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	<title>Commenti a: Crisi: cambio di sistema o misure ad hoc?</title>
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	<description>News e opinioni sul Litorale dell&#039;Adriatico Orientale: notizie da Trieste, Gorizia, Lubiana, Udine, Capodistria e Fiume.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Mar 2010 00:03:37 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Di: someone fit the key(nes) brick, please! &#171; BerlinRomExpress</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-118788</link>
		<dc:creator>someone fit the key(nes) brick, please! &#171; BerlinRomExpress</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 14:59:33 +0000</pubDate>
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		<description>[...] the bora.la website, my favourite place as far as Mitteleuropean métissage is concerned, I read an interesting [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] the bora.la website, my favourite place as far as Mitteleuropean métissage is concerned, I read an interesting [...]</p>
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		<title>Di: Giorgio Ciaravolo</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-118340</link>
		<dc:creator>Giorgio Ciaravolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 05:39:20 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno Armando,
solo due appunti:
1. I socialdemocratici tedeschi sono in uno stato confusionale paragonabile a quello della sinista italiana oramai da anni; come ovunque al mondo questo spaventa un elettorato sano che sia alla ricerca di un governo che sappia dare risposte. Non favorisce il sapere che l&#039;ex cancelliere Schröder, finito il suo mandato, sia diventato &quot;impiegato&quot; della russa Gazprom. Al contrario dell&#039;Italia la democrazia è molto evoluta e sia il centrodestra che il centrosinistra hanno cuore il futuro della propria nazione (vedi il cancelliere Merkel).
2. Riguardo al conflitto globalizzazione e stato sociale non condivido affatto le tue affermazioni: la Germania è da anni uno dei principali global player sia per volumi complessivi dell&#039;export, sia per il PIL generato con tale export, eppure nessuno parla di smantellare lo stato sociale. Negli USA non c&#039;è il problema dello stato sociale perchè lo stato sociale non esiste.
In realtà l&#039;Italia è stata finora (politicamente) marginale nella globalizzazione (commercialmente va meglio: abbiamo ancora un buon export da media impresa) e chiudersi al mondo non le gioverà affatto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Armando,<br />
solo due appunti:<br />
1. I socialdemocratici tedeschi sono in uno stato confusionale paragonabile a quello della sinista italiana oramai da anni; come ovunque al mondo questo spaventa un elettorato sano che sia alla ricerca di un governo che sappia dare risposte. Non favorisce il sapere che l&#8217;ex cancelliere Schröder, finito il suo mandato, sia diventato &#8220;impiegato&#8221; della russa Gazprom. Al contrario dell&#8217;Italia la democrazia è molto evoluta e sia il centrodestra che il centrosinistra hanno cuore il futuro della propria nazione (vedi il cancelliere Merkel).<br />
2. Riguardo al conflitto globalizzazione e stato sociale non condivido affatto le tue affermazioni: la Germania è da anni uno dei principali global player sia per volumi complessivi dell&#8217;export, sia per il PIL generato con tale export, eppure nessuno parla di smantellare lo stato sociale. Negli USA non c&#8217;è il problema dello stato sociale perchè lo stato sociale non esiste.<br />
In realtà l&#8217;Italia è stata finora (politicamente) marginale nella globalizzazione (commercialmente va meglio: abbiamo ancora un buon export da media impresa) e chiudersi al mondo non le gioverà affatto.</p>
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		<title>Di: Armando</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-118203</link>
		<dc:creator>Armando</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 18:16:25 +0000</pubDate>
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		<description>1. Siamo d&#039;accordo

2. Hai ragione sulla necessità di salvare le Banche. Volevo solo sottolineare il fatto che gli stessi economisti che fino a ieri consideravano lo Stato il problema oggi chiedono il suo intervento in funzione anticiclica per sostenere la domanda aggregata. Da neoliberisti a neokeynesiani, dalla sera alla mattina.

3. Interessante quello che dici. In Italia c&#039;è una propaganda martellante che descrive la Germania ormai in mano alla destra, con i socialdemocratici in agonia. Se le cose sono diverse non posso che rallegrarmi.

