Il Comune di Trieste ci ha inviato il seguente comunicato stampa a proposito dell’odierna intitolazione al giornalista di regime Granbassi, mentre l’Ansa informa altrove che il tutto è avvenuto “con il corredo di una protesta silenziosa”.
La scala tra piazzale Rosmini e via Revere a Trieste è da oggi (mercoledì 13 maggio) dedicata alla memoria del giornalista e scrittore Mario Granbassi (1907-1939)
Nato a Trieste il 13 maggio 1907 da genitori istriani, Mario Granbassi vive l’infanzia e la giovinezza a Pisino e, già durante gli studi liceali, inizia l’attività di scrittura con satire di vita cittadina, canzoni dialettali rimaste nella tradizione locale e traduzioni teatrali. Intraprende poi un’intensa attività di corrispondenza e collaborazione con Il Piccolo, il Corriere Istriano, Marameo e La Coda del Diavolo. Nel 1925, conclusi gli studi superiori, si trasferisce a Trieste e s’iscrive all’Università. A soli 24 anni, unico caso in Italia, diviene capocronista de Il Piccolo e, nel 1931, con la nascita di Radio Trieste, si fa notare per le sue doti di conversatore e radiocronista. Con una trasmissione per ragazzi, il suo successo coinvolge gli ascoltatori di tutta Italia. Infatti, con lo pseudonimo di Mastro Remo, intrattiene i giovani conversando e spronandoli con giochi, tra i quali un originale radiodisegno. Contemporaneamente crea il settimanale Mastro Remo e, nel 1932, racconta in un libro retroscena e curiosità di quell’attività radiofonica. Il 3 gennaio 1939, a neanche 32 anni, scompare prematuramente combattendo sul fronte spagnolo.
Nel ricordare la figura di Mario Granbassi, il sindaco ha voluto riprendere le parole di Silvio Benco, romanziere e figura di spicco della cultura triestina del ‘900, che così diceva di Granbassi: “Meraviglioso lavoratore senza alti e bassi nervosi, esaminava in brev’ora quello che ad altri sarebbe costato un giorno; poi si passava la mano su la fronte, e scattava a qualche sua incombenza da giornalista”. Un autorevole giudizio di chi lo ha conosciuto -è stato detto-, che non concede spazio a dubbi e che inserisce Mario Granbassi in una cornice di merito e di capacità che non può certo lasciare insensibili.
Alla cerimonia sono intervenuti oltre al sindaco di Trieste, l’assessore regionale al Lavoro-Università e Ricerca, il vicesindaco, con i colleghi di giunta con deleghe al Coordinamento Eventi, al Demanio e Patrimonio, alla Cultura e alle Risorse Umane. Presenti anche i familiari di Mario Granbassi, con il figlio Gianfranco e i nipoti Francesco e Manlio. Nutrita anche la rappresentanza di associazioni degli esuli e d’arma.







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