusso di visitatori non è costante durante l’anno, si concentra perlopiù in estate e nei week-end. Il nuovo piano regolatore dovrà prevedere un adeguato numero di parcheggi, almeno duemila.

Terzo punto: il Pd vuole il coinvolgimento delle istituzioni scientifiche, per dettare delle linee etiche per il rispetto della salute dei pesci.

Inoltre, il Partito Democratico chiede che venga definita una chiara strategia di marketing (pacchetti, offerte, mostre), per valorizzare tutta l’offerta turistica di Trieste, non limitandosi al solo Parco del Mare.

Torbianelli, professore di Economia dei trasporti nel nostro Ateneo, ha citato i dati messi in luce anche su Bora.La: la concorrenza del Sea Life di Gardaland ed il fallimento dell’acquario di Cattolica; ha inoltre ricordato, sull’esempio di Lisbona, che c’è sempre una certa proporzione tra i visitatori della città e quelli dell’acquario: e dunque bisogna essere prudenti coi numeri.

Il Partito Democratico voterà sì alla delibera di indirizzo, purché si accettino queste sottolineature.

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8 commenti a Il Pd di Trieste si schiera a favore del Parco del Mare. Ma la politica ‘deve contare’

  1. Non mi piace per nulla la “discontinuità” tra l’offerta turistica presente e quella futura. A parte il fatto che l’offerta turistica presente è zero, è semplicemente da ignoranti non considerare quali sono le potenzialità reali ed uniche di Trieste: Posizione – Centro storico ottocentesco e sua atmosfera – vicinanza dei confini – qualche spiaggia.

    Le americanate tipo Gardaland possono essere costruite dovunque.
    Eppoi, perchè dovremmo cambiare immagine – come sostenuto da Paoletti ben prima che si svegliasse il PD ?
    Perchè Siena non apre un casinò?
    Perchè a Monaco non si costruisce una Plaza de Toros?
    Invece Venezia ha avuto la genialità di completare – non sostituire – la sua immagine “serenissima” con una Biennale un po’fuori mano e perfettamente adattata all’ambiente storico lagunare.

  2. Avatar furlàn

    Cosa c’è di male in un casinò? Basta che architettonicamente sia inserito nel contesto può portare benefici. La Plaza de toros a Monaco non riesco ad immaginarmela (non riesco ad immaginarmi un posto dove si ammazzi un toro per puro divertimento), potrebbe essere una sfida. Quindi se si vogliono fare le montagne russe tra san giusto e opicina con il tram opportunamente elaborato, non ci vedo niente di male.

  3. Faccio esempi più terra terra: costruire un portaciddì in Piazza Goldoni, tagliare gli alberi e innalzare forche in Piazza delle Poste…
    E non dirmi che il posto ideale per la chiesa di Padre Pio non sarebbe stato di fronte alla Moschea di Alabastro a Il Cairo :-))))

  4. Avatar furlàn

    Se non avessero fatto il portaciddì poi la fantasia dei triestini si sarebbe esaurita nel trovare nomignoli fantastici per un’altra opera come il formaggino o le case dei puffi. Insomma senza luoghi con un nome da Lewis Carrol cosa sarebbe Trieste? 🙂

  5. Avatar Marisa

    sbaglio o il PD triestino sta dicendo “O.K. purchè tutto sia finanziato con finanziamenti pubblici?”.

    Bravi……tutti sono capaci di finanziare “qualunquecosa” se i soldi li mette Pantalone!

  6. Avatar furlàn

    Consiglio ai triestini di farsi finanziare un ‘dizionario triestino del mare’ oppure un software per la traduzione in triestino degli sms. Funziona e nessuno si lamenta (in provincia di Udine per ora ha funzionato)

  7. Se i Camber lo raccomandano, a Trieste si fa anche una fabbrica di frigoriferi per l’esportazione in Antartide. Basta che sia fatto con soldi pubblici, o, al limite, con quelli della Fondazione CRT.

  8. Avatar cagoia

    “Il Pd di Trieste si schiera a favore del Parco del Mare. Ma la politica ‘deve contare’”
    =
    “basta che magnemo qualcossa anche noi”

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