4. Su questo punto dissento. Non solo la globalizzazione è arrestabilissima, ma il problema è proprio che l&#039;attuale fase di instabilità - che rischia di trasformarsi in caos sistemico non più governabile - è la conseguenza della globalizzazione. Già nel 2002, con la liberalizzazione dei movimenti di capitale instaurata o imposta da diversi anni, si erano contate circa 9 crisi finanziarie piuttosto serie, seppure su scala nazionale o regionale. La più importante, quella asiatica del 1997, ebbe un impatto enorme su milioni di persone, ma i media ne parlarono pochissimo.
In ogni caso, il nocciolo del problema è che lo stato sociale difficilmente potrà sopravvivere alla globalizzazione.
Negli Usa, non c&#039;è problema.
Ma in Europa è diverso. Il contratto sociale funziona perché c&#039;è uno Stato che riesce a mediare e conciliare le diverse istanze.
Se il contratto sociale viene sciolto, viene meno anche l&#039;ethos su cui si fondano le istituzioni politiche e sociali europee.
A mio avviso, non siamo molto lontani. Basta vedere un paese come l&#039;Italia, che ormai assomiglia sempre più al Principato di Monaco, un paese da operetta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1. Siamo d&#8217;accordo</p>
<p>2. Hai ragione sulla necessità di salvare le Banche. Volevo solo sottolineare il fatto che gli stessi economisti che fino a ieri consideravano lo Stato il problema oggi chiedono il suo intervento in funzione anticiclica per sostenere la domanda aggregata. Da neoliberisti a neokeynesiani, dalla sera alla mattina.</p>
<p>3. Interessante quello che dici. In Italia c&#8217;è una propaganda martellante che descrive la Germania ormai in mano alla destra, con i socialdemocratici in agonia. Se le cose sono diverse non posso che rallegrarmi.</p>
<p>4. Su questo punto dissento. Non solo la globalizzazione è arrestabilissima, ma il problema è proprio che l&#8217;attuale fase di instabilità &#8211; che rischia di trasformarsi in caos sistemico non più governabile &#8211; è la conseguenza della globalizzazione. Già nel 2002, con la liberalizzazione dei movimenti di capitale instaurata o imposta da diversi anni, si erano contate circa 9 crisi finanziarie piuttosto serie, seppure su scala nazionale o regionale. La più importante, quella asiatica del 1997, ebbe un impatto enorme su milioni di persone, ma i media ne parlarono pochissimo.<br />
In ogni caso, il nocciolo del problema è che lo stato sociale difficilmente potrà sopravvivere alla globalizzazione.<br />
Negli Usa, non c&#8217;è problema.<br />
Ma in Europa è diverso. Il contratto sociale funziona perché c&#8217;è uno Stato che riesce a mediare e conciliare le diverse istanze.<br />
Se il contratto sociale viene sciolto, viene meno anche l&#8217;ethos su cui si fondano le istituzioni politiche e sociali europee.<br />
A mio avviso, non siamo molto lontani. Basta vedere un paese come l&#8217;Italia, che ormai assomiglia sempre più al Principato di Monaco, un paese da operetta.</p>
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		<title>Di: Julius Franzot</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-118104</link>
		<dc:creator>Julius Franzot</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 10:54:28 +0000</pubDate>
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		<description>@ Armando

1. Mi sembra molto condivisibile la tua affermazione che 25 anni fa c&#039;era già un sistema valido, che penso si possa chiamare socialdemocrazia o economia sociale di mercato. A mio avviso, oltre che essere l&#039;espressione di un elementare buonsenso, tale sistema si reggeva anche come via intermedia al capitalismo ed al socialismo reale, nel senso che suggeriva al popolo che era meglio avere un po&#039;di socialismo reversibile che una dittarura comunista irreversibile. Alla caduta del comunismo reale venne a mancare un&#039;alternativa-spauracchio e così le forze turbocapitaliste poterono annunciare che avevano vinto la storia e pertanto non erano più disposte a fare compromessi per &quot;il male minore&quot; (secondo loro).

2. I soldi per salvare le banche sono puro pragmatismo: immaginati cosa succederebbe se non li elargissero e le principali banche chiudessero per fallimento, come sarebbe inevitabile: oltre alla diminuzione dei posti di lavoro dei bancari, si assisterebbe o alla perdita dei risparmi o alla corsa allo sportello per ritirare tutto e metterlo nel materasso. Dato che il &quot;denaro&quot; in circolazione è 1/6 della copertura bancaria, i curatori dei fallimenti delle banche potrebbero rimborsare solo 1/6 dei depositi. Inoltre, la funzione principale delle banche è di provvedere liquidità al settore produttivo: se questa manca, le ditte sono costrette a chiudere, si ha una disoccupazione di massa e rimane solo la via prettamente marxista della statalizzazione di tutta l&#039;economia. Penso che siano in pochi a volerla.

