29 Settembre 2008

La fragile transizione del Kosovo

Il tema del Kosovo è sicuramente passato di moda, ma nell’ultimo periodo alcuni fatti lo hanno rimesso al centro del dibattito sia in Italia che all’estero.

In Italia c’è stato il documentario di Iacona su Rai3, che ha contribuito a rimettere in moto la discussione (anche in termini accesi, come era prevedibile), ma che, forse, rischia di rimanere solo tra “addetti ai lavori”. A livello internazionale invece la crisi del Caucaso e la guerra in Georgia hanno sviluppato una corsa ad evidenziare i “parallelismi” con la crisi del Kosovo e la soluzione lì sostenuta da gran parte della comunità internazionale e dagli Stati Uniti in primis.

Ora esce un rapporto dell’International Crisis Group, che usa toni molto preoccupati sullo stato dell’arte in Kosovo e molto critici sui risultati fino ad ora raggiunti. Il rapporto, intitolato Kosovo’s Fragile Transition, mette a nudo tutte le difficoltà delle missioni internazionali presenti sul campo e afferma che il piano Athisaari è stato “minato” dagli stessi che invece avrebbero dovuto metterlo in atto.

Ancora più duro il giudizio sullo stato della convivenza:

…the calm surface is deceptive. Divisions between Albanian and Serb areas have widened, and prospects for a unitary state are evaporating. If a de facto partition hardens, the future of the two thirds of Kosovo’s Serbs who live south of the River Ibar division line will be problematic, pressure to redraw borders on ethnic lines throughout the former Yugoslavia will mount, and perspectives for EU membership for countries in the region will further dim.”

Il rapporto è molto articolato, ma bastano questi pochi passaggi per capire che la questione Kosovo dovrebbe essere ancora considerata seriamente dalla comunità internazionale, soprattutto dall’Europa e dall’Italia, che ha da poco rilanciato i Balcani come priorità della nostra politica estera. E se si pensa che l’International Crisis Group non può certamente essere accusato di avere una linea antiamericana (anzi!), le parole del rapporto appaiono ancora più allarmanti.

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Un commento a La fragile transizione del Kosovo

  1. Avatar rafrad6164

    Con ogni probabilita’il Kosovo sara’ trattato come il Tlt, cioe’ diviso in due. L’Occidente si ostina ma alla fine dovra’ aprire gli occhi e confrontarsi con la realta’. Scenario non molto dissimile in Bosnia ed Erzegovina, anche se qui’ la situazione e’ ancora piu’ complessa e c’e’anche la componente Croata a sparigliare le carte.

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