11 maggio 2009

Proteste e commenti sullo stop a Facebook per i dipendenti della Regione Fvg

Le proteste di qualche parte politica e i commenti di noti blogger sono la risposta all’iniziativa del direttore del Personale della Regione Friuli Venezia Giulia, Augusto Viola, che qualche giorno fa aveva sospeso il collegamento con Facebook per tutti i dipendenti e i politici della Regione. Secondo Viola veniva fatto un uso improprio di questo servizio ma, tuttavia, nei prossimi giorni lo stesso dirigente individuerà i criteri per fornire l’accesso a questo servizio ai regionali.

Mentre il capogruppo Pd, Gianfranco Moretton, si dice favorevole all’iniziativa della Regione, per il consigliere regionale Alessandro Corazza (Idv-Cittadini), il divieto “é pura censura politica. Vietare l’accesso a Facebook dai computer della Regione è un atto illiberale che evidenzia tutta la voglia di controllo e di censura della comunicazione da parte di chi vorrebbe poter esercitarae il proprio potere indisturbato. Un dipendente che avesse voglia di distrarsi avrebbe mille altri modi per farlo senza passare necessariamente attraverso internet o Facebook: il gioco ‘solitario’ è uno di questi. [L’iniziativa] limita la possibilità di comunicazione politica di alcuni Gruppi Consiliari rappresentati in regione, come l’Italia dei Valori-Cittadini che, proprio attraverso l’uso di Facebook, YouTube e altri strumenti informatici, stanno moltiplicando la loro presenza in internet e anche tra i giovani – i frequentatori più assidui della rete”.

Il ferrarese Massimo Mantellini, probabilmente il blogger d’Italia più letto dopo Beppe Grillo, scrive sul quotidiano on-line Punto Informatico:

mi sono reso conto di non avere un parere troppo chiaro sulla vicenda.

Perché in realtà quello che sta accadendo negli ultimi mesi in questo paese con Facebook non ha alcun riscontro precedente nella lenta marcia di avvicinamento degli italiani agli strumenti tecnologici. Nel giro di pochissimo tempo molti milioni di persone hanno deciso di avvicinarsi a Facebook registrando il proprio profilo, utilizzandone gli strumenti più intuitivi e decretandone un successo di pubblico del tutto inatteso. Non c’è dubbio che questa variabile numerica cambia alcune delle carte in tavola. […]

Ci sono alcuni argomenti noti a sostegno della necessità di liberare gli strumenti tecnologici dal controllo del datore di lavoro. Il più importante di questi è quello della apertura a collegamenti che possano essere utili all’azienda stessa anche quando non preordinati. Se la preoccupazione delle amministrazioni è quella che il proprio dipendente perda tempo a scambiare messaggi su Facebook con i propri ex compagni di scuola, il risultato collaterale della chiusura di Facebook sarà anche quello dell’annullamento di una possibile magari inattesa interfaccia professionale.

[…] Va poi considerato che oggi in Italia Facebook è sottoposto ad un effetto novità molto forte: il risultato atteso nei prossimi mesi sarà quello di un appianamento della curva di nuovi iscritti con un consensuale fisiologico calo del suo utilizzo. Da ciò si potrebbe dedurre che forse non è questo il momento ottimale per valutarne le ricadute negative in termini di impatto sui cicli lavorativi.

Si dovrebbe anche considerare che decisioni come quelle della regione Friuli Venezia Giulia si inseriscono a pieno diritto in una sorta di rappresentazione mediatica che il ministro Brunetta replica ormai da molto tempo nella sua personale lotta ai “fannulloni”. […]

[…]

Come sottolineava una amica ieri, il “danno da fannulloni” legato a Facebook per la regione Friuli Venezia Giulia ha una valenza mediatica, mentre quello da eventuale prolungata permanenza dei dipendenti di fronte alla macchinetta del caffè no. E, proseguendo di questo passo, quali altri siti web sarà opportuno negare ai dipendenti pubblici? I siti di news sono funzionali al loro lavoro? Gazzetta.it lo è?
(leggi tutto l’intervento di Mantellini su Punto Informatico)