3. La sinistra come alternativa alla destra in Germania sta risorgendo a grandi passi ed anche certa &quot;destra&quot; (Angela Merkel) ora comincia ad agire (non necessariamente a pensare) come dovrebbe fare una sinistra socialdemoreatica classica. Il problema di avere una sinistra tradizionale al potere in Germania è duplice: da una parte ci sono forti divergenze in politica estera tra le sinistre, dall&#039;altra persiste lo spettro della DDR, che basta agitare come uno spauracchio per far fuggire potenziali elettori di sinistra verso &quot;vie di mezzo&quot;. In Italia, ho l&#039;impressione che il cambio da Veltroni a Franceschini sia un passo nella direzione giusta.

4. Non credo sia praticabile ritornare ad una fotocopia della socialdemocrazia dei primi anni 80: oggi la globalizzazione, a mio avviso inarrestabile, spinge a prediligere la creazione di posti di lavoro stabili e dignitosi all&#039;assistenzialismo, che in Germania proprio negli anni 80 era tale, da togliere alla gente la voglia di lavorare. Un sistema oggi praticabile dovrebbe aprire all&#039;aumento massiccio dell&#039;impiego nel settore pubblico (venerdì nel prossimo articolo spiago come questo sia già realtà a Berlino, con la coalizione tra SPD e Die Linke), finanziato sia dall&#039;aumento della domanda interna (keynesianesimo), sia da aumenti fiscali sui redditi milionari ed, eventualmente, da una Tobin Tax sulle transazioni internazionali fuori dall&#039;area Euro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Armando</p>
<p>1. Mi sembra molto condivisibile la tua affermazione che 25 anni fa c&#8217;era già un sistema valido, che penso si possa chiamare socialdemocrazia o economia sociale di mercato. A mio avviso, oltre che essere l&#8217;espressione di un elementare buonsenso, tale sistema si reggeva anche come via intermedia al capitalismo ed al socialismo reale, nel senso che suggeriva al popolo che era meglio avere un po&#8217;di socialismo reversibile che una dittarura comunista irreversibile. Alla caduta del comunismo reale venne a mancare un&#8217;alternativa-spauracchio e così le forze turbocapitaliste poterono annunciare che avevano vinto la storia e pertanto non erano più disposte a fare compromessi per &#8220;il male minore&#8221; (secondo loro).</p>
<p>2. I soldi per salvare le banche sono puro pragmatismo: immaginati cosa succederebbe se non li elargissero e le principali banche chiudessero per fallimento, come sarebbe inevitabile: oltre alla diminuzione dei posti di lavoro dei bancari, si assisterebbe o alla perdita dei risparmi o alla corsa allo sportello per ritirare tutto e metterlo nel materasso. Dato che il &#8220;denaro&#8221; in circolazione è 1/6 della copertura bancaria, i curatori dei fallimenti delle banche potrebbero rimborsare solo 1/6 dei depositi. Inoltre, la funzione principale delle banche è di provvedere liquidità al settore produttivo: se questa manca, le ditte sono costrette a chiudere, si ha una disoccupazione di massa e rimane solo la via prettamente marxista della statalizzazione di tutta l&#8217;economia. Penso che siano in pochi a volerla.</p>
<p>3. La sinistra come alternativa alla destra in Germania sta risorgendo a grandi passi ed anche certa &#8220;destra&#8221; (Angela Merkel) ora comincia ad agire (non necessariamente a pensare) come dovrebbe fare una sinistra socialdemoreatica classica. Il problema di avere una sinistra tradizionale al potere in Germania è duplice: da una parte ci sono forti divergenze in politica estera tra le sinistre, dall&#8217;altra persiste lo spettro della DDR, che basta agitare come uno spauracchio per far fuggire potenziali elettori di sinistra verso &#8220;vie di mezzo&#8221;. In Italia, ho l&#8217;impressione che il cambio da Veltroni a Franceschini sia un passo nella direzione giusta.</p>
<p>4. Non credo sia praticabile ritornare ad una fotocopia della socialdemocrazia dei primi anni 80: oggi la globalizzazione, a mio avviso inarrestabile, spinge a prediligere la creazione di posti di lavoro stabili e dignitosi all&#8217;assistenzialismo, che in Germania proprio negli anni 80 era tale, da togliere alla gente la voglia di lavorare. Un sistema oggi praticabile dovrebbe aprire all&#8217;aumento massiccio dell&#8217;impiego nel settore pubblico (venerdì nel prossimo articolo spiago come questo sia già realtà a Berlino, con la coalizione tra SPD e Die Linke), finanziato sia dall&#8217;aumento della domanda interna (keynesianesimo), sia da aumenti fiscali sui redditi milionari ed, eventualmente, da una Tobin Tax sulle transazioni internazionali fuori dall&#8217;area Euro.</p>
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		<title>Di: Armando</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-118031</link>
		<dc:creator>Armando</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 16:14:16 +0000</pubDate>
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		<description>Molto interessante, ma non capisco come possa funzionare.
L&#039;idea degli economisti di questi ultimi anni è stata: chiudiamo il 90% delle aziende agricole, licenziamo metà degli operai e concentriamoci nelle attività ad alto valore aggiunto.
Il problema è la collocazione da trovare a milioni di persone espulse dal mondo del lavoro.
Probabilmente in Germania si è partiti da un livello di tecnologia e di capitale umano molto avanzato, con la possibilità di spendere di più in servizi sociali per riassorbire i lavoratori in soprannunero.
In Italia queste risorse non esistono e non a caso si parla di declino: una continua emorragia di posti di lavoro che comporta minori entrate per lo Stato, già indebitato e comunque impossibilitato a intervenire su qualsiasi politica.
Date le premesse - fra cui l&#039;idea sbagliata degli economisti che gli aggiustamenti sono velocissimi e dai costi risibili - non vedo come si possa uscire dal pantano politico europeo, dove la sinistra ha perso terreno dappertutto da quando ha accettato i fondamenti del pensiero neoliberale.
Il sistema che funzionava (pur con molti difetti) c&#039;era già prima. E&#039; il sistema che ha coniugato i più alti tassi di crescita economica di sempre - sia nei paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo - ad una discreta, o buona, condivisione dei benefici della crescita a tutti gli strati sociali.
Quel sistema è stato smantellato negli ultimi 25 anni. Bisognerebbe partire da qui, da un minimo di onestà intelletuale nel riconoscere che questo nuovo sistema, fondato sul lento progressivo smantellamento delle protezioni assicurate alle fasce più deboli, ha fallito.
Ma nessuno lo fa. 
E senza questo briciolo di onestà intellettuale, pensare di mettere in piedi nuovi sistemi è come minimo molto dubbio.
Su cosa dovranno pronunciarsi gli elettori, che non sono stati interpellati in passato quando gli è stato distrutto sotto il naso il loro sistema di protezione?
Perché dovrebbero votare a sinistra se la sinistra non è in grado di porsi come alternativa alla destra?
Se nessun uomo politico di sinistra ha il coraggio di dire: vi ricordate come si stava vent&#039;anni fa? Bene, tutto quello che avevate allora e vi è stato tolto lo dovete alla destra, alla loro retorica sulla modernizzazione, sulla fine naturale del fordismo e altre simili balle.
In questi ultimi 25 anni loro hanno aumentato i loro patrimoni, e voi siete rimasti fregati.