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11 commenti a Proteste e commenti sullo stop a Facebook per i dipendenti della Regione Fvg

  1. Julius Franzot

    Io sono d’accordo con il divieto. In fondo facebook, al quale mi sono iscritto per dovere di cronaca, ma su cui non sono particolarmente attivo, ormai si è convertito in una fiera delle vanità, scambio di link e messaggini di qualità persino peggiore di quella dei già fastidiosissimi SMS.
    Se uno è ridotto a cercare conoscenze su facebook per la propria professione, ed un altro iuso durante l’orario di lavoro è improponibile, siamo alla frutta per quanto riguarda la comunicazione interpersonale. Se amerikanate del genere prendono ancora più piede, ci troveremo in un universo solitario, davanti a tastiere piene di nick ed identità effimere e virtuali.
    Le vere conoscenze si fanno di persona, non chattando o inoltrando messaggi e catene di Sant’Antonio

  2. Bibliotopa

    anche secondo me su facebook si perde tempo in attività e giochini inutili: chi ci tiene, può sempre collegarsi dal computer di casa.

  3. cagoia

    Forsi che desso ghe tochi lavorar?

  4. Polisnaonis

    Però, a parte i soliti noti blogger, potevate citare anche il nostro umile blog naoniano nel quale si trova un post sull’argomento ( http://tr.im/l4TY )che pare abbia anticipato la discussione della rete 🙂
    Per essere globali ci vuole attenzione al locale 😉

  5. polisnaonis:
    bon, te ga razòn!

    poi:
    non sono sicuro di essere d’accordo o contrario all’iniziativa della regione

    del resto, come dice il politico dell’idv, se uno vuole può sempre cazzeggiare, anche senza facebook

    e facebook può essere utile, proprio come l’email o meglio, per il proprio lavoro

    mah. tutto questo mi sa un po’ di propaganda (“siamo quelli della sicurezza! dell’ordine! della battaglia ai fannulloni!”) e, soprattutto, semplifica molto o troppo dei problemi complessi e difficili da inquadrare

  6. furlàn

    Ma Facebook non è ancora passato di moda? Io pensavo fosse già stato soppiantato da Twitter.

  7. credo che facebook sia quasi sui 10 milioni di utenti mensili in italia, twitter molto molto meno

  8. furlàn

    Bon ma presto finirà anche la moda feisbùc. Come maispèis e gheosìtis (chiuso proprio quest’anno).

  9. ti te dixi?
    mi no penso – che cussì tante milionade de iscriti un servizio come feisbuco no li ga mai fati nissun, in italia, gnanche el pci o la cgil…
    ; )

  10. regioni: fvg; ballaman, si a divieto facebook per dipendenti

    (ANSA) – TRIESTE, 12 MAG – Il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Edouard Ballaman (Lega), e’ completamente d’accordo con quanto stabilito dall’ assessore al Personale e ai Sistemi informatici, Elio De Anna, che ha vietato l’accesso a Facebook ai dipenderit regionali”. ”Ritengo anche – ha affermato Ballaman in una nota diffusa dalla segreteria regionale della Lega Nord – che eventuali e non indispensabili deroghe all’utilizzo di Facebook dovrebbero essere estremamente ponderate e limitate”. ”Per quanto riguarda una possibile eccezione al divieto di accesso dai computer regionali per i politici e i loro collaboratori – ha concluso Ballaman – personalmente ho stabilito di richiedere la disabilitazione dell’accesso a questo social network per il personale alle mie dirette dipendenze. Non trovo che Facebook sia uno strumento imprescindibile per i compiti che dobbiamo svolgere”. (ANSA)

  11. furlàn

    Resta comunque un fatto gravissimo, un principio di censura. Se invece di una social network (parola senza senzo, ovvio che tutte le reti instaurano rapporti sociali). Fosse stata una ‘trade union network’ ( un sito del sindacato per farla semplice)?

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