Il cambio di sistema che si è visto finora è stato stampare denaro per darlo in primis ai banchieri e poi un po&#039; ai poveracci, nuova versione del &quot;panem et circenses&quot; ma altrettanto squallida, con gli stessi economisti neoliberisti che ieri tuonavano contro lo Stato impegnati a chiedere a gran voce soldi, soldi e ancora soldi, per loro e i loro amici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante, ma non capisco come possa funzionare.<br />
L&#8217;idea degli economisti di questi ultimi anni è stata: chiudiamo il 90% delle aziende agricole, licenziamo metà degli operai e concentriamoci nelle attività ad alto valore aggiunto.<br />
Il problema è la collocazione da trovare a milioni di persone espulse dal mondo del lavoro.<br />
Probabilmente in Germania si è partiti da un livello di tecnologia e di capitale umano molto avanzato, con la possibilità di spendere di più in servizi sociali per riassorbire i lavoratori in soprannunero.<br />
In Italia queste risorse non esistono e non a caso si parla di declino: una continua emorragia di posti di lavoro che comporta minori entrate per lo Stato, già indebitato e comunque impossibilitato a intervenire su qualsiasi politica.<br />
Date le premesse &#8211; fra cui l&#8217;idea sbagliata degli economisti che gli aggiustamenti sono velocissimi e dai costi risibili &#8211; non vedo come si possa uscire dal pantano politico europeo, dove la sinistra ha perso terreno dappertutto da quando ha accettato i fondamenti del pensiero neoliberale.<br />
Il sistema che funzionava (pur con molti difetti) c&#8217;era già prima. E&#8217; il sistema che ha coniugato i più alti tassi di crescita economica di sempre &#8211; sia nei paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo &#8211; ad una discreta, o buona, condivisione dei benefici della crescita a tutti gli strati sociali.<br />
Quel sistema è stato smantellato negli ultimi 25 anni. Bisognerebbe partire da qui, da un minimo di onestà intelletuale nel riconoscere che questo nuovo sistema, fondato sul lento progressivo smantellamento delle protezioni assicurate alle fasce più deboli, ha fallito.<br />
Ma nessuno lo fa.<br />
E senza questo briciolo di onestà intellettuale, pensare di mettere in piedi nuovi sistemi è come minimo molto dubbio.<br />
Su cosa dovranno pronunciarsi gli elettori, che non sono stati interpellati in passato quando gli è stato distrutto sotto il naso il loro sistema di protezione?<br />
Perché dovrebbero votare a sinistra se la sinistra non è in grado di porsi come alternativa alla destra?<br />
Se nessun uomo politico di sinistra ha il coraggio di dire: vi ricordate come si stava vent&#8217;anni fa? Bene, tutto quello che avevate allora e vi è stato tolto lo dovete alla destra, alla loro retorica sulla modernizzazione, sulla fine naturale del fordismo e altre simili balle.<br />
In questi ultimi 25 anni loro hanno aumentato i loro patrimoni, e voi siete rimasti fregati.<br />
Il cambio di sistema che si è visto finora è stato stampare denaro per darlo in primis ai banchieri e poi un po&#8217; ai poveracci, nuova versione del &#8220;panem et circenses&#8221; ma altrettanto squallida, con gli stessi economisti neoliberisti che ieri tuonavano contro lo Stato impegnati a chiedere a gran voce soldi, soldi e ancora soldi, per loro e i loro amici.</p>
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		<title>Di: StripedCat</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-117449</link>
		<dc:creator>StripedCat</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 21:03:07 +0000</pubDate>
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		<description>Julius 
grazie per la panoramica. Concordo con Arlon, e&#039; un approccio molto diverso dall&#039;italico wishful thinking governativo...annegato nel teatrino mediatico dei politici nei talkshow, il Titanic con i soliti noti gia&#039; seduti in scialuppa che ordinano all&#039;orchestra di suonare piu&#039; forte.
Stripedcat</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Julius<br />
grazie per la panoramica. Concordo con Arlon, e&#8217; un approccio molto diverso dall&#8217;italico wishful thinking governativo&#8230;annegato nel teatrino mediatico dei politici nei talkshow, il Titanic con i soliti noti gia&#8217; seduti in scialuppa che ordinano all&#8217;orchestra di suonare piu&#8217; forte.<br />
Stripedcat</p>
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		<title>Di: Julius Franzot</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-117116</link>
		<dc:creator>Julius Franzot</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 21:19:23 +0000</pubDate>
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		<description>@ asem:

1. E&#039; vero che sia destra che sinistra non approvano NATO ed EU neoliberale, ma lo fanno con in mente due progetti opposti. L&#039; NPD vuole sostituire al neoiberalismo la Volksgemeinschaft, di hitleriana memoria, che, sul piano europeo, si traduce con &quot;Festung Europa&quot;, quindi uscita dall&#039; Euro ed economia nazionale gonfiata con denaro virtuale, che consenta, al momento opportuno, di cacciare tutti gli stranieri e di mettere a disposizione quelle capacità monetarie (costruite, come nel neoliberismo, sul nulla) a disposizione dei soli europei (poi non so se la definizione &quot;Europei&quot; in realtà abbia un significato più ristretto). L&#039; NPD inoltre propaga un rapporto privilegiato con la Russia. Se non fossero LORO a proporlo, non avrei nulla in contrario, ma, così, mi ricorda troppo Ribbentrop e quello che aveva in mente e che si è puntualmente avverato. Io sarei molto cauto a tracciare certi paralleli, che, in apparenza sono sensati, ma prescindono dalla storia di Die Linken (composto da WASG, ala dell&#039; SPD, che si oppose all&#039; Agenda 2010 di Schröder - riduzione all&#039;osso dello stato sociale- e dal PDS di Gysi, partito della nostalgia della DDR, ora ala moderata, ma, non dimentichiamolo, successore legale dei beni dell&#039; SED, partito &quot;socialista&quot; della DDR. Quindi se qualcuno ha verso di loro il dubbio che siano ex-comunisti, può avere le sue ragioni, ma metterli sullo stesso piano dei neonazisti non ha senso). Non dimenticare inoltre che da un&#039;attenta lettura del mio articolo risulta che Die Linke ed SPD hanno tra di loro anche notevoli differenze, soprattutto sulla politica internazionale. Se non fosse per quelle (e per la percezione - emozionale - di certi elettori che Die Linke in fondo vuole di nuovo la DDR) sarebbe chiara una futura coalizione Rosso-Rosso-Verde, che spopolerebbe. Però, almeno per il momento non è possibile, in quanto ci sarebbe troppa gente anziana che vedrebbe l&#039;anticamera del partito unico, come già successo in tutta l&#039; Europa sovietica.

2. L&#039; estrema destra non vuole le statalizzazioni

3. L&#039; aumento delle tasse è imprescindibile per chiunque voglia cambiare il sistema, sia di destra che di sinistra. Un cambiamento porta con sè la creazione di nuovi comparti e la Costituzione tedesca proibisce esplicitamente di sottoporre al Parlamento leggi che prevedano nuove spese senza spiegare con che soldi saranno coperte

Secondo me le novità ufficiali (ce ne sono anche altre, ma verranno fuori solo dopo le elezioni) sono la demolizione del precariato, la possibilità di statalizzazione di imprese, lo stop alla privatizzazione, l&#039;aumento massiccio della quota statale, il riconoscimento che certi servizi, come istruzione e sanità, non sono monetizzabili, la sostituzione delle energie fossili con quelle rinnovabili. E&#039; troppo poco?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ asem:</p>
<p>1. E&#8217; vero che sia destra che sinistra non approvano NATO ed EU neoliberale, ma lo fanno con in mente due progetti opposti. L&#8217; NPD vuole sostituire al neoiberalismo la Volksgemeinschaft, di hitleriana memoria, che, sul piano europeo, si traduce con &#8220;Festung Europa&#8221;, quindi uscita dall&#8217; Euro ed economia nazionale gonfiata con denaro virtuale, che consenta, al momento opportuno, di cacciare tutti gli stranieri e di mettere a disposizione quelle capacità monetarie (costruite, come nel neoliberismo, sul nulla) a disposizione dei soli europei (poi non so se la definizione &#8220;Europei&#8221; in realtà abbia un significato più ristretto). L&#8217; NPD inoltre propaga un rapporto privilegiato con la Russia. Se non fossero LORO a proporlo, non avrei nulla in contrario, ma, così, mi ricorda troppo Ribbentrop e quello che aveva in mente e che si è puntualmente avverato. Io sarei molto cauto a tracciare certi paralleli, che, in apparenza sono sensati, ma prescindono dalla storia di Die Linken (composto da WASG, ala dell&#8217; SPD, che si oppose all&#8217; Agenda 2010 di Schröder &#8211; riduzione all&#8217;osso dello stato sociale- e dal PDS di Gysi, partito della nostalgia della DDR, ora ala moderata, ma, non dimentichiamolo, successore legale dei beni dell&#8217; SED, partito &#8220;socialista&#8221; della DDR. Quindi se qualcuno ha verso di loro il dubbio che siano ex-comunisti, può avere le sue ragioni, ma metterli sullo stesso piano dei neonazisti non ha senso). Non dimenticare inoltre che da un&#8217;attenta lettura del mio articolo risulta che Die Linke ed SPD hanno tra di loro anche notevoli differenze, soprattutto sulla politica internazionale. Se non fosse per quelle (e per la percezione &#8211; emozionale &#8211; di certi elettori che Die Linke in fondo vuole di nuovo la DDR) sarebbe chiara una futura coalizione Rosso-Rosso-Verde, che spopolerebbe. Però, almeno per il momento non è possibile, in quanto ci sarebbe troppa gente anziana che vedrebbe l&#8217;anticamera del partito unico, come già successo in tutta l&#8217; Europa sovietica.</p>
<p>2. L&#8217; estrema destra non vuole le statalizzazioni</p>
<p>3. L&#8217; aumento delle tasse è imprescindibile per chiunque voglia cambiare il sistema, sia di destra che di sinistra. Un cambiamento porta con sè la creazione di nuovi comparti e la Costituzione tedesca proibisce esplicitamente di sottoporre al Parlamento leggi che prevedano nuove spese senza spiegare con che soldi saranno coperte</p>
<p>Secondo me le novità ufficiali (ce ne sono anche altre, ma verranno fuori solo dopo le elezioni) sono la demolizione del precariato, la possibilità di statalizzazione di imprese, lo stop alla privatizzazione, l&#8217;aumento massiccio della quota statale, il riconoscimento che certi servizi, come istruzione e sanità, non sono monetizzabili, la sostituzione delle energie fossili con quelle rinnovabili. E&#8217; troppo poco?</p>
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	<item>
		<title>Di: arlon</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-117101</link>
		<dc:creator>arlon</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 20:45:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bora.la/?p=2690#comment-117101</guid>
		<description>Se non altro, nei metodi.
Che c&#039;è chi nella politica certe cose le articola e spiega (o almeno ci prova) e chi se ne esce con una o più leggi farsa/palliative al giorno, la maggior parte delle quali boutade pro-mediatiche.
Se sembra poco.. think again.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non altro, nei metodi.<br />
Che c&#8217;è chi nella politica certe cose le articola e spiega (o almeno ci prova) e chi se ne esce con una o più leggi farsa/palliative al giorno, la maggior parte delle quali boutade pro-mediatiche.<br />
Se sembra poco.. think again.</p>
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		<title>Di: asem</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-117096</link>
		<dc:creator>asem</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 20:32:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bora.la/?p=2690#comment-117096</guid>
		<description>Chi sta disegnando il nuovo progetto? Soprattutto (le due forze che si dividono la sinistra)  Die Linke e (SPD).

- Die Linke si oppone alla NATO, vuole il ritiro immediato delle truppe in Afghanistan e dice NO ai Trattati di Lisbona (come l&#039;estrema destra), in quanto cementerebbero l’EU neoliberale.        cosa c&#039;è di nuovo?
-statalizzazioni (come l&#039;estrema destra)    cosa c&#039;è di nuovo?
-aumento delle tasse (come l&#039;estrema destra)   cosa c&#039;è di nuovo?
- ecc. ecc.              insomma cosa c&#039;è di tanto nuovo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chi sta disegnando il nuovo progetto? Soprattutto (le due forze che si dividono la sinistra)  Die Linke e (SPD).</p>
<p>- Die Linke si oppone alla NATO, vuole il ritiro immediato delle truppe in Afghanistan e dice NO ai Trattati di Lisbona (come l&#8217;estrema destra), in quanto cementerebbero l’EU neoliberale.        cosa c&#8217;è di nuovo?<br />
-statalizzazioni (come l&#8217;estrema destra)    cosa c&#8217;è di nuovo?<br />
-aumento delle tasse (come l&#8217;estrema destra)   cosa c&#8217;è di nuovo?<br />
- ecc. ecc.              insomma cosa c&#8217;è di tanto nuovo?</p>
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		<title>Di: arlon</title>
		<link>http://bora.la/2009/04/03/crisi-cambio-di-sistema-o-misure-ad-hoc/comment-page-1/#comment-117038</link>
		<dc:creator>arlon</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 17:17:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bora.la/?p=2690#comment-117038</guid>
		<description>Molto interessante, grazie.
Mi ha fatto (ulteriormente) deprimere davanti alla scena politica della penisola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante, grazie.<br />
Mi ha fatto (ulteriormente) deprimere davanti alla scena politica della penisola.</p>
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